Rossano, maxi-sequestro di capi di abbigliamento contraffatti

I Finanzieri della Compagnia di Rossano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, nell’ambito di mirati controlli sul territorio finalizzati a tutelare la legalità del commercio e la salute dei consumatori, hanno individuato e posto sotto sequestro un ingente quantitativo di capi di abbigliamento e accessori recanti marchi contraffatti. Le Fiamme Gialle, impegnate nella ricostruzione delle filiere di approvvigionamento e commercializzazione di merce contraffatta e, quindi, potenzialmente nociva per la salute dei consumatori, hanno individuato, nell’ambito del continuo controllo del territorio, un chiosco ambulante gestito da un soggetto di origini extracomunitarie, dove la merce posta in vendita è risultata essere non in regola non con le vigenti disposizioni legislative e recante marchi contraffatti. Successivamente i militari hanno esteso l’attività di controllo alle abitazioni e al magazzino nella disponibilità del venditore, rinvenendo cospicue quantità di capi di abbigliamento, calzature e accessori recanti noti marchi di griffes di fama internazionale, tutti contraffatti. Nel corso dei controlli sono state infatti rinvenute anche alcune etichette destinate, con ogni probabilità, ad essere applicate sui capi di abbigliamento al fine di renderli simili a quelli originali. Tra i capi sequestrati figurano diverse centinaia di calzature recanti i segni distintivi di note marche tra cui Adidas, Hogan e Nike. Numerosi anche gli occhiali da sole con distintivi contraffatti di brand come Ray Ban e Christian Dior non originali e, quindi, potenzialmente dannosi per la salute del consumatore, oltre che lesivi del corretto e legale funzionamento del sistema economico e produttivo dei commercianti onesti. Le notizie sopra riportate evidenziano l’ennesimo presidio posto in essere dalla Guardia di Finanza a tutela del consumatore e dei commercianti che operano nella legalità, ponendo in vendita prodotti sicuri e di qualità. E’ opportuno rammentare che la commercializzazione di oggetti con marchi contraffatti o comunque di dubbia provenienza produce un notevole danno non solo ai produttori dei beni “originali”, che spesso profondono ingenti investimenti finanziari, finalizzati a migliorare i prodotti, ma anche ai consumatori finali dei beni.

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