Sanità in Calabria tra telemedicina e nuovi posti letto

Un occasione per valutare la sanità in Calabria dove emergono iniziative significative sulla telemedicina e nuovi posti letto

Oggi la Chiesa universale festeggia San Camillo de Lellis, patrono dei malati e degli ospedali di tutto il mondo; per noi è l’occasione per provare a disegnare un quadro delle novità in ambito sanitario per la Calabria dove emergono iniziative significative sulla telemedicina e nuovi posti letto.

Chi era san Camillo de Lellis?

Siamo tutti bisognosi di cura, abbiamo tutti la profonda urgenza di avere qualcuno accanto che ci aiuti ad affrontare le nostre ferite, le nostre infermità, le nostre debolezze. Ecco perché prendersi cura dell’umanità è l’attività che più di ogni altra riflette l’agire di Dio nella storia: fin dall’inizio dei tempi Egli è, infatti, compagno e sostegno di ogni essere umano nel viaggio della vita, soprattutto nei momenti di sofferenza.

È in questa dimensione che visse e operò san Camillo de Lellis, profeta di una medicina che sa mettere al centro le persone e la loro dignità. Nato a Bucchianico (Chieti) nel 1550 in una famiglia nobile intraprese la carriera militare, ma a causa di una piaga al piede per un periodo fu ricoverato a Roma.

Riprese le armi, fu rovinato dal vizio del gioco, che lo portò a perdere tutti i suoi averi. Si ritrovò così al servizio dei Cappuccini di San Giovannni Rotondo. Nel 1575 fu ricoverato nuovamente all’ospedale di San Giacomo degli Incurabili a Roma e lì finalmente trovò la sua strada: si mise a servire con dedizione e delicatezza i compagni malati ed ebbe l’idea di fondare una congregazione votata a questa attività.

Nacquero così nel 1582 i Ministri degli Infermi, i Camilliani: l’esperienza militare del fondatore fu una risorsa preziosa per modernizzare l’assistenza ai malati, che prese così una forma più organizzata. De Lellis morì nel 1614 a Roma.

Fu beatificato il 7 aprile 1742 e canonizzato il 29 giugno 1746 da Benedetto XIV. Con san Giovanni di Dio, tra l’altro, è patrono degli ospedali e dei malati dal 1886 e degli infermieri dal 1930.


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La telemedicina passa dalle farmacie “potenziate”

La Regione Calabria si conferma all’avanguardia per quanto attiene ai servizi erogati in farmacia in favore dei cittadini. Di concerto con la Federfarma regionale e con il varo del riparto delle risorse è difatti stata avviata in Regione la seconda fase della sperimentazione della Farmacia dei servizi, il cui obiettivo principe è quello di valorizzare la capillarità delle farmacie sul territorio, mettendo a disposizione della popolazione nuovi servizi di valenza sociale e sanitaria.


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Per quanto attiene ai nuovi servizi offerti, si tratta prevalentemente di prestazioni di telemedicina che, grazie al collegamento a distanza con centri specialistici di riferimento, consentono ai cittadini di ottenere, direttamente in farmacia, la spirometria, l’elettrocardiogramma, holter cardiaci e pressori finalizzati a potenziare anche le attività di prevenzione in ambito cardiovascolare.

Nuovi posti letto e rafforzamento della medicina territoriale

L’ultima rete ospedaliera e territoriale risale al 2016, a licenziarla l’ex commissario ad acta, Massimo Scura. A sette anni di distanza la Calabria ha una nuova programmazione dell’offerta territoriale e ospedaliera, illustrata questa mattina nel corso di una conferenza stampa in Cittadella. «Era un piano necessario perché ho sempre detto che avrei tentato di ricostruire il sistema sanitario dalle fondamenta» ha chiarito immediatamente il presidente della Regione, Roberto Occhiuto in conferenza stampa.


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Innanzitutto, la nuova rete ospedaliera prevede un incremento del numero di posti letto: passeranno dagli attuali 5. 821 a 7. 145 con 1. 324 posti letto in più. Saranno così distribuiti: 659 in più nella area nord della Calabria, 360 in più nell’area centrale (201 a Catanzaro, 48 a Crotone e 111 a Vibo Valentia) e 305 in più nell’area sud. La nuova programmazione ovviamente tiene conto della realizzazione dei tre nuovi ospedali della Sibaritide, della Piana di Gioia Tauro e di Vibo Valentia, integrati nella nuova rete ospedaliera.

Resta però il nodo del personale che servirà poi ad attivare concretamente i nuovi posti letto. Già in passato molti sono rimasti solo sulla carta per mancanza di spazi o di operatori. «Abbiamo assunto moltissime persone – ha precisato il presidente della Regione – senza le quali, dal momento che ci sono stati tantissimi pensionamenti, tutti gli ospedali della Calabria sarebbero stati chiusi per effetto delle mancate assunzioni negli ultimi 12 anni».

Le opportunità del Pnrr: esperti a confronto

Si è svolto il 10 luglio a Catanzaro presso la cittadella della Regione Calabria, il convegno organizzato da Federsanità ANCI Calabria e la Siss, Società italiana di Sociologia per la Salute, con il Patrocinio della Presidenza Giunta Regionale e del Consiglio Regionale dal titolo “Salute-comunità-partecipazione. La Calabria di fronte alle opportunità del Pnrr per una nuova idea di salute”.

L’importante opera di ri-costruzione e di innovazione dell’offerta dei servizi di cura della salute dei cittadini, messa in atto dalla regione Calabria, dunque, deve concentrare attenzioni e risorse non solo sulla costruzione di nuove strutture e sull’acquisto di moderne tecnologie.

È necessario riservare la giusta attenzione allo sviluppo ed alla condivisione di un nuovo pensiero organizzativo capace di valorizzare risorse, talenti ed esperienze, specie quelle ad alto contenuto innovativo, già in atto nella nostra regione. La Calabria, anche con il giusto impiego delle opportunità del PNRR dedicate alla salute, può diventare nei prossimi anni una regione pilota nel campo delle politiche dell’integrazione socio-sanitaria, attivare nuovi servizi, creare nuova e qualificata occupazione, elevare la qualità di vita dei calabresi.

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