Si conclude il percorso “Le radici bibliche della vocazione”: l’ultimo incontro dedicato a Mosè

La meditazione finale offrirà un approfondimento sulla figura del Profeta come guida, uomo ferito e testimone della fiducia in Dio

Il ciclo di incontri dedicato alle grandi figure bibliche giunge alla sua conclusione con una riflessione su Mosè, proposta come occasione di ascolto, discernimento e crescita spirituale per i giovani coinvolti.

Il percorso promosso da Pastorale Universitaria e Seminario

Il percorso «Le radici bibliche della vocazione», promosso dalla Pastorale Universitaria e dal Seminario Arcivescovile Pio XI, giunge al suo ultimo appuntamento il 18 dicembre alle 19.30, sempre nei locali del Seminario.



Dopo aver meditato su Abramo e Giuseppe, la riflessione conclusiva sarà dedicata alla figura di Mosè, definito «il guaritore ferito»: guida del popolo, uomo che sperimenta la fragilità, ma anche testimone della forza che nasce dall’ascolto della Parola e dalla fiducia in Dio.

Un cammino di ascolto e discernimento

Il percorso, avviato lo scorso 23 ottobre, ha coinvolto studenti universitari, docenti, operatori pastorali e giovani impegnati a diverso titolo nel mondo accademico.


PER APPROFONDIRE: I vescovi della Calabria riflettono su sfide pastorali, sinodalità e impegno sociale


L’intuizione alla base dei tre incontri è stata chiara fin dall’inizio: offrire uno spazio semplice e accessibile, ma teologicamente profondo, per ritornare alle origini della vocazione attraverso tre grandi figure bibliche.

Abramo e Giuseppe: i primi due passi del cammino

Abramo, «chiamato a uscire per ritrovare sé stesso», ha introdotto un cammino centrato sul coraggio di fidarsi della Parola e sull’invito a lasciare ciò che trattiene.

L’incontro del 27 novembre, dedicato a Giuseppe, «il sognatore», ha guidato a leggere la propria storia con realismo e speranza, trasformando le prove in occasione di maturazione spirituale.

Mosè: guida ferita e testimone della fiducia

Ora l’appuntamento con Mosè completa il quadro, mostrando come Dio sappia parlare anche attraverso le ferite, le incertezze, i limiti che ciascuno porta con sé. La vicenda del liberatore d’Israele interroga profondamente i giovani, chiamati oggi a un discernimento che abbraccia vita personale, studi, relazioni e futuro professionale.

Gli organizzatori hanno voluto che ogni incontro includesse momenti di catechesi, domande stimolo e gruppi di dialogo, per permettere a ciascuno di confrontarsi con le grandi domande di senso che segnano il cammino umano. L’auspicio è che questo «speciale itinerario» possa lasciare un seme fecondo nel cuore dei partecipanti, invitandoli a continuare la ricerca anche oltre il ciclo di incontri.

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