L’attenzione verso il mare e le sue dinamiche richiede una costante osservazione, specialmente quando correnti e venti possono trasportare specie potenzialmente pericolose verso le nostre coste. Una recente segnalazione arriva dalla Sicilia, precisamente dall’isola di Favignana, dove è stata avvistata la cosiddetta Caravella portoghese. Sebbene la distanza geografica con la Calabria sia considerevole, il Circolo per l’Ambiente Ibis OdV ha ritenuto necessario diffondere una nota informativa. I movimenti marini, infatti, potrebbero facilitare lo spostamento di questo organismo verso il litorale calabrese. Non si tratta di creare allarmismo, ma di fornire una corretta informazione ai bagnanti e ai cittadini su come riconoscere questa specie e quali comportamenti adottare in caso di avvistamento, data la sua natura urticante e le possibili conseguenze del contatto.
Un avvistamento da monitorare
È comunemente chiamata Caravella portoghese (Physalia physalis è il nome scientifico) per la sua forma particolare e a quanto pare è stata avvistata recentemente anche in Sicilia, nell’Isola di Favignana per l’esattezza. A darne notizia è il Circolo per l’Ambiente Ibis OdV: «Pur trattandosi di un avvistamento avvenuto a notevole distanza dalle coste calabresi, riteniamo doveroso richiamare l’attenzione sul fatto che questo organismo può essere trasportato facilmente dalle correnti marine e dai venti».
La struttura complessa della specie
Sembrerebbe una medusa ma in realtà non lo è spiega l’associazione. È «un organismo coloniale formato da numerosi polipi specializzati che cooperano tra loro come un’unica entità. La parte più visibile è il galleggiante, chiamato pneumatoforo, una sacca piena di gas di colore blu-violaceo e traslucido che può superare i 20–30 centimetri di lunghezza e che funge da vera e propria vela sulla superficie del mare. Al di sotto di questa struttura pendono lunghi tentacoli filamentosi, I tentacoli della caravella portoghese, Physalia physalis, sono famosi per la loro lunghezza impressionante e possono estendersi fino a 30 metri, ma in alcuni casi eccezionali possono raggiungere anche i 50 metri, rendendoli pericolosi anche quando l’animale sembra innocuo sulla spiaggia».
I rischi concreti e le raccomandazioni
Da qui il richiamo a fare attenzione: «il contatto con tali tentacoli rappresenta un pericolo concreto per l’uomo. Le tossine inoculate possono provocare dolore molto intenso, bruciore, arrossamenti lineari della pelle e reazioni infiammatorie persistenti. In soggetti particolarmente sensibili, o in caso di esposizioni estese, possono comparire sintomi più seri come nausea, capogiri, crampi muscolari, difficoltà respiratorie e alterazioni del ritmo cardiaco. È importante ricordare che anche esemplari spiaggiati o apparentemente morti mantengono a lungo il loro potere urticante». Infine, anche un appello: qualora si dovessero osservare esemplari di Caravella Portoghese: «è indispensabile segnalarne immediatamente la presenza alle autorità competenti».
L’impatto dei cambiamenti climatici
«Il nostro mare è un patrimonio prezioso e complesso, che talvolta ci mette di fronte a specie inusuali trasportate dai cambiamenti climatici e dalle dinamiche delle correnti» chiosa la nota del Circolo per l’Ambiente Ibis OdV.













