Avvenire di Calabria

Uno firmato con l'associazione di volontariato, Angeli Bianchi, l'altro col CAV

Opera Nomadi, due nuovi importanti protocolli d’intesa

Redazione Web

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Due nuovi protocolli d intesa sanciscono l’inizio del nuovo anno per la sezione reggina dell’ Opera Nomadi.
Sono stati firmati, infatti, nei giorni scorsi due importanti protocolli d’ intesa con l’Associazione “Angeli Bianchi” rappresentata da Maurizio Albanese e con il CAV, Centro avviamento alla vita, nella persona del suo presidente, Maria Concetta Maio.
I due protocolli, fortemente voluti dal presidente dell’Opera Nomadi, Massimo Galante, mirano ad evidenziare la nuova visione della sezione reggina che ha tra le sue priorità quella di voler divenire hub delle associazioni capaci di fare rete, avendo colto, da tempo, i nuovi bisogni emergenti dal territorio per la soddisfazione dei vecchi come dei nuovi bisogni.
L’obiettivo generale di questo nuovo approccio e quindi di questi primi protocolli è quello di consolidare la rete delle organizzazioni e delle imprese sociali che agiscono sul territorio; migliorando insieme l’efficacia e l’ efficienza con uno scambio di competenze.
Primo passo in questa direzione è la strutturazione di una sede operativa individuata presso la sede dell’ pera Nomadi di Reggio Calabria per consentire le attività di supporto, di servizio e di alcune delle iniziative dell’Associazione “Angeli Bianchi” e del CAV.
“Questo primo passo – commenta così Galante (nella foto a sx) – vuole essere il primo input da parte dell’ Opera Nomadi quale motore di iniziative e fulcro di coordinamento e sinergia delle attività delle singole realtà associative locali. Supportando per mezzo del networking l’associazionismo, il volontariato e le imprese sociali, sono certo che si produrrà un notevole impatto sociale sul territorio negli ambiti dell’inclusione sociale, della cura della persona, della mediazione culturale e non solo. Mi auguro infatti - conclude Galante - che in un prossimo futuro la nostra sede possa essere non solo spazio, per le consuete attività, ma divenire luogo di lavoro quotidiano per progetti di accompagnamento sociale, educativo, culturale e di sviluppo della comunità.”

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