Spazio genitori: l’amicizia dei figli, il sano dilemma dei genitori

Ai genitori tocca il ruolo di “porto sicuro” dove i figli possono riparare in attesa che la tempesta si plachi per poi riprendere il largo
Genitori e figli

I figli devono avere la certezza che possono tornare a casa qualunque cosa accada

Le amicizie dei figli possono essere fonte di paura per i genitori. «Ora glielo dico che quella sua amica non mi piace». «Quella sua amica non mi piace ma è meglio aspettare. Altrimenti, come al solito, si arrabbia». Per la paura di sbagliare, sono combattuti fra l’intervenire e l’astenersi, il dire e il tacere. E allora, qual è il ruolo dei genitori nei rapporti di amicizia dei figli? Come essere custodi senza invadere? Osservare senza giudicare.



Il primo compito dei genitori consiste nell’osservare con attenzione e discrezione, evitare giudizi negativi, perché possono provocare la chiusura del figlio. È molto importante, invece, imparare a leggere i segnali. Come quando nostro figlio torna da scuola silenzioso. O, all’improvviso, non parla più di una certa amica. Oppure passa ore al telefono o, al contrario, il telefono resta muto per diversi giorni. Una madre mi ha raccontato di aver capito che il rapporto fra la figlia e le sue amiche era cambiato. Aveva osservato il modo diverso di vestire: «Prima usciva sempre con jeans strappati e t-shirt scure, come le sue amiche. Poi ha iniziato a indossare vestitini ampi e colorati. Da lì ho capito che qualcosa era cambiato nel rapporto fra loro».

Essere un porto sicuro. I nostri figli, man mano che crescono, esplorano il mondo delle relazioni, esterno alla famiglia. I genitori sanno che non sempre gli amici, o quelli che i figli considerano amici, sono rispondenti alle loro aspettative. Nei rapporti di amicizia si possono verificare anche delle tempeste. I figli devono avere la certezza che possono tornare a casa qualunque cosa accada. Ai genitori tocca il ruolo di “porto sicuro” dove i figli possono riparare in attesa che la tempesta si plachi per poi riprendere il largo. I genitori non devono risolvere i problemi relazionali dei figli, non imparerebbero mai. Devono offrire ascolto attivo, sostegno emotivo, comprensione. Quali sono le difficoltà legate all’amicizia che i figli possono incontrare nel percorso di crescita? Esserne consapevoli aiuta a prepararsi per sostenerli nel modo migliore. L’esclusione dal gruppo.

«Mamma, i miei amici non mi parlano più e non so perché». L’esclusione dal gruppo è una delle esperienze più dolorose per bambini e adolescenti. Un genitore può essere tentato di minimizzare («Vedrai che domani farete pace») o di colpevolizzare gli altri («Lasciali perdere, sono cattivi»). Hanno bisogno, invece, che siano riconosciuti i loro sentimenti feriti, il dolore provato. La pressione del gruppo. «Tutti i miei amici lo fanno» è una frase che fa tremare ogni genitore. La pressione del gruppo dei pari può spingere i ragazzi verso comportamenti rischiosi: dal fumo alle droghe, dai rapporti sessuali precoci ai comportamenti antisociali. Spesso è una pressione implicita, che fa leva sul bisogno di appartenenza dei ragazzi, soprattutto dei più insicuri, quelli che hanno uno scarso senso del proprio valore.

Il cyberbullismo e l’amicizia digitale. I social media, lo sappiamo, possono distorcere le relazioni fra ragazzi e introdurre nuove forme di sofferenza. Il cyberbullismo può trasformare quella che si credeva essere un’amicizia in un incubo: vedere diffusi pubblicamente screenshot di chat private, alla propria insaputa. Subire l’esclusione da una chat di gruppo. Soffrire per commenti cattivi sotto le foto. Ne abbiamo notizia continuamente anche per le conseguenze estreme. Le relazioni tossiche. Non tutte le relazioni sono benefiche. Esistono le relazioni, spacciate per amicizia, caratterizzate da controllo, manipolazione, ricatto emotivo. Sono quelle relazioni dove uno dei due, che si dichiara amico, esercita un potere sull’altro, dove il supposto affetto è usato per controllare, “possedere”, l’altro.


PER APPROFONDIRE: L’Alzheimer Café celebra il suo anno di attività Allegra-mente


I segnali da osservare sono molteplici: il figlio che cambia comportamenti e atteggiamenti quando è con un certo “amico”, che si isola dalla famiglia, inizia a mentire o mostra segni di stress o depressione. Sono segnali da considerare potenti campanelli d’allarme. Per informazioni, sollecitazioni o domande scrivere a info@giannitrudu.it

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