Avvenire di Calabria

Inaugurato il presidio di Libera intitolato a Giovanni Trecroci e consegnate le chiavi di un bene confiscato alla cooperativa che lavora al "Dopo di Noi"

Giustizia sociale a Villa San Giovanni, oggi una giornata storica

Le parole di don Luigi Ciotti: «È uno schiaffo alla 'ndrangheta; restitutire un bene alla collettività è uno degli aspetti più importanti del nostro impegno»

di Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Giustizia sociale a Villa San Giovanni: doppio impegno della società civile villese. Prima l'inaugurazione del presidio di Libera, alla presenza di don Luigi Ciotti, poi la consegna delle chiavi di un bene confiscato alla cooperativa "Rose Blu".

L'apertura del presidio

Stamattina a Villa San Giovanni è stato inaugurato il presidio antimafia di Libera, fortemente voluto dal clan Lybra dell'Agesci di Villa San Giovanni. Il presidio è intitolato a Giovanni Trecroci, vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici nel comune di Villa San Giovanni ucciso nella notte tra il 7 e l’8 febbraio 1990 mentre faceva rientro a casa dopo una riunione del Consiglio comunale.

Giustizia sociale a Villa San Giovanni, oggi, una giornata storica
Falcomatà consegna le chiavi di un bene confiscato alla cooperativa "Rose Blu"

Giustizia sociale a Villa San Giovanni - Il caso del Centro diurno

In questa occasione, la Città Metropolitana di Reggio Calabria ha consegnato questa mattina a Villa San Giovanni un bene confiscato concesso ad uso sociale alla Cooperativa "Rose Blu", aderente al presidio.

L'immobile, confiscato definitivamente nel 2013, è stato acquisito dalla Città Metropolitana ed assegnato, con delibera del Sindaco Falcomatà, alla Cooperativa Sociale Rose Blu Onlus di Villa San Giovanni, per la realizzazione del progetto "Dopo di Noi" a favore di bambini e ragazzi con autismo e disabilità. L'immobile sarà interessato da interventi di ristrutturazione importanti effettuati dalla Cooperativa grazie al sostegno della Fondazione con il Sud ed alla raccolta fondi che è stata lanciata attraverso i social da Domenico Barresi, che da anni opera in questo campo.

Alla cerimonia di consegna delle chiavi, insieme al sindaco della Città Metropolitana Giuseppe Falcomatà, era presente il fondatore e presidente di Libera, Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie, Don Luigi Ciotti. Con loro anche il Referente regionale di Libera Don Ennio Stamile e quello cittadino Giuseppe Marino, oltre alla referente del presidio di Villa San Giovanni Laura Barbaro, al Presidente della Cooperativa "Rose Blu" Domenico Barresi, al vicesindaco di Villa San Giovanni, Maria Grazia Richichi e a Giuseppe Trecroci, figlio del compianto Giovanni, cui è intitolato il presidio villese.

Giustizia sociale a Villa San Giovanni, oggi, una giornata storica
L'intervento di don Luigi Ciotti, oggi, a Villa San Giovanni

Le parole di don Ciotti

Di «schiaffo alla 'ndrangheta» ha parlato don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, giunto a Villa San Giovanni per partecipare alla consegna del bene confiscato e successivamente a Reggio Calabria per la consegna delle vetrofanie agli imprenditori reggini della Rete Reggio Libera Reggio. «La confisca - ha dichiarato don Ciotti - è soprattutto una bonifica culturale e sociale. Restituire un bene alla collettività per usi sociali è uno degli aspetti più importanti del nostro impegno. Dobbiamo sottrarre tutti questi patrimoni frutto di illegalità, di violenza, di traffici e spesso anche di morte, e renderli abitabili, gestibili, funzionanti. Perché rappresentano il potere dei segni contro il potere criminale e mafioso. Questi ragazzi oggi hanno la possibilità di utilizzare un bene confiscato per fare del bene, per accogliere, perché l'accoglienza è la vita che accoglie la vita».

Articoli Correlati

I campi di Libera fanno tappa a Reggio Calabria

I campi di Libera fanno tappa a Reggio Calabria

Da ieri al 24 luglio, i ragazzi da tutta Italia saranno di stanza ad Ecolandia nel quartiere di Arghillà. Sarà l’occasione per conoscere da vicino le storie di impegno nei beni confiscati.

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.