Avvenire di Calabria

Dai progetti caritativi destinati alle mamme e ai bambini in difficoltà. Ma anche la tutela e la valorizzazione dei beni ecclesiastici del territorio

Reggio – Bova, una firma che fa bene a carità e cultura: ecco i progetti avviati grazie all’8xmille

I direttori di Caritas e Ufficio diocesano Beni Culturali, Ambrogio e Rodà raccontano le iniziative avviate con i fondi per la Chiesa cattolica

di Redazione Web

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Grazie ai fondi 8xmille destinati alla Chiesa cattolica, anche l’arcidiocesi metropolita di Reggio Calabria - Bova ha potuto avviare importanti progetti a sostegno delle opere di carità, ma anche volti alla valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico.

Quali progetti a Reggio Calabria grazie ai fondi dell'8xmille alla Chiesa cattolica?

Dalle mense per i poveri, al supporto alle madri sole o ai bambini in difficoltà, fino all’assistenza sanitaria per gli indigenti, passando anche attraverso il percorso di formazione per nuovi volontari dei Centri di ascolto. «Tante altre le iniziative in cantiere da parte della Caritas diocesana grazie alla firma dei contribuenti», ci racconta la direttrice Maria Angela Ambrogio.


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«Una firma che fa bene anche al nostro patrimonio ecclesiastico: artistico, culturale e aperto al culto», aggiunge il direttore dell’Ufficio beni culturali dell’arcidiocesi reggina-bovese, don Mimmo Rodà. La loro testimonianza nelle interviste che vi proponiamo di seguito.

Una firma che genera vita

Dall’Help Center per i senza tetto, al bene confiscato alle cosche di ‘ndrangheta trasformato in casa d’accoglienza per donne e bambini in difficoltà, fino all’avvio di percorsi di formazione per volontari della prossimità che ha consentito di far nascere o mantenere in vita i centri d’ascolto presso le singole realtà parrocchiali.

Mariangela Ambrogio Caritas
Mariangela Ambrogio è direttore della Caritas diocesana di Reggio Calabria - Bova

Il racconto delle opere al servizio delle fragilità realizzate nel territorio dell’arcidiocesi di Reggio Calabria Bova si arricchisce, di anno in anno, di un nuovo capitolo, grazie alla firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica. «Una firma che fa davvero bene», ribadisce dal canto suo anche Maria Angela Ambrogio, direttrice della Caritas diocesana di Reggio Calabria - Bova che, in questa intervista, ci illustra i più recenti progetti realizzati.

La Caritas diocesana è in prima fila nella gestione delle risorse dell’8xmille per finalità caritative. Che peso hanno questi fondi?

Le attività della Caritas sono animate da persone che a titolo volontario prestano il loro servizio ai fratelli più fragili. Grazie a tali risorse riusciamo a sostenere soprattutto la dimensione dell’ascolto dei bisogni del nostro territorio, a gestire l’accoglienza delle persone in luoghi ben curati, a far fronte ai bisogni primari cibo, vestiario, salute, orientamento ai servizi. Avviamo percorsi educativi di accompagnamento delle persone, sosteniamo percorsi di contrasto alla povertà educativa.

Quali sono i progetti più importanti realizzati con i fondi provenienti dall’8xmille?

Oltre alle attività ordinarie dei centri d’ascolto, dell’emporio solidale, dell’accoglienza agli sbarchi, le attività innovative per la diocesi sono l’Help Center con il servizio di prossimità che offre dal thè al servizio legale e

Un corso di formazione Caritas per volontari di Centri d'ascolto

Casa Anawim che è un bene confiscato dove è possibile avviare percorsi sanitari alternativi. Inoltre, in questi ultimi due anni abbiamo investito molto nella formazione delle persone che nelle parrocchie animano il servizio alla carità, ma anche sul tema dell’ascolto e dell’inclusione.

Saranno avviate altre iniziative proprio grazie al sostentamento alla Chiesa?

Ogni giorno e ogni ascolto in Caritas rappresentano un evento straordinario, perché consentono di intercettare spaccati di mondo che spesso ci dimentichiamo. C’è tanta preoccupazione nelle famiglie per il lavoro, per i figli, per le bollette. È, inoltre, aumentato il bisogno di salute dopo la pandemia. In questo anno lavoreremo per avviare nelle zone pastorali altri punti di prossimità, ama anche sul tema della dimensione pedagogica, nonché dell’accoglienza diffusa.

Tante attività concrete realizzate, dunque. Perché è importante firmare?

È importante firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica perché è un gesto di condivisione e di corresponsabilità. La povertà è sempre figlia dell’ingiustizia, attraverso un piccolo gesto che non costa nulla, noi possiamo contribuire a rendere la società più giusta. Talvolta non ci possiamo impegnare per motivi di tempo o di distanza fisica nelle attività delle nostre Caritas, ma attraverso la nostra firma abbiamo la possibilità, ugualmente, di contribuire a rendere la comunità civile ancora più umana.

Così i beni ecclesiastici diventano patrimonio di tutti

Dal restauro delle chiese restituite al culto, al recupero di capolavori d’arte di inestimabile valore non solo artistico, ma anche identitario e religioso. «I fondi dell’8xmille destinati ai beni culturali rappresentano, per le diocesi e soprattutto per i parroci, un aiuto importante per il restauro, la manutenzione straordinaria e la conseguente valorizzazione e fruizione delle opere parrocchiali e opere d’arte che necessitano di tali interventi ». Lo afferma don Mimmo Rodà, direttore dell’Ufficio beni culturali dell’arcidiocesi reggina-bovese.

Perché i fondi dell’8xmille sono così importanti per i beni ecclesiastici della diocesi?

Tante volte, infatti, non si hanno le possibilità per poter restaurare i beni ecclesiastici e solo attraverso questi fondi e un cofinanziamento si può dare nuova vita alle opere d’arte, alla valorizzazione e soprattutto per quello che tali beni rappresentano nel proprio territorio: indicano devozione, religiosità e appartenenza. Ma tali fondi non sono solo per il restauro di edifici ecclesiastici: una parte di questi viene destinata alla sicurezza di tali edifici e degli enti culturali diocesani in quanto si è pensato al contributo per gli impianti antintrusione (finanziato in toto). L’installazione di tali impianti è prevista laddove si custodiscono delle opere d’arte di notevole pregio.

Come altro vengono ripartire le risorse?

Un’altra parte è destinata agli enti culturali ecclesiastici diocesani, quali il Museo, l’Archivio Storico e la Biblioteca e viene utilizzata per progetti di digitalizzazione delle carte d’archivio, per il restauro delle opere d’arte contenute nel Museo e nell’acquisto di libri per la biblioteca. Tali fondi possono anche essere destinati alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi.

Come i fondi 8xmille sono stati tradotti in attività concrete nella diocesi di Reggio Calabria-Bova?

Nella nostra diocesi numerosi sono stati gli interventi finanziati dai fondi dell’8xmille; ogni anno almeno due chiese vengono inserite per la manutenzione straordinaria e sono diversi i progetti di restauro che si sono avviati e conclusi negli ultimi anni: la parrocchia “San Giuseppe” di Annà in Melito Porto Salvo, la parrocchia “Maria Santissima Annunziata” in Pellegrina, la parrocchia “Santa Maria delle Grazie” in Lazzaro e tante altre sono in corso d’opera.

Antichi volumi recuperati dell'Archivio storico diocesano di Reggio Calabria

Uno dei più complessi è stato proprio in questa ultima parrocchia in quanto si è provveduto ad una manutenzione straordinaria del tetto (totalmente rifatto nella struttura interna), delle pareti laterali esterne e interne compromesse da un’umidità di risalita nella zona inferiore e distacchi di intonaci che interessavano le pareti superiori e i cornicioni. Si è dovuto ricostruire tutto, con l’alta sorveglianza della Soprintendenza locale, e alla fine il tempio ricostruito e restituito alla comunità nella sua bellezza originaria è diventato anche il segno della rinascita spirituale della comunità stessa.

Quali altri beni, a breve, che saranno oggetto di intervento di recupero grazie all’8xmille?

Come già ricordato prima, i finanziamenti che riguardano gli interventi sugli edifici sono tanti e altri stanno per partire o sono già in atto (parrocchia “San Giovanni Battista” in Prunella, parrocchia “Santa Maria di Porto Salvo in Marinella). Stanno concludendosi anche le operazioni di restauro di un quadro del Museo diocesano che riguarda il Miracolo della Colonna di San Paolo e quello di un cartone preparatorio della vetrata centrale della Cattedrale di Reggio Calabria che rappresenta l’Assunta.


PER APPROFONDIRE: Il tempio rinnovato con le firme di tutti


L’Archivio storico diocesano sta continuando il progetto di digitalizzazione e catalogazione dei faldoni, mentre la Biblioteca, oltre alle opere di catalogazione, implementa il patrimonio librario.

Il suo invito a firmare per l’8xmille?

La firma per l’8xmille è un valido aiuto per tutte quelle realtà che si ritrovano a dover mantenere degli edifici o custodire delle opere d’arte. È un modo anche per responsabilizzarsi nei confronti di un patrimonio culturale e artistico che è, prima di tutto, oggetto di devozione, fa parte della nostra storia locale e va tutelato, valorizzato e fruito.

Quel nero su bianco che produce amore

Al contribuente la firma non costa nulla e possono apporla tutti coloro che concorrono al gettito Irpef: chi presenta il 730 o il Modello redditi, ma anche chi dispone solamente del Modello Cu, perché possiede unicamente redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati e non è obbligato a presentare la dichiarazione.

Come è noto, la decisione di chi si esprime serve a stabilire la destinazione dell’intera quota da assegnare, supplendo dunque anche alla mancata espressione di una preferenza da parte di chi non firma. Quali le opere finanziate dalla Chiesa cattolica nell’ultimo anno?

Nell’anno 2022 chi ha firmato per la Chiesa cattolica ha contribuito a rendere possibile lo stanziamento di 150 milioni di euro per la carità delle diocesi italiane (mense, centri di ascolto, soccorso a disoccupati, vittime dell’usura, immigrati, emarginati, anziani abbandonati); 53 milioni di euro per altre esigenze di rilievo nazionale; 80 milioni per progetti di sviluppo e solidarietà nel Sud del mondo; 84 milioni per la manutenzione e il restauro delle chiese e 410 milioni per mantenere dignitosamente i circa 32.000 sacerdoti che operano nelle diocesi, 300 dei quali missionari fidei donum nei Paesi più poveri. È possibile visionare un rendiconto dettagliato su www.8xmille.it oppure su https://rendiconto8xmille.chiesacattolica.it/.

Un investimento per le comunità

L’8xmille provvede alle necessità di culto e pastorale di 226 diocesi italiane, al sostentamento dei sacerdoti, a opere relative ai beni culturali, e sempre di più a progetti caritativi diffusi in tutta Italia e in parte all’estero.

Grazie all’8xmille, dal 1990 a oggi la Chiesa cattolica ha potuto realizzare opere e interventi nel settore cultuale e pastorale e nel campo caritativo che si distinguono per qualità progettuale, per la loro capillare diffusione sul territorio, per la capacità di aggregazione e di socializzazione che hanno disseminato, per l’apporto che hanno dato all’occupazione e allo sviluppo, per la tutela che hanno garantito a una quota importante del patrimonio storico-culturale e artistico. Ma anche per la solidarietà che hanno testimoniato ai Paesi in via di sviluppo, promuovendo lo sviluppo di tante comunità in condizioni di povertà e fragilità sociale.

«Firmare è importante perché permette di riscoprire i valori fondamentali dell’8xmille: il bene comune, la condivisione, la corresponsabilità, il sostegno economico delle Chiese nella loro missione – afferma il segretario Generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi - È fondamentale comprendere il significato che questo gesto rappresenta per tutti, credenti e non, in termini di solidarietà e democrazia. Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica è una scelta di libertà per lo Stato e non di convenienza economica».

«Con le risorse a disposizione - conclude - si va incontro ai bisogni delle persone indigenti, dei migranti, di chi cerca una casa, di chi ha necessità di curarsi, dei più poveri, italiani e stranieri».

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