Il nome di Angela Marcianò allarga ancor più il fronte civico: dopo Saverio Pazzano, Nino Liotta, Fabio Putortì e Maria Laura Tortorella (elencate in ordine cronologico di annuncio della propria candidatura, ndr) si aggiunge anche l’ex componente della segreteria del Partito Democratico che ha già annunciato di voler gareggiare senza alcun vessillo politico.
«Finiamola con le critiche all’attuale o alle passate amministrazioni o peggio basta gioire come le iene per la fine politica degli avversari. Ognuno – spiega la Marcianò – faccia il proprio lavoro bandendo la permalosità e le strumentalizzazioni. Il diritto di critica lo lasciamo ai giornalisti e l’amministrazione della giustizia ai magistrati. Entrambi impegnati in un lavoro di grandissima responsabilità. I politici (troppo spesso solo politicanti) devono servire i propri concittadini, garantire loro servizi pubblici essenziali e rappresentarli ad ogni livello con credibilità e onore. Occorre attorniarsi di persone libere, competenti, coraggiose e umane. Non ci si può concentrare sulle debolezze dell’avversario con il fine di svilirlo e fare la parte dei giganti solo durante le campagne elettorali. È tempo che si sottrae alle idee, ai buoni propositi ed ai fatti. Noi non vogliamo demolire gli avversari, noi vogliamo salvare la città».
E come lo stesso ex assessore specifica: «Vogliamo parlare ai nostri concittadini di quello che si può fare e di come farlo, non promettere quello che non potrà mai farsi. Non parliamo al condizionale ma al presente. Con un’unica parola d’ordine: umiltà. Niente ricette infallibili ma l’impegno di fare dello studio serio, sia delle problematiche che delle soluzioni praticabili, un metodo quotidiano di risoluzione dei problemi. Scelte condivise con la gente, ascoltandone critiche e suggerimenti e non per gentile concessione o mera propaganda ma per dovere istituzionale.
Sappiamo bene la differenza tra indirizzo politico e ruolo gestionale dei dirigenti ma se un politico è impreparato non potrà mai rappresentare alcun interesse e non potrà mai far “riemergere” questa città».
«Alziamo la testa da terra o dal cellulare mentre camminiamo per le strade della nostra Reggio. Riconosciamoci e sosteniamoci vicendevolmente sulla base di semplici ed essenziali valori comuni e non per una manciata di voti in più. Scegliendo con convinzione questa via, esclusivamente orientata al bene comune, acquisiremo una nuova “consapevolezza” che è come dire di aver già vinto», evidenzia Marcianò lanciando più di una stoccata all’ex compagno di partito e attuale primo inquilino a Palazzo San Giorgio













