Avvenire di Calabria

Oggi è festa dello Yom-Kippur, don Valerio la racconta da Israele

Il prete reggino a Gerusalemme: "Qui, oggi, tutto tace. Persino le strade sono sbarrate"

Valerio Chiovaro

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di don Valerio Chiovaro, sacerdote reggino in questi giorni pellegrino a Gerusalemme, sulla festa ebraica dello Yom-Kippur che ricorre oggi 

Oggi è Yom- Kippur, il giorno della espiazione, tra i giorni più sacri in Israele e per il popolo ebraico. Qui, a Gerusalemme, tutto tace. Persino le strade sono sbarrate, chiuse. Oggi non ci si muove. È sospesa ogni attività mondana, si digiuna: non si mangia e non si beve. Tutto è orientato alla espiazione. Si concludono, infatti, i "giorni terribili" cominciati con Rosh haShanah. Dieci giorni di rilettura della propria vita, di pentimento. I peccati contro Dio e contro i fratelli vengono riconosciuti e si chiede perdono, per poter essere scritti nel libro dei giusti.

Le celebrazioni cominciano col Kol Nidre che scioglie tutti i voti assunti durante l'anno e prelude all'ultimo grande giudizio. Poi una serie di preghiere recitate prima in silenzio, quindi in coro seguendo uno degli "animatori".

Ci si veste in bianco, per indicare la purezza dell'anima e si indossa il tallit gadol, il grande mantello di preghiera che include e sotto-pone l'uomo in uno spazio sacro. Secondo la prescrizione di Numeri 15,37-40:

37 Il Il Signore aggiunse a Mosè:

38 "Parla agli Israeliti e ordina loro che si facciano, di generazione in generazione, fiocchi agli angoli delle loro vesti e che mettano al fiocco di ogni angolo un cordone di porpora viola.

39 Avrete tali fiocchi e, quando li guarderete, vi ricorderete di tutti i comandi del Signore per metterli in pratica; non andrete vagando dietro il vostro cuore e i vostri occhi, seguendo i quali vi prostituite.

40 Così vi ricorderete di tutti i miei comandi, li metterete in pratica e sarete santi per il vostro Dio.

ai quattro angoli del mantello vi sono gli zizzit, frange ciascuna con un filo doppio, legato con cinque nodi. Il significato è quello di ricordare e vivere i 613 precetti, e, così, di dare a Dio il primato su ogni attività, dimodoché  ogni "fare" sia in Lui, nel rispetto delle sue leggi. Tutto questo è "indossato", nel tallit, infatti, il valore numerico della parola zizzit è 600; 8 sono i fili (2 per ciascuna delle 4 frange) e 5 i nodi, per un totale, appunto, di 613, il numero delle prescrizioni mosaiche.

Le frange poste ai quattro angoli del mantello simboleggiano anche i quattro angeli del carro della visione di Ezechiele (quattro angeli con quattro facce e quattro ali) e ricordano al pio israelita che egli stesso è chiamato alla santità e trasportato come su ali di aquila (salmo 90).

Indossato il tallit e cantata la Kol Nidre si continua con le altre preghiere. Il suono dello shofar, che dieci giorni prima ha accompagnato lo Rosh haShanah -chiamato per questo anche "giorno del soffio"- adesso segna la fine del digiuno. Lo shofar, un corno di un capo di bestiame minuto, ricorda la teofania sul Sinai (Es 19,16) e il sacrificio di Isacco. Quindi rende presente a Dio la fede di Abramo, padre del popolo e, per questa, invoca un giudizio benevolo su tutto Israele.

Il carattere penitenziale di questi giorni e, infine, dello Yom Kippur è segnato non da un cupo grigiore, ma da una gioia che si apre, terminato dello Yom Kippur, alla serena certezza che Dio, che conosce le debolezze dell'uomo, è pronto al giudizio benevolo e al perdono. All'uomo, di contro, è lasciata la responsabilità di vivere ogni giorno del nuovo anno, dentro la gioia del perdono ritrovato e sempre nella memoria attualizzata della bontà di Dio. L'uomo , entro questa memoria attuale, è chiamato al "ritorno", alla conversione, in ebraico alla shuva, celebrata solennemente nel sabato precedente, secondo ciò che è detto nel profeta Osea (14,2-10):

2 Torna (shuva) dunque, Israele, al Signore tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità.

3 Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: "Togli ogni iniquità: accetta ciò che è bene e ti offriremo il frutto delle nostre labbra.

4 Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, né chiameremo più dio nostro l' opera delle nostre mani, poiché presso di te l'orfano trova misericordia".

5 Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò di vero cuore, poiché la mia ira si è allontanata da loro.

6 Sarò come rugiada per Israele; esso fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano,

7 si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell' olivo e la fragranza del Libano.

8 Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, coltiveranno le vigne, famose come il vino del Libano.

9 Efraim, che ha ancora in comune con gli idoli? Io l'esaudisco e veglio su di lui; io sono come un cipresso sempre verde, grazie a me si trova frutto.

10 Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i malvagi v'inciampano.

E questo per tutto l'anno, fino al prossimo Rosh haShanah. Non trovate sia molto bello? E allora siamo saggi, siamo giusti, vestiamo il tallit dei comandamenti e, al suono dello shofar, dedichiamo in po' del nostro tempo ad un buon esame di coscienza per ritornare a Dio che ci accoglie all'ombra delle sue ali e ci guarisce da ogni infedeltà, amandoci di vero cuore.

Articoli Correlati

Sassoli (Parlamento Ue): «Auschwitz simbolo del male assoluto»

Nel corso di una cerimonia svoltasi al Parlamento europeo, il presidente ha pronunciato – a tratti emozionato – un toccante discorso sulla memoria dell’Olocausto. ” Le persecuzioni naziste si iscrivevano in un progetto di nazionalismo esasperato”

Giorno della Memoria, Conte, «Ricordare, ma anche capire»

Il messaggio del presidente del Consiglio di ministri, “serve a ricordare che ogni giorno esistono piccole, innumerevoli discriminazioni verso chi ci sembra dissimile da noi, che troppo spesso, purtroppo, passano inosservate nell’indifferenza”

Tags:

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.