Inclusione: Reggio Calabria, oggi una delegazione dell’Aisla a bordo dell’Amerigo Vespucci

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Oggi, lunedì 5 maggio, il veliero Amerigo Vespucci ha attraccato alla banchina nuova di Levante del porto di Reggio Calabria, dopo aver solcato gli oceani in un tour internazionale che l’ha portato nei cinque continenti. Una tappa importante non solo per la Marina militare italiana, ma anche per il mondo del Terzo Settore: tra le realtà presenti, anche Aisla – Associazione italiana Sclerosi laterale amiotrofica.
L’iniziativa, promossa dal Ministero per le Disabilità con il progetto “Italia e inclusione, la persona al centro”, ha visto l’allestimento di stand tematici e la partecipazione a panel pubblici per promuovere l’inclusione sociale delle persone con disabilità. Una scelta simbolica e concreta: portare la voce delle persone più fragili su una delle navi più iconiche della Repubblica italiana.
Aisla, attraverso la sua sezione calabrese, ha raccontato il proprio impegno accanto alle persone con Sla e alle loro famiglie. “Iniziative come questa ci ricordano che l’inclusione è un percorso condiviso – spiega Francesca Genovese, presidente della sezione calabrese di Aisla –. È importante esserci, visibilmente e concretamente, nei luoghi che rappresentano l’identità del nostro Paese”.
Sulla nave campeggia la targa con il motto che accompagna ogni navigazione dell’Amerigo Vespucci: “Non chi comincia, ma quel che persevera”. Una frase che Aisla sente profondamente sua. Perché il lavoro quotidiano dell’Associazione non è fatto di slanci episodici, ma di una presenza costante, tenace, paziente. “Perseverare, per noi, significa esserci ogni giorno. Anche quando la malattia spegne la voce, anche quando le istituzioni sono lente, anche quando la fatica sembra prendere il sopravvento”.
Il progetto “Italia e inclusione” vuole proprio questo: mettere al centro le persone, riconoscerne i diritti, favorire l’accesso alla vita sociale, culturale ed economica. Un obiettivo che richiede co-progettazione, ascolto e responsabilità condivisa. Per Aisla, significa ribadire con forza il diritto a un progetto di vita dignitoso anche nella disabilità complessa, come la Sla.
“La nostra partecipazione a bordo dell’Amerigo Vespucci – conclude Genovese – è stata un’occasione preziosa per raccontare l’impegno che portiamo avanti ogni giorno, insieme a tanti caregiver, operatori, volontari e sostenitori. Ma è stata anche un’esperienza emozionante, che ci ha restituito il senso più profondo del nostro ‘navigare insieme’: non c’è mare troppo grande se la rotta è condivisa”.
Il viaggio della nave prosegue, ma il messaggio lasciato al porto di Reggio Calabria resta forte e chiaro: l’inclusione non è un traguardo, è una rotta. E Aisla è pronta a percorrerla, accanto a chi ne ha più bisogno.

Fonte: Agensir
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