È iniziata oggi a Reggio Calabria la fase più attesa del cantiere sul torrente Calopinace: sono state posizionate le prime travi del nuovo ponte che collegherà il Lungomare Falcomatà al Parco Lineare Sud, dopo anni di ritardi e contenziosi. Un piccolo ponte di 30 metri, ma dall’alto valore strategico per la riqualificazione urbana e la mobilità cittadina.
Un’opera attesa da anni: parte la fase finale del cantiere
Il progetto era stato approvato nel 2016 con un finanziamento da 450 mila euro, aggiudicato nel 2020 con una durata prevista di 120 giorni. Nei fatti, i lavori si sono protratti per anni a causa di rescissioni contrattuali, errori tecnici e lunghe interruzioni. Ora, dopo una svolta impressa – nell’ultimo anno – prima delle sue dimissioni dall’ex assessore ai lavori pubblici Franco Costantino, l’opera entra nella fase conclusiva.

Il ponte, seppur breve, è fondamentale per garantire la continuità del fronte mare, unendo fisicamente e simbolicamente la parte monumentale del Lungomare Italo Falcomatà con i quattro chilometri del Parco Lineare Sud, recentemente riqualificati, in un progetto complessivo di città più vivibile e accessibile.
Tecnologia e mezzi eccezionali per le travi da 53 tonnellate
Il progetto ha richiesto una soluzione tecnica avanzata. Inizialmente era stato ipotizzato l’uso di una gru nell’alveo del torrente, poi scartato per motivi di stabilità strutturale. Si è quindi optato per l’impiego di due gru speciali, posizionate sui due argini, per sollevare e collocare le sette travi che comporranno l’impalcato del ponte. Ognuna di esse pesa 53 tonnellate (una trave nella foto di Carlo Ranieri).
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Quattro travi sono state posizionate oggi, mentre le altre tre sono attese in serata con un secondo trasporto eccezionale. L’arrivo dell’impalcato segnerà l’avvio degli ultimi interventi, come ha spiegato il sindaco Giuseppe Falcomatà, presente al sopralluogo insieme al vicesindaco Paolo Brunetti, agli assessori Carmelo Romeo, Paolo Malara e al delegato allo sport Giovanni Latella. Tanti anche i cittadini che hanno assistito all’evento.
Falcomatà: «Il ponte è simbolo di rinascita urbana»
Durante la visita al cantiere, nel corso di una diretta social, il sindaco Falcomatà ha voluto spiegare ai cittadini l’importanza dell’opera e la complessità tecnica che ha richiesto: «In molti hanno ironizzato: “ma che ci vuole a fare un ponticello di 20 metri?”. Come se un sindaco non volesse realizzarlo! Dietro c’è un lavoro enorme, servono gru con trasporti eccezionali, autorizzazioni Anas, verifiche statiche. Una sola trave pesa 53 tonnellate».
Poi ha aggiunto: «Questo è un passo verso la continuità urbana e il recupero della nostra identità di città di mare. Non più una città che guarda il mare da lontano, ma che lo vive e lo attraversa. È anche un nuovo punto di vista sulla nostra città, un’opportunità per scoprire bellezza e valorizzare gli spazi pubblici».
Il primo cittadino ha ringraziato il dirigente Antonino Doldo, il RUP Giancarlo Cutrupi, il direttore dei lavori Alberto Romeo e, in particolare, Franco Costantino, già assessore ai lavori pubblici, per aver dato impulso decisivo al cantiere. Ha ricordato anche Giovanni Muraca e Rocco Albanese, per il loro contributo nei momenti più complessi dell’intervento. Con il varo delle travi, il ponte del Calopinace si avvia verso il completamento.

Sarà un’infrastruttura piccola nelle dimensioni, ma grande nel significato: un tassello nel processo di riconversione urbana, di riappropriazione del lungomare e di integrazione tra i quartieri storici e le nuove aree verdi. Come ha concluso Falcomatà: «Questo è un momento storico, un segno che Reggio cambia, si trasforma, si modernizza. Un’opera pubblica che ci fa guardare con occhi nuovi la nostra città».













