Avvenire di Calabria

Città metropolitana e Comune, insieme, per provare a fronteggiare le crisi legata al ciclo e allo smaltimento dei rifiuti

La strategia del Comune contro l’emergenza rifiuti a Reggio Calabria

L'assessore Brunetti e il delegato metropolitano Fuda mettono sul tavolo tutte le soluzioni possibile per uscire dall'emergenza

di Redazione Web

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La strategia del Comune contro l'emergenza rifiuti a Reggio Calabria. Tanti i temi affrontati dal nuovo gestore, all'introduzione dei cassonetti intelligenti e le foto-trappole per gli incivili.

La strategia del Comune contro l'emergenza rifiuti

Sul tema dei rifiuti Comune e Città metropolitana stanno portando avanti un lavoro in stretta collaborazione, con l’obiettivo di ridurre al minimo i disagi della gestione ordinaria, far fronte al periodo estivo e definire gli indirizzi strategici futuri.

È quanto hanno assicurato il Consigliere metropolitano delegato all'Ambiente Salvatore Fuda e l'Assessore comunale all'Ambiente Paolo Brunetti, intervenuti in conferenza stampa a Palazzo “Corrado Alvaro”, insieme ai dirigenti Pietro Foti e Domenico Richichi, per fare il punto della situazione sulle problematiche e le prospettive che toccano da vicino il settore.

Nuovo gestore.

“Il primo dato positivo è senza dubbio la definizione del bando di gara per il nuovo gestore – ha detto l’assessore *Brunetti* - che andrà a raccogliere i rifiuti a Reggio Calabria. Un percorso che si concluderà a fine estate e che in questa fase vedrà ancora Avr occuparsi di questa attività”.

L'area costiera.

Interventi straordinari e implementazione dei servizi, inoltre, “riguarderanno soprattutto la fascia costiera, da Catona a Bocale, con un'attenzione particolare rivolta ai lidi e attività commerciali fronte mare attraverso un servizio quotidiano costante”.

Sicurezza e legalità.

“Non è normale – ha evidenziato Brunetti - che ogni notte sempre negli stessi punti della città si verifichino roghi che non interessano solo rifiuti solidi urbani ma anche ingombranti e cumuli di inerti. Il Comune non può risolvere questo problema solo con la Polizia municipale che comunque fa un egregio lavoro. Serve l'aiuto dello Stato, mediante un presidio fisso dell’esercito quantomeno in alcuni luoghi strategici. Stiamo anche rilanciando l'impegno sui fronti della lotta all’evasione mediante controlli accurati delle utenze e del contrasto alle discariche abusive con le cosiddette fototrappole”.

Castore.

“L'ipotesi Castore resta sempre in campo, - ha spiegato l’assessore comunale – ma deve però essere conciliabile con l’attività che porterà avanti la Città metropolitana con l’Ato territoriale. E in questo momento c’è la necessità urgente di affidare il servizio ad un nuovo gestore mediante bando pubblico. Ma il percorso della società in house va avanti”.

Differenziata e cassonetti intelligenti.

“Il porta a porta, che ci ha consentito di raggiungere percentuali di differenziata prima inimmaginabili, - ha ricordato Brunetti - è un'esperienza che oggi ci spinge a fare delle valutazioni diverse. Dobbiamo apportare dei correttivi ad esempio per le grandi utenze, i grandi condomini dove non vedremo un mastello per ogni utente ma dei cassonetti intelligenti o con serratura meccanica, che consentiranno di conferire il rifiuto a chi è abilitato. Pensiamo inoltre di acquistare le compostiere di prossimità che ci permetteranno di conferire l'organico e smaltirlo direttamente in loco. Ma dalla differenziata non si torna indietro, anzi ribadiamo l’appello alla cittadinanza a continuare a differenziare. Siamo consapevoli delle difficoltà e dei disagi che stanno vivendo tutti i cittadini, ma serve uno sforzo e l'impegno di tutti per superare questa fase”.

Ato metropolitano e situazione impianti.

“Il lavoro che sta facendo l’Ato – ha spiegato il consigliere Fuda - è incessante per i 97 comuni metropolitani, soprattutto per la predisposizione del piano d'ambito che è lo strumento fondamentale per poter programmare al meglio l’attività. Parallelamente si lavora per migliorare la capacità e l'efficienza dei tre impianti presenti sul territorio, Sambatello, Siderno e Gioia Tauro. Impianti che per quanto riguarda la frazione dell’indifferenziato trattano volumi considerevoli che, in vista della stagione estiva, aumenteranno. L’obiettivo è dunque garantire l'uscita degli scarti di lavorazione che sono circa 240 tonnellate al giorno. Questo piano prevede che una parte di questi scarti vengano portati oltre che nell’unica discarica di servizio che c'è in regione, ovvero Lamezia Terme, ma anche fuori regione in Puglia, Sicilia e a Mantova”.

Gestione ordinaria e programmazione.

“Oltre l’ordinario – prosegue Fuda - c’è da portare avanti anche la programmazione e in questa fase i fondi europei che arriveranno per la transizione ecologica interesseranno anche la capacità delle comunità di costruire un ciclo integrato dei rifiuti che si apre e si chiude nei territori. L'unica via d'uscita vera, però, è quella di produrre meno rifiuti, quindi meno scarti. Serve pertanto un impegno forte e consapevole anche dei cittadini, perché paradossalmente per il rifiuto differenziato i canali di uscita li abbiamo”.

L'impianto di Sambatello.

“L’altra buona notizia - poi annunciato il consigliere metropolitano - è che oggi sono partiti i lavori per l'impianto di Sambatello con le prime attività di demolizione in attesa del parere del Genio civile e poter entrare nel vivo. Nel giro di un anno circa contiamo di avere un impianto che possa dare risposte alla città e a tutto l’Ato metropolitano. Un impianto moderno che non solo riceverà rifiuti ma sarà anche in grado di trasformarli”.

Situazione discariche.

“Sulle discariche – ha infine evidenziato Fuda - si sta cercando di comporre il quadro. Per Melicuccà si procede fianco a fianco alla Regione Calabria d’intesa con l’assessore De Caprio per un discorso comune e su questo impianto comunicheremo insieme al Dipartimento regionale. Per quanto riguarda Motta la Regione sta lavorando per farla partire e poi, di concerto con i sindaci e i territori, si sta individuando anche il sito per la Locride nel quadro di principi condivisi, ovvero che quei comuni che sono già sede di impianto come Siderno o Casignana, non debbano avere altri siti. Va detto comunque che gli impianti di trattamento finali, oggi, sono strutture moderne che nulla hanno a che fare con i siti o le discariche di vent’anni fa”.

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