La fine di un'unione coniugale rappresenta un passaggio critico che non si esaurisce nell'atto formale della separazione, ma innesca una complessa trasformazione degli equilibri affettivi, specialmente per i figli. In questo scenario, la psicologia di comunità suggerisce di superare la logica dell'intervento isolato per adottare una prospettiva di rete, dove ogni figura adulta — dai genitori ai nonni, fino agli educatori — concorre alla tutela del benessere psicologico del minore. La capacità di accogliere il dolore senza fretta e di mantenere saldi i punti di riferimento quotidiani emerge come il fattore determinante per permettere ai bambini e agli adolescenti . . .
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