La diocesi di Locri ha celebrato la Giornata della salvaguardia del creato e del ringraziamento

Durante la celebrazione eucaristica tanti sono stati gli spunti offerti dal vescovo Oliva
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La diocesi di Locri ha celebrato la Giornata della salvaguardia del creato e del ringraziamento. L’iniziativa è stata vissuta presso il santuario “Nostra Signore dello Scoglio” di Placanica. Durante la celebrazione eucaristica tanti sono stati gli spunti offerti dal vescovo Oliva.

La Giornata della salvaguardia del creato e del ringraziamento a Locri

«Tutti siamo chiamati ad un impegno comune per custodire il meraviglioso giardino che Dio ci ha affidato». Lo ha ribadito il vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, in occasione della Giornata della salvaguardia del creato e del ringraziamento che, a livello diocesano, è stata vissuta con una celebrazione presso il Santuario “Nostra Signora dello Scoglio” di Placanica.

Il creato in cui viviamo ci è stato donato perché possiamo goderne tutti insieme: «Se volgiamo lo sguardo attorno -ha detto il vescovo- ci accorgiamo di camminare su una terra e per sentieri ed orizzonti che altri hanno tracciato per noi. Ci accorgiamo che non siamo noi a darci quello che abbiamo e che siamo. Tutto ci è stato donato. Il creato, la casa comune, la natura, l’ambiente in cui viviamo sono stati creati per noi, perché l’abitassimo ed insieme ne godessimo. Pertanto, insieme siamo chiamati a custodire questo meraviglioso giardino e a sentirci a casa nostra, in quell’unica famiglia che ci fa essere “Fratelli tutti”».


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Il vescovo ha, però, dovuto ricordare come non sempre l’uomo rispetti la natura e l’ambiente, ne sono un disastroso esempio i numerosi incendi che continuano a rappresentare una minaccia per il territorio.

Spiegando la pagina del vangelo offerta dalla liturgia del giorno, monsignor Oliva ha sottolineato quanto sia pericoloso cadere nell’insidia dell’ipocrisia, come quella manifestata da quanti ostentano una “religiosità formale ed apparente” fatta di “propria vanagloria”, di “ritualismo vuoto” e di “formalismo religioso”; il modello di vita da seguire rimane quello della «povera vedova, che versa come offerta due spiccioli, poca cosa, un nulla, che però era “tutto quello che aveva per vivere”».

Il vescovo ha poi spiegato: «Gesù loda quella vedova, che in quel tempo rappresentava la parte della società più indifesa e povera. A Lui non interessa la quantità delle monete, ma quanto peso di vita, di fatica e di speranze sta dentro i suoi pochi spiccioli. Donando quello che aveva, in realtà dona sé stessa, fiduciosa che comunque Dio avrà cura di lei. Di quella vedova non conosciamo né il nome né il volto; ma vediamo il suo cuore, quello che c’è dentro e che conta di più davanti a Dio!».


PER APPROFONDIRE: Giornata per la Custodia del Creato, un Olivo in ogni chiesa della Calabria


Si tratta di una lezione valida per l’uomo di oggi, perché anche nell’epoca in cui viviamo ci sono «troppo ammalati di voglia di apparire, di calcoli meschini, di subdoli interessi egoistici che portano a chiudere il cuore e le mani di fronte a chi chiede aiuto, ed a svuotare gli armadi, pensando di vestire il povero con l‘usato. Gesù vuole aiutarci a comprendere ciò che è essenziale nella nostra vita spirituale, ciò che serve davvero nella relazione con Dio».

In conclusione, monsignor Oliva ha affermato che il Signore da noi si aspetta «non soldi o cose, ma l’offerta generosa di noi stessi, delle nostre forze e capacità, della nostra disponibilità a seguirlo con fiducia incondizionata. Ciò che più conta per Luinon è quello che abbiamo, ma quello che siamo; non la quantità di quello che diamo, ma con quanto amore lo diamo».


Foto d’archivio – fonte: madonnadelloscoglio.calabria.it

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