Avvenire di Calabria

I neroarancio sfidano i propri limiti: Guariglia e Baldassarre contro Gigli, Radic e Raymond

Viola a Ferentino: serve una vittoria per continuare a sperare

Federico Minniti

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Quindici giorni di silenzio e lavoro. Il PalaMazzetto si è trasformato in un quartiere generale inespugnabile dove Antonio Paternoster, coach della Viola Reggio Calabria, ha preparato la partita più importante dell’anno: la trasferta di oggi contro Ferentino. Laziali che partono dal vantaggio dello scontro diretto (76–89 al PalaCalafiore) e dalla classifica che li vede a quattro lunghezze proprio dai neroarancio. Doppio ex, uno per parte, frutto della trade invernale che ha condotto Ivica Radic alla corte di coach Riccardo Paolini e Marcus Gilbert in riva allo Stretto. Partita che probabilmente si deciderà sotto le plance dove gli amaranto sono dominanti: oltre Radic (fino a novembre il miglior centro della Lega), c’è una garanzia assoluta come Angelone Gigli, oltre che una ala grande di grandissimo impatto come Benjamin Raymond. A questi si aggiunge il giovanissimo pivot Lorenzo Benvenuti per un pacchetto–lunghi di altissima quota. La Viola indirizzerà la partita sui temi più congeniali, quali la corsa e la capacità di attaccare gli spazi nei primi cinque secondi di possesso; di converso si è lavorato duramente rispetto alla difesa dal perimetro, memori della grandissima performance di Matteo Imbrò e Bernardo Musso. Vincere sarà difficilissimo, con i laziali che potrebbero – vincendo – archiviare definitivamente la pratica salvezza di fatto condannando la Viola ai play–out in compagnia di Scafati. Tutto in una partita, avendo già metabolizzato l’addio polemico di Laganà.

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