Avvenire di Calabria

Rilanciare le vocazioni del territorio, cominciando dal mare

Pil calabrese ai minimi storici

Francesco Bolognese

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“Non riesce a sostenere spese impreviste di 800 euro; non può permettersi una settimana di vacanza in un anno lontano da casa; avere arretrati per mutuo, affitto, bollette o altri debiti; non riesce a riscaldare adeguatamente l’abitazione”.
I riscontri a questi indicatori (Europa 2020) di “grave deprivazione materiale” delle famiglie italiane per l’anno 2015, elaborati dall’Istituto di statistica nazionale, non lasciano spazio all’immaginazione: il Mezzogiorno e le isole “svettano” su tutti i fronti.
Le percentuali di persone in famiglie che non riescono a fronteggiare adeguatamente i suddetti parametri sono nel Sud e nelle isole sempre o quasi il doppio rispetto al nord del bel paese e comunque superiori sempre rispetto al centro.
In un contesto estremamente asfittico chi paga un prezzo salatissimo sull’altare della globalizzazione sono, senza ombra di dubbio, quei territori da sempre o quasi nei bassifondi delle varie classifiche nazionali ed internazionali.
A cominciare proprio dalla terra del compianto Corrado Alvaro, il cui Pil (prodotto interno lordo) per l’anno 2015 è pari a 16,5 mila euro (in leggera ripresa rispetto al 2014), relegandola “buon” ultima nella graduatoria dei conti economici territoriali redatta dall’Istat. Siamo al cospetto di una Caporetto costante nel tempo, che genera disagi socio economici cui andrebbe data una risposta esauriente prima che sia troppo tardi. E’ (anche) sui gravi disagi economici che proliferano le varie organizzazioni malavitose, divenute, soprattutto negli anni della crisi, veri e propri “ammortizzatori sociali”. La politica è cambiata ad un reale cambio di passo. Il richiamo di don Tonino Bello, cioè di “un’analisi in profondità delle situazioni di malessere” è rimasta lettera morta o quasi. Altrettanto dicasi per i tanto invocati “rimedi sostanziali alla fosforescenza del precariato”.
Il servizio al prossimo cui deve tendere la politica vuole dire anche, o soprattutto, valorizzazione dei territori, delle vocazioni. Tante e mai messe a frutto. Che potrebbero innescare il circolo virtuoso con innegabili vantaggi socio economici. Il mare e le coste sono alcune delle risorse cui dedicare particolare attenzione, vanno rilanciate e salvaguardate.
A tal proposito la prefettura reggina sta sensibilizzando gli amministratori comunali affinchè prestino collaborazione per “contrastare l’abusivismo edilizio” che funesta i litorali. In tal senso dovranno “predisporre le misure necessarie a supporto alle diverse articolazioni territoriali del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Direzione marittima, Capitaneria di Porto, Uffici circondariali marittimi, Uffici locali marittimi, Delegazioni di spiaggia), che svolgono la loro azione di prevenzione e vigilanza in sinergia con l’Autorità Giudiziaria e le Forze dell’Ordine”.

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