Le difficoltà delle famiglie sono debolezze della società

In un mondo sempre più competitivo e fatto di relazioni "liquide", il rilancio della famiglia parte da un’azione sociale e culturale

La vita di coppia assume aspetti variegati rispetto al passato. Ci sono nuclei familiari tradizionali e nuove forme di convivenza. Ci danno un segnale ancora oggi nella nostra società le persone che scommettono nella vita in comune a due.
Lo possiamo osservare dai dati che Giorgio Alleva, il presidente dell’Istat, ha illustrato durante il suo intervento alla Conferenza nazionale sulla Famiglia.
Innanzitutto, sebbene in crescita rispetto al passato i single rimangono sotto il 20% della popolazione – dieci anni prima erano il 14,4%.
La coppia con figli rimane la tipologia statistica che conta la porzione più numerosa delle persone: il 35,7% in calo del 41,9%. Ci sono poi le coppie senza figli al 21,4%. Seguono i nuclei monogenitoriali, le famiglie ricostituite, le coppie non coniugate: tutte insieme arrivano circa al 25%.
Questi dati che evidenziano la diversificazione delle forme di vita in comune. Sono solo uno degli indicatori che mostrano le difficoltà delle famiglie. La prima difficoltà è nel costruire un progetto comune: spesso i partner faticano a investire nel futuro della loro relazione. Da una parte essi si trovano in un mondo del lavoro estremamente competitivo che invade i tempi di vita e spesso non garantisce un reddito dignitoso. Dall’altra, la cultura del nostro tempo è concentrata sul presente: suggerisce di cogliere l’attimo. Questo rende le relazioni di coppia molto intense e molto esigenti nel momento in cui i partner le provano. Però le indebolisce nel corso del tempo, perché richiede ad entrambi i partner di essere sempre al massimo. Quando uno dei due non è più all’altezza è difficile accettarlo. È più facile cambiare.
Le difficoltà della famiglia diventano debolezze della società come ancora si può notare dai dati Istat descritti da Alleva: la quota di popolazione tra 0 e 24 anni in Italia raggiunge appena il 24%, risulta dimezzata rispetto al 1926. Diventiamo sempre più anziani e manca il ricambio generazionale.
Purtroppo non è soltanto una questione politica. Come ha evidenziato il cardinal Gualtiero Bassetti nella sua prima prolusione come presidente della Cei ci sono tre sfide da tenere presenti: la prima è culturale e consiste nella difficoltà delle persone a vedere una relazione nella prospettiva del “per sempre”. La seconda richiede di gettare le basi per una società che tenga in considerazione le famiglie. La terza si interroga sulla valorizzazione della peculiarità di una famiglia formata da uomo e donna e aperta alla vita.
Per rilanciare la famiglia occorre un’azione sociale e culturale.

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