Al Museo Archeologico di Reggio Calabria la mostra Terra Mater celebra il legame tra Gianni Versace e le sue radici magnogreche

Gianni Versace mostra Reggio Calabria

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ospita un evento espositivo di rilievo che lega indissolubilmente l’arte dello stilista Gianni Versace alla sua terra d’origine. La mostra intitolata “Gianni Versace. Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute”, visitabile fino al 19 aprile, si propone come un’indagine accurata sulle influenze storiche e culturali che lo Stretto ha esercitato sulla produzione artistica del fondatore della celebre maison. Attraverso un confronto diretto tra le creazioni di moda e i reperti dell’antichità, il percorso mette in luce come il patrimonio della Magna Grecia non sia stato per Versace un semplice riferimento estetico, ma una radice profonda da cui ha tratto linfa la sua intera visione creativa, trasformando icone millenarie in simboli della contemporaneità globale.

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Il richiamo della città natale e le influenze dello Stretto

Ci sono giorni in cui, dal lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, nelle prime ore del mattino, lo Stretto sembra quasi trattenere il respiro. L’aria è mite, il mare diventa cielo e, nelle giornate più fortunate, appare la Fata Morgana. Lungo questa lingua di terra fatta di miti, fenomeni atmosferici, miraggi e leggende, le suggestioni si rincorrono senza sosta. Ed è facile pensare che la creatività e l’eclettismo che hanno caratterizzato la vita artistica di Gianni Versace, figlio di questa terra, provengano proprio da qui.

Il ritorno nel cuore del Museo Archeologico Nazionale

A ventinove anni dalla sua tragica scomparsa, Reggio Calabria dedica a Gianni Versace un tributo autentico e suggestivo. Se varcare la soglia del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria significa quotidianamente entrare nel mito, con questa mostra la città compie un gesto simbolico di riconciliazione con uno dei suoi figli più illustri. Inaugurata lo scorso 19 dicembre e in programma fino al 19 aprile, “Gianni Versace. Terra Mater – Magna Graecia Roots Tribute” rappresente un ritorno a casa, un abbraccio ideale che attraversa l’intera vita creativa di un genio della moda e il suo luogo d’origine.

Un ricongiungimento non scontato, perché per lungo tempo è sembrata mancare una celebrazione istituzionale capace di restituire alla città il senso profondo di quel legame, mentre si era diffusa l’idea, che Versace avesse reciso i rapporti con le proprie radici una volta raggiunto il successo internazionale. Questa esposizione ribalta quella narrazione, riportando al centro il dialogo tra l’immaginario dello stilista e la memoria storica di Reggio Calabria. Attraverso il Museo, la città non solo ritrova Gianni Versace, ma lo riaccoglie nel luogo che più di ogni altro custodisce e racconta la sua identità più antica.

Le radici magnogreche nell’estetica dello stilista

Perché, nonostante Gianni Versace avesse lasciato la città da giovanissimo, la sua creatività, esplosa sulle passerelle di tutto il mondo, ha continuato a nutrirsi delle geometrie del meandro, dello sguardo magnetico della Medusa, delle memorie della Magna Grecia. Radici profonde, mai recise, che riaffiorano con forza in ogni sua creazione.

Le radici, l’amore per questa terra, traspaiono dalle sue opere, dalle sue parole, già all’ingresso della mostra e nei numerosi pannelli disseminati lungo il percorso espositivo. «L’odore mi sale alle narici, forte e pungente: l’odore del mare in burrasca. È quello che accompagnava le estati della mia infanzia: rosmarino, resina, aghi di pino. Lo sentivo quando passeggiavo incantato nel bosco, seguendo la strada che porta al laghetto. C’era un sentore forte di terra; gli animali erano nascosti, ma vicini. Il sole, visto tra i rami, sembrava oro. Un colore mi torna in mente: quello del mare. Passavo ore a guardarlo: bastava un passaggio di nuvole e il turchese diventava cupo e profondo, carico di un mistero che mi sembrava a portata di mano e che pure non riuscivo a svelare. La Calabria, dove sono nato, per me è profumo, luce abbagliante, ombre».

In poche parole Gianni Versace aveva saputo descrivere ciò che, ancora oggi, molti faticano a spiegare della Calabria.

Le ragioni della mostra

Quelle stesse radici vengono celebrate in ogni spazio – visivo, digitale, tattile – di questa esposizione. Quelle stesse radici spiegate nelle le ragioni di questa mostra:

«le ragioni di una mostra su Gianni Versace al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria? Tra le tante, si potrebbe partire innanzitutto dal fatto che Gianni Versace è nato e cresciuto a Reggio Calabria e che, a trenta anni dalla sua tragica scomparsa, il MArRC lo abbia voluto riportare a casa, nella sua terra madre, raccontando il personaggio e la sua arte partendo dalle sue radici.
Radici che rimandano inequivocabilmente all’antica Region, a Regium lulii, alla storia moderna di Reggio, a questo Museo, alla scoperta dei Bronzi di Riace. Radici che vengono rappresentate da Gianni Versace nella sua visione creativa, con un continuo richiamo alla Magna Grecia attraverso l’utilizzo di motivi decorativi quali meduse, maschere teatrali, meandri e palmette, mutuati dal repertorio figurativo di età greca e romana tuttora esposto nelle nostre vetrine».

Il dialogo tra reperti antichi e collezioni moderne

Oltre quattrocento pezzi, tra abiti, accessori, bozzetti, arredi della Home Collection e materiali d’archivio, accompagnano il visitatore in un percorso immersivo dove le creazioni del grande stilista reggino si confrontano direttamente con reperti archeologici provenienti dalla Calabria e dalla Magna Grecia. Le forme si richiamano, le iconografie quasi si sovrappongono. Un’antefissa con il volto di Medusa dialoga con un abito iconico, frammenti di affresco e ceramiche figurate risuonano nei tessuti audaci di Versace.

Sezioni espositive e testimonianze d’archivio

Il percorso espositivo, curato da Sabina Albano e Fabrizio Sudano, è articolato in sezioni come Città Madre, Visioni del Sud e Codice Versace; un percorso che restituisce l’immagine di un artistica colto e visionario, capace di trasformare l’eredità classica in un linguaggio moderno e universale. Non mancano riferimenti al teatro e al balletto, con i bozzetti realizzati per Béjart, Petit e Cox, né testimonianze intime attraverso fotografie, documenti e ritratti firmati da Helmut Newton e Alice Springs, che restituiscono anche il lato umano dello stilista.

Un evento culturale per la comunità reggina

Ma questa mostra è anche un gesto collettivo: un luogo vivo, attraversato da conferenze, workshop, performance e incontri. Un’occasione preziosa per concedere alla città di Reggio Calabria e ai suoi cittadini, di specchiarsi, finalmente, nella propria storia e riconoscere in Gianni Versace non solo un mito della moda, ma la voce contemporanea di una Terra Mater che continua a generare bellezza.

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