Avvenire di Calabria

Il direttore dell'Ufficio liturgico dell'arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova spiega il motivo della scelta del Santo Padre

Ecco perché il Papa consacra Ucraina e Russia al Cuore Immacolato di Maria

C'è un nesso con i misteri di Fatima. Incessante, in questi giorni, la ricerca di pace da parte del pontefice romano

di Nicola Casuscelli *

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Ecco perché il Papa consacra Ucraina e Russia al Cuore Immacolato di Maria. Il direttore dell'Ufficio liturgico dell'arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova spiega il motivo della scelta del Santo Padre. C'è un nesso con i misteri di Fatima. Incessante, in questi giorni, la ricerca di pace da parte del pontefice romano.

Ecco perché il Papa consacra Ucraina e Russia al Cuore Immacolato di Maria

«Totus tuus!». Questo motto, la cui conoscenza si è notevolmente diffusa grazie al pontificato di San Giovanni Paolo II, ben esprime sinteticamente la Consacrazione all’Immacolato Cuore di Maria. Esso corrisponde alle prime parole di una frase ben più lunga del Monfort: Totus tuus ego sum et omnia mea tua sunt. Accipio te in mea omnia. Praebe mihi cor tuum, Maria.

La consacrazione a Dio

Quando piamente si usa il termine “consacrazione” si vuol intendere la dedizione totale di una persona o di una cosa a Dio. La consacrazione pone sotto sigilli (col sigillo dello Spirito Santo) l’alleanza tra il credente e la Trinità, tra i discepoli ed il Maestro, tra i figli che abitano le nazioni ed il Padre celeste.

Essa perfeziona la relazione tra l’uomo peccatore e Dio misericordioso e salvatore, e crea la sottomissione devota e completa a Dio, cui ci si consacra. Parole come “sottomissione”, “schiavitù” riferite a Dio oggi sono cadute notevolmente in disuso, eppure ben esprimono il senso dell’amore e della consacrazione a Dio. Santa Teresina, dottore della Chiesa, scriveva che “Amare è dare tutto e donar se stessi” (Perché t’amo, Maria. Maggio 1897), quindi la consacrazione è un vero e proprio atto d’amore con cui si esprimono l’adorazione ed il culto a Colui che solo ne è degno.

È un’opera di esercizio pienamente libero, consapevole, razionale delle proprie facoltà di volontà, cognitive, di libertà, spirituali. Esso riguarda anche il distacco completo dal peccato, della sua repulsione, e l’adesione alla vita di grazia del battesimo con i suoi impegni. Comporta il distacco dai beni materiali ed il loro utilizzo ad maiorem Dei gloriam. Corrisponde a situare l’intera propria vita nel Regno di Dio e vivere l’esistenza terrena orientati ai beni eterni. Solo a Dio ci si può consacrare.


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La consacrazione di Maria a Dio

L’evangelista Luca (1,26-38) come fatto centrale dell’Annunciazione (evento avvenuto in momenti, minuti, o ore o giorni, nessuno ne conosce tempi e modalità) l’incarnazione del Verbo di Dio. In questa pagina evangelica risplende la santità di Maria vista da Dio stesso. Con il suo “Sì”, l’Eccomi/il Fiat/l’Amen, ella stessa fa un atto di consacrazione a Dio e nel suo ventre “si raccese l'amore” e “per lo cui caldo ne l’etterna pace” della Beata Trinità e dell’anima di Maria lo Spirito Santo permette il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio.

Ella sceglie di non appartenersi mai più e di assecondare il progetto della Redenzione in lei in tutto e per tutto. Per la figlia di Gioacchino ed Anna la promessa di Israele sboccia nella sua mente e nel suo cuore e, dalla mente illuminata e dal cuore immacolato, nel suo corpo intatto. San Paolo scrive: “quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri” (Fil 4,8). In Maria tutte queste virtù e disposizioni alla virtù sono presenti nel suo cuore e sono “intere”, ossia perfette, intatte, mai state contaminate dal peccato. Anzi, ella peregrinando nella fede è aumentata nell’opera della grazia. È simbolico che il messo celeste, introducendosi a colloquio con la sua anima, l’abbia chiamata con un nome profetico, misterioso, divino, già eterno: “Piena di grazia”! La coscienza di Maria, dunque, ha conosciuto solamente la decisione per Dio e alla luce di questa fondamentale opzione ha costruito tutta la sua vita personale e relazionale con Dio ed il suo volere e la sua missionarietà nel mondo di apostola delle meraviglie di Dio.

La consacrazione dei figli di Dio a Maria

Sotto la Croce, Dio ha reso ancora più perfetta la missione di Maria facendole vedere il suo Dio nel massimo della sua umiltà. La Kenosi del Cristo permette l’epiclesi su Maria. Il testamento di Gesù è una persona: la Madre! “Gesù vide sua madre e accanto a lei il discepolo preferito. Allora disse a sua madre: ‘Donna, ecco tuo figlio’. Poi disse al discepolo: ‘Ecco tua madre’. Da quel momento il discepolo la prese in casa sua” (Gv 19,26-27). “Ecco tua madre”: a causa di queste parole sacre di Gesù crocifisso, Maria continua ad assecondare l’opera della grazia in lei attraverso la sua maternità estesa a tutti i discepoli del Maestro ed anche a tutta l’umanità. Gesù compie l’affidamento di Maria al discepolo che amava (figura di tutti noi) quasi stabilendo un atto di adozione. “Ecco tuo figlio”: “al discepolo è donato un nuovo focolare: la madre che si cura di lui e della quale egli si prende cura” (Benedetto XVI, Gesù di Nazaret). Da qui Maria “è diventata per noi madre nell’ordine della grazia” (LG 61).

Maria, dunque, è associata indissolubilmente al mistero della redenzione del genere umano e lo fa da madre e dispensatrice di quelle grazie che il figlio le dà per la nostra salvezza.

Il  Cuore Immacolato della Madonna

La devozione al Cuore Immacolato di Maria si sviluppa tra il XVII e il XVIII secolo, ma saranno le apparizioni della Santa Vergine a Fatima a darne un ruolo centrale. Pregare il Cuore di Maria non ha nulla di intimistico e sentimentale. Esso è stato creato Immacolato da Dio e così è rimasto fino all’Assunzione. È l’immagine del cuore della Chiesa presentata allo Sposo “tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata” (Ef 5,27). Il Cuore di Maria è spiritualmente incorrotto, ossia il peccato non è mai stato parte di lei sin dalla sua origine in questo mondo ed il tentatore non ha mai avuto alcuna influenza sulla sua vita, sulla sua fede, sulle sue scelte, per questo il Cuore della Madonna è santo, glorioso, riempito di beatifica eternità; è dimora accogliente, ospitale con tutti coloro che cercano ristoro e pace.

La consacrazione al Cuore Immacolato della Madonna

Consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria è scegliere Dio ed appartenerGli insieme con Maria. Si inserisce in un’amicizia spirituale veramente feconda tra la Tutta Santa ed il figlio peccatore. È chiedere grazie a Dio accompagnati dalla Madre. Si va all’Autore della grazia accompagnati dalla Dispensatrice delle grazie. La Vergine Santa è l’Amica spirituale, il mezzo più sicuro e veloce per arrivare alla misericordia di Dio e nel Cuore di Maria si trovano facoltà, sentimenti, parole, intenzioni, scelte, desideri: “pieni di grazia”, quindi colmi dello Spirito di Gesù Risorto. Il Cuore Immacolato di Maria contiene il Buon Consiglio per chi a Lei si rivolge: “qualsiasi cosa vi dica - Gesù - fatela!”. Consacrarsi a Maria è eleggerla ad avvocata presso la divina clemenza paterna, sceglierla consolatrice in mezzo a questa valle di lacrime, porto di salvezza indistruttibile per avversi flutti, aurora di salvezza e stella del mattino che nel buio ci fa vedere che il pacifico giorno ormai è pronto a sorgere e tutto questo perché Maria è sempre arca dell’alleanza, porta sempre in sé e a noi Gesù: principe di pace, lui stesso la Pace!

Dante, nel trentatreesimo canto della terza cantica della Commedia, del Paradiso, dice che: “qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disïanza vuol volar sanz’ali”. Egli ben esprime il senso della consacrazione a Maria per raggiungere Dio. Ella, che divenne la Madre di Dio e la sua partecipazione al mistero della redenzione è totalmente unica, è “Donna!” (come Gesù la chiama nel vangelo secondo Giovanni) tanto grande e di valore immenso per la Trinità, per gli angeli, per San Giuseppe e tutti i patriarchi ed i profeti, per tutti i santi e per tutti fratelli di Gesù e figli di Maria.

Consacrarsi a Maria significa accoglierla quale vera Madre, con la stessa dedizione con cui la accolse proprio l’apostolo Giovanni sotto la Croce, introducendola nelle stanze del proprio cuore. Ci si lega a lei con atto di amore, si apprende da lei la logica del Vangelo e si ama e perdona tutti come ella fece ed anche per amore suo.


PER APPROFONDIRE: 38 anni fa l’atto di affidamento a Maria di Giovanni Paolo II


La consacrazione di un popolo alla Madonna

Consacrare una nazione alla Madre di Dio significa impetrare dal suo Cuore misericordioso l’esaudimento di tutte le necessità, la vittoria sul male e sull’odio, la protezione per gli abitanti, il dono della pace e la conversione dell’umanità nell’unica fede in Cristo Gesù. Più volte nel ‘900 i pontefici fecero atti di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria (Pio XII nel 1942 e 1952, Paolo VI nel 1964 e Giovanni Paolo II nel 1981 e il 25 marzo 1984). Pio XII, nel 1942, consacrò il mondo intero al Cuore Immacolato di Maria (e nel 1952 consacrò la Russia con la Lettera apostolica Sacro vergente anno) ed al termine della preghiera così recitava: “Finalmente, siccome al Cuore del vostro Gesù furono consacrati la Chiesa e tutto il genere umano, perché, riponendo in Lui ogni speranza, Egli fosse per loro segno e pegno di vittoria e salvezza; così parimenti noi in perpetuo ci consacriamo anche a Voi, al vostro Cuore Immacolato, o Madre nostra e Regina del mondo : affinché il vostro amore e patrocinio affrettino il trionfo del Regno di Dio, e tutte le genti, pacificate tra loro e con Dio, Vi proclamino beata, e con Voi intonino, da un’estremità all’altra della terra, l’eterno Magnificat di gloria, amore, riconoscenza al Cuore di Gesù, nel quale solo possono trovare la Verità la Vita e la Pace.”

Papa Francesco, accogliendo tante richieste del popolo di Dio, spiritualmente unito ed insieme con tutti i vescovi, i sacerdoti e le comunità cattoliche del mondo, il 25 marzo consacrerà la Russia e l’Ucraina e tutta l’umanità al Cuore Immacolato di Maria. Questa “chiamata universale” del Vicario di Cristo è un segno dell’unità e della preghiera ecclesiale. La Chiesa porta a Dio il grido di tanti fratelli e sorelle che sono prostrati in profonde afflizioni causate dagli assurdi, crudeli e sacrileghi conflitti che si stanno perpetuando in terra ucraina. Questa preghiera di supplica e di perdono a Dio si farà al Padre celeste invocando la Madre, proprio attraverso la consacrazione al suo Cuore Immacolato, attraverso di lei “madre amantissima”, “sovraeminente e del tutto singolare membro della Chiesa” (LG 53). Il papa, come tutti i suoi predecessori, sente il pianto della Madre per la deriva dell’umanità e per questo le consacra il mondo!

Consacrare, dunque, una città, una nazione, il mondo intero al Cuore Immacolato di Maria è porli sotto la sua protezione (Sub tuum praesidium confugimus Sancta Dei Genetrix…); è supplicare di ricevere con abbondanza i tesori di grazia che quel vaso sacro contiene, si sperano e si chiedono; è rinnovare la fede ecclesiale ed affidare ad una sola voce le preghiere e le grida di tutti coloro che vivono, sognano, gemono, soffrono in quella porzione geografica o in tutto il globo terrestre. Consacrare un popolo rafforza l’identità religiosa e l’unità nazionale di quello stesso popolo e contemporaneamente fa di quei discepoli del Signore i suoi consacrati. L’angelo del Signore segna di nuovo il “tau” che è sulla fronte dei timorati di Dio cosicché potrà porsi accanto a loro e combattere per loro contro gli spiriti malvagi e gli uomini violenti.

La consacrazione di una nazione a Maria significa l’affidamento della causa della nazione stessa a lei, che è la Mediatrice tra noi ed il Figlio suo, con l’incrollabile fiducia che colei che eternamente schiaccia la testa al serpente manifesterà ancora la sua “onnipotenza per grazia” (Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei). Durante la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria si chiedono grazie per l’interruzione di ogni male e la ricostruzione umana, morale, spirituale e civile di quel popolo, la risurrezione su quanti viene invocato il Nome di Gesù Salvatore.

Il trionfo del Cuore Immacolato

“Il mio Cuore immacolato trionferà”: queste le parole della Madonna ai pastorelli di Fatima, con cui la Vergine stessa, su mandato divino, indica al mondo la via della giustizia e della pace. Entrare nel Cuore di Maria significa trovare ed estaticamente vedere la verità, la nobiltà, la giustizia, la purezza, l’amore, l’onore, la virtù, la lode e godere con Maria e con la Chiesa di questi beni. Esso, il Cuore puro della Madre, è la “terra fertile, spaziosa, in cui scorre latte e miele” (Es 3,17). Ma lo Spirito Santo può permettere questa visione soltanto a chi si accosta a Maria, l’Oreb ed il Sinai di Dio, con “mani innocenti” e con “cuore puro”, a chi ha scelto di rifiutarsi agli idoli dell’odio, della guerra, della falsità, della violenza, del peccato. Solo chi si è deciso per la verità “otterrà benedizione dal Signore e giustizia da Dio sua salvezza” (Sal 22).

Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria non può essere confuso per una devozione maggiormente diffusa rivolta alla Vergine. Ella sì ha detto che tutte le generazioni la chiameranno beata, ma sempre Maria si pone davanti al Creatore come colei, serva e schiava, la cui “umiltà/tapineria” è stata guardata amorevolmente da Dio (Cf Lc 1,48). Questo trionfo consiste nella gloria di Dio in ogni cuore e nella pace del genere umano legato alla cristianità in preghiera per l’instaurazione del Regno. Tutto questo avverrà proprio per l’affidamento che di sé l’umanità farà a Maria, perché Dio ha scelto questa via di salvezza.

Conclusione

Totus tuus ego sum et omnia mea tua sunt. Accipio te in mea omnia. Praebe mihi cor tuum, Maria.” “Io sono tutto tuo e tutto ciò che è mio è tuo. Ti prendo tra tutti i miei beni. Dammi (offrimi, porgimi) il tuo cuore, o Maria!”.

“Io sono tutto tuo e tutto ciò che è mio è tuo.”: “Io sono del mio amato e il mio amato è mio” (Ct 6,3).

“Ti prendo tra tutti i miei beni”: “Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore” (Os 2,21-22).

“Dammi il tuo cuore, o Maria!”: “Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! … mostrami il tuo viso fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è incantevole” (Ct 2,13-14).

Questa preghiera di San Luigi Maria Grignon de Monfort del Trattato della vera devozione alla Santa Vergine (266) esprime perfettamente la consacrazione all’Immacolato Cuore di Maria e la disponibilità totale a lasciare che l’Assunta, glorificata in Cielo, sia la Regina della vita di chi la onora dei singoli, di tutto il Corpo Mistico del Cristo e di ogni città o nazione che a lei, Regina della Pace, viene consacrata.


* Direttore Ufficio liturgico dell'arcidiocesi di Reggio - Bova

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