Avvenire di Calabria

All'Eremo il momento di confronto e incontro promosso dall'Ufficio diocesano per la Pastorale familiare di Reggio Calabria nel giorno dell'Incontro mondiale delle Famiglie

Morrone alle famiglie: «Grazie per la vostra insostituibile presenza»

Il vescovo in cammino con i pellegrini ha parlato anche dell'accoglienza delle persone Lgbt

di Davide Imeneo

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Grande partecipazione al 27esimo Pellegrinaggio diocesano delle famiglie di Reggio Calabria. L'appuntamento di mercoledì si è svolto in concomitanza con l'apertura dell'Incontro Mondiale della Famiglie a Roma.

A Reggio Calabria, il Pellegrinaggio diocesano delle famiglie

Mercoledì scorso, giorno dell’apertura del decimo Incontro Mondiale delle Famiglie, l’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare di Reggio Calabria, diretto da don Simone Gatto e dai coniugi Giancarlo e Mariagiovanna De Benedetto, ha promosso il 27esimo Pellegrinaggio diocesano delle famiglie, un momento di presenza e di festa con cui le famiglie della diocesi reggina hanno testimoniato la gioia e la bellezza di essere Chiesa.


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Il percorso è iniziato alle ore 18.30, nella piazzetta Salazar (in prossimità della chiesa del Santissimo Salvatore) con la festosa accoglienza dedicata alle famiglie e, in particolare, ai più piccoli. Alle 19 è iniziata la preghiera del Rosario delle Famiglie guidata dall'arcivescovo Morrone, che ha percorso tutto il pellegrinaggio con le famiglie. Lungo il cammino, sono stati intervallati momenti di sosta e riflessione, con la condivisione di testimonianze di famiglie della comunità diocesana reggina. Alle 20.10, giunti presso il Santuario dell’Eremo, ha avuto inizio la messa, presieduta dall’arcivescovo.

All’inizio della Messa il direttore dell’Ufficio famiglia, don Simone Gatto, ha rivolto un breve indirizzo di saluto, durante il quale ha specificato che «L’organizzazione di questa giornata, che ha visto in dialogo sinodale diverse espressioni della nostra vita diocesana, ci ha permesso di armonizzare i nostri carismi, che sono sempre dono dello Spirito, affinché a parlare fossero proprio quelle opere che hanno in sé il potere di raccontare la nostra fede».

L’arcivescovo Morrone, durante l’omelia ha dato un profondo senso spirituale al pellegrinaggio percorso insieme alle famiglie: «Abbiamo camminato insieme in salita, fino ad arrivare qui alla presenza di Maria, regina della famiglia. La salita racconta la vita delle nostre famiglie: in questo trapasso d’epoca e di pandemia non superata, le difficoltà sono aumentate, questo tempo è veramente faticoso. E noi come abbiamo affrontato la fatica? Pregando, lasciandoci accompagnare dallo sguardo di Dio e leggendo la realtà alla Sua luce che ci chiede responsabile testimonianza, stando al passo dietro Gesù».


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A proposito dei “temi di questo tempo”, l’arcivescovo Morrone, al termine del suo intervento, ha chiesto ai genitori di ascoltare con rispetto e accoglienza, anche se questo comporta perplessità, i figli e le figlie che manifestano quelle “diversità” in campo sessuale siglate come Lgbt. Lo stesso atteggiamento vale per le comunità parrocchiali, famiglia di famiglie: «Lo sguardo sulle persone deve essere illuminato dalla luce del Vangelo. Non dobbiamo combattere nessuna battaglia ideologica. Il “Padre nostro”, non è “Padre mio”, o “Padre tuo”: è il Padre di tutti. Nessuno ha un’esclusiva da vantare».

«Grazie famiglie per il vostro insostituibile esserci - ha concluso Morrone - Forza! Camminiamo insieme. Le salite saranno meno dure».

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