Nel pomeriggio di sabato 20 dicembre 2025, la Cappella Maggiore “San Paolo” si è riempita di luce, attesa e armonia grazie al Concerto Natalizio dell’Orchestra Giovanile dello Stretto, un appuntamento che ha saputo unire bellezza musicale e autentico spirito natalizio.
Alle ore 19.00, le prime note hanno dato voce a un clima di raccoglimento e gioia condivisa, trasformando lo spazio sacro in un luogo di ascolto profondo e di emozione. Sotto la direzione del Maestro Alessandro Monorchio, l’orchestra ha offerto un’esecuzione intensa e curata, capace di valorizzare non solo la qualità musicale dei giovani strumentisti, ma anche la forza comunicativa del linguaggio sonoro.
Il concerto si è rivelato molto più di un evento artistico: è stato un tempo donato alla comunità, un invito a sostare, ad ascoltare, a lasciarsi attraversare da quelle melodie che da secoli accompagnano il mistero del Natale. Le musiche eseguite hanno evocato sentimenti di pace, speranza e gratitudine, creando un dialogo silenzioso tra chi suonava e chi ascoltava.
In questo orizzonte si colloca anche il ruolo del Seminario, che attraverso iniziative come questa intende promuovere l’arte e la musica come via privilegiata di educazione alla bellezza. La bellezza, quando è autentica, apre all’interiorità, educa lo sguardo e dispone il cuore all’ascolto: diventa così linguaggio capace di parlare alla vita, alla fede e alle domande più profonde dell’uomo.
Particolarmente significativa la presenza dei giovani musicisti, segno concreto di una tradizione che si rinnova e di una passione che cresce attraverso la disciplina, lo studio e la condivisione. L’Orchestra Giovanile dello Stretto si conferma così non solo come realtà musicale di valore, ma come esperienza educativa e culturale capace di generare bellezza.
Al termine del concerto, il Rettore del Seminario, don Simone Vittorio Gatto, ha rivolto un saluto cordiale e intenso, sottolineando quanto sia importante per questi giovani sentire il Seminario come casa, come luogo accogliente e generativo, nel quale la musica, l’arte e le relazioni diventano spazio di crescita umana e spirituale. Ha inoltre evidenziato come contesti come questo possano favorire un clima di discernimento vocazionale, aiutando ciascuno a interrogarsi con libertà e profondità sulla propria chiamata e sul senso del proprio cammino.
Il lungo e caloroso applauso finale ha suggellato una serata riuscita, lasciando nei presenti il sentimento di aver vissuto un momento autentico, in cui la musica è diventata annuncio, preludio discreto e luminoso al Natale ormai alle porte.
Un concerto che resterà nella memoria come segno di armonia, comunione e speranza, nel cuore dell’inverno e dell’attesa natalizia.













