A 55 anni dalla morte, l’Anassilaos ricorda San Gaetano Catanoso

Sarà presentata la commedia ”Padre Catanoso e i sacerdoti del Cardinale Portanova”
san gaetano catanoso

San Gaetano Catanoso fu cultore ed apostolo del Volto Santo di Cristo. La Messa quotidiana e la frequente adorazione del Sacramento dell’altare furono l’anima del suo sacerdozio:  con ardente ed instancabile carità pastorale egli si dedicò alla predicazione, alla catechesi, al ministero delle Confessioni, ai poveri, ai malati, alla cura delle vocazioni sacerdotali. Alle Suore Veroniche del Volto Santo, che egli fondò, trasmise lo spirito di carità, di umiltà e di sacrificio, che ha animato l’intera sua esistenza”. Queste brevi parole tratte dalla omelia che papa Benedetto XVI tenne in Piazza San Pietro il 23 ottobre dell’anno 2005, in occasione della canonizzazione del presbitero reggino, racchiudono il senso della vita e della vocazione di Padre Gaetano Catanoso, nato a Chorio di San Lorenzo il 14 febbraio 1879, alla cui figura, nel 55° anniversario del Suo ritorno al Padre (4 aprile 1963), l’Associazione Culturale Anassilaos dedica un incontro che si terrà giovedì 23 agosto alle ore 21,00 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso con la partecipazione di Mons. Antonino Denisi, Decano del Capitolo Metropolitano. Presentazione della commedia in due atti di Oreste Arconte “Padre Catanoso e i sacerdoti del Cardinale Portanova” (Edizioni Nuovo Giangurgolo). Un video di Giacomo Marcianò ne illustrerà brevemente la vita. Ordinato sacerdote nel 1902 dal Cardinale Gennaro Portanova, per un biennio prefetto d’ordine in Seminario, fu  nel 1904, nominato parroco di Pentidattilo. Qui si dedicò  interamente alla missione di pastore, condividendo le privazioni, i disagi, le gioie e le pene della sua gente, aiutando le famiglie bisognose e venendo incontro agli ammalati. Per i giovani, che non potevano frequentare le scuole pubbliche, aprì una scuola serale gratuita. Qui inoltre ebbe l’illuminazione per il Volto Santo. Nel 1918 divenne «Missionario del Volto Santo », iscrivendosi all’Arciconfraternita di Tours e l’anno successivo istituì a Pentidattilo la Pia Unione del Volto Santo.  Convinto che la rinascita spirituale e morale dei Calabresi non sarebbe stata possibile senza l’attività pastorale dei sacerdoti, promosse l’Opera dei Chierici Poveri, che si proponeva di offrire ai giovani, sprovvisti di mezzi, il necessario per poter raggiungere il Sacerdozio. Dal 1921 al 1940 fu parroco, a Reggio Calabria, della Chiesa della Candelora. Qui si impegnò nell’attività  di evangelizzazione, catechesi, delle missioni al popolo, del culto dell’Eucaristia, del ministero delle Confessioni, dell’assistenza ai poveri, ai malati e ai perseguitati, dell’ opera delle vocazioni sacerdotali. Fu anche direttore spirituale del Seminario Arcivescovile (1922-1949), cappellano degli Ospedali Riuniti (1922- 1933), confessore degli Istituti Religiosi cittadini e del carcere (1921- 1950), canonico penitenziere della Cattedrale (1940-1963), rettore della Pia Unione del Volto Santo. Negli anni trascorsi a Pentedattilo,  a  contatto con la difficile realtà sociale e religiosa dell’Aspromonte, cominciò a pensare  di dar vita ad una congregazione religiosa femminile, che propagasse  la devozione al Volto Santo di Gesù e portasse conforto ai sacerdoti più bisognosi ed aiuto alle parrocchie più sperdute ed abbandonate. Nel 1934, incoraggiato anche da San Luigi Orione, che gli era amico da tempo, fondò le Suore Veroniche del Volto Santo, nel 1953 approvate dall’Arcivescovo Giovanni Ferro e, successivamente, anche dalla Santa Sede. Anche nella vecchiaia non tralasciò mai i suoi doveri sacerdotali e i suoi impegni pastorali. Papa Giovanni Paolo II lo proclamò  Beato il 4 maggio 1987. E’ stato canonizzato da Papa Benedetto XVI il 23 ottobre 2005. E’ stato, con l’eccezione dei Santi Italo Greci,  il primo santo reggino della contemporaneità.

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