Case editrici, tra innovazione e identità: la sfida di Laruffa

di Roberto Laruffa * – Oggi, chi vuole pubblicare un libro, può farlo con facilità. Ci sono diversi canali on-line (Amazon su tutti), il self publishing, e centinaia di editori a pagamento, utili soprattutto per i tanti aspiranti scrittori che difficilmente troverebbero un editore disposto a pubblicarli. Una Casa Editrice, per sopravvivere e pensare in prospettiva, deve avere, a mio avviso, una forte identità, curando con meticolosità i vari aspetti della propria organizzazione aziendale. Ad esempio l’intuito nell’intercettare autori e progetti editoriali validi, valorizzandoli e proponendoli al mercato. Poi, far sì che i propri autori diventino l’immagine della Casa Editrice, garantendo agli stessi quei servizi che un editore deve offrire a chi lo sceglie con fiducia: rigoroso lavoro di editing, ricerca grafica, e un efficace piano commerciale, necessario a promuovere il catalogo nei giusti canali. Una volta che un libro esce, bisogna far sapere che esiste, ovunque si pensi che tale libro possa suscitare interesse. Risulta quindi necessaria una buona distribuzione, magari tramite distributori e grossisti specializzati. Per far ciò bisogna avere il coraggio di tirare un numero di copie adeguato. Le tirature limitate non soddisfano la distribuzione. E il “print on demand”, se da un lato garantisce la richiesta di un libro pur se non in quel momento disponibile, ne impedisce dall’altro tutte quelle vendite occasionali che avvengono solo se l’acquirente se lo trova davanti in quel preciso momento, acquistandolo d’impulso.

Inoltre, una tiratura maggiore determina un costo di stampa unitario del libro più basso, permettendo un prezzo di copertina più conveniente. Superfluo sottolineare l’importanza delle vendite on line, sia direttamente che attraverso le piattaforme più utilizzate. Tornando al rapporto con gli autori, l’editore deve anche creare le occasioni in cui l’autore possa presenziare, come incontri e altri eventi collegati al proprio libro. L’autore, dal canto suo, ci deve mettere la faccia. Anche attraverso i social la promozione di un libro non può prescindere dalla presenza dell’autore, a meno che non sia molto affermato, per cui il solo nome risulterà sufficiente a garantire le vendite. Nella scelta e nella selezione degli autori, viene anche valutata la capacità di quest’ultimi a interagire con l’Editore attraverso tutti quei canali utili alla promozione e alla vendita. Così come la capacità degli Autori a saper intrattenere in maniera coinvolgente una platea. Questi aspetti risulteranno efficaci nel percorso del libro e delle sue vendite. In questa mia breve descrizione ricorrono spesso i termini “commerciale” e “vendite”. Ma bisogna ricordare che una Casa Editrice, piccola o grande che sia, è un’impresa, e che l’Editore vive di questo lavoro. Pubblicare un libro è spesso un investimento importante, per questo risulta essenziale un piano commerciale preventivo.

Un Editore che si confronta col mercato, per rimanere in vita deve necessariamente guardare al fatturato. Ottenere un buon profitto dalla vendita di un libro risulterà importante anche per sostenere quelle pubblicazioni che hanno meno mercato, ma che si riveleranno importantissime dal punto di vista scientifico. Il nostro catalogo è vario, ma un’attenzione particolare la dedichiamo alla storia e alla cultura calabrese. Nel nostro progetto, cerchiamo di mettere in pratica quanto elencato sopra, cosa non semplice operando nell’estremo Sud d’Italia, ma per questo ancor più stimolante.

* editore

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