Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 11 Giugno 2026

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Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, giovedì 11 giugno 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Papa in Spagna: messa a Gran Canaria, “nel mondo cessino le guerre”

“Nel mondo cessino le guerre e cresca attorno a noi una nuova umanità, riconciliata nell’amore”. E’ l’auspicio del Papa, al termine dell’omelia della messa nello stadio di Gran Canaria, dove ha citato Sant’Agostino e una virtù per lui necessaria: l’umiltà. “Dove c’è autentica umiltà c’è amore, e dove c’è amore c’è pace, perché solo nell’umiltà conosciamo realmente chi siamo e dunque possiamo amarci, incontrarci, donarci e perdonarci nella verità”, ha osservato Leone XIV, mettendo in guardia da “un io ridondante, onnipresente e irrequieto”, a cui “manca il silenzio necessario per ascoltare in sé e nei fratelli il pulsare nascosto dell’amore”.

Papa in Spagna: messa a Gran Canaria, “carità non deve essere assistenzialismo”

“La nostra carità non dev’essere mero assistenzialismo, ma è volta a integrare le persone, per la loro piena realizzazione – spirituale, intellettuale e fisica – e il loro inserimento degno e costruttivo nella comunità”. Lo ha ribadito il Papa, che nell’omelia della messa presieduta allo stadio di Gran Canaria ha esortato ad  “abbracciare maternamente chi soffre, ma al tempo stesso a preparare e spingere chi è stato ferito a rialzarsi e a rimettersi in marcia, per una vita libera e degna”. “Solo così il nostro incontrarci, anche a fronte di vicende difficili e dolorose, diventa occasione per gettare semi di speranza nel cammino dell’umanità verso un futuro migliore”, ha spiegato Leone XIV.

Papa in Spagna: messa a Gran Canaria, “pregare insieme per i fratelli e le sorelle che hanno perso la vita in mare”

“Pregare insieme per le anime dei fratelli e delle sorelle che hanno perso la vita in mare”. È cominciata con questo invito l’omelia della messa presieduta dal Papa allo stadio di Gran Canaria, al termine della prima giornata nelle Isole, terza tappa del viaggio apostolico in Spagna. Questa è la carità di Dio, ha spiegato il Papa, non è “fondata sul calcolo, né sul solo sentimento, né riducibile a semplice filantropia, perché amare è connaturale all’uomo, anzi è condizione di pienezza della sua stessa esistenza”. La carità è gratuita, perché si riversa “nei fratelli e nelle sorelle, specialmente in quelli più bisognosi, indifesi, incapaci di rendere il cambio”: “proprio come avviene su quest’isola, nell’accoglienza, nella condivisione, nel dono disinteressato”. Di qui l’impegno ad “aiutare ciascuno non solo a sopravvivere, ma anche a ritrovare fiducia e a riprendere il cammino, per crescere e fiorire pienamente nella sua unicità, per il bene di tutti”, perché la carità, come affermava Benedetto XVI, “è la principale forza propulsiva per il vero sviluppo di ogni persona e dell’umanità intera”.

Diocesi: Cosenza, le Minime della Passione ricordano la beata Elena Aiello

Le Suore Minime della Passione si preparano al triduo in onore della fondatrice, la Beata Elena Aiello, che si terrà a Cosenza dal 16 al 19 giugno. Il tema scelto – “Una vita donata, una luce che continua” – guiderà tre giornate di meditazione sulla vocazione all’offerta, sulla forza della preghiera e sulla dimensione profetica della fondatrice. Tra i relatori: Padre Domenico Crupi, Fra Ippolito Fortino e Don Enzo Gabrieli, postulatore della causa di canonizzazione. Il triduo culminerà il 19 giugno con la solenne Eucaristia presieduta da Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, durante la quale saranno celebrati importanti anniversari di vita consacrata. La comunità delle religiose invita i fedeli a riscoprire l’eredità spirituale della Beata Aiello, che ricordava: “Lui solo è la nostra vera ricchezza”.

Ragazzi: tornano i campi scuola estivi “Anch’io sono la Protezione civile”

Prende ufficialmente il via “Anch’io sono la Protezione civile”, il progetto nazionale promosso dal Dipartimento della Protezione civile e realizzato in collaborazione con le Regioni, la Provincia autonoma di Bolzano e le organizzazioni di volontariato nazionali e locali. Un percorso di crescita, condivisione e consapevolezza che, da giugno a settembre, vedrà impegnati circa 9mila ragazzi, in 350 campi distribuiti su gran parte del territorio nazionale.
Nella consapevolezza che la tutela del bene comune e la sicurezza sono un gioco di squadra che si impara fin da piccoli, l’iniziativa punta a radicare nei giovani, dai 10 ai 16 anni, la cultura del rischio partendo proprio dal contesto in cui vivono. Per questo i criteri di iscrizioni – gestiti direttamente dalle organizzazioni di volontariato che gestiscono i campi – premiano la residenzialità, permettendo ai partecipanti di fare un’esperienza formativa di protezione civile nel proprio territorio.
Il percorso formativo, articolato in una settimana di attività didattiche ed esercitative, spazierà dalla prevenzione degli incendi boschivi – focus originario del progetto nato nel 2007- alla conoscenza dei Piani di protezione civile comunali e del Sistema nazionale di Protezione civile, attraverso il rapporto diretto con le sue componenti e strutture operative. Un modello virtuoso basato sulla sinergia tra le istituzioni locali e chi, ogni giorno, fa protezione civile sui territori per trasmettere alle nuove generazioni i valori della cittadinanza attiva e del servizio alla comunità.
“Un progetto che – sottolinea il capo Dipartimento, Fabio Ciciliano – riveste un’importanza strategica perché investire sui giovani e sulla loro formazione rappresenta uno dei pilastri su cui poggia la cultura della prevenzione nel nostro Paese. I ragazzi che partecipano a questa esperienza non sono semplici spettatori, ma diventano attori consapevoli del nostro Sistema. Apprendendo le buone pratiche e la gestione dei rischi, sviluppano quella maturità che li renderà cittadini responsabili di domani, capaci di tutelare sé stessi, le comunità e l’ambiente che li circonda”».
Nei campi scuola di “Anch’io sono la Protezione civile”, inoltre i partecipanti sperimentano il valore della coesione e dell’aiuto reciproco, un’esperienza profonda che permette a molti giovani, ogni anno, di avvicinarsi al volontariato di protezione civile, trasformando così il concetto di cittadinanza attiva in gesti concreti e condivisi.

Beatificazioni: don Lanciotti, sabato la celebrazione in Brasile. In Italia iniziative e il libro “Condotto dall’amore”

Un nuovo beato italiano, primo martire del Mato Grosso. Si tratta di don Nazareno Lanciotti, originario di Subiaco, che sarà beatificato a Jauru, nello Stato del Mato Grosso, in Brasile, sabato 13 giugno. A presiedere la celebrazione  il card. João Braz de Aviz, prefetto emerito del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. In una lettera alla diocesi di Tivoli il vescovo, mons. Mauro Parmeggiani ne ricorda la figura di  missionario “sostenuto dall’Eucaristia e dalla devozione alla Vergine Maria. Con molte opere apostoliche e sociali – scrive – contrastò la criminalità e lottò contro varie forme di ingiustizia, come l’oppressione dei padroni nei confronti dei contadini o i progetti dei mercanti della prostituzione e dei trafficanti di droga”. A Subiaco, in diretta con Jauru, è possibile seguire la celebrazione presso il Teatro Narzio mentre dopo l’estate “troveremo il modo di celebrare insieme il nuovo Martire della Chiesa durante una celebrazione eucaristica presso la Basilica di Sant’Andrea Apostolo in Subiaco”, scrive il presule invitando ad “elevare preghiere di ringraziamento a Dio per il nuovo Beato che si è formato nella nostra Diocesi e al quale chiediamo di intercedere per noi il dono del coraggio della testimonianza cristiana, lo zelo apostolico e il dono di numerose e sante vocazioni”. Altri momenti sono previsti nella parrocchia di San Giovanni Crisostomo a Roma e nella parrocchia Santa Famiglia in Andreotta di Castrolibero (Cosenza), guidata dal postulatore della causa di beatificazione, don Enzo Gabrieli. Per l’occasione sarà presentato il libro “Condotto dall’amore. Don Nazareno Lanciotti primo martire del Mato Grosso” (Edizioni Ancora) scritto da don Gabrieli e nel quale viene ripercorsa la vita di don lanciotti fino al suo martirio.

Sant’Antonio da Padova: mons. Cipolla (vescovo) e fra’ Ramina (rettore basilica), “anche noi vogliamo la pace. Lasciamo cadere spiriti di vendetta e smanie arrivistiche”

“Sant’Antonio aveva a cuore la pace. Per dare vita a ponti di dialogo e di riconciliazione non ha rinunciato a esporsi di persona, rischiando la sua stessa vita. Anche noi vogliamo la pace”. Lo scrivono mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova, e fra’ Antonio Ramina, rettore della Basilica del Santo, in un messaggio congiunto in occasione della festa di sant’Antonio che ricorre il 13 giugno.
“Ne parliamo tanto e forse preghiamo per la pace”, osservano, domandando: “Ma la coltiviamo concretamente nelle nostre esistenze? O ci lasciamo prendere troppo in fretta dagli stili delle competizioni sfrenate, delle gelosie cieche, della visibilità a tutti i costi?”. “Anche a questo – secondo il vescovo e il rettore – potremmo dedicarci con un po’ di slancio in più: inventarci stili relazionali coraggiosi nel lasciar cadere spiriti di vendetta e smanie arrivistiche. Occorre metterci del nostro. Certo, dovremmo rinunciare un po’ alla nostra immagine, alle nostre ambizioni, ai nostri diritti. Non ne vale forse la pena? Non è questo il paradosso di una comunione a cui si può aspirare a patto che si accetti di perdere qualcosa?”.
Nel testo, mons. Cipolla e fra’ Ramina rilevano che “sant’Antonio aveva a cuore il silenzio”. “Sappiamo – proseguono – come il silenzio sia tempo perso; preferiamo l’efficacia della parola urlata, immediata, a volte aggressiva. Ma la parola di Antonio era feconda e trasformava la vita delle persone perché nasceva dal silenzio, dal lungo pensare, dal lungo pregare. Perché non coltivare ancora quest’arte così umanamente paradossale dell’intelligenza che, prima di esprimersi verbalmente, percorre le vie del cuore, del rispetto, della valutazione pacata?”. E poi, “sant’Antonio aveva a cuore la giustizia”. “Quanta passione nel prendere le difese di persone povere, fragili, senza voce!”, riconoscono il vescovo e il rettore: “A pochi mesi dalla sua morte è riuscito perfino a far cambiare le leggi dello Statuto comunale di Padova, in modo tale che le vittime intrappolate nella spirale dell’usura potessero almeno riavere la libertà”. Avrebbe potuto starsene tranquillo, Antonio. In fondo aveva già fatto molto. Era molto stanco e ammalato. E tuttavia non rinuncia a fare ciò che gli era possibile. Altra prospettiva da recuperare, forse”, commentato. “Di fronte alle prevaricazioni e alle ingiustizie siamo inclini a gettare la spugna, a lamentarci; convinti che, tanto, non cambierà mai nulla. Invece no”, esortano mons. Cipolla e fra’ Ramina: “Rimarremo uomini e donne all’altezza della nostra dignità umana a condizione che sappiamo dare corpo a quest’altro paradosso: laddove tutto sembra andar male saper intuire e percorrere sentieri di vita nuova. Magari riusciremo a gettare solo qualche piccolo seme. Altri vedranno la pianta crescere. Altri ancora coglieranno i frutti. Ma è così, è così la vita umana: rimane vita nella misura in cui sa spingere lo sguardo al futuro, per lasciarlo in eredità a chi verrà dopo di noi come spazio realmente vivibile”.

Diocesi: Cerreto Sannita, per la festa di Sant’Antonio spettacolo musicale di MusicLab

Nell’ambito dei festeggiamenti per Sant’Antonio di Padova, patrono della città e della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, il Comitato “Sant’Antonio” di Cerreto Sannita (Bn) ha invitato, per il secondo anno consecutivo, il laboratorio musicale didattico-inclusivo della cooperativa sociale di comunità iCare ad esibirsi in un concerto musicale nella prima serata di festa, ieri sera. E così, l’orchestra del MusicLab, diretta dal maestro Marco Rosiello e coordinata dalla vicepresidente di iCare Rosaria Vecchi, ha regalato emozioni sonore vibranti e davvero uniche nella cornice di piazza “Luigi Sodo”. L’orchestra è composta da bambini, ragazzi e giovani, insieme alle loro famiglie. Presenti al concerto il vescovo diocesano, mons. Giuseppe Mazzafaro, e il presidente di iCare, don Matteo Prodi. Sempre in occasione della festa in onore del patrono dei poveri e dei sofferenti, come ogni anno, il laboratorio di pasticceria sociale DolceMente propone il “Dolce di S. Antonio”, un dolce molto famoso a Padova realizzato per ricordare la tradizione dei frati della Basilica che offrivano ai poveri un pezzo di pane per alleviare le loro sofferenze. Il “Dolce di Sant’Antonio” potrà essere acquistato, sempre a Cerreto Sannita, presso la chiesa di “S. Antonio” alla messa, alle ore 10,30, e ai primi vespri, alle ore 19, di venerdì 12 giugno e alle messe delle ore 8 e ore 9 di sabato 13 giugno; presso la chiesa di “San Martino Vescovo” alle messe alle ore 11 e ore 19 di sabato 13 giugno.
Musica, motricità e ceramica sono i tre laboratori didattici e inclusivi che si svolgono a Cerreto Sannita, i primi due presso la sede di iCare a Casa Santa Rita (via Sannio, 43), il terzo presso il Centro Polifunzionale comunale (via Felice Cavallotti, 3), in collaborazione con la Caritas della Diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti. Tre laboratori che si propongono di raggiungere il benessere inclusivo dei partecipanti, attraverso le arti e l’attività fisica, con l’interazione sociale, la promozione della diversità in ogni sua forma e l’acquisizione di nuove conoscenze e competenze che è possibile sviluppare. Una partecipazione attiva che vuol dire, per loro, nuove opportunità concrete.

Ordine di Malta: conclusa visita del Gran Maestro in Estonia

Si è conclusa oggi in Estonia la visita ufficiale del Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, fra’ John T. Dunlap, ultima tappa del viaggio istituzionale nei Paesi baltici. Lo riporta una nota stampa dell’Ordine. Nel corso della missione, il Gran Maestro è stato ricevuto dal presidente della Repubblica, Alar Karis, con il quale ha affrontato i principali temi dell’attualità internazionale, a partire dal conflitto in Ucraina e dal ruolo della cooperazione multilaterale nella gestione delle crisi globali. Durante l’incontro, Dunlap ha espresso “grande soddisfazione per il dinamismo delle relazioni” tra Estonia e Ordine di Malta, avviate nel 2020 e sviluppatesi rapidamente, e ha ribadito l’impegno melitense “a sostenere le persone più bisognose, promuovendo il rispetto del diritto internazionale e la protezione dei civili e del personale umanitario nelle situazioni di conflitto”. Parole apprezzate dal presidente Karis, che ha sottolineato come “la compassione dell’Ordine trascende confini e culture” e rappresenta un esempio di unità e servizio al bene comune. Nel corso della visita, il Gran Maestro ha incontrato anche il presidente del Parlamento, Lauri Hussar, e si è recato al Vilmsi Pansionaat, struttura per anziani dove i volontari del Corpo di Soccorso dell’Ordine di Malta in Estonia (Omro), attivo dal 2023, svolgono attività di assistenza e inclusione sociale. Un impegno concreto volto a contrastare la solitudine e migliorare la qualità della vita delle persone più fragili. Tra i momenti significativi, anche la firma di un Accordo di cooperazione tra l’Ordine e il Ministero degli Esteri estone, rappresentato dal Gran Cancelliere Riccardo Paternò di Montecupo, per rafforzare la collaborazione nei settori socio-umanitari, del volontariato, della gestione delle emergenze e dell’integrazione dei rifugiati. La visita si è conclusa con un momento di raccoglimento al Memoriale delle Vittime del Comunismo di Maarjamäe, dove Dunlap ha reso omaggio al beato Eduard Profittlich e a tutte le vittime delle persecuzioni sovietiche.Presente nel Paese con ambasciata e oltre 300 volontari, l’Ordine di Malta continua a rafforzare la propria azione sociale in Estonia, con programmi di assistenza agli anziani, supporto alle persone vulnerabili e iniziative di inclusione e prevenzione, confermando il proprio impegno a servizio delle comunità locali.

Televisione: “I Viaggi del Cuore” raccontano il Centenario dell’Ordinariato Militare, tra fede e servizio

Un racconto che intreccia storia, spiritualità e servizio al Paese: è quello proposto da “I Viaggi del Cuore”, il programma condotto da Davide Banzato, che sabato 13 giugno alle 9.20 su Canale 5 dedicherà una puntata speciale al Centenario dell’Ordinariato Militare per l’Italia. Una realtà poco conosciuta ma presente da cento anni accanto ai militari italiani, accompagnando le Forze Armate, il personale civile della Difesa e le loro famiglie nel cammino umano e spirituale. Il viaggio televisivo prenderà avvio dall’Altare della Patria, luogo simbolo del sacrificio e del servizio al Paese, per ripercorrere le origini e la missione dell’Ordinariato, istituito ufficialmente nel 1926 ma radicato nella più antica tradizione dei cappellani militari. Attraverso interviste, testimonianze e immagini esclusive, la trasmissione approfondirà il significato di questo importante anniversario insieme all’Ordinario militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba, e ad altri protagonisti della pastorale castrense. Ampio spazio sarà dedicato alle celebrazioni del Centenario, ai luoghi simbolo della diocesi militare e all’opera dei cappellani, presenti accanto ai militari nelle caserme, nelle missioni internazionali e nei momenti più delicati della loro vita. La puntata porterà inoltre i telespettatori a Lourdes, in occasione del Pellegrinaggio Militare Internazionale, uno degli appuntamenti più significativi che ogni anno riunisce delegazioni provenienti da numerosi Paesi. In questo contesto sarà raccontata anche la Giornata dei Giovani dell’Ordinariato Militare, realizzata con la Comunità Nuovi Orizzonti, con momenti di testimonianza, condivisione e riflessione. Un itinerario che offre uno sguardo su una Chiesa “in divisa”, capace di coniugare fede e impegno civile, e che da un secolo accompagna uomini e donne al servizio dello Stato, promuovendo valori di solidarietà, dignità umana e pace.

Pellegrinaggi: domani sera a Roma in cammino sulle orme di San Gaspare del Bufalo

Domani alle 20.30 da piazza di Santa Maria Maggiore a Roma partirà la prima edizione della Via Gasparis, un pellegrinaggio notturno di circa 15 km attraverso i luoghi più significativi per la vita di San Gaspare del Bufalo, fondatore della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Da Santa Maria Maggiore, i pellegrini si recheranno a San Pietro in Vincoli, i Fori Imperiali, il carcere Mamertino, le basiliche di San Marco e di San Nicola in Carcere, la chiesa del Gesù, il Pantheon, San Pietro e San Giuseppe a Capo le Case, sino a concludere il tragitto presso la chiesetta di Santa Maria in Trivio, luogo di sepoltura del santo romano. Il pellegrinaggio non vuol essere solo una suggestiva passeggiata culturale, ma consiste in un cammino spirituale finalizzato alla contemplazione della vita di Cristo e del suo riflettersi nella vicenda umana e spirituale di san Gaspare. Durante il cammino saranno ripercorse le sette effusioni del Sangue di Cristo attraverso la preghiera della Coroncina al Preziosissimo Sangue.
 

Diocesi: Iglesias, mons. Farci ordina due nuovi diaconi

La diocesi di Iglesias vive giorni di intensa attesa e preghiera in vista dell’ordinazione diaconale di Marco Cannas e Matteo Murru, un appuntamento significativo per l’intera comunità ecclesiale che si appresta ad accogliere due nuovi diaconi al servizio della Chiesa.
In preparazione a questo importante momento, giovedì 18 giugno alle ore 21, presso la parrocchia Beata Vergine Assunta di Domusnovas, si terrà una veglia di preghiera aperta a tutti i fedeli. L’incontro rappresenterà un’occasione per accompagnare spiritualmente i candidati nel loro cammino verso il ministero ordinato, affidandoli al Signore attraverso la preghiera comunitaria. A fare da filo conduttore alla celebrazione sarà il versetto evangelico: “Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo e il servitore di tutti” (Mc 9,35), richiamo al significato autentico del servizio nella Chiesa. mIl momento culminante sarà l’ordinazione diaconale, prevista per domenica 21 giugno alle ore 19 presso la chiesa di Sant’Ignazio da Laconi a Domusnovas. La celebrazione sarà presieduta da mons. Mario Farci, vescovo di Iglesias, che conferirà il sacramento dell’ordine ai due candidati. L’evento rappresenta una grande gioia per la Chiesa iglesiente, che vede crescere nuove vocazioni al servizio del popolo di Dio. La comunità diocesana è invitata a partecipare sia alla veglia di preghiera sia alla celebrazione di ordinazione, accompagnando Marco Cannas e Matteo Murru con la vicinanza, l’affetto e la preghiera in questo passaggio fondamentale della loro vita ecclesiale.

Donazione sangue: Assisi, la basilica di San Francesco si illumina di rosso

Anche quest’anno, da domani, venerdì 12 giugno, e per tutto il weekend, la facciata della chiesa superiore della Basilica di San Francesco in Assisi si illuminerà di rosso in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue di domenica 14 giugno. “La donazione di sangue – ha dichiarato fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – è un gesto che anche dal punto di vista simbolico ha un grande valore: ci ricorda e ci testimonia che la vita di ciascuno di noi fiorisce solo nella misura in cui ne facciamo un dono per gli altri”. San Francesco, che “si è donato e speso senza riserve – aggiunge – ci incoraggia e sprona ad assumere questo atteggiamento e a fare così della nostra vita una vera benedizione, attraverso la condivisione e la solidarietà”

Diocesi: Modena, mons. Castellucci presenta “Le rovine e la luce”, il libro del parroco di Gaza

Sarà presentato lunedì 15 giugno, alle ore 21, presso la parrocchia della Sacra Famiglia a Modena, il libro “Le rovine e la luce – La commovente testimonianza del parroco di Gaza”, edito da Piemme e scritto da padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, unica comunità cattolica della Striscia. L’incontro si aprirà con la preghiera del Rosario per la pace e per tutte le vittime della guerra. Seguirà la presentazione del volume con un messaggio a distanza dello stesso padre Romanelli e gli interventi dell’arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, mons. Erio Castellucci, del diacono Guido Federzoni e di don Giacomo Violi, parroco della comunità ospitante. L’iniziativa è promossa dal Servizio per il dialogo culturale delle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi insieme al centro culturale “La collina della poesia”, all’Azione cattolica e alla Piccola Famiglia dell’Annunziata. Il volume, al quale ha contribuito anche il giornalista Guillaume de Dieuleveult e con prefazione del card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, racconta la quotidianità della popolazione di Gaza, sospesa tra tregue fragili, blocchi e incertezze sul futuro. “Eppure, in mezzo alle rovine, c’è ancora la preghiera, la speranza”, si legge nella presentazione del libro. Padre Romanelli descrive così la sua missione: “Siamo quella piccola candela con la fiamma vacillante in una tempesta infernale. È questo il senso della mia presenza qui, in questo oceano di violenza: è la ragione per cui scelgo di restare”. Al termine della serata sarà possibile acquistare il volume: il ricavato sarà devoluto alla parrocchia di Gaza per far fronte alle necessità più urgenti della comunità.

Cnca: Verona, in corso l’assemblea nazionale “Restare umanə, restare presenti”

Lavorare attorno alle tensioni per districarsi tra compromessi e fragilità e rendere i luoghi che abitiamo davvero liberi. È l’obiettivo del documento “Disobbedienti e presenti”, presentato a Verona dove si sta svolgendo l’assemblea nazionale del Coordinamento nazionale comunità accoglienti (Cnca) con un confronto sulla volontà di dare un’anima a un lavoro sociale fatto di difesa concreta della Costituzione e del rifiuto di ridurre le persone a categorie gestibili. Tutti gli appuntamenti sono ospitati nell’istituto Don Calabria casa madre. La due giorni, oggi e domani, è intitolata “Restare umanə, restare presenti”. “Siamo consapevoli di quanto la diminuzione del welfare, che è sempre meno universale e più selettivo, vada di pari passo a processi di incattivimento delle persone e quelle che accogliamo sono vulnerabili e marginalizzate. Ecco, in noi c’è la consapevolezza di lavorare stando da una certa parte e chiederci quanto riusciamo ad avere uno sguardo che non sia solo di gestione ma che prenda posizione in una cultura sempre più ghettizzante ed escludente”, ha affermato Caterina Pozzi, presidente di Cnca aprendo i lavori. Il documento “verrà affidato ognuno di voi per cambiarlo, modificarlo, ampliarlo”, ha aggiunto Pozzi. Nel corso della presentazione, gli organizzatori hanno ricordato che “il dissenso è una occasione pratico – organizzativo” e che “l’uso del linguaggio è una pratica politica”. “Vorremmo creare luoghi di libertà sottratti alla logica punitiva e dobbiamo chiederci se le nostre comunità sono davvero luoghi di libertà”, hanno proseguito per poi lasciare spazio all’antropologa Sara Hejazi, allo storico Francesco Filippi e ad Alessia Pesci dell’esecutivo di Cnca che hanno dibattuto sul tema della due giorni per tracciare una mappa delle disobbedienze. Filippi ha ricostruito su come abbiano prevalso nel tempo i totalitarismi, la loro storia e la loro affermazione. “Come facciamo a rendere visibile ciò che non vediamo?  Nel 1943 – ha detto lo storico -ci sono volute le bombe, spero che nel 2026 non accada”. Hejazi, italo-iraniana, ha affrontato il ruolo del corpo come dissenso: “Tutto quello che speriamo, desideriamo è nei nostri corpi. Noi siamo intrecciati a tutto quello che ci circonda. Noi siamo i nostri corpi e rispetto all’azione politica se i corpi si mettono assieme diventano collettiva e l’Iran l’ha vissuta nel 1979 con la cacciata dello Scia, ora per manifestare contro il regime degli ayatollah”. “Dobbiamo cambiare il nostro modo di parlare, dobbiamo chiamare con il loro nome le cose, dobbiamo risignificarci perché la lingua ci racconta. Se usiamo la lingua dei totalitarismi del Novecento, continueremo a replicare quello”, ha proseguito Filippi. “Noi viviamo di narrazione ma possiamo lavorare su come smantellare questo tipo di concentrazione per arrivare a una civiltà planetaria che si organizza per sopravvivere”, ha evidenziato Hejazi. La prima giornata di lavori è proseguita con i confronti nei gruppi su tematiche diverse, dalla libertà di decidere tra obbedienza e coscienza, a cittadinanza e accoglienza passando per tecnologia, terzo settore, cura e conflitto, individuale e collettivo.

Cisgiordania: Oxfam, escalation senza precedenti, “46mila sfollati e violenze in aumento”

Un’escalation di violenza senza precedenti, accompagnata da sfollamenti forzati e restrizioni sempre più diffuse alla libertà di movimento: è il quadro denunciato oggi da Oxfam sulla situazione in Cisgiordania occupata, sulla base dei dati delle Nazioni Unite. Negli ultimi tre anni, dal 2023, il numero dei civili palestinesi uccisi ha superato quello registrato nei 17 anni precedenti, con un pesante impatto anche sui minori. Tra il 2006 e il 2022, segnala Oxfam, le vittime erano state 1.036, di cui 225 bambini; dal 2023 sono salite a 1.244, tra cui 268 minori. Una crescita che segnala una crisi sempre più acuta: secondo l’organizzazione, negli ultimi vent’anni circa una vittima su cinque è un bambino. Nei primi mesi del 2026 si contano già oltre 540 attacchi da parte dei coloni, con 33 palestinesi uccisi e più di 2.200 persone costrette a lasciare le proprie case. Oxfam parla di una “chiara accelerazione del piano di annessione”, accompagnata da demolizioni di abitazioni e infrastrutture e da un aumento delle restrizioni alla mobilità. In tutta la Cisgiordania – inclusa Gerusalemme Est – sono state realizzate oltre 925 barriere e recinzioni che limitano la circolazione di circa 3 milioni di persone, con gravi conseguenze economiche e sociali. Attacchi e vandalismi hanno inoltre compromesso l’accesso all’acqua per decine di comunità palestinesi. “Il massacro di civili a cui stiamo assistendo è doloroso e inquietante – denuncia Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia –. Mentre l’attenzione era concentrata su Gaza, in Cisgiordania si è sviluppata un’ondata di violenza senza precedenti, ora sfociata in un piano sistematico di pulizia etnica”. Secondo l’organizzazione, negli ultimi tre anni oltre 46 mila palestinesi sono stati sfollati con la forza, un numero triplo rispetto al quindicennio precedente. Le condizioni di vita restano estremamente precarie: alle demolizioni si aggiungono attacchi a strutture sanitarie e restrizioni diffuse che impediscono l’accesso ai servizi essenziali. Oxfam rinnova così l’appello alla comunità internazionale affinché eserciti “tutta la pressione diplomatica necessaria” per fermare l’annessione e garantire il rispetto del diritto internazionale. Nonostante il contesto, l’organizzazione continua a operare sul terreno, sostenendo le comunità più vulnerabili con distribuzione di acqua e cibo e interventi per ripristinare infrastrutture essenziali, nel tentativo di alleviare una crisi umanitaria sempre più grave.

Diocesi: Casale Monferrato, il santuario di Crea affidato ai Missionari Monfortani. Mons. Sacchi, “inizia una nuova stagione nella storia millenaria”

“I Missionari Monfortani hanno accolto il nostro invito a costituire una comunità religiosa stabile presso il santuario di Crea. Accogliamo questa disponibilità come un autentico dono della Provvidenza”. Con queste parole il vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, ha annunciato oggi che il santuario della Madonna di Crea torna ad essere affidato ad una comunità religiosa. La comunicazione è stata data in occasione dell’assemblea del clero diocesano svoltasi in mattinata. Poi nel primo pomeriggio la diocesi ha diramato un comunicato.
Gestito direttamente dalla diocesi dal 1992, dopo che se ne erano occupati per 170 anni (dal 1820) i Frati minori francescani, il santuario sarà dal prossimo ottobre affidato ai Monfortani, famiglia religiosa fondata da san Luigi Maria Grignion de Montfort, i cui membri vivono un carisma profondamente mariano e missionario.
“La loro spiritualità – commenta il vescovo Sacchi – è interamente orientata a condurre i fedeli a Gesù Cristo attraverso Maria, aiutando il popolo di Dio a riscoprire la bellezza della fede, la forza della preghiera e la gioia del Vangelo. La loro presenza offrirà al santuario una comunità stabile, animata dalla vita fraterna, dalla preghiera comune e da una consolidata esperienza pastorale nel servizio ai santuari e nella diffusione della spiritualità mariana”. “Il santuario di Crea occupa un posto unico nella storia e nel cuore del nostro popolo. Da quasi mille anni esso è meta di pellegrinaggi, luogo di preghiera, segno della presenza materna di Maria e punto di riferimento per generazioni di credenti”, rileva il vescovo che, nell’occasione, esprime “la mia sincera gratitudine a tutti coloro che, in questi anni, hanno servito il santuario con generosità e dedizione: i rettori mons. Carlo Grattarola e mons. Francesco Mancinelli, i sacerdoti, i religiosi, i collaboratori, i volontari e i fedeli che hanno custodito questo luogo santo e ne hanno mantenuto viva la missione. Oggi, però, siamo chiamati a guardare avanti”. Riguardo al futuro del santuario, mons. Sacchi spiega che “abbiamo cercato una soluzione che ne favorisse un autentico rilancio spirituale e pastorale”. “L’arrivo dei Missionari Monfortani non rappresenta semplicemente un cambiamento organizzativo”, precisa il vescovo: “Esso segna l’inizio di una nuova stagione nella storia millenaria di Crea. Non si tratta di sostituire la diocesi, ma di arricchirla. Non si tratta di rinunciare a una responsabilità, ma di esercitarla con lungimiranza. Non si tratta di guardare a ciò che non possiamo più fare da soli, ma di aprirci con fiducia a ciò che lo Spirito Santo rende possibile attraverso i diversi carismi presenti nella Chiesa”.

Persone con disabilità: Juppiter, presentata alla Farnesina la nuova carovana educativa “Viaggio alla fine del mondo”

È stata presentata questa mattina a Roma, alla Farnesina, alla presenza del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, la nuova carovana educativa di Juppiter “Viaggio alla fine del mondo”, un percorso che, dal 18 al 26 giugno 2026, condurrà ragazzi con disabilità, adolescenti, educatori e comunicatori – guidati dal presidente Salvatore Regoli – lungo l’itinerario
francese del Cammino di Santiago, fino a Finisterre. L’iniziativa – viene ricordato in un comunicato – si inserisce nel solco delle grandi carovane educative promosse da Juppiter, realtà impegnata da oltre trent’anni con i giovani e con le persone più fragili, attraverso un metodo fondato su quattro parole chiave che seguono la scia di don Antonio Mazzi e dell’Opera don Calabria: musica, gioco, comunicazione e passione.
La carovana attraverserà l’Europa occidentale seguendo un itinerario simbolico e culturale che avrà come riferimento la figura di san Giacomo e il significato universale del cammino come occasione di riflessione, di incontro con l’altro, di crescita personale. Tornano per Juppiter le parole chiave ricordate dal presidente Regoli: “Umanizzazione, fraternità, cambiamento, speranza”, le stesse ricordate e sottolineate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’incontro con i ragazzi dello scorso giugno 2025.
A Tajani i ragazzi presenti hanno donato la maglia della carovana, simbolo di condivisione e appartenenza.
Il 17 giugno, dal Parco dell’Appia Antica, partenza simbolica della carovana alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e del capo della Polizia di Stato, prefetto Vittorio Pisani, con i ragazzi a bordo di auto d’epoca della Polizia di Stato che, anche per questa edizione, accompagnerà il gruppo lungo il percorso, garantendo supporto durante tutte le tappe.
Da “Viaggio alla fine del mondo”, come ribadito da Regoli, nasceranno un fotolibro e un docufilm destinati alla divulgazione nazionale, con particolare attenzione al mondo della scuola e alle nuove generazioni, affinché il racconto dell’esperienza possa diventare strumento di educazione, sensibilizzazione e inclusione. L’arrivo è previsto il 24 giugno a Santiago de Compostela, per poi raggiungere il giorno dopo Finisterre, simbolica conclusione di un cammino che vuole ricordare come ogni fine possa trasformarsi in un nuovo inizio.

Diocesi: Macerata, inaugurato il nuovo Ambulatorio solidale alla Cittadella della Carità

La diocesi e la Caritas diocesana di Macerata hanno avviato le attività del nuovo Ambulatorio solidale di Macerata, in via dei Velini n. 221, presso la Cittadella della Carità. Si tratta di un servizio dedicato all’orientamento sanitario e all’assistenza di base rivolto alle persone in condizione di fragilità socio-economica. La struttura è stata realizzata attraverso l’iniziativa “Povertà e salute” con il contributo di Intesa Sanpaolo che per tramite di Caritas Italiana promuove interventi che sostengono il contrasto della povertà sanitaria.
All’inaugurazione hanno preso parte le autorità civili, religiose, militari e del mondo sociosanitario. Ad aprire i saluti il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi: “Con l’inaugurazione dell’Ambulatorio solidale aggiungiamo un nuovo e importante tassello al progetto della Cittadella della Carità ‘Mons. Tarcisio Carboni’, che continua a crescere e a prendere forma come luogo concreto di accoglienza, prossimità e promozione umana – ha spiegato il presule –, accanto alle strutture di accoglienza e all’Emporio della Solidarietà, nasce oggi un servizio che risponde a un bisogno essenziale della persona: la tutela della salute. Alla base di questo percorso vi sono due principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa, il primato della persona, nessuno è un numero, nessuno è un problema da gestire, ogni persona è un valore da riconoscere e accompagnare; e il principio di sussidiarietà, che invita istituzioni, comunità ecclesiale, associazioni e cittadini a collaborare responsabilmente, mettendo in comune competenze, risorse e generosità”.
L’Ambulatorio solidale si configura come un punto di primo accesso, orientamento e valutazione medico sanitaria di base, volto a favorire l’accompagnamento delle persone nei percorsi di assistenza e nell’utilizzo appropriato dei servizi sanitari presenti sul territorio. Il servizio viene garantito grazie al supporto di medici volontari e di altro personale sanitario, sempre volontario, che si sono resi disponibili per una prima valutazione dello stato delle persone e dei relativi bisogni e per l’individuazione di eventuali percorsi successivi di approfondimento e cura. Nel suo intervento, Gianni Genga, direttore sanitario della Cittadella della Carità, ha descritto il servizio, composto a oggi da 11 medici: “Il numero sarà presto ampliato – ha riferito –, alcune volte si inaugurano i muri di luoghi senza persone, qui abbiamo le persone (l’utenza), i muri e tanta professionalità”.
All’interno, sarà inoltre attivo un servizio odontoiatrico, finalizzato all’erogazione di prestazioni di base, con particolare riferimento a interventi conservativi e a piccole procedure chirurgiche, quali estrazioni dentarie. Tale servizio intende offrire una risposta concreta a quanti si trovano in condizioni economiche e/o sociali svantaggiate, incontrano difficoltà nell’accesso alle cure.

Comuni montani: Anci, “sospendere subito l’iter del Dpcm sulla nuova classificazione. Governo vada avanti con vecchio elenco e se vuole lo integri”

Bloccare l’iter di adozione del Dpcm sulla nuova classificazione dei Comuni montani per evitare un impatto economico e sociale negativo sui territori che rischiano l’esclusione. È la richiesta avanzata oggi dall’Anci, a firma del presidente Gaetano Manfredi e del presidente del Consiglio nazionale, Marco Fioravanti, in occasione della Conferenza unificata sull’Informativa del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie. “Pur ringraziando il ministro per l’informativa fornita – che l’Associazione provvederà a veicolare tempestivamente a tutti i Comuni italiani – che chiarisce molti dubbi e aspetti incerti, l’Anci si fa portavoce del profondo stato di allarme e delle forti preoccupazioni rappresentate dai sindaci dei territori che la nuova classificazione taglierebbe fuori dalla definizione di ‘Comune montano’”, viene spiegato in un comunicato. Per questo motivo, Manfredi e Fioravanti “chiedono formalmente al ministro di valutare una sospensione immediata dell’iter attuativo del Dpcm, previsto dall’articolo 2, comma 1 della legge n. 131/2025, in sede di informativa resa e di andare avanti con l’erogazione delle risorse ai Comuni del vecchio elenco e, se ritiene, di integrarlo con i nuovi Comuni”.

Portogallo: Evora, arcidiocesi promuove dibattito sull’enciclica Magnifica Humanitas. “Riflettere sulle sfide contemporanee”

L’arcidiocesi di Evora organizza oggi mercoledì 11 giugno alle ore 19:00 locali una sessione di presentazione e dibattito pubblico dedicata alla nuova enciclica di Papa Leone XIV intitolata ‘Magnifica Humanitas’. L’iniziativa si svolgerà all’auditorium Coneggo Silvestre Marques, presso la sede della fondazione ‘Eugénio de Almeida’ a Evora, ed intende offrire uno “spazio di riflessione e dialogo sui temi affrontati in questo nuovo documento pontificio”, secondo quanto annunciato dagli organizzatori in un nota.
Il dibattito vedrà gli interventi del sacerdote gesuita padre Miguel Gonçalves Ferreira e dell’ingegnere Bernardo Caldas, i quali cercheranno di analizzare e approfondire i messaggi principali dell’enciclica. La moderazione sarà affidata a Leonor Centeno. L’evento si inserisce nell’impegno dell’arcidiocesi di Evora a “promuovere la diffusione e il dibattito sulle grandi questioni sollevate dal magistero della Chiesa, incoraggiando la partecipazione della comunità alla riflessione sulle sfide contemporanee”, si evidenzia ancora nella nota. L’enciclica “Magnifica Humanitas” è incentrata sulla salvaguardia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale, proponendo una riflessione sull’impatto delle nuove tecnologie sulla dignità umana, sull’etica e sul bene comune.

Intelligenza artificiale: Aiart, “apprezziamo l’iniziativa governativa che mette al centro la prospettiva antropocentrica, in sintonia con la Magnifica Humanitas di Leone XIV”

“Una iniziativa governativa che mette al centro l’intelligenza artificiale con una prospettiva antropocentrica; una cornice di garanzie affinché l’innovazione tecnologica resti sempre al servizio delle persone e dei suoi diritti fondamentali. In sintonia con l’ispirazione della prima enciclica ‘Magnifica Humanitas’ di Papa Leone XIV. Ci auguriamo che questo pacchetto attuativo costituisca la risposta concreta alla salvaguardia della dignità della persona umana e alla sua insostituibilità dal punto di vista etico e di giudizio”. Così l’Aiart-Associazione cittadini mediali commenta tramite il presidente nazionale, Giovanni Baggio, i contenuti dl pacchetto attuativo in materia di intelligenza artificiale esaminato e approvato dal Consiglio dei ministri riunitosi ieri, mercoledì 10 giugno.
In una nota diffusa oggi, l’Aiart sottolinea che “l’intelligenza artificiale è la prospettiva e la frontiera della nuova epoca che abbiamo cominciato a vivere da qualche anno e vogliamo che questa normativa possa accompagnare un utilizzo sempre più interessante e stimolante ma soprattutto capace di offrire occasioni di progresso e di benessere, cancellando quelle derive che purtroppo la guerra in corso ci sta facendo conoscere macchiando l’IA di una connotazione funesta”. “Fieri per la nostra Nazione, perché l’Italia è il primo Paese al mondo che si dota di una normativa tendenzialmente organica”, rileva l’associazione, secondo cui “o decreti sono coerenti e conformi all’AI Act europeo: non introducono una disciplina alternativa rispetto al quadro europeo, ma ne assicurano l’attuazione nell’ordinamento nazionale”.

Colombia: vescovi, “non intendiamo sostenere alcuna candidatura, né esprimere adesione a progetti politici”

In nessun caso, la Chiesa colombiana, con le proprie dichiarazioni intende “favorire, sostenere o delegittimare alcuna candidatura, né esprimere adesione a particolari progetti politici”. Lo scrive, in una nota diffusa ieri, la Conferenza episcopale colombiana (Cec), attraverso il dipartimento Comunicazione, mentre la campagna elettorale per il secondo turno delle presidenziali tra ra Abelardo de la Espriella e Iván Cepeda vive i suoi giorni decisivi.
“Circolano sulle piattaforme digitali alcune pubblicazioni e commenti che presentano interpretazioni parziali delle recenti dichiarazioni episcopali, arrivando persino a utilizzarle per sostenere determinate posizioni politiche. Per questo motivo, rivolgiamo un appello rispettoso affinché questi messaggi siano compresi e diffusi nel loro contesto integrale, evitando usi estranei al loro scopo pastorale”, si legge nella nota, che prosegue precisando: “I comunicati e le esortazioni emessi dalla Presidenza della Conferenza episcopale della Colombia sono ispirati al Vangelo, alla Dottrina sociale della Chiesa e al Magistero. Il loro scopo è offrire criteri di riflessione che favoriscano la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese, a partire dal discernimento responsabile, dalla libertà, dal rispetto, dalla cultura dell’incontro, dalla riconciliazione e dalla ricerca del Bene comune. Invitiamo coloro che diffondono, commentano o condividono i messaggi istituzionali della Conferenza Episcopale della Colombia a farlo rispettando il loro contesto, contenuto e scopo originale, evitando interpretazioni che possano generare confusione o contribuire alla polarizzazione che colpisce la nostra società”.
Conclude l’episcopato: “In questo momento decisivo per il paese, la Conferenza episcopale della Colombia mantiene il suo appello a promuovere un clima di rispetto reciproco, serenità, dialogo e speranza; così come a rifiutare ogni forma di violenza, stigmatizzazione o divisione”.

Beni ecclesiastici: Roma, oggi una conferenza a Roma sulla basilica di San Michele Maggiore e il “Progetto Ascanio”

Tra i tesori d’arte che custodisce Pavia, c’è la basilica di San Michele Maggiore. Fondata forse nel V secolo e frequentata dalla monarchia longobarda, la basilica dall’età carolingia divenne sede delle incoronazioni dei re d’Italia. Un monumento di cui se ne è parlato in conferenza stampa convocata oggi a Roma su iniziativa di Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato della Repubblica.
Agli inizi del secolo XII si ricostruì in pietra l’edificio preesistente. Si tratta della basilica attuale, perla dell’architettura romanica europea, visitata da oltre centomila turisti e pellegrini ogni anno.
Ad introdurre nel tema, Vittorio Vaccari, presidente dell’Associazione Il Bel San Michele che si è costituita il 29 novembre 2011 per valorizzare la basilica quale importante monumento dell’arte romanico-lombarda. Il presidente Vaccari ha parlato del “Progetto Ascanio”: “La proposta è che la basilica di San Michele in Pavia si possa configurare come laboratorio di confronto culturale, di ricerca e di sperimentazione, capace di contribuire, a livello nazionale e oltre, ad evitare la perdita, per le generazioni future, della bellezza e delle espressioni artistiche, da noi ricevute come eredità. È un percorso di utilità generale che può produrre risultati interessanti per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale oltre che per la partecipazione e il coinvolgimento della comunità”.
Marco Morandotti, full professor of Architectural Engineering dell’Università di Pavia si è soffermato sul “Sistema San Michele”, “un modello integrato di ricerca, innovazione e recupero, nel quale la basilica non è soltanto l’oggetto dell’intervento, ma il laboratorio attivo di una sperimentazione multidisciplinare a tutto campo per restituire un monumento alla comunità a cui appartiene che lo riconosce come parte costitutiva della propria identità tramandandone il significato nel tempo, secondo lo spirito della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, firmata a Faro nel 2005 e ratificata dall’Italia nel 2020. Un sistema virtuoso, capace di ripartire dalle radici per generare il futuro della comunità.
Nell’attuale basilica fu celebrata il 17 aprile 1155 l’incoronazione di Federico Barbarossa a Re d’Italia. Saverio Lomartire dell’Università dell’Insubria ne ha ripercorso la storia mettendo in risalto le bellezze artistiche, oggi purtroppo danneggiate.
L’attività di recupero e valorizzazione ha coinvolto più enti e istituzioni come ha ricordato l’architetto Carlo Bergamaschi, di A7design Studio Associato, che ne ha tracciato un profilo dal punto di vista degli interventi effettuati nel passato e nel presente.
Il parroco di San Michele Maggiore, don Carluccio Rossetti, ha osservato: “La basilica di San Michele è la cartolina che meglio rappresenta Pavia, è l’espressione di una storia e di una cultura, di un’arte e di un’esperienza di fede. Il turista, il pellegrino viene spinto a cercare, scoprire, studiare, approfondire, contemplare”.

Migration: new EU Pact enforced tomorrow, Von der Leyen, “a fair and comprehensive framework”

Tomorrow, 12 June 2026, the Pact on Migration and Asylum will start to apply in all EU Member States: this has been pointed out by the European Commission today in a notice. With this new regulation, “for the first time, the EU has a comprehensive migration and asylum framework in place, with strong external border protection, fair and firm asylum rules, and a balance between solidarity and responsibility”. The President of the EU Commission, Ursula Von der Leyen, stated that the Pact provides an “effective, fair and firm solution” to the challenge of migration, while the EU Commission continues to strengthen relationships with global partners “to address the root causes of migration together”. The key points of the new rules include compulsory border checks, faster procedures for profiles that are not eligible for protection, and repatriation directly from the border; shorter timelines to review asylum applications, and stricter rules on abusive applications and movements between Member States; harmonisation of reception conditions in the Member States, and access to the labour market after 6 months; compulsory but flexible solidarity mechanism between Member States, and definite criteria for reviewing asylum applications; establishment of an independent monitoring system to ensure compliance with human rights during border procedures. According to the EU Commission, there is still a lot of work to be done to implement such reforms, but they are still an achievement, which will be celebrated in Nicosia tomorrow with an informal ministerial conference, hosted by the Cyprus Presidency of the Council of the EU and attended by the Commissioner for Migration, Magnus Brunner.

Corte europea dei diritti dell’uomo: condannata l’Italia per discriminazione nei confronti dei Testimoni di Geova sull’otto per mille

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) ha condannato l’Italia per aver discriminato i Testimoni di Geova, negando ingiustificatamente la firma dell’Intesa, secondo quanto previsto dall’art. 8 della Costituzione, e impedendo quindi loro di accedere ai fondi dell’otto per mille dell’Irpef. Secondo i giudici di Strasburgo non c’è una giustificazione oggettiva e ragionevole per questo trattamento discriminatorio rispetto ad altre religioni e sono ingiustificate le motivazioni addotte dal governo italiano – il fatto che alcuni precetti religiosi dei Testimoni di Geova, fossero ritenuti contrari all’ordinamento italiano. Secondo i giudici infatti né il divieto di ricevere trasfusioni di sangue e o di donarlo, né il rifiuto di svolgere il servizio militare (in passato) e l’astensione dal voto politico (oggi) rappresentano violazioni di leggi dello Stato. La Corte ha anche criticato il fatto che l’iter per la firma dell’Intesa in Italia sia una pratica amministrativa senza tempi certi, senza obbligo di motivare il rifiuto e senza la possibilità per la confessione di fare ricorso, generando un vuoto di tutele contro le discriminazioni. Lo Stato italiano dovrà pagare alla Congregazione dei Testimoni di Geova 10.000 euro per danno morale e 8.000 euro per le spese legali.

Cyber-security: a large-scale EU-wide cyber-exercise with 5,000 experts; simulated attacks on trains and ports

In the last 24 hours, the EU Agency for Cyber-Security (ENISA) conducted an EU-wide cybersecurity exercise, called Cyber Europe 2026, which involved 5,000 experts, called to test Europe’s response to attacks on critical transport infrastructure. The exercise simulated a cyberattack on European rail and maritime networks with severe operational disruptions that escalated into a full-blow cybersecurity crisis. Involved in the exercise were cybersecurity experts from the public and private sectors, policymakers, European institutions, industry and partner countries (United Kingdom, Norway, Switzerland and Ukraine). The exercise was also the very first Europe-wide test of the 2025 EU Cyber Blueprint, which clarifies roles and responsibilities in a crisis. If cyberattacks hit ports or railways, “effects can reach far beyond transport, disrupting trade, military mobility and crisis response”, the Executive Vice-President Henna Virkkunen explained. As hybrid threats blur the line between civilian and military infrastructure, preparedness is not optional, because “cyber threats cross borders in seconds. Europe must be able to act just as fast, together with its closest partners”.

Musica: San Benedetto del Tronto, il 13 giugno secondo concerto inaugurale del grande organo della cattedrale con Sorcinelli e Pellini

Prosegue il ciclo di concerti inaugurali dedicati al grande organo della cattedrale Santa Maria della Marina di San Benedetto del Tronto, recentemente restaurato. Dopo l’esibizione dell’organista francese Sophie-Véronique Chauchefer-Choplin, il prossimo appuntamento è in programma il 13 giugno alle ore 21,15 con Filippo Sorcinelli e Stefano Pellini, protagonisti di un concerto che proporrà un repertorio solistico e a 4 mani comprendente, tra gli altri, brani di Johann Sebastian Bach e Denis Bédard. Promossa dalla diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, l’iniziativa valorizza uno degli strumenti organistici più importanti delle Marche e del panorama nazionale: con i suoi 51 registri, il grande organo rappresenta infatti il secondo organo più grande della regione. Proveniente dalla basilica della Santa Casa di Loreto e realizzato nel 1951 dalla ditta Balbiani di Milano su progetto elaborato da Ulisse Matthey e perfezionato da Adamo e Remo Volpi, lo strumento custodisce anche materiale fonico di organi più antichi, tra cui registri attribuiti a Gaetano Callido e Carlo Vegezzi-Bossi. Il percorso concertistico si concluderà il prossimo 10 luglio con l’organista viennese Konstantin Reymaier, offrendo alla comunità e agli appassionati un’occasione per riscoprire il valore artistico, storico e liturgico di un patrimonio musicale restituito alla sua piena funzionalità.

Fine Vita: Forum Famiglie Calabria, “la dignità non si abbrevia”

Il dibattito sul fine vita è tornato al centro dell’attenzione pubblica. Ridurre però il tema a “uno scontro tra opposte tifoserie, è un errore grave. Siamo di fronte a una questione umana che richiede serietà, equilibrio e responsabilità. Dietro le contrapposizioni tra ‘favorevoli’ e ‘contrari’ si nasconde una domanda più profonda, che riguarda il senso stesso della cura, della dignità e della responsabilità sociale”. Lo scrive in una nota il Forum Famiglie della Calabria che dice no ad una legislazione regionale “sempre più caratterizzata da iniziative frammentarie e, in alcuni casi, da interpretazioni estensive che rischiano di alterare il quadro delineato dalla Corte Costituzionale”. Pur nella “ferma contrarietà morale all’eutanasia e al suicidio assistito – afferma il presidente del Forum Famiglie Claudio Venditti – è necessario riconoscere il valore di una mediazione giuridica capace di colmare il vuoto normativo attuale, da parte della politica, che dovrebbe assumersi la responsabilità di legiferare su un tema così delicato per garantire più tutela ai più vulnerabili. Occorre – aggiunge – una legge nazionale e in questo quadro ben si inserisce la posizione del Presidente Occhiuto, affinché ci sia tra l’altro uniformità di trattamento sul territorio nazionale”. Per il Forum delle Famiglie della Calabria un punto “fondamentale delle pronunce della Corte, è che non introducono alcun diritto al suicidio assistito né impongono obblighi al Servizio sanitario nazionale o ai medici, ma si limitano a individuare casi eccezionali di non punibilità, in presenza di rigorose condizioni e garanzie. Spetta al Parlamento assumersi la responsabilità di una disciplina organica che garantisca uniformità giuridica, tutela delle persone più fragili e centralità del prendersi cura fino alla fine della vita. Ridurre il valore della vita alla capacità di autodeterminarsi o di ‘essere efficienti’ significa introdurre un criterio pericoloso: quando la fragilità cresce, la vita perderebbe valore”. Garantire cure palliative, accompagnare con rispetto e amore il malato e sostenere le famiglie con strumenti adeguati – sostiene il Forum -non è questione “ideologica, ma un impegno concreto per rispondere con umanità e responsabilità a una delle sfide più profonde dell’esistenza. La vera dignità si custodisce attraverso cure palliative accessibili, accompagnamento compassionevole e il rifiuto dell’accanimento terapeutico, distinguendo sempre tra il lasciar morire e il provocare la morte. Come Forum Famiglie Calabria riteniamo che la vera questione non sia ‘se permettere la morte”, ma come accompagnare la vita fino alla sua fine naturale, senza abbandono e senza scorciatoie”.

Papa in Spagna: incontro clero, “abbracciare la croce e coltivare una spiritualità eucaristica”

“Nessuno può attraversare il mare di questo secolo, se non è portato dalla croce di Cristo”. Incontrando, nella cattedrale di Sant’Anna a Las Palmas di Gran Canaria, i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i seminaristi e gli operatori pastorali, il Papa ha citato Sant’Agostino, esortando in primo luogo i presenti ad “abbracciare la croce di Cristo”. “Voi lo fate quotidianamente come cirenei, accompagnando tanti fratelli e sorelle crocifissi dai drammi della vita e aiutandoli a portare i loro pesi”, l’omaggio di Leone XIV: “Vi ringrazio per questo generoso lavoro di carità e misericordia”. “Coltivare una spiritualità eucaristica”, l’altro invito del Papa, approfondendo “una spiritualità dell’unità ecclesiale nell’amore”. “Facciamo della nostra vita una risposta al desiderio di Gesù: ‘Perché tutti siano una sola cosa, perché il mondo creda’”, l’appello del Pontefice, secondo il quale “un modo concreto per manifestare questa spiritualità di comunione è la solidarietà cristiana”, fatta di “accoglienza, ascolto, vicinanza e cura dei più fragili”. “Continuare a navigare con coraggio in questo nuovo tempo della storia”, la consegna finale.  

Migrazione: da domani in vigore il nuovo Patto Ue, Von der Leyen, “quadro globale ed equo”

Entra in vigore in tutti gli Stati Ue domani, 12 giugno, il Patto sulla migrazione e l’asilo: lo ricorda oggi una nota dell’esecutivo europeo. Con questa normativa “per la prima volta, l’Ue dispone di un quadro globale in materia di migrazione e asilo, con una solida protezione delle frontiere esterne, norme di asilo eque e rigorose e un equilibrio tra solidarietà e responsabilità”. La presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, ha affermato che il Patto offre “una soluzione efficace, equa e rigorosa” alla sfida della migrazione, mentre si continua a rafforzare le relazioni con i partner globali, “per affrontare insieme le cause profonde della migrazione”. Tra gli elementi di fondo delle nuove regole: controlli di sicurezza obbligatori alle frontiere, procedure accelerate per i profili non idonei alla protezione e rimpatri diretti dal confine; riduzione dei tempi di esame delle richieste di asilo, norme restrittive sulle domande abusive e sui movimenti tra Stati membri; armonizzazione delle condizioni di accoglienza nei vari Paesi e accesso al mercato del lavoro dopo 6 mesi; meccanismo di solidarietà obbligatorio ma flessibile tra Stati e criteri certi per l’esame delle domande di asilo; istituzione di un sistema di monitoraggio indipendente per garantire il rispetto dei diritti durante le procedure alle frontiere. Secondo la Commissione, servirà molto lavoro per attuare queste riforme, che sono un comunque un traguardo che sarà celebrato domani a Nicosia con una conferenza ministeriale informale ospitata dalla Presidenza cipriota del Consiglio, con la partecipazione del commissario per la migrazione, Magnus Brunner.

Cybersicurezza: Maxi-esercitazione Ue con 5.000 esperti; simulati attacchi a treni e porti

L’Agenzia europea per la cibersicurezza (ENISA) ha condotto nelle scorse 24 ore un’esercitazione informatica a livello europeo, denominata Cyber Europe 2026 che ha coinvolto 5000 esperti chiamati a testare la risposta dell’Europa agli attacchi alle infrastrutture di trasporto critiche. L’esercitazione ha simulato un attacco informatico alle reti ferroviarie e marittime europee con gravi interruzioni operative che hanno generato una crisi di sicurezza informatica. Coinvolti nell’esercitazione, specialisti di sicurezza informatica del settore pubblico e privato, responsabili politici, istituzioni europee, industria e paesi partner (Regno Unito, Norvegia, Svizzera e Ucraina). L’esercitazione ha rappresentato anche la prima prova a livello europeo del Piano strategico europeo per la sicurezza informatica 2025, che definisce ruoli e responsabilità in caso di crisi. Se gli attacchi informatici colpiscono porti o ferrovie, “gli effetti possono estendersi ben oltre i trasporti, interrompendo il commercio, la mobilità militare e la risposta alle crisi”, ha spiegato la vice-presidente esecutiva Henna Virkkunen. E siccome con le minacce ibride il confine tra infrastrutture civili e militari sfuma, bisogna essere preparati, perché “le minacce informatiche oltrepassano i confini in pochi secondi e l’Europa deve essere in grado di agire con la stessa rapidità, insieme ai suoi partner più stretti”.

Terra Santa: Pizzaballa, “violenza anticristiana fenomeno da non sottovalutare”

“L’aggressione alla suora, a Gerusalemme, è stata uno degli episodi più violenti avvenuti recentemente, ma va inserita in un fenomeno più ampio che interessa alcuni ambiti della vita di Gerusalemme, soprattutto nella Città Vecchia”. Lo ha affermato il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, intervenendo oggi in conferenza stampa a Paray-le-Monial, in Francia, dove si trova in visita. Rispondendo alle domande dei giornalisti presenti – il Sir era in collegamento – sui recenti fatti di violenza anticristiana a Gerusalemme e in Libano, quest’ultimi ad opera di militari israeliani, il cardinale ha parlato di una “violenza diffusa”, sottolineando tuttavia che “non si tratta di un fenomeno generalizzato”, ma limitato “ad alcune componenti di movimenti ebraici israeliani” con atteggiamenti anticristiani. Un fenomeno che “non va sottovalutato”, ma che necessita di essere letto “con equilibrio, evitando generalizzazioni”. Pizzaballa ha, inoltre, richiamato l’identità storica della città santa: “Il carattere di Gerusalemme è sempre stato multireligioso, multiculturale e multietnico, e questo deve essere preservato”. Una convivenza che passa anche dal rispetto degli spazi: “I confini tra le comunità non devono essere chiusi, ma gli spazi di vita di ciascuno devono essere rispettati”. In questo senso, ha evidenziato l’importanza della presenza cristiana: “Dobbiamo mantenere una presenza viva, rendendo i nostri spazi aperti e vitali”. Particolarmente delicata la situazione del quartiere cristiano, “anche perché il numero dei cristiani è diminuito”. Da qui la necessità di custodire “il carattere cristiano di quegli spazi”, evitando però sia rigidità sia ingenuità. Sul tema dell’emigrazione, il patriarca ha ricordato che “dall’inizio della guerra sono partite poco più di cento famiglie, soprattutto dall’area di Betlemme”, un fenomeno che preoccupa perché “per mantenere vivi gli spazi servono persone”. Nonostante il contesto difficile, il cardinale ha indicato segni di speranza nella società civile: “Esistono ancora movimenti e gruppi, israeliani e palestinesi, che cercano di costruire una prospettiva diversa”. Ha anche sottolineato l’importanza di mantenere relazioni e contatti, pur nelle difficoltà attuali, e di sostenere le scuole della Chiesa, “uno degli ambiti principali della nostra presenza”. Infine, uno sguardo al dialogo interreligioso, oggi più complesso ma anche più autentico: “Dopo il 7 ottobre è diventato più difficile, ma proprio per questo più vero, perché ci costringe a confrontarci con ciò che ci ferisce davvero”. E ha concluso: “La fede non dà tutte le risposte, ma aiuta le persone a vivere le situazioni difficili: è una grande consolazione”.
 

Aree interne: mons. Marciante (Cefalù), “il contrasto allo spopolamento è questione sociale”

Contrastare lo spopolamento delle aree interne e restituire prospettive alle comunità insulari attraverso una nuova alleanza tra territori e istituzioni. È questo l’obiettivo della tavola rotonda “Il Patto per le Isole. Quale strategia dell’Unione Europea per il Mediterraneo?”, promossa dalla diocesi di Cefalù in collaborazione con l’Associazione Agostini Semper dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’appuntamento è per sabato 20 giugno alle 9 nell’Hotel Costaverde di Cefalù (Pa). L’obiettivo è offrire uno spazio di confronto tra istituzioni europee, amministratori locali, mondo accademico, organizzazioni sociali e cittadini per approfondire le strategie che l’Unione Europea sta delineando per le isole e per le zone esposte al rischio di marginalizzazione. A lanciare un appello sulla necessità di un impegno corale è lo stesso vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante: “il contrasto allo spopolamento delle nostre aree interne non è solo una sfida economica o demografica, ma una vera e propria questione sociale, culturale e spirituale che tocca la dignità stessa delle persone. Le nostre comunità hanno il diritto sacrosanto di essere protagoniste del proprio futuro. Come Chiesa, vogliamo essere un luogo di dialogo in cui si ascolta il grido del territorio e si costruisce il bene comune”. I lavori saranno aperti dal vescovo di Cefalù e dai contributi di mons. Giuseppe Andrea Salvatore Baturi, arcivescovo di Cagliari e Segretario generale della Cei, e del card. François-Xavier Bustillo. Modererà l’incontro l’avvocato Fulvio Ingaglio La Vecchia.

Educazione: Belluno, anche la diocesi oggi alla manifestazione “Costruire insieme il domani dei nostri giovani”

Anche la Chiesa di Belluno-Feltre ha aderito al raduno spontaneo promosso dalle “Scuole in rete – Per un mondo di solidarietà e pace” che si terrà oggi, giovedì 11 giugno, alle 18 in piazza dei Martiri a Belluno. Sarà – si legge in una nota pubblicata sul sito web della diocesi – “un momento di riflessione, di consapevolezza, di rilancio. Un momento in cui guardare ai ‘nostri’ giovani, in cui ascoltarli, in cui riconoscere la complessità del nostro tempo, le potenzialità che custodiscono, la fragilità che sperimentano”.
La manifestazione è stata convocata a seguito di quanto successo alcuni giorni fa in via Loreto, nel centro di Belluno, dove sei ragazzi hanno pestato un uomo di origine egiziana. “I recenti e dolorosi fatti di via Loreto – osservano i promotori dell’iniziativa – ci impongono una sosta. Non una sosta di silenzio indifferente, ma un momento profondo di riflessione e, soprattutto, di azione comune. Di fronte a episodi che feriscono il nostro tessuto urbano e sociale, la reazione più immediata è spesso quella della ricerca del colpevole, della recriminazione sul passato o della polarizzazione del dibattito. È il momento di superare questa logica: è troppo facile guardare la pagliuzza nell’occhio altrui senza accorgersi della trave che rischia di bloccare il futuro della nostra comunità”. “Il rischio – sottolineano dalla diocesi – è quello di iniziare a cercare un colpevole, di scaricare la responsabilità, di diventare l’occasione – l’ennesima – per ripetere luoghi comuni e dire che il mondo sta andando sempre peggio. Ciò che è accaduto è un fallimento di tutti, non solo di qualcuno: l’educazione è una sfida appassionante, di cui ogni generazione deve farsi carico in ogni suo componente”. “Compito di una comunità intera riflettere, sostenere, educare”, conclude la nota, nella quale si sottolinea che “risuonano forti in noi le parole dell’invito: ‘Dimostriamo che la nostra risposta al disagio e alla violenza è un surplus di comunità, di cura e di responsabilità condivisa’. Vogliamo che succeda anche a Belluno. Ci mettiamo in gioco, insieme, tutti e tutte, per questo”.

Formazione: Roma, nasce la prima Academy per operatori a supporto della disabilità

Prende forma a Roma la prima Academy dedicata alla qualificazione degli operatori educativi per l’autonomia e la comunicazione (Oepac) ideata dalla Fondazione Erifo impresa sociale, ente per la formazione professionale e per i servizi per il lavoro, in collaborazione con la Cooperativa Arca di Noè, impegnata nei servizi educativi e socioassistenziali. Si tratta di una nuova esperienza di formazione e lavoro per operatori educativi nel campo dell’inclusione scolastica e sociale. Queste figure professionali sono specializzate nel supporto agli alunni con disabilità certificata ai sensi della legge 104/1992 o in condizioni di particolare svantaggio. L’Academy, nata nell’ambito del Programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) e finanziata dal Pnrr, favorisce la riqualificazione professionale, l’aggiornamento delle competenze e l’accompagnamento al lavoro di persone disoccupate o in transizione occupazionale.
I partecipanti sono accompagnati in un percorso che va dall’orientamento specialistico alla formazione professionale, dal tirocinio curriculare nelle scuole all’accesso al lavoro presso la stessa cooperativa. Il valore innovativo dell’esperienza risiede proprio nella connessione diretta tra formazione e fabbisogno professionale dell’impresa sociale. Il personale qualificato di Arca di Noè è stato coinvolto nello staff dei docenti e dei formatori di Erifo. Il tirocinio curriculare è stato realizzato presso scuole in cui la cooperativa opera, con il supporto di tutor esperti della stessa cooperativa.
Questo modello di formazione e inserimento nel mondo nel lavoro ha consentito a oltre 120 persone disoccupate e inoccupate di acquisire una qualifica professionale spendibile nel settore socioeducativo. Circa il 75% dei partecipanti formati è stato inserito con contratto qualificato presso la Cooperativa Arca di Noè. Non si è trattato, quindi, soltanto di un corso di formazione, ma di una vera esperienza di apprendimento, costruita dentro una relazione stabile tra ente formativo, impresa sociale, scuola e servizi per il lavoro. I partecipanti hanno potuto acquisire competenze tecnico-professionali specifiche, ma anche quelle trasversali essenziali: capacità comunicative, lavoro in équipe, gestione della relazione educativa, lettura dei bisogni del minore, consapevolezza del ruolo e responsabilità professionale. L’Academy rappresenta così una concreta “scuola d’impresa” nel settore socioeducativo: un luogo fisico e organizzativo in cui si condividono saperi, valori, comportamenti professionali e strategie operative. La presenza dei formatori provenienti dalla Cooperativa ha favorito dinamiche di apprendimento più vicine alla realtà del lavoro, superando la distanza spesso esistente tra aula e contesto professionale. Fondamentale il supporto del Programma Gol che ha svolto una funzione decisiva: non solo finanziare percorsi formativi, ma rendere possibile un modello integrato di politica attiva del lavoro, capace di partire dalla persona, valorizzarne le competenze, accompagnarla verso una qualifica professionale e creare un ponte effettivo con l’occupazione.

Migranti: da inizio anno sbarcate 12.404 persone sulle nostre coste. Quasi 800 a giugno

Sono finora 12.404 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 26.021 mentre nel 2024 furono 23.114. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a giugno è pari a 774. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.089, mentre nel 2024 furono 4.902.
Degli oltre 12.400 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 3.832 sono di nazionalità bangladese (31%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.412, 11,4%), Pakistan (1.139, 9,2%), Sudan (1.045, 8,4%), Egitto (843, 6,8%), Algeria (830, 6,7%), Tunisia (496, 4%), Eritrea (345, 2,8%), Mali (292, 2,3%), Nigeria (228, 1,8%), Costa d’Avorio (214, 1,7%), Iran (183, 1,5%), Guinea (173, 1,4%), Marocco (145, 1,2%), Camerun (111, 0,9%) a cui si aggiungono 1.116 persone (9%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Dal 1° gennaio al 9 giugno 2026 i migranti rimpatriati sono 3.818, dei quali 3.302 con rimpatri forzati e 516 con rimpatri volontari assistiti. Negli anni scorsi sono stati complessivamente 6.772 in tutto il 2025 (il 10,2% rispetto al numero di persone sbarcate) e 5.704 nel 2024 (8,6%).

Terra Santa: card. Pizzaballa, “situazione molto drammatica. Il futuro del conflitto si gioca in Cisgiordania”

“La situazione in Terra Santa è molto drammatica, estremamente difficile”. Lo ha detto questa mattina il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, intervenendo in conferenza stampa durante la sua visita in Francia, alla quale il Sir ha partecipato in collegamento. Il porporato ha definito quanto accaduto dal 7 ottobre 2023 “il momento più duro nella storia recente della Terra Santa sotto tutti i punti di vista: politico, sociale, umano e così via”, sottolineando che “è stato un vero punto di svolta”. Secondo Pizzaballa, il quadro resta segnato da forte incertezza: “Siamo ancora nel processo di capire dove stiamo andando, quale prospettiva abbiamo davanti, al di là della violenza e della guerra”. Nel frattempo, “assistiamo a un continuo deterioramento e la violenza sembra essere, da molto tempo, il linguaggio principale in Terra Santa, in tutti gli ambiti”. Un fenomeno che riguarda anche il piano culturale e mediatico: “La violenza  è diventata qualcosa di normale e accettato. E quando si disumanizza l’altro nel linguaggio, si apre la strada ad altre forme di violenza”. Il patriarca ha quindi descritto le condizioni nella Striscia di Gaza, dove si è detto “sicuro di tornare quanto prima”: “A Gaza la condizione è sostanzialmente simile a quella dei primi momenti del cessate il fuoco: è vero che c’è un po’ più di cibo, ma per il resto nulla è cambiato”. La popolazione “vive ancora in tende o tra le macerie”, mentre “la ricostruzione non è ancora iniziata” e “non sappiamo quando, come e con chi potrà avvenire”. Ne deriva una vita “in modalità di sopravvivenza”, aggravata dall’assenza di prospettive: “Non si sa quando finirà questa situazione né cosa accadrà dopo”, con pesanti ricadute anche psicologiche, soprattutto per le famiglie. In Cisgiordania, ha aggiunto, “è lì che si giocherà il futuro del conflitto”: la vita quotidiana è segnata da “espansione degli insediamenti, aggressività dei coloni e checkpoint”, condizioni che rendono “la vita sempre più difficile per i palestinesi”. Il cardinale ha ribadito: “Non voglio essere percepito come anti-israeliano: non lo sono. Ma questi sono fatti che dobbiamo riconoscere”. Nonostante il quadro drammatico, il patriarca ha indicato un possibile spiraglio: “Esistono ancora gruppi, movimenti e associazioni — israeliani e palestinesi — che cercano di costruire una prospettiva diversa”. Un segnale, ha concluso, che “anche in mezzo alla crisi, esistono ancora le risorse per curare le ferite profonde”.

Geopolitica: Mattarella, “vita internazionale sia sempre collegata a regole rispettate, condivise, che consentano alle popolazioni di guardare al futuro con serenità”

Italia e Corea del Sud condividono “una visione comune della vita internazionale, che auspichiamo sempre collegata a regole rispettate, condivise, che consentano alle popolazioni di guardare al futuro con serenità”. Lo ha affermato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante le dichiarazioni alla stampa in occasione della visita di Stato al Quirinale del presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung.
Nel corso del colloquio i due Capi di Stato hanno parlato “delle varie crisi che vi sono nel mondo che, come sappiamo, vanno dall’Ucraina al Medio Oriente, al Libano, a Gaza”. “Abbiamo parlato del sostegno all’Ucraina, abbiamo parlato dell’esigenza di raggiungere un punto che consenta una pace giusta e duratura”, ha spiegato Mattarella, aggiungendo che “abbiamo parlato delle conseguenze che le crisi, nel mondo, comportano anche per i nostri Paesi, sul piano energetico, ma non soltanto su quello, e delle conseguenze che comportano per l’intera comunità internazionale, particolarmente per i Paesi più deboli sul piano alimentare. Abbiamo parlato delle conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz, auspicando una sollecita definizione che consenta la riapertura completa di quell’importante braccio di mare, anche per evitare che si consolidi il precedente di Paesi rivieraschi che bloccano i passaggi marittimi, più impegnativi e ristretti, paralizzando l’intera rete di commercio internazionale a danno di tutte le popolazioni, anche di coloro che attivano questi blocchi e questi ostacoli. Abbiamo parlato del nostro comune impegno per il multilateralismo nella vita internazionale, nelle Nazioni Unite. Non a caso Corea e Italia sono impegnate nel peacekeeping, ampiamente”. “Lo siamo – ha proseguito il presidente – anche in Unifil, con una presenza coraggiosa che ha dato grandi contributi finché vi è stata la possibilità negli anni passati e che siamo sempre disposti a fornire, nell’ambito Nazioni Unite, e ovunque vi siano crisi e richieste di collaborazione per la pace. Perché è questo l’obiettivo che coltivano insieme Corea e Italia”.

Penisola coreana: Mattarella, “auspichiamo stabilizzazione, nel rispetto di quanto disposto e indicato dall’Onu”

“Per quanto riguarda la Penisola coreana, auspichiamo la stabilizzazione, nel rispetto di quanto disposto e indicato dalle Nazioni Unite. Condividiamo le posizioni e gli appelli di dialogo, di collaborazione che, in tutte le regioni interessate, il presidente Lee propone, svolge e presenta. Condividiamo, in Italia, la convinzione che sia necessario mantenere l’Indo-Pacifico come spazio sicuro, libero, aperto. Aperto alla navigazione, aperto, ai commerci, come è interesse delle popolazioni di ogni parte”. Lo ha affermato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante le dichiarazioni alla stampa in occasione della visita di Stato al Quirinale del presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung.
Il Capo dello Stato ha poi ricordato che “il presidente Lee, quando ha assunto il suo incarico, si è rivolto ai suoi concittadini argomentando che nonostante la pace costi così tanto, nessuna guerra è migliore della pace. Ha aggiunto di una pace che non richiede combattimenti è la forma più sicura di sicurezza. Condivido queste parole, questi concetti li condivido, vorrei sottoscriverli”. Mattarella ha poi sottolineato che “i rapporti fra Corea e Italia sono sempre più stretti. Si sono consolidati, anno per anno, in tanti settori. Si basano, innanzitutto, su una profonda condivisione dei valori di riferimento, la democrazia, lo Stato di diritto, la legalità internazionale. E anche si basano su una lettura convergente di quanto accade nel mondo. Ne discendono sintonia politica, disponibilità a sviluppare commerci, collaborazioni economiche, sinergie nella difesa, nella ricerca scientifica e tecnologica, scambi culturali profondi tra i nostri Paesi e tra le società civili”. Dopo aver affrontato i diversi ambiti del partenariato, Mattarella ha evidenziato che “particolarmente importante è il legame che intercorre tra la Repubblica di Corea e l’Unione europea, che è stato consolidato di recente dall’incontro di vertice, con successo, svoltosi nei giorni scorsi a Bruxelles. Il richiamo del Presidente Lee, un richiamo incessante, ripetuto, prezioso, con cui esprime un forte desiderio di pace e di sicurezza, anzitutto per la Penisola coreana, ma nell’intero mondo, è interamente condiviso dal nostro Paese”.

Diocesi: Civitavecchia e Porto-Santa Rufina, in serata messa di ringraziamento nel 10° anniversario di ordinazione episcopale di mons. Ruzza

È in programma per la serata di oggi, giovedì 11 giugno, nella chiesa della Santissima Trinità a Cerveteri la messa di ringraziamento che il vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina, mons. Gianrico Ruzza, presiederà in occasione del decimo anniversario della sua ordinazione episcopale. La celebrazione avrà inizio alle 19.
Il presule, consacrato vescovo l’11 giugno 2016 nella basilica di San Giovanni in Laterano, per l’imposizione delle mani dell’allora cardinale vicario Agostino Vallini, dopo diversi incarichi pastorali nella diocesi di Roma è alla guida della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia dal 18 giugno 2020 e dal maggio successivo titolare anche di Porto-Santa Rufina unita in persona episcopi.
La celebrazione del 10° anniversario di consacrazione episcopale – si legge in una nota – è l’occasione per un comunitario rendimento di grazie al Signore per il dono del vescovo che, divenuto partecipe del sacerdozio di Cristo a vantaggio della Chiesa, ne mantiene viva l’ininterrotta successione apostolica nella santificazione, nel governo e nell’insegnamento.

Papa in Spagna: al porto di Gran Canaria, depone un omaggio floreale alle vittime del mare e benedice una croce fatta con il legno di un’imbarcazione

Al termine del suo primo discorso nelle Isole anarie, al porto di Arghineguin, il Papa e i presenti si sono raccolti in un minuto di silenzio e Leone XIV ha deposto un omaggio floreale in memoria delle vittime delle migrazioni via mare, in una delle rotte più pericolose, quella atlantica.  Poi si è recato presso l’edicola della Vergine del Carmelo per la benedizione di una croce realizzata con il legno di un’imbarcazione di migranti. Dopo il saluto ad alcuni volontari e migranti, il Santo Padre si trasferisce in auto e successivamente in papamobile alla Cattedrale di Sant’Anna per l’incontro con i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, i seminaristi e gli operatori pastorali.

Guerre: Rete Italiana Pace e Disarmo, oltre 22.600 civili sono stati uccisi da armi esplosive nel 2025

Oltre 22.600 civili sono stati uccisi da armi esplosive nel 2025. È quanto emerge dal nuovo rapporto Explosive Weapons Monitor 2025, pubblicato dall’osservatorio della società civile che svolge ricerca e monitoraggio per conto dell’International Network on Explosive Weapons (Inew), la rete internazionale di circa 50 organizzazioni non governative di cui fa parte anche la Rete Italiana Pace e Disarmo.
Il 56% dei morti civili registrati è attribuito alle forze armate israeliane. Tredici i contesti più gravemente colpiti: Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Iran, Iraq, Libano, Myanmar, Palestina, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Siria, Ucraina e Yemen. Gli attacchi con armi esplosive che hanno colpito gli aiuti umanitari sono aumentati del 52%: almeno 1.688 incidenti registrati in 17 Paesi e territori, di cui circa il 90% in Palestina. Operatori umanitari uccisi e assistenza salvavita interrotta proprio nel momento di maggiore bisogno. Gli attacchi all’istruzione sono cresciuti del 64%: almeno 1.416 incidenti in 27 Paesi e territori in cui armi esplosive hanno danneggiato o distrutto strutture scolastiche o ucciso studenti e insegnanti. Anche la sanità continua a essere sotto attacco: almeno 1.272 incidenti in 22 Paesi e territori hanno colpito strutture sanitarie, ambulanze e personale medico, concentrati per circa il 90% in Libano, Myanmar, Palestina e Ucraina.
Katherine Young, responsabile della ricerca dell’Explosive Weapons Monitorl afferma: “Quando le armi esplosive vengono usate in aree popolate, i civili soffrono. Ciò che è particolarmente allarmante è che questo danno è diventato persistente nei conflitti di tutto il mondo, con il rischio di normalizzare la sofferenza civile su scala massiccia”.
La Rete Italiana Pace e Disarmo che ha rilanciato oggi i dati del Rapporto in Italia, chiede al governo italiano di “dare piena e concreta attuazione agli impegni assunti con la Dichiarazione politica Ewipa” e cioè di “adottare politiche e direttive nazionali che limitino l’uso di armi esplosive nelle aree popolate”. “Il bombardamento delle città è diventato la normalità della guerra contemporanea, e a pagarne il prezzo sono quasi sempre i civili”, evidenzia Alfio Nicotra, Coordinatore dell’Esecutivo della Rete Italiana Pace e Disarmo “Non possiamo accettare che oltre 22.600 vite spezzate in un anno vengano derubricate a semplice ‘danno collaterale’. L’Italia ha sottoscritto la Dichiarazione politica EWIPA e ora deve passare dalle parole ai fatti: proteggere i civili e le infrastrutture da cui dipende la loro sopravvivenza non è un’opzione, è un obbligo giuridico e morale”.

Papa in Spagna: al porto di Gran Canaria, “non possiamo abituarci a contare i morti”, “ogni vita che arriva ci chiede cosa resta della nostra umanità”

“Non possiamo abituarci a contare i morti. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera”. E’ il monito lanciato dal Papa, al termine del suo discorso alle realtà di accoglienza dei migranti, incontrate al Porto di Arguineguìn di Gran Canaria. “Se esiste il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata, esiste anche il diritto di non dover migrare”, ha ribadito Leone XIV: “il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza violenza, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini”. “Che Nostra Signora del Carmelo accompagni coloro che sono arrivati, consoli chi ha perso i propri cari, sostenga quelli che li accolgono e risvegli in tutti noi il coraggio della misericordia”, la preghiera finale: “E che la storia non debba accusarci di aver trasformato il dolore di chi soffre in un paesaggio abituale delle nostre coste. Perché oggi, qui, in riva al mare, ogni vita che arriva ci chiede che cosa resta della nostra umanità. Prima o poi, si saprà se questa umanità abbiamo saputo custodirla o se abbiamo lasciato che l’indifferenza parlasse per noi”.

Papa in Spagna: al porto di Gran Canaria, “non basta gestire gli arrivi”, servono “vie legali, cooperazione contro i trafficanti, processi seri di accoglienza e integrazione”

“Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute”. Ne è convinto il Papa, che nel primo discorso alle Canarie ha auspicato che “la voce di coloro che hanno parlato oggi da quest’isola raggiungesse chi ha in mano responsabilità decisive – autorità civili, parlamenti, governi e organizzazioni internazionali – e anche le comunità cristiane, le altre tradizioni religiose e tutti gli uomini e le donne di buona volontà”. “Ogni barca che arriva non porta solo migranti”, ha denunciato Leone XIV: “Porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita? La dignità umana esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione, e politiche che permettano a ogni persona di vivere con dignità nella propria terra”.

Papa in Spagna: al porto di Gran Canaria, “il dramma dei migranti deve diventare un esame di coscienza per l’Europa”

“Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo; per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali; per l’Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi; per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante”. È l’appello del Papa, durante l’incontro con le realtà di accoglienza dei migranti al Porto di Arguineguìn di gran Canaria. “Anche la Chiesa deve lasciarsi interpellare”, ha precisato il Papa, secondo il quale “l’accoglienza del migrante non può essere qualcosa di secondario, né venire delegata solo ad alcuni volontari. Ci inginocchiamo davanti all’altare per adorare Cristo presente nell’Eucaristia, dal quale riceviamo la forza e la motivazione per vivere la carità: per questo non possiamo poi passare oltre davanti a cayucas e pateras, poiché dalla preghiera scaturisce ogni servizio e ad essa ritorna ogni impegno”.

Papa in Spagna: al porto di Gran Canaria, “non siete numeri, né fascicoli”, “non credete a paradisi facili e a canti delle sirene, sono industrie di morte”

“Cari migranti: prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità”. Lo ha detto il Papa, durante l’incontro con le realtà di accoglienza dei migranti al porto di Arguineguìn, a Gran Canaria. “Non siete numeri, né fascicoli!”, ha esclamato Leone XIV: “Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare”. “Ma voglio anche dirvi che la vostra vita deve essere protetta”, ha proseguito il Papa: “Non consegnate la vostra esistenza a chi la mercanteggia. Non credete a chi promette paradisi facili, in cambio del vostro corpo, del denaro, del silenzio o della vostra libertà. Quelle false promesse sono canti delle sirene, sono industrie di morte”.

Papa in Spagna: porto di Gran Canaria. Alle vittime della tratta, “la tua vita non appartiene a chi ti ha fatto del male”

“Ogni vita umana è una benedizione di Dio”: “nessuno può comprarla, venderla, usarla o scartarla, perché in ogni persona risplende l’immagine e la somiglianza del Creatore”. Lo ha detto il Papa, facendo eco, durante l’incontro con le realtà di accoglienza dei migranti al Porto di Arguineguìn, a una testimonianza di Blessing, una vittima della tratta, che non ha potuto essere presente di persona a causa di problemi di sicurezza: “Ci hai raccontato di aver lasciato il tuo Paese, non perché lo volessi, ma perché non c’era altra scelta. Nelle tue parole sentiamo il dramma di tante persone costrette a partire perché la povertà, la guerra, la minaccia o lo sfruttamento hanno chiuso loro ogni altra strada”. “Vorrei che questo messaggio arrivasse a te e a tante donne vittime della tratta e dello sfruttamento: “Se altri hanno dato un prezzo al tuo corpo, Dio non ha mai smesso di guardarti come una persona di valore inestimabile”, il messaggio inviato dal Papa a Blessing e a tutte le donne che, come lei, sono vittime della tratta e dello sfruttamento: “Se hanno voluto rinchiuderti in un passato di dolore, Dio continua a pronunciare su di te una promessa di futuro. Se ti hanno trattata come una cosa, la Chiesa vuole dirti oggi: sei figlia e sorella, sei una benedizione. La tua vita non appartiene a chi ti ha fatto del male; il tuo corpo non appartiene a chi si è approfittato di te; i tuoi giorni non appartengono a chi ha voluto incatenarli alla paura! La tua vita appartiene a Dio e conserva una dignità che nessuno può strapparti. E noi vogliamo camminare con te, finché quella verità non tornerà a farsi sentire, più forte del dolore”.

Papa in Spagna: al porto di Gran Canaria, “grazie a tutti coloro che si uniscono ai soccorsi”

“La misericordia inizia con piccoli gesti: a volte con qualche biscotto e un po’ di latte; altre volte, con cinque pani e due pesci”. Lo ha detto il Papa, incontrando al Porto di Arguineguìn di Gran Canaria le realtà di accoglienza dei migranti. “Non si tratta di risolvere tutto, ma di mettere tutto nelle mani di Dio e di essere presenti là dove l’essere umano soffre, dove le risorse non bastano e non c’è una lingua comune, ma dove ancora possono parlare i gesti”. “Grazie di cuore a tutti coloro che si uniscono ai soccorsi, all’accoglienza e  all’accompagnamento, testimoniando che la misericordia concreta può salvare e cambiare molte vite”, l’omaggio di Leone XIV.

Papa in Spagna: al porto di Gran Canaria, “la Chiesa non può rimanere muta di fronte a coloro che sono abbandonati alle acque”

La voce di Gesù “continua a risuonare contro le forze che divorano, schiavizzano e scartano tanti nostri fratelli e sorelle”. A garantirlo è stato il Papa, incontrando al Porto di Arguineguìn le realtà di accoglienza dei migranti. “Lì dove Cristo ordina al mare di tacere, la Chiesa non può rimanere muta di fronte a coloro che sono abbandonati alle sue acque”, ha affermato Leone XIV ringraziando per le testimonianze ascoltate poco prima, che hanno ricordato “ciò che la Caritas, le parrocchie e tante persone fanno ogni giorno”. “Quando il migrante smette di essere uno dei tanti, smette di essere una categoria e una cifra”, ha osservato il Pontefice soffermandosi sull’importanza di uno sguardo: “Solo allora comprendiamo che quella bambina potrebbe essere nostra figlia, quei volti parte della nostra famiglia; e allora, la coscienza non ha più scuse”.

Papa in Spagna: al porto di Gran Canaria, “mafie, trafficanti e indifferenza sono i mostri di questi mari”

“Mafie che trafficano nella disperazione, trafficanti che riducono in schiavitù donne e bambini e l’indifferenza di molti che permette i poveri siano inghiottiti dallo sfruttamento o dall’oblio”. Sono i “mostri che si aggirano in questi mari”, che anche oggi, come nel linguaggio biblico, possono essere “immagine di minaccia, oscurità e caos”. “Ma la fede non rimane paralizzata di fronte alla potenza del mare”, ha assicurato il Papa incontrando al Porto di Arguineguìn di Gran Canaria le realtà di accoglienza dei migranti: “Crediamo in un Dio che soggioga il caos, pone un limite al male e apre una via quando sembra prevalere la morte. Così ne ha fatto esperienza il popolo d’Israele, attraversando il Mar Rosso per uscire dalla schiavitù e camminare verso la libertà. E così lo contempliamo in Cristo, che cammina sulle acque e, di fronte alla tempesta, pronuncia una parola sovrana: ‘Taci, calmati!’”.

Papa in Spagna: al porto di Gran Canaria, “la Chiesa non può ignorare queste acque”

“Qui giungono tante vite ferite, spogliate di quasi tutto, ma mai della loro dignità. Qui il Vangelo ci strappa dal posto comodo dello spettatore e ci pone di fronte al fratello che arriva. Ci chiede se abbiamo saputo riconoscere Cristo in coloro che sbarcano segnati dalla paura, dalla fame e dalla violenza, dopo il deserto, la notte e il mare”. Comincia con queste immagini, prese dal mare e pronunciate da quello che molti chiamano “il molo della vergogna”, l’intenso discorso rivolto dal Papa, a Gran Canaria, alle realtà di accoglienza dei migranti, radunate nel Porto di Arguineguìn. “il successore di Pietro non può disinteressarsi di questi approdi”, ha detto il Papa citando l’anello del Pescatore che porta in mano: “Il suo stesso nome ci conduce al lago di Galilea, dove Cristo chiamò Pietro e gli disse: ‘D’ora in poi sarai pescatore di uomini’. La Chiesa ha letto quel versetto come immagine della sua missione. Ma qui e in luoghi come El Hierro, quel mandato assume una forza letterale e dolorosa. Quell’isola, piccola per estensione, ma grande in umanità, ha visto arrivare migliaia di persone strappate dalla loro terra e affidate alla fragilità di un cayuco. Vi sono persone soccorse in mare e corpi senza vita recuperati dalle acque”. “La Chiesa non può ignorare queste acque, né alcun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o l’esilio continuano a ferire la dignità umana. I discepoli di Gesù non possono considerare estraneo il clamore di chi grida dalla notte”.

Minori: a Carpi nasce “Casa Giovanni”, nuova comunità educativa per bambini in difficoltà

È stata inaugurata nel pomeriggio del 10 giugno a Carpi “Casa Giovanni”, una nuova comunità residenziale dedicata all’accoglienza di bambini e preadolescenti con fragilità psicologiche e relazionali. Il progetto, promosso dalla Cooperativa Sociale Nazareno, è stato sostenuto da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con Cesvi. Alla cerimonia inaugurale erano presenti, tra gli altri, Alberto Neri e Enrico Grandini di Intesa Sanpaolo, Maura Galati per Cesvi e il presidente della Cooperativa Nazareno, Sergio Zini. La struttura potrà accogliere fino a nove minori, italiani e stranieri, tra i 6 e i 12 anni, provenienti anche da fuori regione e allontanati dalla famiglia d’origine su disposizione dell’autorità giudiziaria per difficoltà temporanee o incapacità genitoriali. L’iniziativa si inserisce in un quadro di crescente bisogno di accoglienza: in Emilia-Romagna, infatti, i minori ospitati in comunità sono aumentati negli ultimi anni, passando da oltre 14mila nel 2018 a più di 15mila nel 2020, con un incremento anche dei neomaggiorenni. “Casa Giovanni nasce dalla convinzione che ogni bambino, anche quando attraversa esperienze di grande fragilità, abbia diritto a un luogo sicuro in cui sentirsi accolto, ascoltato e accompagnato nella crescita. Con questa nuova comunità mettiamo a disposizione del territorio non soltanto nove posti di accoglienza, ma un progetto educativo fondato sulla cura delle relazioni, sulla ricostruzione della fiducia e sulla valorizzazione delle potenzialità di ciascun minore”, ha dichiarato Zini. La nuova comunità si propone così come uno spazio di protezione e futuro, capace di offrire opportunità concrete a bambini che vivono fasi particolarmente delicate della loro vita.

Anziani: Auser, torna la campagna estiva “Aperti per ferie”

Con l’approssimarsi dell’estate tornano anche le sfide che i mesi più caldi portano con sé, soprattutto per le persone anziane più fragili. Le temperature sempre più elevate, le città che si svuotano e il rischio di isolamento possono trasformare questo periodo dell’anno in un momento particolarmente difficile da affrontare.
Per questo Auser – come ogni estate – rinnova il proprio impegno accanto agli anziani con la campagna nazionale “Aperti per ferie”, una rete di solidarietà, servizi e occasioni di incontro che accompagnerà tantissime persone durante tutto il periodo estivo.
Passeggiate, compagnia telefonica, consegna a domicilio di spesa e farmaci, trasporto sociale, ma anche incontri culturali, musica, ballo, merende, gite, soggiorni al mare e in montagna e tante attività nelle sedi Auser climatizzate e aperte per tutto il periodo estivo: sono queste alcune delle opportunità offerte dall’associazione per aiutare gli anziani a vivere un’estate serena, sicura e in compagnia.
“Aperti per ferie” mette al centro il benessere, la sicurezza e la socialità delle persone anziane nei mesi più caldi dell’anno. Un impegno concreto che coinvolge migliaia di volontarie e volontari in tutta Italia per contrastare la solitudine, sostenere chi è più fragile e rafforzare i legami di comunità.
Sul sito è disponibile una dedicata alla campagna, con informazioni costantemente aggiornate sui servizi attivati nei territori. Nell’area è possibile consultare numeri verdi, servizi di monitoraggio delle persone fragili, assistenza domiciliare, attività ricreative in spazi climatizzati e molte altre iniziative promosse a livello locale.
È inoltre possibile scaricare la per vivere l’estate in modo sicuro, informato e sereno.
“Auser non va in vacanza – dichiara il presidente nazionale Domenico Pantaleo –. In un periodo in cui il caldo e la solitudine possono rappresentare un rischio concreto per tante persone anziane, continuiamo a essere presenti nei territori con la forza della solidarietà e della partecipazione. La nostra rete di volontarie e volontari offre ogni giorno ascolto, compagnia e aiuto concreto, contribuendo a costruire comunità più accoglienti e inclusive. Nessuno dovrebbe sentirsi solo durante l’estate. Per questo promuoviamo relazioni, occasioni di incontro e servizi di prossimità che aiutano le persone a vivere pienamente ogni stagione della vita”.
La campagna “Aperti per ferie” è anche un invito rivolto a cittadini e cittadine di tutte le età a dedicare una parte del proprio tempo agli altri. Diventare volontari significa rafforzare la rete della solidarietà e permettere ad Auser di raggiungere un numero sempre maggiore di persone che hanno bisogno di compagnia, supporto e vicinanza.
Le persone interessate possono contattare la sede Auser più vicina consultando il link del sito .

Diocesi: Pozzuoli, aperte le iscrizioni all’edizione 2026 del contest musicale promosso nell’ambito del Festival della Terra

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni all’edizione 2026 del contest musicale dedicato ai giovani talenti, promosso nell’ambito del Festival della Terra, organizzato dall’Ufficio diocesano per la cura del Creato e del territorio di Pozzuoli, in sinergia con la Pastorale del lavoro delle diocesi di Pozzuoli e di Ischia, la Pastorale giovanile, la Fondazione Domenico Cirillo, il Consorzio Medina e in collaborazione con gli enti locali e realtà del Terzo Settore, curato dal brand Nomea. Il concorso, come sottolineato dagli organizzatori, è totalmente gratuito e rappresenta una piattaforma di scouting volta a valorizzare l’identità artistica e la creatività di cantanti e progetti emergenti.
Il contest è riservato a giovani di età compresa tra i 15 e i 30 anni (singoli o formazioni fino al trio), divisi nelle categorie Young (15-19 anni) e Best Singer (20-30 anni). È possibile presentare brani editi, inediti o cover in qualsiasi lingua o dialetto.
La prima fase del contest prevede una prima selezione digitale, nella quale verranno visionati i contributi video inviati tramite la piattaforma del festival. I cantanti che potranno accedere alla semifinale live saranno avvisati e potranno esibirsi dal vivo sul palco del Teatro Troisi a Fuorigrotta nel mese di luglio. La finale live si svolgerà all’interno del Festival della Terra, previsto nel Parco San Laise (ex base Nato a Bagnoli) il 2 e il 3 ottobre.
I vincitori, decretati da una commissione tecnica e dal voto del pubblico, riceveranno strumenti concreti di inserimento professionale: inserimento in eventi Nomea, alta formazione in self marketing con l’Accademia musicale europea, produzione di un demo professionale con Raptors Records (cat. Best Singer) e il diritto di apertura del concerto ufficiale del Festival della Terra 2027.
Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è fissato per domenica 21 giugno. Il bando completo e il form di iscrizione sono disponibili sul sito ufficiale: . Per contatti con la segreteria: .

Azione Cattolica: Gorizia, i ragazzi di tutta la diocesi si ritrovano per vivere un’estate tra amicizia, fede e crescita comunitaria

Due campi estivi pensati per accompagnare le diverse fasce d’età in un percorso di crescita umana e spirituale. È il cammino proposto da Azione Cattolica di Gorizia per i giovani provenienti da tutta la diocesi per l’estate 2026. Dall’8 al 13 agosto saranno i giovanissimi dai 15 ai 18 anni a vivere questa esperienza nella casa vacanze alpina “Cinque Cime Giovanni Paolo II” di Cave del Predil (Ud). Immersi nella natura, i ragazzi potranno confrontarsi su temi vicini alla loro età, approfondire le relazioni, condividere momenti di fraternità e riflettere sul proprio percorso di vita e di fede. Dal 23 al 30 agosto sarà invece la volta dei ragazzi dell’Acr provenienti da tutta la diocesi, che si ritroveranno presso la casa alpina “Mons. Luigi Paulini” a Cimolais (Pn). Sarà una settimana caratterizzata dal gioco, dall’avventura e dalla scoperta, ma anche dalla crescita spirituale e dalla condivisione della fede. La dimensione diocesana costituisce uno degli aspetti più importanti di queste due esperienze. A rendere possibile tutto questo è il lavoro degli educatori, degli animatori, degli assistenti e dei volontari che preparano e accompagnano queste settimane, offrendo ai ragazzi un ambiente sereno, sicuro e ricco di stimoli educativi.

Religioni: Cei, a Roma il 25 giugno la firma del Patto per “La via italiana del dialogo”

I responsabili delle religioni presenti in Italia sottoscriveranno il 25 giugno, a Roma, un Patto per dare continuità e prospettiva al lavoro congiunto e per dare ufficialità all’esperienza chiamata “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”. A renderlo noto è la Conferenza episcopale italiana. La cerimonia della firma, che sarà trasmessa in diretta streaming, si terrà dalle 9.30 presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis. A sottoscrivere il documento saranno: Istituto buddista italiano Soka Gakkai; Assemblea spirituale nazionale dei bahá’í d’Italia; Sikhi Sewa Society; Istituto Tevere; Confederazione islamica italiana; Comunità religiosa islamica italiana; Assemblea dei rabbini d’Italia; Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia; Centro islamico culturale d’Italia; Unione delle comunità islamiche d’Italia; Unione induista italiana; Unione delle comunità ebraiche italiane; Conferenza episcopale italiana; Federazione delle chiese evangeliche in Italia; Unione buddhista italiana. L’iniziativa arriva dopo un cammino di tre anni e intende dare continuità e prospettiva al lavoro condiviso, dando ufficialità all’esperienza di dialogo tra religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale.

Giornata mondiale del turismo: mons. Fisichella, “custodire la dimensione umana del turismo”

“L’intelligenza artificiale non è soltanto uno strumento; genera una nuova cultura, con una nuova forma di mediazione tra la persona e il mondo. Come ogni mediazione, porta con sé straordinarie possibilità, ma anche sfide che occorre saper interpretare con saggezza e discernimento”. È quanto si legge nel messaggio del pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione – sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo, mons. Rino Fisichella, in occasione della 47ª Giornata mondiale del turismo, in programma il 27 settembre 2026 sul tema “Agenda Digitale e Intelligenza Artificiale per ridisegnare il turismo”. “La risposta non è nel rifiuto della tecnologia, ma nel suo uso umano”, si legge nel messaggio, sulla scia della prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica humanitas: “L’intelligenza artificiale può diventare un’alleata preziosa del turismo sostenibile e accessibile, a condizione che rimanga strumento al servizio della persona e non si trasformi in un sistema di controllo, di discriminazione o esclusione”. “Oggi, l’intelligenza artificiale può certamente facilitare il viaggio: rendere più accessibili le informazioni, personalizzare le esperienze, ottimizzare i percorsi, ridurre l’impatto ambientale”, scrive Fisichella: “Ma nessuna tecnologia potrà mai sostituire lo sguardo che si posa per la prima volta su un paesaggio mai visto, la stretta di mano tra sconosciuti, la commozione davanti a un’opera d’arte o a un luogo sacro”, esortando “tutti gli attori del settore turistico – istituzioni, operatori, viaggiatori – a custodire questa dimensione irriducibilmente umana del turismo”, partendo dalla consapevolezza che “le piattaforme digitali e i sistemi di intelligenza artificiale devono essere progettati e utilizzati in modo da favorire l’incontro autentico tra le persone e i popoli, e non ridurlo a una mera esperienza virtuale o a un consumo di immagini”.

Gaza e Cisgiordania: Unicef denuncia nuove vittime tra i bambini

La violenza continua a colpire duramente i più piccoli a Gaza e in Cisgiordania. Nel fine settimana, secondo quanto riferito dall’Unicef, otto bambini sono stati uccisi e altri 17 feriti in diversi attacchi nella Striscia di Gaza, mentre in Cisgiordania un neonato di sette mesi ha perso la vita dopo essere stato colpito dalle forze israeliane a Hebron. Episodi che riportano al centro dell’attenzione internazionale il dramma dei minori coinvolti nel conflitto. “In una delle zone colpite a Gaza, un gruppo di bambini che giocava a calcio è rimasto ferito da un attacco nelle vicinanze. In Cisgiordania, un neonato, che non aveva ancora avuto modo di muovere i primi passi, è stato colpito da un proiettile mentre era seduto sulle ginocchia della madre sul sedile posteriore di un’auto”, ha dichiarato Edouard Beigbeder, direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa. L’organizzazione sottolinea come questi eventi non possano diventare ordinari: “Non possiamo permettere che questa diventi la nuova normalità: la morte di bambini a causa della violenza dovrebbe suscitare indignazione a livello mondiale e deve essere condannata a tutti i livelli”. In Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, si registrano inoltre ferimenti di minori, sfollamenti forzati e attacchi a infrastrutture civili, comprese scuole e strutture sanitarie. L’Unicef chiede alle autorità israeliane misure immediate per garantire la protezione dei bambini palestinesi, oltre a indagini “trasparenti, credibili e approfondite” su ogni episodio. L’appello è anche al rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani: “Il diritto intrinseco alla vita di ogni bambino deve essere protetto”, conclude Beigbeder.

Diocesi: Cerreto Sannita, ripartono i campi estivi per bambini e ragazzi gestiti da iCare

Colorati, dinamici, educativi. Ripartono, come in ogni estate, i campi estivi per bambini e ragazzi gestiti dalla cooperativa sociale di comunità iCare della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti. A Sant’Agata de’ Goti (Bn) presso Villa Fiorita, curati dagli operatori e animatori del Centro polifunzionale per Minori “Kids and Teens”, i Summer Camp sono iniziati lunedì 8 giugno e termineranno venerdì 4 settembre (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 14) e sono un’esplosione di attività, sorrisi, amicizie e nuove scoperte. Attività didattico-inclusive, laboratori creativi e sportivi, esperienze all’aperto e tanto divertimento e socializzazione. Un mix perfetto, per un’estate davvero speciale. Anche a Cerreto Sannita (Bn), presso la sede di iCare di Casa Santa Rita, i laboratori ludico-ricreativi dei Summer Labs, portati avanti dagli operatori dei laboratori di iCare e della Caritas diocesana, non saranno certamente meno entusiasmanti e interessanti. Saranno, infatti, proposti ogni martedì di giugno e di luglio, dalle ore 9 alle ore 15 (si comincerà martedì 16 giugno), laboratori di cucina, ceramica, motricità, cosmesi, riciclo e stencil. Inoltre avranno luogo delle uscite sul territorio.

Sant’Antonio da Padova: diocesi Venezia, in pellegrinaggio col patriarca Moraglia per la Tredicina

In occasione del pellegrinaggio della diocesi di Venezia, ieri sera la liturgia delle 18 della Tredicina di Sant’Antonio è stata presieduta dal Patriarca mons. Francesco Moraglia. “È una concomitanza molto bella – ha commentato mons. Moraglia riguardo il tema della Tredicina di quest’anno che accosta la figura di Sant’Antonio a quella di San Francesco nell’ottavo centenario dalla morte del Santo di Assisi – quella di poter vedere un carisma che vive nella storia anche attraverso quelle che io definirei caratteristiche peculiari che Antonio riesce a vivere nella sua dimensione teologica. Francesco lo chiamava ‘il mio Vescovo’; quindi io vorrei proprio mettere in evidenza il carisma francescano che nella fedeltà evolve proprio nella bella figura del santo di Padova. Un carisma iniziale che poi si completa e si perfeziona nella storia attraverso le specifiche caratteristiche di Sant’Antonio”.

Diocesi: Acireale, al via i lavori di manutenzione della chiesa San Francesco d’Assisi al Carmine di Giarre

Negli uffici della Curia diocesana di Acireale i giorni scorsi è stato sottoscritto il verbale di consegna dei lavori di manutenzione straordinaria della copertura della chiesa parrocchiale San Francesco d’Assisi al Carmine di Giarre, segnando ufficialmente l’avvio di un importante intervento di tutela e valorizzazione del patrimonio ecclesiastico del territorio.
L’opera, il cui importo complessivo ammonta a circa 100mila euro, è resa possibile per il 70% grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, destinati dalla Conferenza episcopale italiana, mentre la restante parte è stata coperta dalla parrocchia.
I lavori riguarderanno il rifacimento delle porzioni ammalorate del tetto della chiesa, il recupero e il riutilizzo dei tradizionali coppi siciliani, la sostituzione degli elementi deteriorati della struttura lignea secondaria, la posa dei sistemi di impermeabilizzazione e il rifacimento delle opere di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche. L’intervento sarà eseguito nel pieno rispetto delle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania, a garanzia della tutela delle caratteristiche storiche e architettoniche dell’edificio sacro.
Alla firma del verbale di consegna erano presenti mons. Agostino Russo, vicario generale della diocesi di Acireale, don Angelo Milone, direttore dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici, il parroco, padre Emanuele Artale, e i rappresentanti dell’impresa aggiudicataria dei lavori.
“L’8xmille si conferma uno strumento prezioso per custodire e tramandare alle future generazioni il patrimonio religioso, artistico e culturale delle nostre comunità”, sottolinea padre Artale, che ringrazia il vescovo mons. Antonino Raspanti. “Interventi come questo consentono non solo di preservare edifici di grande valore storico, ma anche di garantire sicurezza e funzionalità agli spazi destinati alla vita pastorale e liturgica”.
L’avvio del cantiere rappresenta un ulteriore passo nell’impegno della diocesi di Acireale per la cura e la valorizzazione delle chiese del territorio, grazie alla collaborazione tra istituzioni, professionisti e imprese specializzate.

Bartolo Longo: p. Bamonte (Aie), “non fu mai satanista”. Studio d’archivio smentisce una diceria diffusa nei media

“Bartolo Longo non fu mai satanista, né tantomeno ‘sacerdote’ satanista come qualcuno ha scritto: fu, come gli stessi Sommi Pontefici hanno affermato, un ingannato dallo spiritismo”. Lo scrive p. Francesco Bamonte, vicepresidente dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie), in un , sintesi di un ampio studio apparso sui “Quaderni Aie” (n. 40, giugno 2026), basato su ricerche condotte presso l’Archivio san Bartolo Longo del Santuario di Pompei. L’autore prende di mira un’affermazione diffusa negli ultimi anni attraverso i media – e ripresa anche da testate autorevoli – secondo cui il fondatore del santuario di Pompei, canonizzato da Leone XIV il 19 ottobre 2025, avrebbe praticato il satanismo durante gli anni universitari a Napoli. La ricostruzione di p. Bamonte è puntuale: Longo si avvicinò allo spiritismo nella seconda metà del 1862, convinto di poter entrare in contatto con i defunti, i santi e l’arcangelo san Michele. Quando nei suoi scritti parla di “spiritismo, ossia satanismo” o di “raffinata demonolatria”, non intende un culto volontario del demonio, ma il fatto di aver tributato inconsapevolmente onori a spiriti demoniaci presentatisi sotto false spoglie. La conversione avvenne il 29 maggio 1865, con la confessione al domenicano p. Alberto Radente. Da quel momento Longo dedicò la vita alla diffusione del Rosario e alla costruzione del santuario di Pompei, inaugurato nel 1891.

Diocesi: Salerno, stasera un convegno su eredità e attualità del missionario Angelo Zottoli, “un gesuita di Acerno nella Cina del Qing”

È in programma oggi, giovedì 11 giugno, alle ore 18, presso il Museo diocesano San Matteo, in largo Plebiscito, a Salerno, il convegno intitolato “Il missionario Angelo Zottoli – Eredità e attualità di un gesuita di Acerno nella Cina del Qing”. A organizzarlo, l’Ufficio cultura e arte dell’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno: i saluti istituzionali sono affidati all’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, mons. Andrea Bellandi, e al sindaco di Acerno, Massimiliano Cuozzo. Relatori dell’evento saranno Antonio De Caro, storico dell’Università di Zurigo, e p. Gianni Criveller, direttore del Centro Pime di Milano. Ad intervenire, inoltre, saranno Lorella Parente, teologa e direttrice dell’Ufficio diocesano cultura e arte, e Karol Potolicchio, consigliere del Coordinamento provinciale dei Forum dei giovani di Acerno.
“L’incontro sul missionario gesuita Angelo Zottoli, a 200 anni dalla nascita, ci aiuta a conoscere meglio un nostro conterraneo che ha svolto un’opera culturale immensa nella Cina di fine ‘800. Autore di moltissimi studi in sinologia e filosofia cinese che lo avrebbero portato a divenire un sinologo di fama mondiale, scrisse un’opera monumentale, in cinque volumi, in cui tradusse in latino moltissimi testi della lingua e della cultura cinese, dalla retorica alla letteratura, dalla filosofia sino alla cosmologia – ha osservato mons. Bellandi –. Significativo il fatto che un altro missionario nella Cina del ‘900, avrà legami stretti con la nostra diocesi, ovvero Gaetano Pollio, che – dopo l’espulsione dalla Cina – dal 1969 al 1984 divenne arcivescovo di Salerno”.
“Nel territorio salernitano, la figura di Angelo Andrea Zottoli resta ancora oggi poco conosciuta, nonostante il valore straordinario del suo contributo culturale, scientifico e umano – ha osservato Lorella Parente -. Eppure, questo gesuita originario di Acerno – al quale è dedicata anche una strada nel centro di Salerno – è stato uno dei più importanti mediatori tra la civiltà occidentale e il mondo cinese nel XIX secolo. Missionario e intellettuale, padre Zottoli dedicò la propria esistenza all’incontro tra mondi culturali differenti, ponendosi nel solco della grande tradizione inaugurata da Matteo Ricci (1552 – 1610). La sua esperienza nella Cina della dinastia Qing si caratterizzò per una profonda capacità di inculturazione: apprendere la lingua, condividere i codici culturali locali, riconoscere nell’altro non un avversario da conquistare, ma un interlocutore da comprendere e rispettare. In questo senso, il suo stile richiama quella visione della missione fondata sull’incontro, sul dialogo e sulla valorizzazione delle culture, che il Magistero contemporaneo avrebbe successivamente riconosciuto come dimensione essenziale dell’evangelizzazione”.

Diocesi: Savona, da domani “Tessere la pace” a Cogoleto

Nell’ambito dell’iniziativa “Tessere la pace – Unire voci, intrecciare il dialogo” venerdì 12 giugno, alle 21 presso l’auditorium Bruno Berellini di Cogoleto, si terrà una  tavola rotonda sul tema “Sguardi di speranza – Passi e strumenti per costruire la pace”. Interverranno Anselmo Palini dell’Associazione Marianella Garcia Villas, Laila Simoncelli dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Sergio Casali della Comunità di Sant’Egidio. Sabato 13 giugno dalle 16 nelle vie e piazze sarà possibile ammirare l’esposizione dei disegni del concorso “Un logo per la pace” e ci saranno giochi, laboratori creativi, la raccolta di firme per l’istituzione del ministero della Pace. Alle 21 al molo Speca un momento di riflessione e spiritualità per la pace. L’intera manifestazione è promossa da Agesci Cogoleto 1 e da varie associazioni, movimenti e istituti scolastici.

Irlanda del Nord: disordini a Belfast e violenza contro i migranti. I vescovi, “una società giusta è quella che accoglie e combatte il razzismo”

“Una società giusta è quella che accoglie efficacemente i nuovi arrivati, combatte il razzismo e respinge la retorica politica divisiva”. Lo affermano in una Dichiarazione rilasciata ieri sera dai vescovi irlandesi riuniti al Saint Patrick’s College di Maynooth, per il loro incontro generale. La Conferenza episcopale irlandese riunisce tutte le diocesi dell’isola e cioè sia quelle dell’Eire, la Repubblica d’Irlanda, sia quelle dell’Irlanda del Nord. I vescovi hanno seguito le violenze che sono scoppiate a Belfast a seguito dell’accoltellamento di un uomo per mano di un rifugiato sudanese. L’aggressione – ripresa in video circolato sui social – ha scatenato un’ondata di odio e violenza contro i migranti. Nella nota i vescovi esprimono “preoccupazione per l’attacco alla vita umana” ma ancor più “per la ampia violenza e disordine sociale che hanno avuto luogo a Belfast e in altre località dell’Irlanda del Nord nelle ultime 48 ore”. I vescovi hanno pregato per la pace e affinché “la dignità sacra di ogni persona umana sia rispettata da tutti. Le notizie secondo cui questi attacchi violenti si sono concentrati sulle case e sulle attività commerciali delle famiglie di migranti sono ancora più sconcertanti”. I vescovi chiedono sostegno per la polizia e per i leader delle comunità durante i mesi estivi.

Chicago: card. Cupich sulla croce bruciata al Grant Park, “l’odio non ha posto nel nostro Paese”

“Le croci bruciate, espressioni drammatiche di odio pensate per terrorizzare, erano purtroppo comuni nel nostro Paese. Ieri ci è stato ricordato che la malattia dello spirito che simboleggiano esiste non solo nelle pagine della storia, ma nel presente. Vedere una croce in fiamme in uno dei parchi pubblici più visitati di Chicago è stato scioccante, ma purtroppo non sorprendente. Condanniamo nel modo più netto questa azione e affermiamo che l’odio non ha posto nel nostro Paese, nella nostra città e nei nostri cuori”. Con queste parole il card. Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, reagisce all’episodio avvenuto martedì pomeriggio a Grant Park, il grande parco sul lago Michigan nel cuore del centro cittadino, dove una croce di legno è stata data alle fiamme e ritrovata appoggiata a un albero. Il fatto ha suscitato immediata indignazione tra i leader religiosi e politici della città. La polizia di Chicago, che ha diffuso le immagini di una persona ripresa mentre si allontanava dalla scena, indaga per incendio doloso; anche l’Fbi ha aperto un’inchiesta per possibile crimine d’odio. Il card. Cupich ribadisce l’impegno a lavorare con le comunità di fede della città “per condividere il messaggio del Vangelo che siamo tutti figli di Dio, fatti a sua immagine”.

Puglia: Caritas diocesane e Condotte Slow Food, il 13 giugno insieme per il pranzo solidale nelle mense dei capoluoghi di provincia

Sabato 13 giugno, l’associazione Slow Food sarà accanto ai volontari nelle mense dei capoluoghi di provincia della Puglia. L’evento si inserisce nel giorno in cui la Chiesa festeggia sant’Antonio di Padova, che quest’anno coincide con lo Slow Food Day, appuntamento annuale in cui la rete celebra e promuove i principi del movimento. L’evento sarà un’occasione per sottolineare, rafforzando il lavoro quotidiano delle Condotte nei territori, l’importanza del cibo buono e giusto per tutti. Slow Food e Caritas Puglia vogliono essere protagonisti con gesti di solidarietà e di condivisione, perché ogni pasto sia segno di comunione e di convivialità e perché alla tavola del mondo ci sia posto per tutti. Il 13 giugno, la Caritas Puglia, nelle sue articolazioni diocesane, lancerà anche l’Iniziativa dei Cittadini europei (Ice) che si prefigge di raccogliere un milione di firme per garantire il diritto al cibo in tutta l’Unione Europea. “Milioni di persone vivono condizioni di insicurezza alimentare o non possono permettersi una dieta sana – si legge nella nota della Caritas Puglia –. Allo stesso tempo, molti agricoltori e lavoratori del settore non riescono a vivere dignitosamente del proprio lavoro. Il cibo non può essere trattato esclusivamente come una merce. È relazione, dignità, giustizia. Inizieremo dalle nostre mense, da quanti ne usufruiscono, dai volontari e dagli operatori del settore perché il diritto al cibo è il primo segno di fraternità”.

Don Lorenzo Milani: card. Battaglia (Napoli), “ci consegna il sogno di diventare comunità capaci di futuro”

“Non guardare indietro con nostalgia, ma avanti con responsabilità; non difendere ciò che siamo stati, ma generare ciò che possiamo diventare”. È l’invito che il card. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, ha rivolto, ieri sera, nell’incontro dedicato all’eredità spirituale, educativa e civile di don Lorenzo Milani.
“Perché – ha spiegato il porporato – ogni volta che uno sguardo si apre alla dignità dell’altro, il futuro ha già iniziato a respirare. Ogni volta che un ragazzo viene preso sul serio, ogni volta che una persona non viene ridotta al suo errore, ogni volta che un povero non viene lasciato senza parola, lì il Vangelo smette di essere memoria e torna ad essere evento”.
Secondo l’arcivescovo, “don Milani ci lascia proprio questo: non un sistema, non un metodo, non una scuola chiusa dentro il suo tempo, ma una ferita aperta nella coscienza della Chiesa e della società. Una ferita che continua a chiedere: chi resta fuori? chi non ha voce? chi non è ancora stato guardato fino in fondo? E questa domanda non è mai neutra. È una domanda che sposta. Che obbliga a scegliere da che parte stare. Perché non esiste neutralità davanti alla dignità di un essere umano. O la si riconosce, o la si nega. O la si difende, o la si lascia cadere”.
E allora “forse il vero giudizio sulla nostra epoca non sarà sui progressi tecnologici, né sulle parole che avremo pronunciato, ma sulla qualità dello sguardo che avremo saputo avere sugli ultimi. Se avremo saputo vedere in loro non un problema da risolvere, ma un mistero da custodire. Non un peso da sopportare, ma una promessa da liberare. È qui che il Vangelo torna a essere attuale”.
E “forse è questo il sogno più grande che oggi don Milani consegna alla società e alla Chiesa: diventare comunità capaci di futuro – ha osservato il card. Battaglia -. Comunità che non si accontentano di sopravvivere al presente, ma che osano generare vita dove la vita sembra spegnersi. Comunità che credono ancora che nessuno sia perduto per sempre, che nessuno sia definitivamente escluso, che nessuno sia troppo lontano per essere raggiunto”.
Perché, alla fine, “il Vangelo non è altro che questo: la continua ostinazione di Dio a non abbandonare nessuno. E ogni volta che la Chiesa, l’educazione, la politica, o anche solo una singola coscienza umana si lasciano attraversare da questa ostinazione, allora qualcosa si rialza, qualcosa si ricompone, qualcosa ricomincia. E in quel ricominciare silenzioso, discreto, spesso invisibile agli occhi del mondo, si gioca già il futuro”, ha concluso.

Don Lorenzo Milani: card. Battaglia (Napoli), “la sua vita in tre parole: dignità, credibilità e profezia”

Dignità, credibilità e profezia. Sono le tre parole che il card. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, ha usato ieri sera per raccontare don Lorenzo Milani, nell’incontro dedicato alla sua eredità spirituale, educativa e civile. Durante l’appuntamento, inserito nel percorso nazionale di valorizzazione del pensiero e dell’opera di don Milani, è stata presentata l’opera editoriale in due volumi realizzata in occasione del centenario della nascita del priore di Barbiana.
“Don Milani incontra persone e, prima di ogni altra cosa, ne riconosce la dignità. Una dignità che precede il merito, il rendimento, la cultura, la posizione sociale. Una dignità che affonda le radici nel fatto stesso di essere figli e figlie di Dio. In altre parole, fa esattamente ciò che faceva Gesù: incontrava, sanava, restituiva a tutti libertà e dignità. Don Milani afferma che ogni anima è un universo. Ed è un’immagine di straordinaria forza”, ha sottolineato il cardinale. Il priore di Barbiana “prima ancora di insegnare, restituisce dignità. Prima ancora di trasmettere parole, restituisce voce. Prima ancora di educare, restituisce fiducia. In questa prospettiva emerge un tratto decisivo del sacerdote secondo Don Milani: il prete è il custode della dignità umana. È colui che aiuta le persone a riconoscere la grandezza che portano dentro. È colui che veglia affinché nessuno venga schiacciato dalla povertà, dall’ignoranza, dalla solitudine o dall’indifferenza”.
La seconda parola è credibilità: “Don Lorenzo comprende con straordinaria lucidità che l’annuncio del Vangelo non può essere affidato semplicemente alla forza di un discorso. La verità cristiana passa attraverso la vita, attraverso gesti, scelte, rinunce, vicinanze, fedeltà quotidiane. Per questo la prima predica di un sacerdote resta la sua vita”. Don Milani “sa che le persone possiedono un istinto quasi infallibile nel riconoscere ciò che è autentico da ciò che è semplicemente proclamato”. Per questo “la sua esistenza appare così essenziale, così radicale, così esposta. Barbiana non è soltanto il luogo in cui insegna. È il luogo in cui rende credibile ciò che insegna. Quando parla degli ultimi vive tra gli ultimi. Quando parla di giustizia dedica la vita a chi subisce ingiustizia. Quando parla del diritto alla parola insegna ai poveri a conquistare la parola. La sua testimonianza diventa il fondamento delle sue parole”. E “qui emerge una provocazione che attraversa ogni epoca. Che non riguarda solo i preti, ma ogni discepolo di Cristo. Il mondo contemporaneo non domanda cristiani perfetti, ma discepoli veri. Donne e uomini nei quali il Vangelo possa essere intravisto prima ancora che spiegato. Uomini e donne capaci di mostrare, con il loro modo di abitare il mondo, che ciò che annunciano è qualcosa per cui vale la pena spendere l’esistenza”.
Infine, profezia: “Don Milani resta profeta perché non si è limitato a denunciare il presente. Ha creduto nel futuro delle persone. Ha scommesso su chi nessuno avrebbe scommesso. Ha visto nei volti feriti una dignità che nessuno poteva cancellare. Il futuro non si predice: si riconosce negli occhi di chi oggi nessuno guarda davvero”.

Musica sacra: ad Albano prosegue il Festival diocesano, concerti a Nettuno e Ariccia tra tango sacro e canto corale

Prosegue la terza edizione del Festival diocesano di musica sacra della diocesi di Albano con due nuovi appuntamenti in programma nel secondo weekend di giugno. Sabato 13 giugno, alle 19, il santuario di Santa Maria Goretti di Nettuno ospiterà “Messa e Nuevo Tango”, concerto che unisce la tradizione liturgica alle sonorità del tango argentino. In apertura sarà eseguito “O Quam Suavis” di Emanuele Stracchi, premiato al Concorso internazionale di composizione “Franz Liszt”, seguito dalla celebre “Misa a Buenos Aires” del compositore argentino Martín Palmeri. Protagonisti della serata saranno la Corale Vox Libera e l’Ensemble AFE, con la partecipazione dei solisti Chiara Vecchiola, Massimiliano Pitocco e Francesco Capogreco, diretti dal maestro Alberto De Sanctis. Domenica 14 giugno, alle 19.30, il Festival farà tappa ad Ariccia, nella collegiata di Santa Maria Assunta, con “Bagliori del Sacro”, concerto affidato al Coro Musicanova diretto dal maestro Fabrizio Barchi. Il programma proporrà un percorso musicale attraverso repertori che spaziano dal Medioevo alla contemporaneità, mettendo al centro la forza espressiva della voce umana e la dimensione spirituale del canto corale. I concerti saranno introdotti da don Franco Ponchia e si inseriscono nel percorso avviato con il concerto inaugurale nella Basilica di San Barnaba di Marino, che ha registrato una significativa partecipazione di pubblico. In quell’occasione erano presenti, tra gli altri, il vescovo di Albano, mons. Vincenzo Viva, e l’ambasciatore dell’Ucraina presso la Santa Sede Andrii Yurash. Il Festival si concluderà il 19 giugno a Genzano di Roma. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

Papa in Spagna: partito da Barcellona, il programma di oggi alle Canarie

Alle 7.30 di questa mattina, il Papa si è congedato dalla casa  arcivescovile di Barcellona e si è trasferito in auto all’aeroporto internazionale Josep Tarradellas Barcelona-El Prat, da dove alle ore 8.45 – a bordo di un A320 Iberia – è partito alla volta di Las Palmas de Gran Canaria, dove comincerà la terza e ultima tappa del suo quarto viaggio apostolico, che si concluderà romani. L’atterraggio alla base aerea di Gran Canaria-Gando è previsto alle ore 10.50 locali (11.50 ora di Roma). Al suo arrivo il Santo Padre è accolto da alcune autorità locali, cui segue un breve incontro nella Sala Vip. IP. Alle 11.40 (12.40) è in programma l’incontro con i migranti nel porto di Arguineguín. Poi il trasferimento nella cattedrale di Sant’Anna, dove alle 13.30 (14.30) si svolgerà l’incontro con i vescovi, il clero e i religiosi. Alle 17.50 (18.50) il trasferimento allo stadio, luogo della messa alle 18.30 (19.30).

Diocesi: Prato, sabato torna la raccolta alimentare per l’Emporio della solidarietà

Sabato 13 giugno i clienti dei supermercati Esselunga di via Fiorentina e di viale Galilei di Prato saranno invitati a donare alcuni prodotti per sostenere le famiglie in difficoltà economiche che si rivolgono all’Emporio della solidarietà. Olio, latte a lunga conservazione, carne in scatola, pannolini per bambini e detersivo per lavastoviglie, sono i generi richiesti. Nei due supermercati che aderiscono all’iniziativa saranno presenti i volontari dell’Emporio, con orario continuato dalle 8 alle 20. A tutti distribuiranno volantini che illustrano l’iniziativa e speciali sacchetti da riconsegnare, poi, all’uscita. Nato nel 2008, l’Emporio assiste ogni anno diverse migliaia di famiglie che si trovano in difficoltà economiche. All’Emporio si può fare la spesa utilizzando una tessera a punti che viene periodicamente ricaricata. In questo modo (dati 2023) sono stati distribuiti in media mille euro l’anno di prodotti a famiglia. Chi volesse e potesse, può aiutare anche attraverso il progetto “Adotta una famiglia”: con 2,5 euro alla settimana (120 euro all’anno) si può contribuire all’acquisto di quei generi che di solito non rientrano nelle donazioni destinate all’Emporio stesso, ma dei quali c’è comunque sempre bisogno. Per saperne di più consultare il sito web .

Rinnovamento nello Spirito: da giugno a settembre nelle Regioni la formazione estiva su “Collaboratori di Dio, servitori di una Chiesa aperta e missionaria”

Prenderà il via nei prossimi giorni e proseguirà fino a settembre la formazione estiva promossa dal Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) nelle diverse Regioni italiane. L’iniziativa è rivolta a tutti gli aderenti che hanno ricevuto la preghiera di effusione e desiderano vivere un’esperienza di fraternità, crescita spirituale e rinnovato slancio missionario. A spiegare il significato del percorso è il Comitato nazionale di Servizio, che definisce l’appuntamento come “un tempo favorevole per riscoprire la bellezza del servire Dio nella Chiesa e nei fratelli, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo verso una fede sempre più concreta e incarnata”. Il tema scelto per il 2026 è tratto dalla Prima Lettera ai Corinzi – “Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio” (1Cor 3,9) – ed è completato dal sottotitolo “Collaboratori di Dio, servitori di una Chiesa aperta e missionaria”, richiamando l’invito di papa Leone XIV a vivere il servizio cristiano come risposta d’amore alla chiamata del Signore. Nel solco del magistero di papa Francesco, il percorso formativo intende ricordare che “la vita si rafforza donandola e si indebolisce nell’isolamento e nell’agio”, incoraggiando i fedeli a spendersi con generosità per il Vangelo e per gli altri. Il RnS invita così Cenacoli, Gruppi e Comunità a promuovere una spiritualità di comunione capace di rendere visibile l’azione dello Spirito Santo nel mondo contemporaneo. L’obiettivo è aiutare i partecipanti a riscoprire la propria chiamata al servizio come autentica via di santità, comprendendo che l’esperienza del Battesimo nello Spirito richiede un continuo cammino di conversione, disponibilità verso gli altri e dono di sé. Gli appuntamenti estivi saranno aperti a tutti i membri ‘effusionati’ delle realtà locali del Movimento, indipendentemente dall’anzianità di appartenenza o dagli incarichi ricoperti. Il programma prevede quattro sessioni formative complessive, articolate tra sabato e domenica, con momenti di approfondimento, ascolto, discernimento e condivisione fraterna. Particolare spazio sarà dedicato a simposi tematici differenziati in base ai percorsi e agli interessi dei partecipanti, per favorire una più consapevole comprensione del discepolato cristiano e carismatico. Le prime tappe della Formazione estiva si svolgeranno il 13 e 14 giugno nel Lazio, presso il Centro Pellegrini Santa Teresa Couderc di Roma, con la partecipazione del presidente nazionale Lorenzo Pasquariello, e il 20 e 21 giugno in Friuli-Venezia Giulia, al Villaggio Bella Italia di Piani di Luzza (Udine). Il calendario proseguirà nei mesi successivi coinvolgendo le altre Regioni italiane.

Usa: vescovi avviano due cause di beatificazione per il laico Miller e mons. Buh, missionario tra i nativi del Minnesota

I vescovi degli Stati Uniti hanno votato a favore dell’avvio di due cause di beatificazione e canonizzazione durante la sessione plenaria di giugno dell’Usccb (Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti) svoltasi a Orlando, in Florida. I candidati agli altari sono il Servo di Dio John Rick Miller, laico missionario, e mons. Joseph Francis Buh, sacerdote diocesano sloveno. Per entrambe le cause, la consultazione canonica è stata facilitata da mons. Thomas John Paprocki, presidente del Comitato per gli affari canonici; con voto palese, i vescovi hanno espresso il proprio sostegno all’avanzamento delle cause a livello diocesano. Miller nacque il 10 luglio 1948 a New York, da famiglia di origine franco-canadese discendente da santa Margherita D’Youville e sant’André Bessette. Dopo una conversione nel 1988 durante un pellegrinaggio mariano, dedicò la vita alla promozione della devozione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria, guidando la consacrazione della Colombia e di altre nazioni latinoamericane e fondando la “Mission for the Love of God Worldwide”, presente in 21 sedi nel mondo. Morì il 30 maggio 2015. Buh nacque il 17 marzo 1833 a Zadobje, in Slovenia, e fu ordinato sacerdote nel 1858. Giunse nel Minnesota nel 1864 e per oltre 25 anni percorse il nord dello Stato al servizio di nove missioni tra il popolo Ojibwe e comunità di immigrati europei. Alla fondazione della diocesi di Duluth nel 1890 fu nominato cancelliere e vicario generale; in 64 anni di sacerdozio fondò o incorporò 57 parrocchie. Papa Leone XIII lo nominò prelato domestico nel 1899. Morì il 2 febbraio 1922.

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