Bocale, Morosini: «I violenti non credano di influenzarci»

Seppur il cielo sia terso sulla costa jonica di Reggio Calabria più di una nube si ripercuote sul tetro gesto accaduto a Bocale, dove la macchina del parroco, don Giuseppe Cosa, è andata in fiamme.
Non sembrano avere dubbi le autorità accorse già dalle prime ore della mattinata di domenica: la natura dell’atto sarebbe dolosa anche se, su questo aspetto, si attendono gli esiti della perizia che spazzeranno via ogni dubbio. In attesa di conoscere una definizione probatoria, la parrocchia ha scelto la via della cautela, accompagnando comunque il sacerdote, in questi giorni difficili, nella sua attività pastorale.
«Inutile negare che in un primo momento sia stata la paura a prendere il sopravvento – ci dice Maria, presidente dell’Azione cattolica parrocchiale – adesso, però, è il tempo del rispetto dei ruoli e della riflessione. Pertanto auspichiamo che la giustizia faccia il suo corso rapidamente». Un fulmine a ciel sereno anche se a Bocale negli ultimi tempi quella di don Giuseppe non è l’unica macchina a saltar per aria. Su questo massimo riserbo e bocche cucite tra gli inquirenti che non si esprimono circa una possibile correlazione tra i fatti accaduti. Sulla vicenda, però, è intervenuto l’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini che ha espresso «piena solidarietà a don Giuseppe Cosa». Morosini, informato tempestivamente dell’accaduto, ha incontrato il sacerdote domenica pomeriggio, esprimendogli il suo rammarico per l’accaduto ed esortandolo a continuare con entusiasmo la sua opera pastorale. «Se fosse confermata la natura dolosa – ha proseguito l’arcivescovo – voglio esprimere la mia ferma condanna. Non è possibile che ci siano persone che immaginano di influenzare le scelte di un parroco e la vita di una comunità parrocchiale attraverso la violenza e il vandalismo. L’auspicio è che quanto tanti sperano, ossia che si sia trattato di autocombustione, trovi conferma, ma se così non fosse saremmo di fronte a un episodio gravissimo». In attesa che gli inquirenti sciolgano le riserve, quindi, rimane alta l’attenzione verso la parrocchia.

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