Te Deum: mons. Tomasi (Treviso), “fermiamoci con Lui. Davanti a Lui”

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“È difficile fermarsi”. Parte da questa constatazione concreta l’omelia del vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, pronunciata in cattedrale durante la messa con il canto di ringraziamento del Te Deum a conclusione dell’anno civile. Alla luce del Vangelo del Natale di Luca, il presule ha accompagnato i fedeli a rileggere il tempo che va “dalla notte Natale ad oggi”, come un cammino che conduce all’“ottavo giorno”, quello in cui “gli fu messo nome Gesù”. Riconoscendo le fatiche, le urgenze e le preoccupazioni che attraversano la vita quotidiana, mons. Tomasi ha invitato a una sosta consapevole davanti al Signore: “Ora che siamo qui in chiesa, con Lui nella celebrazione eucaristica, fermiamoci con Lui. Davanti a Lui”. È una sosta che non è evasione, ma possibilità di dare compimento al tempo, perché “così questo tempo, invece di passare e di fuggire, si ‘compirà’: si riempirà di bene, di vita, di senso, di futuro”. Al centro della meditazione, la famiglia di Nazaret. Maria e Giuseppe, ha ricordato il vescovo, “si presero sicuramente cura di quel bambino con l’amore che li aveva portati ad accoglierlo”, vivendo una fiducia capace di affrontare ogni avversità. Una fiducia che diventa stile di Chiesa, chiamata a essere “famiglia semplice, affidabile e fiduciosa”, capace di generare vita anche “in questo nostro mondo che invecchia impaurito”. Richiamando le parole di Papa Leone XIV nel messaggio per la Giornata mondiale della pace, mons. Tomasi ha ricordato che “nulla ha la capacità di cambiarci quanto un figlio” e che “la bontà è disarmante. Forse per questo Dio si è fatto bambino”, indicando nel disarmo dei cuori la via della civiltà dell’amore. Infine, l’invito a custodire la Parola sull’esempio di Maria, che “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”, e a lasciarsi trasformare dal nome del figlio: “Gesù, ovvero ‘Dio-salva’”. Un Nome da cui ripartire come vero augurio per l’anno nuovo.

Fonte: Agensir

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