Avvenire di Calabria

Per molti Torre di Ruggiero ed il suo santuario sono definiti la piccola Lourdes della Calabria

Torre di Ruggiero, la «piccola Lourdes» di Calabria

La stessa definizione la utilizzò poco tempo fa anche il cardinale Pietro Parolin in visita al Santuario.

di Redazione Web

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Torre di Ruggiero, la «piccola Lourdes» di Calabria. Sono tantissime le similitudini tra il santuario calabrese e quello francese. Scopriamoli insieme.

Torre di Ruggiero, la «piccola Lourdes» di Calabria

Il borgo custodisce da più secoli il santuario della Madonna delle Grazie, ormai divenuto tappa obbligata di spiritualità e turismo religioso. È un grazioso paesino delle Serre catanzaresi a quattro passi da Chiaravalle Centrale e Serra San Bruno.

Il borgo nelle Serre

Nel centro abitato spicca la chiesa medievale di Santa Domenica, monumento nazionale, riconosciuta mirabile esempio di architettura. Sicuramente il centro è ricordato nelle cronache e conosciuto in tutto il mondo per il Santuario dedicato alla Madonna delle Grazie. Qualche storico suppone che presso questo luogo vi fosse stata una dacia basiliana del X secolo.

Il miracolo dell'acqua

Come nacque il santuario di Torre? Era il 17 aprile del 1677 quando due ragazze del luogo, Antonina de Luca e Isabella Cristallo, di ritorno dalla primitiva chiesetta, divulgarono in paese il desiderio della Madonna, apparsa ad Isabella, di «essere riverita in quel luogo da popoli lontani e vicini».

La notizia si diffuse dappertutto e cominciarono lunghi pellegrinaggi sul luogo dell’apparizione fino al 1783, anno in cui il terribile terremoto distrusse gran parte della Calabria ed anche la chiesetta di Torre.

Negli anni successivi, 1857 e 1858, si erano verificate altre apparizioni e sogni e financo il miracolo dell’acqua zampillante nel punto dove anticamente c’era la cosiddetta “fontana della Madonna” e così il 28 maggio 1858 dal Canonico teologo, don Salvatore Tolone, inviatovi dall’allora vescovo monsignor Fra’ Concezio Pasquini, per gli accertamenti del caso, è stato emesso il decreto vescovile che autorizzava la ricostruzione della chiesa.

Il primo luogo di culto

Ne è testimonianza una lapide marmorea posta a sinistra dell’ingresso in santuario, che perpetua l’evento di quell’anno: «Fu cominciato in seguito al sorprendente zampillare di acqua viva, nella domenica in Albis del 1858, a pie’ del monte, ove ora sorge la Chiesa».

All’interno del prezioso tempietto baroccheggiante, sopra l’altare maggiore sovrastato da un marmoreo cappellone, è collocata la bella statua della Madonna delle Grazie, donata dal Re Ferdinando II dei Borbone: è un capolavoro dell’arte napoletana.

La similitudine con Lourdes

Per molti Torre di Ruggiero ed il suo santuario sono definiti la piccola Lourdes della Calabria. La stessa definizione la utilizzò poco tempo fa anche il cardinale Pietro Parolin in visita al Santuario. E non solo perché richiama fedeli e turisti da ogni parte d’Italia ma anche perché è legato al più famoso santuario francese per una coincidenza storica.

Scrive ancora Domenico Cirillo: «L’anno 1858 si affaccia all’orizzonte cattolico con un intervento celeste ordinato a riconfermare, nell’Europa e nel mondo, quei valori spirituali, tanto combattuti e sconvolti dalla Rivoluzione francese e dalle conseguenti teorie filosofiche. L’undici febbraio, la Santa Madre di Dio appare a Bernardette Soubirous, nella grotta di Massabielle a Lourdes».

Prosegue Cirillo: «Anche lì un messaggio, anche lì una polla d’acqua…anche lì folle pellegrinanti…un legame misterioso corre tra le due località…Torre è rimasta chiusa nella ristretta cerchia della sua terra, contenta di affermarsi in campo…regionale con qualche riverbero oltre confine ed oltre gli oceani. Lourdes ha saputo dilatarsi nel mondo intero».

Ma il tempo non è passato indifferente al miracolo di Torre, tant’è che, qui anno dopo anno, soprattutto nella grande solennità dell’8 settembre, si radunano attorno a lei migliaia di fedeli oranti in silenzio, in lacrime ed ancora scalzi e a piedi. La fede si fa sempre più ardente, come dimostra anche la volontà di donare alla Madonna, ancora oggi, oltre alle preghiere, l’aurea corona che la contrassegna per ricchezza e preziosità di spirito.


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