Sanità, Longo: «In Calabria accreditamenti autocertificati»

 «Quando mi sono insediato al dipartimento Salute il settore accreditamenti e autorizzazioni, che è il settore più delicato del dipartimento della sanità, oltre alla gestione accentrata dei bilanci, era stato chiuso per anni. Le certificazioni avvenivano con autocertificazioni». Così il commissario alla sanità in Calabria Guido Longo audito in commissione antimafia.

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«Abbiamo cominciato ad avviare questo percorso con l’allora dg – ha aggiunto – ma ha sei mesi di vita, dovete aspettare perché dobbiamo rimodulare tutto il meccanismo amministrativo. Il nostro sistema, in Italia, è misto però non si può abbandonare il pubblico favorendo solo una parte e viceversa, per carità. Bisogna riuscire, compatibilmente con l’esigenza di prestazioni sanitarie e di specialistica, a cercare di mantenere un giusto equilibrio sempre a favore del cittadino. E questa è una cosa che stiamo mettendo a punto col nuovo programma operativo che stiamo redigendo ’22-’24. Ovviamente quanto dico non piacerà a qualcuno ma la legge è legge e va applicata. Anche a tutela dei pazienti perché quando rilasciamo autorizzazioni farlocche danneggiamo il paziente. Ma questo non piace a chi era abituato ad altre cose. Il difetto nell’autorizzazione all’accreditamento genera poi il contenzioso e con questo si verificano i buchi nelle aziende di Reggio e Cosenza. Abbiamo iniziato ad accentare il contenzioso di tutte le Asp quindi lo controlleremo dal centro e avremo la possibilità di valutare in tempo reale quello che si prospetta dal punto di vista economico finanziario per un’azienda. Ma abbiamo bisogno di tempo, dobbiamo ripercorrere sette, otto anni a ritroso. Adesso stimao finendo il 2020. Anche questo non piacerà a qualcuno. Si inizia con il ritardo nei pagamenti e si passa al contenzioso, alla non gestione del contenzioso per cui aumentano gli interessi e poi si passa alle società milanesi che acquistano i crediti ed alle società estere quotate in borsa. Ho parlato con i procuratori distrettuali di Reggio Calabria e Catanzaro dicendo loro che sarebbe il caso di fare un’indagine sistemica perché mi sembra un sistema ben collaudato che riguarda, attenzione in misura diversa, tutte le aziende e non soltanto calabresi. Questo sarà inserito nel programma operativo: riorganizzazione del dipartimento, gestione dei bilanci che vanno controllati. Quando si rifondano i fondi nelle varie aziende bisogna farlo sulla base del fabbisogno reale perché altrimenti si falsano i bilanci. Un po’ quello che è successo a Cosenza. Questo stiamo facendo, io, i sub commissari e personale Agenas».

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