Le due diocesi laziali di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri, unite in persona episcopi, si preparano ad accogliere il nuovo pastore, monsignor Santo Marcianò. L’arcivescovo reggino farà il suo ingresso ufficiale nella diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino il 7 settembre, mentre presiederà la solenne Messa di inizio ministero ad Anagni domenica 21 settembre.
Le date ufficiali degli ingressi: Frosinone il 7, Anagni il 21 settembre
L’ingresso di S.E. monsignor Santo Marcianò nella diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino si terrà domenica 7 settembre 2025, con inizio alle 17. Il successivo ingresso nella diocesi di Anagni – Alatri si terrà invece domenica 21 settembre, e non più il 14 settembre, come comunicato in precedenza. Qui, l’arrivo del nuovo vescovo è previsto alle 16.30 in piazza Cavour ad Anagni, dove sarà accolto dalle Autorità civili e militari. A seguire, il trasferimento presso Palazzo Comunale, dove si svolgeranno i saluti istituzionali da parte dei rappresentanti del Governo, del Comune di Anagni, degli altri Comuni del territorio diocesano e dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone.

Successivamente, l’arcivescovo Marcianò farà il suo ingresso nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata, dove presiederà la solenne Celebrazione Eucaristica, dando ufficialmente inizio al suo ministero pastorale come vescovo della diocesi di Anagni-Alatri, alla presenza del clero e dei fedeli.
Il programma dettagliato di entrambe le giornate sarà reso noto nei prossimi giorni.
Una nomina che segna un nuovo inizio per le diocesi laziali
Lo scorso 1° luglio, papa Leone XIV ha nominato monsignor Santo Marcianò vescovo della diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino e della diocesi di Anagni – Alatri, unendole in persona episcopi.
Questa nomina arriva dopo gli anni di ministero episcopale che l’arcivescovo Marcianò ha dedicato all’Ordinariato Militare per l’Italia, incarico che ha ricoperto dal 2013 fino al compimento del 65° anno di età.
Una vita a servizio della Chiesa e del prossimo
Monsignor Marcianò, per tutti don Santo, è nato a Reggio Calabria il 10 aprile 1960. Ha iniziato il cammino episcopale a soli 46 anni, quando papa Benedetto XVI lo nominò arcivescovo di Rossano-Cariati il 6 maggio 2006.
È stato ordinato vescovo il 21 giugno 2006 nella Cattedrale di Reggio Calabria da monsignor Vittorio Luigi Mondello, che proprio quel giorno festeggiava l’anniversario della propria ordinazione sacerdotale.
Il primo messaggio del vescovo eletto: «La mia vita è per voi, per tutti!»
Nel giorno della sua nomina a vescovo delle diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino e di Anagni – Alatri, monsignor Santo Marcianò ha voluto rivolgersi ai presbiteri, ai diaconi, ai religiosi, ai laici e a tutti i fedeli delle due Chiese unite in persona episcopi con un messaggio carico di gratitudine, speranza e affetto.
«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio!» (Lc 1,46-47), ha esordito citando il Magnificat, come segno di una gioia che lo accomuna alla Vergine Maria e a Giovanni il Battista, nel cui giorno liturgico ha accolto – ha ricordato – la volontà del Signore che, attraverso papa Leone, lo invia come pastore alle nuove comunità.
Il vescovo eletto ha confessato di non conoscere ancora i volti e le storie dei fedeli, ma di riconoscere già il Signore in questo nuovo mandato episcopale. Ha espresso il desiderio di scorgere la presenza di Dio nella vita della gente e nel patrimonio spirituale e culturale del territorio, «terra ricca di bellezza, cultura, tradizioni, arte… impregnata della fede dei padri».
Ha poi sottolineato l’importanza della comunione con i presbiteri: «Grazie per il vostro “sì” che sostiene e arricchisce il mio». Ha rivolto un pensiero riconoscente anche ai seminaristi, ai diaconi permanenti, ai religiosi e religiose, ai consacrati e a tutte le famiglie, che ha definito cuore pulsante della Chiesa e della società.
Un passaggio particolarmente intenso è stato quello dedicato ai giovani, a cui ha rivolto un appello affettuoso e diretto: «Voi, che siete il fuoco del Cuore di Gesù, incendiate d’amore questo mondo assetato di Dio». Ha chiesto loro di lasciarsi amare da Cristo e di diventare testimoni credibili di speranza e di senso.

Ha voluto poi ribadire che la sua vita è donata per tutti, e ha manifestato il desiderio che ogni esistenza – soprattutto quella dei più fragili, dei bambini, degli anziani, dei poveri, dei carcerati, degli stranieri e dei malati – sia custodita, rispettata e promossa. In questo orizzonte, ha salutato con stima il mondo delle istituzioni, della cultura, della comunicazione e dell’arte, chiamati a «scrutare la storia, comunicare la verità, indicare la bellezza».













