Avvenire di Calabria

Si rinnova l'appuntamento con la celebrazione istituita nel 2014 in occasione della riapertura del Santuario

Lamezia, il 2 aprile si celebra l’ottavo “Perdono” di Dipodi

Alle 18 è prevista la celebrazione eucaristica, per tutto il giorno chi si recherà in chiesa riceverà l'indulgenza plenaria

di Saveria Maria Gigliotti

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Il 2 aprile si celebrerà l’ottavo “Perdono di Dipodi”. È una celebrazione istituita nel 2014 in occasione della riapertura al culto del Santuario dopo la sua restaurazione e la dedicazione dell’altare.

Sabato è prevista alle 18 una celebrazione eucaristica, presieduta da don Andrea Latelli, cancelliere vescovile. Per tutta la giornata, chi si recherà in visita al Santuario potrà lucrare l’indulgenza plenaria, per sé o per i defunti. Queste le condizioni indicate per ottenerla: recita del Credo; preghiera secondo le intenzioni del Papa (Padre Nostro, Ave Maria, Gloria); confessione e comunione entro gli otto giorni dalla visita al Santuario.


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Un momento di profonda fede per la Chiesa che è in Lamezia, quindi, con la speranza che aiuti tutti a guardare con «gli occhi del cuore» e non dell’egoismo e della chiusura. Un momento che aiuti a vedere negli altri, in chi è dietro di noi, nel prossimo, in chi soffre e vive disagi, qualcuno verso cui tendere la mano con gratuità.

In un periodo in cui giungono echi di guerra, il messaggio che si eleva dal Santuario di Dipodi è quello del perdono; dell’amore per gli altri, per i fratelli e le sorelle che in questo momento soffrono a causa di conflitti, di malattie, di egoismi.


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«Perdonare – ricorda il rettore del Santuario, don Antonio Astorino – presuppone il non restare imbrigliati nel rancore, per mantenere aperta o ripristinare la via dell’ascolto, della benevolenza, della speranza. Chi perdona prende sul serio ciò che è accaduto, ma lo supera. Perdonare è un gesto di libertà. Un servizio alla verità. Solo chi, dentro di sé, ha sciolto i nodi che lo legavano all’egoismo e ha guadagnato robuste dosi di saggezza e di generosità evangelica può perdonare».

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