Minori in difficoltà, dialogo tra diocesi e Garante metropolitano

Al termine dell’incontro, le due parti che hanno manifestato la ferma volontà di impegnarsi in azioni sinergiche e coordinate
Minori in difficoltà

Minori in difficoltà, dialogo tra la diocesi reggina e il Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Nei giorni scorsi il pastore della Chiesa diocesana di Reggio Calabria-Bova, monsignor Fortunato Morrone, ha incontrato il Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Città metropolitana, Emanuele Mattia.

Minori in difficoltà

Proficuo incontro tra l’Ufficio del Garante Metropolitano per l’Infanzia e l’Adolescenza e l’arcivescovo Metropolita di Reggio-Bova Fortunato Morrone.

Infatti, il dialogo – che si è tenuto presso i locali dell’arcidiocesi – fra il Garante Emanuele Mattia e l’alto prelato, al quale hanno contribuito i componenti dell’Ufficio Tiziana Tiziano e Carmelo Caridi, ha posto le basi per un percorso condiviso a tutela e valorizzazione dell’infanzia e dell’adolescenza nel territorio dell’arcidiocesi.


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Le due parti che hanno manifestato la ferma volontà di impegnarsi in azioni sinergiche e coordinate ciascuna nelle proprie funzioni e rispettando gli ambiti altrui.

In questa occasione, c’è stata una prima interlocuzione sul mondo dei più piccoli, specialmente in termini di analisi. Ma sono emerse anche proposte che verranno prossimamente approfondite per essere così messe in campo a loro sostegno.


PER APPROFONDIRE: Il Garante chiede più controlli sugli alcolici ai minori


Lo studio

Bambini e ragazzi soprattutto se di sesso femminile pagano un prezzo decisamente salato nell’essere nati in Calabria. Nella regione più povera d’Italia e tra quelle agli ultimi posti anche in Europa su veri indicatori di ricchezza, infatti, il divario in servizi dedicati all’infanzia e all’adolescenza con il resto del Paese è decisamente marcato.

Ad iniziare dagli asili nido per poi proseguire al livello medio di insegnamento nelle scuole. Tanto che rischiano più che in altre aree di abbandonare gli studi, non lavorare e non essere inserite in alcun percorso di formazione.

Una sorta di limbo che condanna già oggi, in Calabria il 36,2% delle giovani, contro il 34% dei coetanei maschi. Dati inferiori solo a quelli siciliani. Un quadro devastante che emerge dall’XI edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia “Con gli occhi delle bambine”.

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