La Santa Eucaristia arriva nei reparti Covid dell’ospedale Annunziata di Cosenza

Le restrizioni e il cordone di sicurezza hanno impedito in questo anno passato a tanti malati di ricevere l’eucarestia, soprattutto ai malati Covid, ma grazie alla cappellania dell’Ospedale Civile e in accordo con il personale sanitario e a quanti sono preposti alla direzione dei delicatissimi reparti si è riusciti a superare il velo di protezione con tutte le precauzioni del caso. L’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano ha dato il mandato di ministro straordinario della comunione ad una infermeria, Alessandra Attanasio, 40 anni, di Cosenza che sabato scorso, primo maggio, con le prime venti ostie consacrate ha varcato la soglia delle zone delicate dell’ospedale: i dai reparti covid, malattie infettive, dalla pneumatologia alla rianimazione.
“Tutti i malati hanno voluto ricevere Gesù con fede e speranza” ci racconta descrivendo la gioia ma anche la commozione e la compostezza del personale sanitario dei reparti, anche di chi non si professa credente ma ha colto il grande segno di cristiana consolazione.
Il cappellano, don Francesco Gravante, ha anche annunciato che ci si sta attrezzando per proseguire in questa iniziativa e nella preparazione di piccoli ma importanti segni cristiani da distribuire ai malati: dai rosari alle immaginette tutto regolarmente igienizzato.
Alessandra lavora come infermiera nel reparto di Geriatria covid dell’Annunziata e ci racconta che proprio qualche mattina prima di ricevere l’invito tramite la dottoressa Cuccurullo, da parte del cappellano, per questo delicato ministero, aveva partecipato alla messa, aveva chiesto al Signore nella preghiera come poter stare vicina a quanti era stati colpiti dal Covid e vivevano una grande solitudine. “Mi avevano chiesto alcuni di poter ricevere la santa comunione” dice, ecco allora il segno: l’invito ad un servizio con tanto di mandato del Vescovo Nolè. “Ho chiesto le necessarie autorizzazioni al mio primario dottor Filippo Fimognari, alla capo sala Daniela Russo, e li voglio ringraziare per l’immediata disponibilità, e così preparata dal cappellano ho iniziato il mio servizio”. Non ci nasconde entusiasmo ed emozione, è un fiume in piena e si sente coinvolta in un progetto di grazia di Dio.
“A tutti ho portato la benedizione del Vescovo, – ha detto – ho assicurato la preghiera della Chiesa. Sui loro volti provati ho visto la consolazione e la gratitudine perché si sentono pensati e sostenuti. Sono certa dei benefici che la Grazia di Dio porta nei malati. Così come insegnava sempre San Pio da Pietrelcina: ai malati portate Gesù e poi portate anche la medicina, la scienza. Posso testimoniare che davvero scienza e fede sono due ali che riportano l’uomo, anche sofferente, verso l’alto”.
Enzo Gabrieli

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