Ai Overview: Nella serata di lunedì 28 settembre, l’Aula Magna del Seminario Arcivescovile di Reggio Calabria ha ospitato la presentazione del romanzo storico-teologico “Callistus. Il passo e la verità”, scritto dal Rettore don Simone Vittorio Gatto. L’evento, promosso dall’Arcidiocesi locale, ha registrato la partecipazione di un vasto pubblico, tra cui esponenti delle istituzioni civili, militari ed ecclesiali. Dopo i saluti introduttivi dell’Arcivescovo Fortunato Morrone e con la conduzione di Francesca De Stefano, i lavori si sono articolati attraverso le relazioni dei docenti Francesca Massara e Antonino Ventura. I relatori hanno analizzato i risvolti letterari, storici e spirituali del volume, focalizzandosi in modo particolare sulla figura di Anselmo d’Aosta e sul rapporto di formazione che lo lega al protagonista. L’incontro, intervallato da letture recitate e momenti musicali, è stato concluso dallo stesso autore, che ha illustrato i concetti chiave del suo lavoro editoriale, con particolare attenzione ai temi della ricerca interiore, dell’incontro con l’altro e della responsabilità formativa.
La presentazione del romanzo al Seminario Arcivescovile
Un incontro tra letteratura, storia, teologia e musica ha accompagnato, nella serata di lunedì 28 settembre, la presentazione del romanzo storico-teologico Callistus. Il passo e la verità. Un cammino di fede, pensiero e responsabilità in compagnia di Anselmo d’Aosta, di don Simone Vittorio Gatto, Rettore del Seminario Arcivescovile Pio XI.
L’incontro, promosso dall’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e dal Seminario Arcivescovile, si è svolto nell’Aula Magna “Vittorio Mondello” alla presenza di un importante e qualificato uditorio, composto da rappresentanti delle istituzioni civili e militari, del mondo ecclesiale, accademico e culturale, sacerdoti, seminaristi e numerosi amici e lettori. Un ascolto attento e partecipativo ha accompagnato i diversi momenti della serata, pensata non soltanto come presentazione editoriale, ma come occasione di riflessione sui grandi temi che attraversano il volume: la ricerca della verità, la formazione della persona, il rapporto tra fede e ragione, l’autorità come servizio e la responsabilità verso l’altro.
I saluti istituzionali e l’accompagnamento artistico
Ad aprire l’incontro è stato il saluto di S.E. Mons. Fortunato Morrone, Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria-Bova. A moderare la serata la dott.ssa Francesca De Stefano, che ha accompagnato il dialogo tra i diversi interventi.
La presentazione è stata impreziosita dai frammenti musicali eseguiti dal Maestro Argira Morabito e dalle letture di pagine scelte del romanzo affidate alla voce e all’interpretazione del giovane attore Francesco Giunta. Parola letteraria e musica hanno così scandito i diversi momenti dell’incontro, permettendo al pubblico di accostarsi non soltanto ai contenuti dell’opera, ma anche alla sua atmosfera narrativa e spirituale.
L’analisi letteraria e l’inquadramento storico dell’opera
La prof.ssa Francesca Massara, docente presso il Convitto Nazionale di Stato “T. Campanella” di Reggio Calabria, ha introdotto il pubblico nell’universo narrativo di Callistus, soffermandosi in particolare sulle figure di Anselmo e Callistus e sulle dinamiche formative e relazionali che ne caratterizzano il rapporto. Il legame tra maestro e discepolo è stato suggestivamente accostato, nelle sue dinamiche di guida e accompagnamento, anche a quello tra Virgilio e Dante. Attraverso alcuni passaggi significativi del testo, la docente ha inoltre evidenziato la capacità del romanzo, in quanto genere letterario e strumento comunicativo, di rendere accessibili questioni storiche, spirituali ed esistenziali complesse, facendo emergere alcuni dei nuclei centrali dell’opera: il viaggio come formazione, l’incontro come luogo di crescita e la ricerca della verità come esperienza che coinvolge l’intera persona.
Il sac. Antonino Ventura, docente di Storia della Chiesa presso l’ISSR “Mons. Vincenzo Zoccali” di Reggio Calabria, ha invece approfondito soprattutto la figura storica e spirituale di Anselmo d’Aosta, collocandola nel complesso scenario ecclesiale e geopolitico del suo tempo. Particolare attenzione è stata riservata alla lotta per le investiture, alle tensioni tra autorità ecclesiastica e potere politico e alle difficili scelte alle quali Anselmo fu chiamato. Ne è emersa la figura di un uomo nel quale la santità non si separa dalla storia, ma prende forma proprio nella capacità di mantenere la coerenza della fede dentro le prove e i conflitti.
Ventura ha inoltre evidenziato l’importanza, nell’esperienza anselmiana, di luoghi raccolti e formativi capaci di custodire il pensiero e la vita spirituale. Proprio nei passaggi più complessi della propria esistenza Anselmo seppe trasformare la prova in occasione di approfondimento della fede e di elaborazione teologica: non una fuga dalla storia, dunque, ma la capacità di attraversarla affidandosi all’opera di Dio e lasciando che anche la riflessione e la scrittura diventassero espressione di una ricerca vissuta. In questa prospettiva, il grande pensatore medievale è apparso non soltanto come una figura appartenente alla storia della filosofia e della teologia, ma come un uomo nel quale pensiero, preghiera, responsabilità ecclesiale e fedeltà della coscienza trovano una singolare unità.
L’intervento dell’autore e il tema del cammino
A concludere gli interventi è stato l’autore, don Simone Vittorio Gatto, che ha proposto una lectio dal titolo ideale Il passo e la verità. Diventare uomini attraverso ciò che si cerca. Più che ripercorrere la trama, l’autore ha ricondotto il romanzo alla domanda che ne attraversa l’intera costruzione: che cosa accade a un uomo quando accetta veramente di mettersi in cammino e consente al cammino stesso di cambiarlo?
La vicenda di Callistus è stata così riletta come itinerario di formazione interiore: dalla Calabria, che il protagonista non abbandona per rinnegarla ma porta con sé come origine e memoria, fino all’incontro con Anselmo e alla progressiva scoperta che la maturità non consiste nel possedere tutte le risposte, bensì nel diventare responsabili delle domande che si portano. Centrale, nella riflessione dell’autore, il significato dell’incontro: Callistus crede inizialmente di cercare una strada e scopre invece che alcune delle risposte decisive della vita arrivano attraverso le persone che vengono poste sul nostro cammino.
Da qui il rapporto tra maestro e discepolo, ma anche quello tra fede e ragione, letto alla luce della grande intuizione anselmiana della fides quaerens intellectum. Una fede adulta non teme la domanda, così come una ragione autenticamente aperta non ha bisogno di escludere il mistero. In questa prospettiva si colloca una delle provocazioni affidate nel romanzo alla voce di Anselmo: quando l’altro non comprende, occorre imparare a “spiegare meglio”, non semplicemente a “gridare più forte”.
Amore, verità e autorità nel messaggio del testo
Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra amore e verità, domanda generatrice dell’intero volume. Il versetto del Salmo 85, «Misericordia et veritas obviaverunt sibi», posto sulla soglia del romanzo, ne diventa infatti una delle principali chiavi interpretative: la sfida non è scegliere tra misericordia e verità, ma impedire che vengano separate, perché una verità priva di amore può trasformarsi in una pietra contro l’altro, mentre un amore incapace di verità rischia di perdere la propria forza.
La riflessione si è quindi soffermata sull’autorità intesa come responsabilità e custodia, altro tema portante dell’opera. La maturazione di Callistus raggiunge uno dei suoi momenti decisivi quando comprende che l’incarico ricevuto non costituisce una promozione, ma una vita affidata: l’autorità trova il proprio significato non nel possesso delle persone, ma nella capacità di custodirle e di servirne il bene.
Infine, il significato stesso del titolo: Il passo e la verità. Alcune verità, ha osservato l’autore, possono essere comprese soltanto camminando. Non perché la verità muti, ma perché è l’uomo a maturare nella capacità di riconoscerla e accoglierla. Il cammino di Callistus diventa così metafora di ogni autentica formazione umana: ricevere, cercare, incontrare, discernere, assumere responsabilità e, infine, imparare a restituire ciò che è stato affidato.
La serata si è conclusa lasciando risuonare una delle convinzioni che attraversano l’intero romanzo: la verità non è un possesso da difendere, ma una realtà da cercare, amare e testimoniare. È in questo intreccio tra ricerca e incontro, pensiero e fede, libertà e responsabilità che Callistus prova a far dialogare l’XI secolo con le domande dell’uomo contemporaneo.
Un dialogo al quale la partecipazione attenta e calorosa del numeroso pubblico presente ha dato, nella serata di ieri, un volto concreto.













