Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, mercoledì 17 giugno 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Medio Oriente: Vicariato apostolico Beirut, nasce “Spes Orientis”, ponte di solidarietà tra Italia e Medio Oriente
Su iniziativa del Vicariato Apostolico di Beirut dei Latini è stata costituita, in questi giorni, in Italia l’Associazione “Spes Orientis Ets”, realtà ispirata ai valori evangelici e ai principi della dottrina sociale della Chiesa, con l’obiettivo di sostenere concretamente i Paesi del Mediterraneo, del Vicino e Medio Oriente. L’associazione, si legge in un comunicato della neonata associazione, si propone di offrire supporto e collaborazione ai Vicariati Apostolici e alle Diocesi dell’area, intervenendo in ambiti strategici come l’istruzione, la formazione e lo sviluppo sociale, economico e culturale. Tra le priorità operative di “Spes Orientis” figurano i programmi educativi e di sostegno scolastico, con una particolare attenzione alla formazione professionale dei giovani, considerata leva fondamentale per costruire prospettive di futuro in contesti spesso segnati da instabilità e difficoltà. L’associazione, prosegue il comunicato, intende inoltre promuovere il dialogo ecumenico e interreligioso, favorendo la convivenza tra le diverse confessioni e contribuendo a rafforzare modelli di coesistenza pacifica, con uno sguardo privilegiato al Libano. Proprio il Paese dei cedri viene indicato come laboratorio emblematico di convivenza, che “Spes Orientis” intende sostenere affinché possa consolidarsi come esempio globale di pluralismo e dialogo. In questa prospettiva, l’associazione promuove anche l’integrazione tra i popoli attraverso scambi culturali, progetti di cooperazione e sviluppo tra Oriente e Occidente, valorizzando il patrimonio condiviso di tradizioni e valori universali. “Spes Orientis” si propone come segno concreto di speranza per il Libano e per i Paesi limitrofi, duramente provati da anni di guerre, tensioni e instabilità, e punta a operare in rete con le realtà associative già presenti nei territori, per amplificare l’efficacia degli interventi. Presidente dell’associazione è mons. César Essayan, Vicario Apostolico di Beirut dei Latini; vicepresidente è Angiolo Rossi, mentre Roberto Mele ricopre il ruolo di direttore generale. L’operatività dell’associazione prenderà ufficialmente avvio in autunno, una volta completato l’iter previsto dalla normativa vigente per gli enti del Terzo settore.
Fornisci il tuo feedback su BizChat
Diocesi: Pisa, oggi la festa di San Ranieri. La concelebrazione presieduta dal card. Bustillo
“Ogni anno, il 17 giugno, Pisa esulta. Negozi aperti, turisti da ogni dove, la città si illumina. Del resto, la nostra vita ha bisogno di luce. E questa cattedrale si riempie di volti. È una fedeltà bella quella di Pisa al suo patrono”: così il card. Francois Xavier Bustillo, vescovo di Ajaccio , che questa mattina ha presieduto nel duomo di Pisa la solenne concelebrazione eucaristica in occasione della festa patronale di san Ranieri. Con lui hanno concelebrato l’arcivescovo di Pisa Saverio Cannistrà ed altri vescovi di origine pisana: il vescovo di Livorno Simone Giusti, l’arcivescovo emerito di Pisa Giovanni Paolo Benotto, il vescovo emerito di Massa Carrara- Pontremoli Giovanni Santucci e di Pescia Roberto Filippini.
Ha animato la celebrazione la cappella musicale del duomo di Pisa diretta dal maestro Riccardo Donati ed accompagnata all’organo da Claudiano Pallottini.
La vita di san Ranieri si intreccia con quello dell’eremita còrso Alberto. “Ranieri – ha ricostruito il cardinale – nacque nel 1118 da una famiglia benestante. Suo padre Gandolfo era un mercante e Pisa in quel secolo era una delle potenze commerciali del Mediterraneo. Ranieri crebbe con la musica, gli amici, i commerci del porto. Non era un giovane malvagio, era semplicemente un giovane che viveva in superficie, senza domandarsi troppe cose. Fino a 19 anni seguì la vita mondana, poi un incontro cambiò tutto. Merito di Alberto, un eremita, originario della Corsica. Alberto si era stabilito nel piccolo monastero pisano di San Vito, portando con sé il silenzio e l’austerità delle montagne corse, quella capacità di stare davanti a Dio senza artifici, nella semplicità, con quel desiderio di autenticità. Pisa e la Corsica nel Medioevo erano legate da una relazione profonda, commerciale, politica e spirituale. La Repubblica Pisana esercitava la propria influenza sull’isola, ma il movimento era a doppio senso. Dalla Corsica venivano anche uomini di Dio, testimoni di una fede austera e radicale. Alberto era uno di questi”. Per il card. Bustillo, “l’incontro tra il giovane pisano un po’ spensierato e l’eremita corso è uno di quegli incontri che cambiano la storia. Non con grandi discorsi, ma con la vita. Alberto non faceva discorsi accademici, ma predicava con la sua vita. Ranieri, guardandolo, capì che esiste un’altra profondità, oltre quella del mare: la profondità del cuore, della vita. A 23 anni Ranieri fece quello che il giovane ricco del Vangelo non riuscì a fare: vendette tutto, dette il ricavato ai poveri e partì per la Terra Santa”.
Card. Ruini: Mugerli (Corallo), “seppe guardare e valorizzare la presenza di tante antenne di ispirazione cristiana presenti in tutto il territorio nazionale”
“Corallo, l’associazione delle radio e tv locali ecclesiali italiane, si unisce al cordoglio della Chiesa italiana per la salita al cielo del card. Camillo Ruini – afferma Franco Mugerli, presidente di Corallo –. Lo ricordiamo con affetto e gratitudine per come seppe guardare e valorizzare la presenza di tante antenne di ispirazione cristiana presenti in tutto il territorio nazionale riunite nel Corallo. Alla fine degli anni ’80 e nel successivo decennio Ruini condivise e incoraggiò il lavoro di Corallo nelle sedi istituzionali perché fosse garantito ai cattolici italiani di continuare a comunicare anche con i nuovi strumenti della radio e della televisione. Ruini, consapevole della pluriformità del territorio e delle stesse comunità ecclesiali, condivise con Corallo la scelta di operare attraverso una syndication: voci locali che insieme condividevano parte di una programmazione comune. Per questo accompagnò il loro sviluppo sostenendo anche le prime produzioni radiotelevisive: il settimanale Ecclesia, l’agenzia News press fino alla nascita di Sat2000 e del circuito radiofonico BluSat2000. Insieme a tutto questo – conclude il Presidente Mugerli – di Ruini facciamo memoria della sua fede, del suo amore a Cristo e di come pastore seppe guidare la Chiesa italiana in un momento difficile della storia del nostro Paese.
Migranti: S. Egidio, domani a santa Maria in Trastevere la veglia di preghiera “Morire di Speranza”
Sarà il parroco di Santa Maria in Trastevere, mons. Marco Gnavi a presiedere, domani alle 18,30 la veglia di preghiera “Morire di Speranza” promossa dalla Comunità di Sant’Egidio insieme ad altre associazioni impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione delle persone fuggite da guerre o da situazioni insostenibili nei loro Paesi (Acli, Acse, Caritas Italiana, Centro Astalli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Scalabrini International Migration Network). Durante la veglia, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere e in piazza, verranno ricordate le 77mila persone, tra morti accertate e dispersi, che hanno perso la vita dal 1990 a oggi nel mare Mediterraneo o nelle altre rotte, via terra, dell’immigrazione verso l’Europa. Negli ultimi cinque anni il 28,8% è rappresentato da donne e bambini. E’ da sottolineare inoltre che, nonostante si sia assistito negli ultimi anni ad una diminuzione degli arrivi, la percentuale delle vittime è invece aumentato, una ogni 47 tentativi di attraversare il Mediterraneo o l’Atlantico, secondo i calcoli dell’OIM, scrive la Comunità di Sant’Egidio in una nota. Una tragedia dai costi umani “elevatissimi che deve scuotere la coscienza dell’Europa e spingerla a ripristinare missioni di salvataggio in mare e aprire vie legali e sicure, sul modello dei corridoi umanitari, come ha invocato recentemente, con parole forti e chiare, anche Leone XIV nella sua visita alle Canarie”. Verranno ricordati alcuni nomi delle persone scomparse e accese candele in loro memoria. Nella basilica e in piazza, attraverso un maxischermo, parteciperanno numerosi immigrati di diversa origine, alcuni dei quali venuti in Italia con i corridoi umanitari, e saranno presenti anche familiari e amici di chi ha perso la vita in mare.
Pace: card. Zuppi: “Le religioni non siano usate per giustificare violenza”
“Le religioni sono una risorsa di dialogo. Non c’entrano niente con la guerra, non vanno usate per giustificare mai nessun tipo di violenza”. Lo ha ribadito il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del volume “Quam pulchri. Settanta saggi per i settant’anni del Cardinale Matteo Zuppi”, promossa dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa sede. Il volume, a cura di Alberto Melloni e Nicla Buonasorte raccoglie contributi proposti da autori di generazioni diverse, di vari continenti e culture, uniti dalla stima che li lega all’arcivescovo di Bologna. Il filo che unisce i testi è la pace, che il cardinale ha inteso fin dall’inizio come il cardine del suo ministero pastorale. Sollecitato da Melloni su quali mosse mettere in campo per promuovere la pace in questo tempo di guerra alimentato anche dalle nuove tecnologie, il card Zuppi ha citato l’enciclica ‘Fratelli tutti’. “Quest’anno saranno 40 anni dell’incontro di Assisi tra tutte le religioni. La ‘Fratelli tutti’ nasce proprio, per certi versi, dallo spirito di Assisi ed è la maturazione di questo: essere Fratelli tutti”. Un documento rivolto, ha sottolineato Zuppi, “non solo ai cristiani, ma a chiunque, a pensarsi insieme. Un tempo si sarebbe detto la famiglia umana”. Il Presidente Cei è passato quindi all’enciclica ‘Magnifica Humanitas’. “Che è veramente magnifica, sia l’humanitas sia l’enciclica. Anche questa è per tutti, uno strumento per imparare a stare insieme”. L’educazione, ha concluso, “non è secondaria, non c’è pace senza educazione”.
Pace: card. Zuppi: “Investire nel dialogo quanto si investe per il riarmo”
“Il riarmo è una condizione molto pericolosa. Investire nel dialogo quanto si investe per il riarmo”. Lo ha detto il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del volume “Quam pulchri. Settanta saggi per i settant’anni del Cardinale Matteo Zuppi”, iniziativa proposta dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa sede. Il volume, a cura di Alberto Melloni e Nicla Buonasorte raccoglie contributi proposti da autori di generazioni diverse, di vari continenti e culture, uniti dalla stima che li lega all’arcivescovo di Bologna. Il filo che unisce i testi è la pace, che Zuppi ha inteso fin dall’inizio come il cardine del suo ministero pastorale. “A un certo punto la difesa diventa necessaria, non c’è dubbio”, ha proseguito Zuppi lanciando una proposta. “Se si investono dei soldi nel riarmo, se ne dovrebbero investire altrettanti nel dialogo. Non c’è dubbio. Si investa in borse di studio, nell’Erasmus, ci si inventi tutto ciò che può servire per far studiare insieme le persone, per farle pensare insieme”. Una considerazione che ha portato il Presidente Cei a citare lo scrittore francese Raoul Follereau, “un grande uomo capace di guardare al futuro quando sosteneva che con due bombardieri si sarebbe potuto sconfiggere la lebbra. Ed era una riflessione tutt’altro che infondata. Io penserei a una sorta di parità: tanto per il riarmo e per l’esercito, quanto per il dialogo e la costruzione di una difesa comune europea. Su questo c’è un grande lavoro da fare. Credo che le sue parole ci impegnino a scelte importanti”.
Mafie: Libera, domani sit-in nelle principali città del Centro-Nord per favorire una maggiore consapevolezza sulla diffusione nazionale del fenomeno
Giovedì 18 giugno Libera promuove un sit-in davanti ai Palazzi di Giustizia nelle principali città del Centro-Nord Italia, da Torino a Milano, da Bologna a Reggio Emilia, da Genova a Firenze con lo slogan “Non solo Sud”. Le mafie sono anche qui. I dati lo dicono”. L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza sulla diffusione nazionale del fenomeno mafioso e sull’importanza di strumenti di analisi capaci di coglierne le trasformazioni. Perché riconoscere le mafie solo dove fa più rumore significa non riconoscerle dove è pericolosa e fa più danni. Una mobilitazione che arriva dopo la delibera del Csm dell’11 giugno 2026 che individua undici Procure distrettuali situate in aree ad alta densità mafiosa – quasi tutte al Sud, con l’unica eccezione di Roma – al fine di agevolare la nomina di magistrati con comprovata esperienza antimafia alla guida di questi uffici strategici. “Un provvedimento importante – commenta Libera – che però rischia di far passare un messaggio sbagliato: la geografia della criminalità organizzata è radicalmente cambiata e non può più fermarsi al Meridione. E di conseguenza anche gli strumenti di osservazione devono evolversi”.
“Le indagini, i procedimenti giudiziari e le sentenze definitive – dichiara Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera – raccontano con chiarezza una presenza mafiosa stabile e radicata anche nel Centro e nel Nord Italia. Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana sono territori in cui le organizzazioni mafiose hanno consolidato la propria capacità di infiltrazione nei circuiti economici, nel tessuto sociale, negli appalti, nella logistica, nel ciclo del cemento, nel gioco d’azzardo, nella ristorazione, nel commercio e nei servizi. Per questo, pur riconoscendo l’importanza della delibera del Csm e la necessità di garantire alle procure più esposte una guida autorevole e competente, riteniamo indispensabile che anche gli strumenti di osservazione, valutazione e rafforzamento degli uffici giudiziari si adeguino all’evoluzione del fenomeno mafioso. Limitare l’idea di “alta densità mafiosa” quasi esclusivamente alle aree tradizionalmente segnate dalla presenza storica delle organizzazioni criminali rischia di restituire una rappresentazione parziale e ormai insufficiente della realtà”.
Secondo l’elaborazione di Libera, nelle principali regioni del Centro-Nord (Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria) nel 2025 sono state 68.842 segnalazioni sospette pari al 42% del totale nazionale, sono ben 308 gli indagati per corruzione e concussione pari al 27% del totale degli indagati a livello nazionale, mentre nel 2024 in queste sei regioni si concentrano il 33% delle interdittive emanate a livello nazionale pari a 256. In Emilia-Romagna sono 15 i processi che negli ultimi dieci anni hanno fatto emergere grazie al lavoro costante e fondamentale di magistrate e magistrati, come le mafie siano radicate sul territorio; in Lombardia si sta celebrando Hydra, la grande inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano sul “sistema mafioso lombardo”; in Piemonte dal 2011, sono più di 25 inchieste giudiziarie, con più di 450 indagati e parecchie decine di condanne per 416 bis. Nel Veneto secondo la Procura della Repubblica, sarebbero operanti 5 distinte consorterie mafiose, di cui una di matrice autoctona, 3 di derivazione ‘ndranghetista e una di matrice camorrista, composte complessivamente da 80 persone. In Liguria basta citare il processo “Maglio 3″ dove la Corte d’Appello di Genova ha inflitto pesanti condanne per associazione a delinquere di stampo mafioso a 9 esponenti di spicco dei clan del Ponente ligure.
Diocesi: Brescia, domani a Rovato la conferenza di padre Bormolini dal titolo “Dalla disperazione alla speranza”
Il monaco e sacerdote Guidalberto Bormolini sarà ospite del convento dell’Annunciata a Rovato, domani, 17 giugno, alle 20.30, per un incontro dal titolo “Dalla disperazione alla speranza”. Tema che riprende il suo ultimo libro. Lo comunica il settimanale diocesano “La voce del popolo”.
Card. Camillo Ruini: Fuci, “figura centrale nella storia ecclesiale dell’Italia, punto di riferimento del cattolicesimo impegnato al servizio di cittadinanza attiva e politica”
“La figura del cardinale Ruini è stata centrale nella storia ecclesiale dell’Italia, punto di riferimento del cattolicesimo impegnato al servizio della cittadinanza attiva e politica”. Lo afferma la Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci) in una nota, unendosi “nella preghiera per il cordoglio della morte del cardinale Ruini”. “Presidente della Cei (1991-2007) in un periodo delicato, il card. Ruini è stato in grado di mediare tra le diverse anime politiche e associative del cattolicesimo italiano, spronando sempre ad agire in piena comunione con la Chiesa cattolica e in risposta alle esigenze di testimonianza contemporanee”, prosegue la nota. “Come Fuci, testimoni del suo servizio nella Chiesa e nella società, facciamo nostre le parole del presidente della Cei, card. Zuppi: ‘Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza episcopale italiana’”.
Maturità: mons. Checchinato (Cosenza) ha incontrato gli studenti. Questa sera benedizione presso il santuario di Paola
Nei giorni scorsi l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Giovanni Checchinato, ha incontrato gli studenti i maturandi del liceo classico “B. Telesio” di Cosenza in vista degli esami di Stato. L’incontro è stato pensato dai docenti di religione cattolica dell’istituto scolastico. Il presule, infirma il settimanale diocesano “Parola di Vita” si è soffermato ad ascoltare i giovani, dialogando con loro, esortandoli a coltivare i sogni più belli. Nella diocesi cosentina altri appuntamenti in vista degli esami di maturità. Ad Amantea, presso la Chiesa Santa Maria La Pinta – informa sempre il settimanale – un momento promosso dall’Azione Cattolica mentre presso il Santuario Regionale “San Francesco di Paola”, la benedizione prima degli esami avverrà questa sera alle ore 22 alla vigilia della prima prova scritta di italiano che si svolgerà domani mattina.
Haiti: il segretario generale Onu Guterres in visita a Port-au-Prince, “un vergogna l’indifferenza del mondo. Oggi, però, si vede della luce in fondo al tunnel”
“La più grande vergogna non è la violenza delle bande. La più grande vergogna è l’indifferenza, quella di un mondo che ha guardato altrove per troppo tempo”. Lo ha detto ieri il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, in visita a Port-au-Prince, per portare la solidarietà dell’Onu alle popolazioni colpite dall’insicurezza. “C’è un legame diretto tra l’assenza della comunità internazionale e l’assenza di sicurezza per il popolo haitiano”, ha aggiunto. Guterres è stato accolto dal primo ministro di transizione Alix Didier Fils-Aimé, e ha incontrato famiglie sfollate a causa delle violenze, attori umanitari e responsabili impegnati negli sforzi di ripristino della sicurezza.
“Le bande terrorizzano il paese. Intere famiglie sono sradicate. Dei bambini sono privati di protezione, di scuola, di futuro”, la denuncia del Segretario generale, secondo il quale “queste famiglie non mi hanno chiesto compassione. Si aspettano delle azioni”. Guterres ha ricordato che più di 6,4 milioni di persone hanno oggi bisogno di assistenza umanitaria a Haiti, mentre quasi 1,5 milioni sono sfollate all’interno del Paese. Circa sei milioni di persone affrontano una grave insicurezza alimentare. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione delle donne e dei bambini, indicando che il reclutamento di bambini da parte delle bande è triplicato in un anno. “Haiti non chiede la carità. Haiti chiede che il mondo mantenga la parola data”, ha detto ancora Guterres, esprimendo una speranza: “Per la prima volta, da molti anni, si intravede della luce in fondo al tunnel”.
Maturità: Fontana, “in bocca al lupo ragazzi, tenete sempre vivi lo studio e la curiosità”
“Cari studenti, domani inizia l’esame di maturità. È sicuramente una tappa importante, che dovete affrontare con coraggio e determinazione, ma anche vivendo l’emozione di questi giorni. Sono sicuro che alla fine lo ricorderete per tutta la vita come uno dei momenti più belli. Continuate ad avere la voglia di studiare e la curiosità di imparare. Fate in modo che questo sia solo un inizio capace di darvi la spinta per il vostro futuro e per la vostra vita. Vi faccio il mio migliore in bocca al lupo. Sono convinto che farete bene, ponendo le basi per realizzare i vostri sogni”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in un messaggio rivolto a studenti e studentesse che da domani affronteranno l’esame di maturità.
Periferie: Save the children, “servono presìdi socio-educativi gratuiti, sicuri e accessibili per i giovani”
Garantire spazi socio-educativi gratuiti, sicuri e accessibili nelle aree più vulnerabili del Paese. È la proposta presentata da Save the children durante l’audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie, insieme alla delegazione dell’Organizzazione. “Non chiediamo la Luna, solo una parte della Terra”, ha detto Lorenzo Rossi del Movimento Giovani per Save the children, sottolineando la necessità per ragazze e ragazzi di avere luoghi dove incontrarsi, organizzare attività culturali e coltivare passioni. Secondo Save the children, nelle 14 città metropolitane italiane circa 142mila minori vivono nelle aree urbane più fragili, segnate da disagio socioeconomico. In questi territori, l’Organizzazione evidenzia livelli più elevati di povertà e maggiore fragilità nei percorsi scolastici. “Non possiamo accettare che il futuro di bambini e adolescenti dipenda dal quartiere in cui nascono”, ha dichiarato Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni Istituzionali di Save the children, chiedendo un cambio di approccio con interventi strutturali e risorse certe. La proposta prevede la creazione di presìdi socio-educativi nelle aree a maggiore vulnerabilità: luoghi aperti tutto l’anno, anche nei pomeriggi, nelle sere, nei weekend e durante l’estate, dove i giovani possano partecipare ad attività culturali, sportive e ricreative, oltre a ricevere supporto educativo, psicologico e sociale. I nuovi presìdi dovrebbero essere realizzati attraverso reti territoriali che coinvolgano scuole, enti locali, Terzo settore e comunità educanti. L’iniziativa punta a contrastare le disuguaglianze territoriali e a rafforzare i diritti di bambine, bambini e adolescenti.
Diocesi: Cagliari, venerdì a Quartu una serata dedicata alla Giornata del Rifugiato
Venerdì 19 giugno alle 18, nello Spazio Michelangelo Pira a Quartu Sant’Elena, si terrà l’evento “La sfida dell’incontro”, iniziativa promossa in occasione della Giornata mondiale del rifugiato 2026. L’appuntamento è organizzato nell’ambito del progetto SAI San Fulgenzio dalla diocesi di Cagliari. L’iniziativa intende richiamare l’attenzione sul valore dell’accoglienza e sul ruolo fondamentale della comunità nei percorsi di integrazione delle persone migranti e rifugiate. “È un’occasione importante – afferma l’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi – per riflettere sulle politiche di accoglienza rivolte a quanti sono costretti a lasciare la propria terra perché la loro vita è minacciata da guerre, persecuzioni o gravi problemi interni ai Paesi di origine. Abbiamo bisogno di vie legali e sicure che garantiscano soccorso, assistenza e una reale cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti: le istituzioni pubbliche, il volontariato, la Chiesa e il terzo settore. Allo stesso tempo – precisa – siamo chiamati a guardare più da vicino la sofferenza di queste persone, costrette ad abbandonare la propria casa e la propria storia per cercare una speranza di vita, una maggiore sicurezza per sé e per i propri figli”. L’accoglienza “non è un’emergenza, ma una scelta strutturale di comunità che richiede corresponsabilità e partecipazione”, sottolinea don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana di Cagliari e moderatore dell’incontro: “siamo tutti, in qualche modo, chiamati a confrontarci con la sfida dell’incontro. È questo il messaggio che accompagnerà l’evento – conclude – pensato per coinvolgere non soltanto operatori e addetti ai lavori, ma l’intera cittadinanza”.
La giornata sarà arricchita dalla mostra “Migranti, la sfida dell’incontro”, curata dal giornalista Giorgio Paolucci, e offrirà una occasione di confronto sull’esperienza del SAI San Fulgenzio, impegnato da anni nell’accompagnamento delle persone rifugiate verso l’autonomia abitativa, lavorativa e sociale. I lavori prenderanno il via con i saluti istituzionali del sindaco di Quartu Sant’Elena, Graziano Milia, di mons. Giuseppe Baturi, e del prefetto di Cagliari, Paola Dessì. Interverranno Alfredo Fadda, parroco della parrocchia di Sant’Elena; Enrico Porru, direttore dell’Ufficio diocesano Migrantes; Lorena Cordeddu, esperta di politiche degli enti locali in materia di fenomeni migratori; e Gabriella Serra, coordinatrice del progetto SAI San Fulgenzio. Sarà dato spazio alle testimonianze di Reem Adnan e Seedya Conteh, protagonisti di percorsi di protezione e inclusione. Nel corso della serata anche le premiazioni del “Torneo dell’accoglienza”, competizione di calcio a 5 promossa come strumento di incontro, socializzazione e integrazione.
Diocesi: mons. Caiazzo (Cesena-Sarsina) ai maturandi, “continuate a sognare in grande”
“L’esame di maturità che vi accingete ad affrontare è un rito di passaggio obbligato che porta con sé tante emozioni diverse”. Con queste parole l’arcivescovo di Cesena-Sarsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, si rivolge agli studenti che si preparano ad affrontare l’esame di Stato, invitandoli a vivere questa tappa come parte di un più ampio cammino di crescita umana e personale. Nel messaggio ai maturandi, il presule ricorda che “la soddisfazione nasce soprattutto quando ciò che si raggiunge è frutto di impegno, di determinazione” e sottolinea l’importanza di essere “protagonisti della propria vita e non spettatori passivi”. Lo sguardo si allarga poi alle sfide del presente, segnato dalle trasformazioni tecnologiche e dall’intelligenza artificiale, che rappresentano “qualcosa di straordinariamente grande”, ma il cui valore dipende dall’uso che se ne fa. Citando Papa Leone XIV, mons. Caiazzo richiama la necessità di scegliere un progresso autenticamente umano: “La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme”. Ai giovani l’augurio di affrontare il futuro “da persone nuove e consapevoli, da ricercatori instancabili della verità”, senza rinunciare ai propri sogni. “Continuate a sognare in grande”, esorta l’arcivescovo, ricordando che “il mondo ha bisogno di voi! Attende il vostro contributo perché la società cresca in bellezza, cultura e in scoperta di novità”.
Card. Camillo Ruini: Alfonso Luzzi (Mcl), “maestro di fede, cultura e impegno civile”
“Il cardinale Ruini ha saputo valorizzare il ruolo dei laici e delle loro aggregazioni, indicando come l’annuncio cristiano possa e debba incontrare le domande reali dell’uomo, della società e della cultura, senza rinunciare alla propria identità”, ha commentato Alfonso Luzzi, presidente del Movimento cristiano lavoratori. “Come Movimento, abbiamo condiviso e sostenuto il suo approccio, dal progetto culturale alla difesa dei principi non negoziabili, nella convinzione che l’impegno dei cattolici nella società rappresenti una risorsa essenziale per promuovere la dignità della persona, il valore del lavoro, la solidarietà e il bene comune. Nel rendere grazie al Signore per il dono della sua vita e del suo servizio alla Chiesa e all’Italia, ci impegniamo a custodirne l’eredità, continuando a testimoniare, con responsabilità e spirito di comunione, una presenza cristiana capace di contribuire alla costruzione di una società più giusta, libera e solidale”, ha concluso Luzzi.
Card. Camillo Ruini: card. Battaglia (Napoli), “ha richiamato con forza la responsabilità dei credenti ad abitare il proprio tempo senza paura”
“Con lui scompare una delle figure che più hanno segnato la vita della Chiesa italiana negli ultimi decenni, accompagnandola in una stagione complessa e decisiva, attraversata da grandi cambiamenti culturali, sociali ed ecclesiali”. Lo scrive il card. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, in un messaggio di cordoglio per la scomparsa del card. Camillo Ruini.
“Il card. Ruini ha servito la Chiesa con una passione lucida e instancabile, animato dalla convinzione che il Vangelo non possa mai essere relegato ai margini della storia e che la comunità cristiana non debba rinunciare a offrire il proprio contributo alla costruzione della società”, osserva il porporato. In anni in cui “molti annunciavano l’irrilevanza della fede e il tramonto della presenza pubblica del cristianesimo, egli ha richiamato con forza la responsabilità dei credenti ad abitare il proprio tempo senza paura, senza complessi di inferiorità, senza fughe. È stato, in quegli anni inquieti, come la sentinella posta sulle mura: lo sguardo fisso nel buio per cogliere il primo chiarore, la voce pronta a ridestare i fratelli e ad annunciare che ogni notte custodisce un’alba”.
Il card. Battaglia sottolinea: “La sua voce, sempre rigorosa e appassionata, ha ricordato alla Chiesa italiana che evangelizzare significa anche dialogare con la cultura, interrogare le coscienze, confrontarsi con le domande profonde dell’uomo contemporaneo. Per questo il suo impegno nel campo culturale rimane una delle eredità più significative del suo ministero: la convinzione che fede e ragione non siano avversarie, che il Vangelo abbia ancora una parola da dire alle inquietudini del nostro tempo e che la Chiesa non possa rinunciare a essere presenza viva nel dibattito pubblico, a servizio della dignità della persona e del bene comune”.
Accanto alla “fermezza delle sue convinzioni”, “molti hanno conosciuto la profondità del pastore, dell’uomo di Chiesa capace di portare sulle proprie spalle il peso delle responsabilità affidategli. Il lungo servizio come presidente della Conferenza episcopale italiana e come vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma testimonia una dedizione totale alla missione ecclesiale, vissuta con intelligenza, senso delle istituzioni e amore sincero per il popolo di Dio”.
L’arcivescovo evidenzia anche “la fedeltà con cui ha amato e servito il Successore di Pietro. Accanto a san Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI, ha custodito l’unità della Chiesa come un dono da difendere ogni giorno, certo che la comunione con il Papa fosse la radice di ogni autentico servizio ecclesiale. Anche in questo ci lascia una lezione: si serve la Chiesa soltanto amando, fino in fondo, Cristo che la guida. È questa la sua eredità più vera, consegnata a noi che restiamo”.
“Oggi, mentre affidiamo la sua anima alla misericordia del Padre, desideriamo soprattutto rendere grazie per una vita spesa senza riserve per il Vangelo e per la Chiesa. Il Signore accolga questo suo servo fedele nella luce che non conosce tramonto e gli conceda quella pienezza che egli ha cercato e annunciato lungo tutto il suo cammino terreno”, conclude il card. Battaglia.
Colombia: vescovi convocano una giornata di preghiera prima delle presidenziali, “cittadini si incontrino in ciò che li unisce”
La Conferenza episcopale della Colombia (Cec) convoca i fedeli del paese a partecipare, venerdì prossimo, 19 giugno, a una grande giornata di preghiera per il Paese, nell’antivigilia del secondo turno delle elezioni presidenziali. La proposta prevede, da una parte, la celebrazione di una veglia di Preghiera per la Colombia nelle cattedrali, parrocchie e altre comunità ecclesiali. Inoltre, invita le famiglie a riunirsi nelle loro case per accendere una candela, un cero o un grande cero ed elevare una preghiera per la Colombia, come espressione di fiducia in Dio e impegno per il futuro della nazione.
La giornata ha l’obiettivo di affidare il Paese al Signore, pregare per la pace, la riconciliazione e il discernimento dei cittadini, così come rafforzare la speranza e l’unità nazionale, in un momento decisivo per la democrazia colombiana, nel quale il Paese appare letteralmente “spaccato in due”. Il Segretariato permanente dell’Episcopato colombiano ha preparato un sussidio per la celebrazione che presenta questa giornata come una chiamata ad ascoltare la voce di Dio in mezzo alle tensioni dell’attuale contesto elettorale. Il testo ricorda che i colombiani hanno ascoltato negli ultimi mesi “troppe parole che feriscono, che dividono, che indicano [colpevolizzano]”, e invita i credenti di differenti sensibilità politiche a incontrarsi in ciò che li unisce: l’amore per la Colombia, la speranza nel suo futuro e la ricerca del bene comune. La riflessione proposta per la celebrazione presenta il Sacro Cuore di Gesù, al quale questo venerdì 12 giugno il Paese ha rinnovato la sua consacrazione, come fonte di amore, mitezza, riconciliazione e pace. Da questa spiritualità, si invita a contemplare Cristo come un cuore “disarmato e disarmante”, capace di abbattere i muri della divisione, sanare ferite e aprire cammini di incontro tra i colombiani.
Diocesi: Bologna, da domani il card. Zuppi in visita pastorale alla zona Loiano-Monghidoro-Monzuno
Rientrato da Roma, dove domani pomeriggio parteciperà in Vaticano alla liturgia esequiale del card. Camillo Ruini, presieduta da Papa Leone XIV, il cardinale arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, fino a domenica 21 giugno sarà in visita pastorale alla zona Loiano-Monghidoro-Monzuno durante la quale si svolgeranno incontri con le comunità parrocchiali, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, gli operatori pastorali e con tutte le comunità presenti sul territorio. Si svolgeranno anche incontri con i giovani, le famiglie, gli anziani, gli ammalati, ed alcune strutture di cura e aggregazione. Venerdì mattina a Monghidoro il porporato incontrerà i membri delle Associazioni di volontariato e in serata a Poggiolone di Loiano dialogherà con i rappresentanti delle attività produttive. Sabato mattina a Trasasso di Monzuno l’arcivescovo dialogherà con i Comitati di zona e nel pomeriggio a Trasasso incontrerà gli animatori di Estate ragazzi, i catechisti, e gli educatori. Infine, domenica 21, alle 10.15 nel Golf Club di Monzuno, il cardinale presiederà la celebrazione eucaristica conclusiva.
Diocesi: Mileto‑Nicotera‑Tropea, focus su “Comunicare la santità” nella festa del Beato Mottola
In occasione della festa liturgica del Beato Francesco Mottola, la rivista “Parva Favilla” – fondata dallo stesso Mottola nel 1933 e ora diretta da Pasqualino Pandullo – promuove un incontro dedicato al tema in programma sabato 20 giugno alle 19 nella chiesa di San Michele Arcangelo e delle Anime del Purgatorio, nel cuore del centro storico di Tropea. All’iniziativa interverranno don Francesco Sicari, Fratello Maggiore dei Sacerdoti Oblati del Sacro Cuore; la designer e missionaria digitale Alumera (Mariella Matera); il compositore Vincenzo Laganà, autore dell’oratorio sacro “Francesco, l’aquila che raggiunse il sole”, insieme al Coro “Don Giosuè Macrì”. Partecipano inoltre le giornaliste e scrittrici Nadia Macrì, Vittoria Saccà, la docente e giornalista Caterina Sorbilli e la docente di letteratura italiana Zaira Sorrenti. A coordinare i lavori sarà Pasqualino Pandullo, direttore della rivista. L’incontro intende approfondire il modo in cui la testimonianza del Beato continua a ispirare linguaggi, creatività e forme contemporanee di comunicazione della fede.
Brasile: vescovi, per i giovani “sofferenza espressiva” per continua esposizione al digitale. Religione per loro “importante”
La continua esposizione al digitale e ai social network condiziona la vita dei giovani cattolici brasiliani, suscitando “sofferenza espressiva”. Il dato emerge dalla “Ricerca nazionale sull’evangelizzazione della gioventù in Brasile – 2025”, presentata ieri, durante la riunione del Consiglio permanente della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), dalla Commissione episcopale per la Gioventù, attraverso il vescovo di Imperatriz e presidente della Commissione, dom Vilsom Basso, e dalla professoressa dell’Osservatorio Gioventù della Puc-Rs (Pontificia Università Cattolica del Rio Grande do Sul) e coordinatrice del gruppo di ricerca, Patrícia Espíndola Teixeira. I risultati sono stati condensati in un rapporto di 140 pagine.
La ricerca ha interpellato 11.498 giovani di tutto il Paese, legati all’appartenenza alla Chiesa cattolica, tra aprile e giugno del 2025. Uno degli aspetti affrontati nell’indagine sono stati gli aspetti di “sofferenza espressiva”. Il 50% dei giovani ha affermato di non sentirsi bene in modo pieno; il 37,6% ha evidenziato la difficoltà di concentrazione associata all’esposizione permanente agli schermi, cosa che genera ansia e privazione del sonno; il 36,7% si sente insicuro per la maggior parte del tempo, con un impatto sull’autostima, sulla presa di decisioni e sull’apertura alla fede. Di contro, la religione appare come un elemento importante per aiutare i giovani nella resilienza. Il 64,0% dei giovani intervistati ha dichiarato che la spiritualità li aiuta ad affrontare i problemi della vita quotidiana; il 55,8% che la presenza pastorale li fortifica; il 43,4%, nonostante le difficoltà, presenta speranza riguardo al futuro.
La ricerca ha raccolto dati sull’appartenenza e la pratica religiosa, l’uso dei social network e gli impatti dell’ambiente digitale sulle loro vite e le loro posizioni sociopolitiche e riguardo alla questione ambientale. Il 98% dei giovani si dichiara cattolico e il 61% ha detto di essere condotto alla Chiesa a partire dall’esperienza dei genitori e dei nonni. Il 93% ha già ricevuto i sacramenti dell’iniziazione alla vita cristiana. La Chiesa è la terza maggiore fonte di informazione per il 13,5% dei giovani. Influencer digitali e youtuber corrispondono al 12,4% della preferenza di ricerca di informazioni. Più del 41% dei giovani non si mobilita collettivamente, tuttavia il 23% ha detto di avere simpatia individuale per cause più collettive.
Maturità: Kaladich (Fidae), “non misura semplicemente una preparazione, ma racconta una crescita. Abbiate coraggio, siate liberi, siate voi stessi”
“A tutte le studentesse e a tutti gli studenti che domani affronteranno l’esame di maturità desidero rivolgere, a nome della Fidae, un augurio sincero e affettuoso. Quello che vi attende non è soltanto un esame scolastico, ma una tappa importante del vostro percorso di crescita umana, culturale e personale”. Così la presidente nazionale della Fidae, Virginia Kaladich in una nota. “La scuola, infatti, non è mai solo il luogo dell’apprendimento di nozioni, ma lo spazio in cui si impara a conoscere sé stessi, a coltivare il pensiero critico e a guardare il futuro con responsabilità e speranza. Come ci ricorda Papa Leone XIV nella Magnifica Humanitas – prosegue Kaladich -, educare significa custodire e far fiorire l’umanità di ciascuno, accompagnando ogni giovane verso la pienezza della propria vocazione. Affrontate questo momento con fiducia: portate con voi non solo ciò che avete studiato, ma tutto ciò che siete diventati lungo il cammino”. La presidente della Fidae conclude: “La maturità non misura semplicemente una preparazione, ma racconta una crescita. Abbiate coraggio, siate liberi, siate voi stessi. Il futuro vi attende, e ha bisogno del vostro talento, della vostra intelligenza e della vostra umanità”.
Diocesi: mons. Melillo (Ariano Irpino-Lacedonia) ai ragazzi, “qualunque sia l’esito dell’esame, il vostro valore rimane infinito e la vostra strada è benedetta”
“Mentre vi preparate agli esami, il mio cuore di pastore e di padre batte in sintonia con le vostre ansie e le vostre speranze. So che il peso delle aspettative, vostre e di chi vi circonda, può sembrare un carico grande. Vorrei dirvi, innanzitutto, di respirare. Non siete definiti da un voto, né da una performance. Siete definiti dalla persona che state diventando, fatta di sogni, di dubbi, di generosità e di quella bellezza unica che solo voi possedete”. Lo scrive il vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, mons. Sergio Melillo, in una lettera ai ragazzi prima degli esami.
Ricordando le parole di Sant’Agostino – “La misura dell’amore è amare senza misura” -, il presule esorta: “Abbiate questa misura nel vivere anche la fatica dello studio: amate la conoscenza, amate il vostro impegno, ma non lasciate che la paura di fallire diventi la misura della vostra dignità”.
Il vescovo osserva: “Molti di voi avvertono il timore di non essere ‘all’altezza’. Ma permettetemi di citare lo scrittore J.R.R. Tolkien: ‘Non è necessario essere grandi per iniziare, ma bisogna iniziare per essere grandi’. Questo esame non è il traguardo finale, è solo un piccolo inizio di un cammino molto più ampio e luminoso”.
Di qui l’invito: “Non abbiate paura di sbagliare o di sentirvi fragili. Ricordate che, per superare le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce che a volte sembrano opporsi ai vostri sogni, dovete imparare a prendervi cura di voi stessi (Franco Battiato, La cura). Abbiate questa premura verso il vostro cuore: non permettete che l’ansia oscuri la vostra luce, perché siete capaci di andare oltre ogni ostacolo. Siate dunque coraggiosi. Entrate in quell’aula non per dimostrare quanto avete memorizzato, ma per offrire ciò che avete compreso del mondo e di voi stessi. Affidate la vostra ansia alla preghiera, al silenzio, a un respiro profondo”. “Ricordate che, qualunque sia l’esito, il vostro valore rimane infinito e la vostra strada è benedetta”, conclude mons. Melillo, assicurando ai ragazzi vicinanza e preghiera.
Maturità: mons. Raspanti (Acireale) agli studenti, “costruite un mondo più bello, più giusto, più sano, più fraterno”
“Voi avete tante attese, ed è giusto perché siete giovani e guardate al futuro. Ma anche noi adulti abbiamo tante attese nei vostri confronti”. Lo afferma il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, presidente della Conferenza episcopale siciliana, che, in occasione degli esami di maturità, che avranno inizio domani, giovedì 18 giugno, rivolge un messaggio di augurio a tutti gli studenti che in questi giorni si preparano ad affrontare una delle tappe più significative del loro percorso di crescita personale e scolastica. Nel suo videomessaggio, il presule ricorda ai giovani maturandi come questo momento rappresenti non solo un traguardo importante, ma anche l’inizio di nuove responsabilità e opportunità.
Mons. Raspanti evidenzia la fiducia riposta nelle nuove generazioni, chiamate a costruire una società migliore di quella ereditata dagli adulti: “Ci aspettiamo che voi siate in grado di costruire un mondo più bello, più giusto, più sano, più fraterno di quello che noi vi stiamo mettendo nelle mani e vi stiamo consegnando”.
Nel formulare gli auguri ai ragazzi impegnati negli esami, il vescovo richiama anche il valore dell’impegno quotidiano e della condivisione dei propri talenti: “Non solo auguri per i vostri esami, per il vostro futuro, per le scelte universitarie o lavorative che farete, ma soprattutto auguri per l’impegno che metterete nella vita, nel vivere pienamente la vita e nell’offrire i vostri talenti a tutti coloro che incontrerete nel vostro percorso futuro”.
Nei giorni scorsi, inoltre, i maturandi hanno ricevuto dalla Pastorale giovanile diocesana, guidata da don Orazio Sciacca, le tradizionali penne donate dalla diocesi: un gesto semplice ma significativo, segno di vicinanza e di sostegno per affrontare con serenità questo importante appuntamento della loro vita.
Card. Camillo Ruini: Acli Roma, “abbiamo lavorato con lui per costruire ogni giorno una comunità accogliente e solidale”
“Il sistema delle Acli di Roma e provincia si unisce alla Chiesa di Roma nel ricordo riconoscente del card. Ruini, scomparso ieri a 95 anni. Una figura accanto alla quale anche la nostra associazione ha lavorato, dal 1991 al 2008, quando è stato vicario del Papa per la diocesi di Roma, per costruire ogni giorno una comunità accogliente e solidale”. È quanto dichiarano le Acli di Roma e provincia in merito alla scomparsa del card. Camillo Ruini.
“Con il card. Ruini – aggiungono le Acli di Roma – ci ha sempre uniti la comune ‘missione per Roma’, vicino ai più fragili e a chi vive ai margini con l’attenzione ad una nuova evangelizzazione della città. Un’intuizione di Giovanni Paolo II portata avanti dal cardinale con impegno e passione, che ha lasciato un segno profondo nella nostra città”.
Diocesi: Reggio Calabria, il 19 giugno un convegno sulla prima enciclica di papa Leone XIV
“Magnifica Humanitas”: questo il tema di un convegno che si svolgerà a Reggio Calabria il prossimo il 19 giugno. Interverranno mons. Lucio Ruiz, segretario del Dicastero Vaticano per la comunicazione, il vaticanista del Tg2 Enzo Romeo e i docenti universitari Carlo Morabito e Massimiliano Ferrara. L’iniziativa è promossa dalla diocesi di Reggio Calabria – Bova e l”Università Mediterranea. L’incontro reggino si aprirà con i saluti del Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea, il prof. Giuseppe Zimbalatti. Le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria – Bova, mons. Fortunato Morrone. L’iniziativa – spiegano i promotori – risponde alla volontà di “tradurre le sollecitazioni contenute nell’enciclica in un’opportunità di dialogo, capace di coinvolgere il mondo accademico e la cittadinanza attorno a domande che attraversano ormai la vita quotidiana di ciascuno. La collaborazione tra la diocesi reggina e l’Università Mediterranea, che nel proprio corpo docente conta ricercatori impegnati in prima linea sui temi dell’intelligenza artificiale, offre alla cittadinanza di Reggio Calabria l’occasione per contribuire a un dibattito che Papa Leone XIV ha voluto rivolgere a tutti, credenti e non credenti, con la “consapevolezza che il futuro della tecnica è, prima di tutto, una questione che riguarda il futuro dell’uomo”.
Diocesi: mons. Leonardo D’Ascenzo (Trani-Barletta-Bisceglie), “ai maturandi auguro di realizzare i sogni facendo della vita un capolavoro di vera felicità”
“Gli esami di maturità saranno per voi un punto di arrivo e, contemporaneamente, l’inizio di un nuovo viaggio. Forti di questo traguardo raggiunto, non mollate davanti alle prime salite, siate capaci non solo di arrivare, ma di arrivare e ricominciare, di inseguire nuove mete”. È il messaggio che scrive mons. Leonardo D’Ascenzo, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, ai ragazzi che domani inizieranno gli esami di maturità. “Permettetemi di richiamare – continua la lettera -, la riflessione che nei mesi scorsi ha accompagnato la nostra Chiesa diocesana a partire dalle parole di Papa Francesco: “Io sono una missione su questa terra e per questo mi trovo in questo mondo” (Esortazione apostolica Evangelii gaudium, n. 273). Essere “una missione” significa proprio questo: non mi trovo nel mondo per caso. La mia esistenza è preziosa, ho un obiettivo da raggiungere per il bene di ogni fratello e sorella e sento la gioia e la responsabilità di perseguirlo. Essere “una missione” è partire per il viaggio della vita e trovare ogni giorno motivazione e coraggio per camminare e costruire con tante altre persone un futuro degno di questa umanità”. E conclude: “vi accompagno con la mia stima e la mia preghiera e vi auguro di custodire e realizzare i vostri sogni facendo della vostra vita un capolavoro di vera felicità”.
Chiese di Calabria: 8X1000, “più informazione per sostenere la carità e le nuove periferie”
“Più informazione per sostenere la carità e le nuove periferie”. E’ quanto è emerso dall’incontro della Commissione “Sovvenire” della Conferenza episcopale calabrese, riunitasi oggi a Lamezia Terme sotto la presidenza del vescovo delegato, mons. Stefano Rega. Dopo aver fatto il punto su quanto emerso dall’incontro nazionale “Un servizio al servizio”, svoltosi nei giorni scorsi a Roma, dove la Calabria, insieme a mons. Rega, era rappresentata anche da Giuseppe Lanzillotta, della diocesi di San Marco Argentano-Scalea, gli incaricati diocesani hanno effettuato un’analisi sulla situazione nelle diocesi calabresi per poi avviare un programma operativo che consenta una maggiore e corretta informazione. Nel corso dei vari interventi, oltre alla segnalazione di alcune “criticità”, si è convenuto sulla necessità di effettuare un rafforzamento della rete diocesana per essere maggiormente incisivi sul territorio al fine di far comprendere come la firma sia importante per contribuire a quella “Chiesa in uscita che risponde alle nuove povertà e ai bisogni sempre più complessi di fasce di popolazione diverse”. In particolare, è stato anche ricordato che grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, “dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo”. “Ciò che viene dato, sia firmando che effettuando libere offerte – ha detto al riguardo mons. Rega – serve a tutta la Chiesa nel suo complesso ed è importante che si comprenda”.
Ue: il Parlamento dà i voti ai Balcani. Bene Montenegro e Albania, richiami a Kosovo, Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina
(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha adottato oggi cinque relazioni dove si esaminano i progressi verso l’adesione all’Ue di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro. Gli esiti sono assai differenti. Il Montenegro può aspirare a diventare membro dell’Ue entro il 2028; l’Albania potrebbe concludere i negoziati di adesione entro il 2027, rimandando a una data seguente l’adesione; le relazioni per Macedonia del Nord e Kosovo non rilevano progressi significativi rispetto allo scorso anno; infine, la Bosnia-Erzegovina deve porre fine all’ostruzionismo e rinnovare l’impegno verso l’adesione all’Ue.
Più precisamente i deputati accolgono con favore – con 486 voti a favore, 101 contrari e 75 astensioni – “i progressi costanti del Montenegro nelle riforme connesse all’Ue”, sostenuti dall’obiettivo di concludere i negoziati entro la fine del 2026 e diventare il 28º Stato membro dell’Ue entro il 2028. Per quanto riguarda l’Albania, la relazione è stata adottata con 483 voti a favore, 103 contrari e 70 astensioni. I deputati recepiscono “i rapidi progressi compiuti dall’Albania negli ultimi anni” e invitano le autorità a garantire la piena attuazione della legislazione adottata. Nonostante tali progressi, il Parlamento afferma che “il Paese deve ancora affrontare diverse sfide, tra cui il superamento della polarizzazione politica interna e il miglioramento della cultura politica, il rafforzamento dello Stato di diritto e il consolidamento delle riforme anticorruzione”.
In un’altra relazione adottata con 412 voti a favore, 174 contrari e 58 astensioni, i deputati si congratulano con il Kosovo per il “costante impegno” verso l’adesione all’Ue, pur esprimendo “preoccupazione per l’incapacità del Paese di formare un parlamento e un governo pienamente funzionanti da oltre un anno”. Invitano il governo ad accelerare le riforme legate all’Ue, in particolare nei settori dello Stato di diritto, delle libertà fondamentali e della lotta alla corruzione. Il testo sottolinea che la normalizzazione delle relazioni con la Serbia e l’attuazione degli accordi di Bruxelles e di Ohrid restano essenziali per le ambizioni europee del Kosovo.
In una relazione adottata con 411 voti a favore, 120 contrari e 120 astensioni, il Parlamento ribadisce il suo “pieno sostegno all’impegno della Macedonia del Nord verso l’adesione all’Ue, sottolineando che “i progressi nei negoziati continuano a dipendere da riforme durature e profonde”. I deputati si rammaricano della mancanza di progressi rispetto alla relazione del 2025, in particolare sullo Stato di diritto, la riforma della giustizia e la lotta alla corruzione.
Infine, con 478 voti a favore, 116 contrari e 54 astensioni, i deputati ribadiscono il loro sostegno all’adesione della Bosnia-Erzegovina all’Ue “sulla base dell’unità, della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese”. Chiedono riforme per rafforzare le istituzioni democratiche, garantire il rispetto dello Stato di diritto, combattere la corruzione e la criminalità organizzata e assicurare i diritti fondamentali a tutti i cittadini. Il Parlamento invita i leader politici della Bosnia-Erzegovina a “rinnovare il loro impegno verso l’adesione all’Ue e ad attuare senza ulteriori ritardi le riforme attese da tempo”.
In altre due relazioni, adottate sempre oggi, gli eurodeputati avvertono del continuo arretramento democratico in Georgia e in Turchia e chiedono riforme e una risposta più forte dell’Ue.
Cultura: Stresa, il Simposio Rosminiano 2026 dedicato al “Cambiamento. La formazione dell’individuo in bilico tra ‘vuoto’ e ‘colmo’”
Torna il Simposio Rosminiano 2026, promosso dal Centro internazionale di studi rosminiani, in programma dal 7 al 10 luglio al Palazzo dei Congressi di Stresa. Il titolo scelto per questa edizione, “Cambiamento. La formazione dell’individuo in bilico tra ‘vuoto’ e ‘colmo’”, invita a riflettere su una delle sfide più profonde del nostro tempo: la formazione della persona in una società segnata, al tempo stesso, da fragilità esistenziali e da una sovrabbondanza di stimoli, informazioni e possibilità.
Ad aprire il Simposio, martedì 7 luglio, don Eduino Menestrina, direttore del Centro internazionale di studi rosminiani, che introdurrà il tema del Simposio riflettendo sul significato del cambiamento nella vita dell’uomo contemporaneo e sulla necessità di riscoprire, attraverso la formazione, la dignità della persona e delle relazioni umane. Seguirà la prolusione del filosofo rosminiano Samuele Francesco Tadini, referente scientifico del Centro, dedicata al pensiero di Antonio Rosmini, in cui mostrerà in che senso la filosofia può essere intesa come autentica pedagogia dello spirito umano.
Il Simposio Rosminiano guarda anche a formatori, insegnanti, educatori e ai giovani. Samuele Francesco Tadini dichiara, riguardo al proposito: “Vorremmo che il Simposio fosse percepito non solo come un appuntamento riservato agli specialisti, ma come un’opportunità aperta ai giovani che stanno costruendo il proprio percorso umano e professionale. Chi studia per diventare educatore, insegnante, formatore, o lo è già, si confronta ogni giorno con il tema del cambiamento. Crediamo che ascoltare prospettive diverse e dialogare con studiosi provenienti da ambiti differenti possa rappresentare un’occasione preziosa di crescita personale e culturale. Per questo il Centro internazionale di studi rosminiani ha messo a disposizione venti borse di studio rivolte a studenti universitari, laureandi, laureati e giovani ricercatori interessati a partecipare al Simposio”.
Nel corso delle quattro giornate il tema del cambiamento verrà affrontato da prospettive differenti e complementari. Mercoledì 8 luglio interverranno Anna Kaiser, professore ordinario in Pedagogia generale e sociale all’Università di Genova, lo scrittore, poeta e direttore editoriale Alessandro Rivali, Hervé A. Cavallera, professore onorario di Storia della Pedagogia presso l’Università del Salento, Stefania Zanardi, docente di Filosofia dell’educazione all’Istituto universitario Progetto Uomo e cultore della materia in Storia della filosofia contemporanea all’Università di Genova. Giovedì 9 luglio sono previsti i contributi di Carlo Petracca, direttore del Centro Darwin di formazione e ricerca e direttore scientifico di LS Scuola, Davide Maria Coltro, artista e ricercatore delle nuove tecnologie applicate all’arte, Rocco Pezzimenti, filosofo politico e già docente ordinario alla Lumsa, Patrick Ryan Cooper, teologo della Saint Martin’s University di Washington.
La giornata conclusiva del Simposio, venerdì 12 luglio, vedrà l’intervento del card. Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova e già presidente della Cei.
Giovani: Fondazione l’Albero della Vita e Università Calabria, la proliferazione di violenza verbale e crimini d’odio viaggia sul web
Oggi il principale spazio in cui si manifesta l’odio è il digitale: il 71,6% dei discorsi d’odio avviene online, mentre il restante 28,4% si consuma nei contesti fisici: luoghi di lavoro, scuole e spazi pubblici. Nel 2024 il sistema Unar ha registrato 17.640 segnalazioni complessive di cui il 93,7% dei casi emerge dal monitoraggio web e media, mentre appena il 6,3% proviene direttamente dalle segnalazioni dei cittadini. Oltre 10mila episodi di hate speech sono stati rilevati sui social media, confermando quanto l’ecosistema digitale rappresenti oggi uno degli ambienti più esposti alla diffusione dell’odio e della discriminazione. Questo è quanto emerge dalla ricerca “Mapping Hate and Discrimination in Italy: Structural Invisibility, Multi-Source Monitoring and the Calabrian Case Study”, diffusa in occasione della Giornata internazionale contro i discorsi d’odio e curata da Giovanna Vingelli, professoressa dell’Università della Calabria, nell’ambito del progetto “MYTHiC – Mobilize Youth Tackling Hate in Calabria” finanziato dall’Ue e coordinato da Fondazione l’Albero della Vita, in partnership con Dataninja e Centro calabrese di solidarietà, che nasce per affrontare la proliferazione dell’hate speech (linguaggi di incitamento all’odio che diffondono o giustificano discriminazione) e dell’hate crime (veri e propri reati motivati da pregiudizi), soprattutto tra bambini, adolescenti e giovani.
MYTHiC si rivolge alle nuove generazioni, a scuole, educatori e territori attraverso percorsi formativi: ragazze e ragazzi vengono accompagnati nel riconoscimento dei discorsi d’odio, soprattutto online e acquisiscono strumenti per contrastarli in modo attivo e consapevole (finora più di 840 studenti formati). Accanto all’educazione, il progetto punta a rafforzare il protagonismo giovanile, affinché le nuove generazioni possano diventare attori di cambiamento all’interno delle proprie comunità, promuovendo relazioni inclusive e contrastando stereotipi e discriminazioni. Parallelamente, il progetto lavora sul sostegno alle vittime.
“Con il progetto MYTHiC abbiamo gettato basi solide in Calabria contro l’odio online. Finora abbiamo formato 80 operatori locali, coinvolto più di 30 docenti e raggiunto oltre 840 studenti, selezionando tra loro i primi Equity Defender: giovani formati per diventare sentinelle attive contro le discriminazioni e promuovere la alfabetizzazione digitale tra ragazzi e ragazze. Il lavoro fatto è tanto, ma la fase cruciale si apre ora. Da settembre attiveremo i laboratori sul campo e lanceremo un innovativo meccanismo di Referral: un canale protetto e immediato tramite il quale le vittime potranno denunciare gli abusi subiti e segnalarne i perpetratori, attivando così una rete di presa in carico. L’obiettivo è uno solo: fornire alle nuove generazioni strumenti concreti per proteggersi, migliorarsi e costruire un futuro non governato dall’odio”, commenta Lara Colace, Ue Project Coordinator di Fondazione l’Albero della Vita.
“Con il progetto MYTHiC, attivo oggi in Calabria ma ideato per essere fortemente scalabile, non ci limitiamo a monitorare il fenomeno, ma vogliamo rendere i ragazzi protagonisti attivi del cambiamento all’interno delle loro comunità. Trasformare lo spazio online e fisico da luogo di discriminazione a spazio di inclusione è una sfida culturale che riguarda la tenuta del nostro tessuto sociale”, dichiara Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita.
Biblioteche ecclesiastiche: L’Aquila, da domani il convegno nazionale Abei su identità e futuro
L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, ospiterà dal 18 al 20 giugno il convegno nazionale dell’Abei (Associazione bibliotecari ecclesiastici italiani) dal titolo “Biblioteche ecclesiastiche: identità, rigenerazione e prospettive”. I lavori si terranno presso l’Istituto superiore di scienze religiose “Fides et ratio”. Il programma si aprirà giovedì 18 giugno con i saluti istituzionali, seguiti dall’introduzione di mons. Stefano Russo, vescovo di Velletri-Segni e Frascati e presidente Abei. Interverrà quindi mons. Paul Desmond Tighe, segretario del Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione. Nel pomeriggio spazio a un focus sulle biblioteche della città, con l’intervento di Grazia Di Bartolomeo (Università dell’Aquila), e alla visita guidata della Biblioteca diocesana, esempio concreto di rigenerazione culturale. Venerdì 19 giugno la giornata inizierà con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo dell’Aquila, mons. Antonio D’Angelo. Seguiranno due sessioni di studio: la prima dedicata al “senso della biblioteca”, con interventi di Alberto Salarelli (Università di Parma) e Antonio Manfredi (Biblioteca Apostolica Vaticana); la seconda focalizzata sul tema “Biblioteche nuove per tempi nuovi”, con contributi, tra gli altri, di mons. Domenico Basile e Chiara De Vecchis. Nel pomeriggio si terrà l’assemblea dei soci Abei e un tour guidato della città. Sabato 20 giugno, dopo la messa presieduta da mons. Russo, i lavori proseguiranno con una sessione dedicata alle prospettive future e alle strategie, con interventi dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei e di Giuseppe Vitiello, sul rapporto tra biblioteche e Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Le conclusioni saranno affidate alla vicepresidente Abei, Martina Pezzoni. Il convegno intende offrire uno spazio di riflessione sul ruolo delle biblioteche ecclesiastiche, tra memoria e innovazione, nella prospettiva di una rinnovata funzione culturale e sociale.
Papa a Rimini: una serie di iniziative in vista del 22 agosto
In preparazione alla visita pastorale a Rimini di Papa Leone XIV prevista per il 22 agosto, la diocesi organizza una serie di iniziative pensate per accompagnare spiritualmente la comunità a questo importante appuntamento. La prima di queste, in programma venerdì 19 giugno alle ore 20.30 presso la cattedrale di Rimini, è l’incontro con mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola, vescovo di Carpi, presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale, che proporrà una riflessione sul tema “Il ministero di Pietro”, sul significato del servizio affidato al Papa e il suo ruolo nella vita della Chiesa. “Partendo dalla figura di Pietro e dal suo rapporto con Cristo, mons. Castellucci ripercorrerà il significato del ministero petrino nella vita della Chiesa, soffermandosi anche su alcune delle linee che stanno caratterizzando il pontificato di Papa Leone XIV. – sottolinea la diocesi di Rimini – L’unità della Chiesa, l’attenzione alla persona umana e ai cambiamenti del nostro tempo, segnati anche dall’avvento dell’intelligenza artificiale, alla luce di una visione integrale dell’uomo e della società. La presenza di mons. Castellucci rappresenta un’opportunità particolarmente significativa per tutta la comunità per vivere l’attesa dell’incontro con Papa Leone XIV non solo come un evento straordinario, ma come un’occasione di crescita nella fede, nella corresponsabilità ecclesiale e nella testimonianza del Vangelo”. L’altro appuntamento è previsto martedì 30 giugno, alle ore 19 presso la Basilica Cattedrale, con la celebrazione della Santa Messa presieduta dal Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Card. Camillo Ruini: Amirante (Nuovi Orizzonti), “con noi dalle strade della sofferenza ai sentieri di speranza”
“Accogliamo con profonda commozione la notizia del ritorno alla Casa del Padre del Cardinale Camillo Ruini. Per la comunità di Nuovi Orizzonti è stato un padre e un punto di riferimento fin dagli inizi del nostro cammino”. Lo afferma la fondatrice di Nuovi Orizzonti, Chiara Amirante, ricordando il sostegno offerto dal card. Ruini alla nascita della comunità. “Nel 1997 accolse e riconobbe Nuovi Orizzonti nella diocesi di Roma, approvandone gli Statuti e incoraggiando una realtà allora agli inizi, impegnata a raggiungere le persone più fragili e lontane. Con lungimiranza sostenne i primi centri di accoglienza, l’evangelizzazione e le missioni di strada, credendo nella possibilità di portare l’annuncio dell’amore di Dio nelle periferie esistenziali”. “Gli siamo profondamente grati per la fiducia, la vicinanza e l’affetto con cui ha accompagnato i primi passi della nostra Opera. Grazie, Eminenza, per aver creduto che anche dalle strade della sofferenza potessero nascere sentieri di speranza”. La comunità di Nuovi Orizzonti si unisce nella preghiera, “affidando il cardinale Ruini alla misericordia del Signore e rendendo grazie per il bene seminato nel corso del suo ministero”.
Card. Camillo Ruini: Contaldo (RnS), “un esempio luminoso per tante generazioni e un punto di riferimento spirituale e umano per quanti lo hanno conosciuto”
“Si è speso con finezza umana e generosità per il Vangelo e la Chiesa. Con la sua testimonianza di fede, umiltà e dedizione al prossimo, il card. Ruini ha rappresentato un esempio luminoso per tante generazioni, sempre vicino alle rivendicazioni degli uomini per una pronta risposta ad ogni bisogno e un punto di riferimento spirituale e umano per quanti lo hanno conosciuto”. Lo scrive il presidente nazionale del RnS, Giuseppe Contaldo, a nome del Comitato nazionale di Servizio e del Consiglio nazionale, unendosi alla Chiesa italiana esprime il più sincero cordoglio per la morte del card. Camillo Ruini. “Non posso non ricordare il suo cuore sacerdotale e la preparazione teologica con cui ha servito la Chiesa ed in particolare la Chiesa in Italia – aggiunge Contaldo -. A lui va la riconoscenza dell’approvazione definitiva del nostro Statuto, il 14 marzo 2002, che ci consegnava in veste di presidente della Conferenza episcopale italiana a nome di tutti i vescovi”. Contaldo ricorda anche le parole pronunciate dal card. Ruini nella basilica di San Giovanni in Laterano nella medesima data, in occasione del 30° anniversario della nascita del RnS in Italia: “ Si rinnovi in voi l’ardore e lo slancio creativo delle prime comunità cristiane, per il bene della Chiesa e della società civile della nostra Italia”. “La sua consegna, così impegnativa e preziosa, è ancora viva nel cuore e nella memoria dei fratelli e delle sorelle del Rinnovamento nello Spirito Santo – afferma il presidente nazionale -: per questo, il 14 marzo di ogni anno la ricordiamo in tutte le diocesi, dove sono presenti i Cenacoli, Gruppi e Comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo, come la ‘Giornata del Ringraziamento’ al Signore e alla Chiesa per la piena comunione ecclesiale. Questo è solo uno dei tanti incoraggiamenti ricevuti dal porporato in diverse occasioni”. Contaldo conclude: “Si elevi dunque al Signore la nostra preghiera per il dono della lunga vita che ha dato al card. Camillo Ruini di vivere a servizio di Dio e dell’uomo, nella Chiesa e per la Chiesa, e in profonda unione spirituale davanti al Signore risorto vogliamo rendergli grazie con un uno cuor solo ed un’anima sola per il suo affetto paterno ed il suo accompagnamento nel camminare verso Gesù. Cristo che ha detto ‘Io sono la risurrezione e la vita’ (Gv 11, 25), conceda a don Camillo il riposo dei giusti e la pienezza della vita eterna”.
Fame nel mondo: Fao e Wfp, peggiorerà in 13 paesi e territori. Allarme per Sudan, Sud Sudan, Yemen e Palestina
Cresce l’allarme per la fame nel mondo. Secondo il nuovo rapporto “Hunger Hotspots” diffuso oggi dalla Fao e dal Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam/Wfp), tra giugno e novembre 2026 l’insicurezza alimentare acuta è destinata a peggiorare in 13 Paesi e territori già colpiti da gravi crisi umanitarie. Sudan, Sud Sudan, Yemen e Palestina restano le aree di maggiore preoccupazione, mentre il nord-est della Nigeria e la Somalia sono entrati nella categoria di massimo rischio a causa del deterioramento delle condizioni alimentari e del pericolo di carestia. Secondo il rapporto, conflitti armati e violenze continuano a essere la principale causa della fame in 12 dei 13 contesti analizzati. A questi si aggiungono shock economici, carenza di finanziamenti umanitari e gli effetti attesi del fenomeno climatico El Niño, che potrebbe provocare siccità e inondazioni in regioni già fortemente vulnerabili. Le due agenzie delle Nazioni Unite segnalano inoltre un drastico calo delle risorse disponibili per gli interventi umanitari: tra il 2022 e il 2025 i finanziamenti destinati agli aiuti alimentari, alla nutrizione e all’assistenza agricola d’emergenza sono diminuiti del 59%, mentre il numero delle persone che affrontano livelli elevati di insicurezza alimentare acuta nei Paesi interessati è salito a circa 266 milioni. Particolarmente drammatica la situazione in Sudan, dove è stato individuato un rischio di carestia in diverse aree del Darfur e del Kordofan meridionale. Grave anche il quadro nella Striscia di Gaza, dove oltre 1,6 milioni di persone necessitano di assistenza urgente, e in Yemen, dove oltre metà della popolazione continua a vivere in condizioni di crisi alimentare. In Somalia permane il rischio di carestia nel distretto di Burhakaba. “Gli avvertimenti contenuti in questo rapporto non possono essere ignorati”, ha dichiarato il direttore esecutivo ad interim del Wfp, Carl Skau. Fao e Wfp chiedono un’azione urgente e coordinata della comunità internazionale per rafforzare gli aiuti umanitari, sostenere i mezzi di sussistenza delle popolazioni colpite e prevenire un ulteriore aggravamento delle crisi alimentari.
Diocesi: Lucca, l’arcivescovo Giulietti incontra i sindaci. “Collaborare per il bene comune nel rispetto delle reciproche competenze”
Giovedì 18 giugno alle 17 la Sala di Rappresentanza di Palazzo Ducale ospiterà un incontro pubblico durante il quale l’arcivescovo di Lucca, mons. Paolo Giulietti, incontrerà e dialogherà con i sindaci del territorio. L’iniziativa, aperta all’intera cittadinanza, è promossa in collaborazione con la Provincia di Lucca e si inserisce nel fitto calendario di appuntamenti per i 300 anni dall’elevazione della Chiesa di Lucca ad arcidiocesi, sancita dalla bolla di Papa Benedetto XIII dell’11 settembre 1726.
La ricorrenza intende considerare le storiche conseguenze di quell’atto – fortemente sollecitato dall’allora Repubblica di Lucca – che segnò la fine del potere temporale dei vescovi sulla Lucchesia. Questo snodo storico si ripropone oggi come un forte richiamo al dialogo tra autorità civili e religiose, orientato al bene comune e fondato sul rispetto delle reciproche competenze e la scelta di Palazzo Ducale, sede storica del Governo civile, sottolinea proprio questa volontà. L’incontro permetterà di condividere e analizzare le priorità emerse durante la recente visita pastorale dell’arcivescovo tra cui la gestione della transizione verso una società sempre più multireligiosa e multietnica; il contrasto al disagio sociale e ai diversi tipi di povertà; la costruzione di solide alleanze educative sul territorio; la crisi demografica che colpisce in particolare le aree interne con il loro conseguente abbandono. “Ci ritroveremo nella sede della Provincia di Lucca – commenta l’arcivescovo Giulietti – con tutti i sindaci perché quanto avvenne nel 1726 cambiò profondamente i rapporti tra la comunità cristiana e la realtà civile dell’allora Repubblica. Queste relazioni continuano ancora oggi, seppur in forme diverse, e questo incontro sarà l’occasione preziosa per riflettere insieme su come la Chiesa di Lucca e le istituzioni locali possano collaborare per il bene comune, ciascuna chiaramente nel rispetto del proprio ambito. Parleremo di vita quotidiana e di attualità: vi aspetto per condividere questo importante momento insieme”.
I lavori si apriranno con una breve introduzione e la presentazione delle riflessioni dell’arcivescovo. Il cuore dell’evento sarà dedicato all’ascolto dei sindaci, chiamati a proporre idee, linee d’impegno e prospettive per il futuro delle proprie comunità.
Card. Camillo Ruini: Tv2000, il 18 giugno in diretta i funerali celebrati da Papa Leone XIV
Tv2000, domani, giovedì 18 giugno alle ore 16.30, trasmette in diretta dall’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro i funerali dell’ex presidente della Cei, il card. Camillo Ruini, celebrati da Papa Leone XIV. Il programma ‘Chiesa viva’, condotto da Gennaro Ferrara, introduce la celebrazione alle ore 16 con ospiti e approfondimenti. Il rito delle esequie è in streaming e on demand anche su Play2000.
Diocesi: Roma, rubato il tabernacolo nella cappella dell’Aurelia Hospital. Mons. Sparapani, “ennesimo atto sacrilego”
“Esprimiamo il nostro dolore per l’ennesimo atto sacrilego compiuto nei confronti di una chiesa e dell’Eucaristia. Siamo profondamente addolorati e affranti anche per i tanti malati che trovano conforto e sostegno spirituale in questa cappella. Auspichiamo che la cappella possa tornare al più presto a essere pienamente luogo di preghiera e di consolazione per tutti”. Lo ha dichiarato mons. Stefano Sparapani, vescovo ausiliare del settore Ovest della diocesi di Roma, dopo il furto del tabernacolo avvenuto ieri mattina, intorno alle ore 10, nella cappella della casa di cura polispecialistica Aurelia Hospital di Roma. Ad accorgersi dell’accaduto è stato il cappellano ospedaliero. Il tabernacolo, di notevole peso e contenente particole consacrate, è stato rimosso dal proprio piedistallo a cui era ancorato e portato via. Sono state inoltre sottratte le offerte contenute nei candelieri votivi presenti nella cappella. Non appena sarà collocato un nuovo tabernacolo, verrà celebrato un rito penitenziale congiunto alla celebrazione eucaristica, aperto alla partecipazione della comunità ospedaliera e dei fedeli.
Chiese liguri: mons. Marino nuovo presidente
I Vescovi della Conferenza Episcopale Ligure hanno eletto, nella riunione odierna, mons. Calogero Marino, vescovo di Savona-Noli, nuovo Presidente della Conferenza stessa. Mons. Marino succede a mons. Marco Tasca, arcivescovo di Genova, giunto al termine del mandato quinquennale. Mons. Marino, nato a Brescia il 26 marzo 1955, è stato Vicario generale della Diocesi di Chiavari. Nel 2016 papa Francesco lo ha nominato vescovo di Savona-Noli, succedendo a mons. Vittorio Lupi, dimessosi per raggiunti limiti d’età.
Card. Camillo Ruini: Azione Cattolica, “pastore di pensiero e di governo, ha segnato in profondità la vita ecclesiale e civile italiana”
Un “pastore e uomo di Chiesa che ha segnato in profondità la vita ecclesiale e civile italiana e che ha rappresentato una figura di grande rilievo per la Chiesa universale tutta”. Così la Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica italiana ricorda in una nota il cardinale Camillo Ruini, morto ieri a 95 anni. Esprimendo “profondo cordoglio”, l’associazione ricorda che “nel corso dei molti anni del suo lungo e intenso ministero sacerdotale ed episcopale, il cardinale Ruini ha sempre manifestato una vicinanza sincera all’Azione Cattolica, maturata in un rapporto non privo di asperità, ma sempre schietto e insieme profondamente paterno. Un legame nato e cresciuto negli anni del suo servizio nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, sua Chiesa di origine, a cavallo dei difficili anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando come assistente dell’Azione Cattolica e poi come vicario episcopale per l’apostolato dei laici accompagnò la crescita dell’associazione, promuovendo percorsi formativi e incoraggiando in particolare i giovani di Ac a vivere con responsabilità la presenza cristiana nella società, a partire dall’impegno nel mondo della scuola”. “Questo rapporto di stima e collaborazione proseguito nel tempo e mai interrotto – prosegue la Presidenza – trovò un ulteriore segno nella sua nomina ad assistente ecclesiastico generale dell’associazione, incarico che ricoprì nel biennio 1989-90, continuando a sostenere la vocazione propria dell’Ac: formare laici maturi nella fede, capaci di vivere il Vangelo nella storia e nella comunità civile”. “Con la scomparsa del cardinale Ruini viene a mancare un pastore di pensiero e di governo, che ha avuto un ruolo centrale durante i pontificati di san Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, dei quali fu stretto collaboratore e vicario generale per la diocesi di Roma dal 1991 al 2008. Segretario generale della Conferenza episcopale italiana per cinque anni e poi suo presidente per sedici anni, ha guidato la Conferenza episcopale in una stagione decisiva, accompagnandone il consolidamento delle strutture e contribuendo a rafforzarne la capacità di presenza e di azione nel Paese”, aggiungono dalla Presidenza dell’Ac, rilevando che “la ricchezza della sua riflessione ecclesiale è stata profondamente segnata dalla fedeltà al Concilio Vaticano II, ai suoi insegnamenti e ai suoi documenti, interpretati secondo quella prospettiva di riforma nella continuità che ha trovato una significativa formulazione nel magistero di Benedetto XVI. In questa chiave ha sempre letto il rapporto tra Chiesa e mondo, tra tradizione e rinnovamento, tra annuncio del Vangelo e responsabilità dei credenti nella storia. Senza mai perdere la fede dei semplici quale metro di misura della sua vita, unito ad una visione pastorale che troverà la sua massima espressione nel suo ‘Progetto culturale cristianamente orientato’ e nel suo lascito”. “L’Azione Cattolica italiana – conclude la nota – nella preghiera affida il cardinale Camillo Ruini all’intercessione di Maria e alla misericordia del Padre e custodisce il ricordo di un pastore che ha accompagnato la vita dell’associazione offrendo il suo contributo di intelligenza, passione ecclesiale e attenzione ai laici, chiamati a essere protagonisti della missione della Chiesa”.
Parlamento Ue: l’allarme del Premio Sakharov Andrzej Poczobut, “lo spazio della libertà nel mondo si sta restringendo”
(Strasburgo) “Benvenuto nella Casa della democrazia”: con queste parole la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha accolto per la prima volta a Strasburgo Andrzej Poczobut, giornalista bielorusso e vincitore del Premio Sakharov 2025. Arrestato e condannato dal regime di Aleksandr Lukashenko, Poczobut era stato insignito del riconoscimento insieme alla giornalista georgiana Mzia Amaglobeli, tuttora detenuta, ma non ha mai potuto ritirare personalmente il premio che ogni anno l’Eurocamera attribuisce per la libertà di pensiero. Poczobut è intervenuto oggi in aula così come annunciato a pochi giorni dalla sua liberazione, avvenuta lo scorso aprile. Metsola ha definito il giornalista bielorusso “incarnazione di coraggio e determinazione”, ricordando come la sua difesa della minoranza polacca in Bielorussia e della libertà di espressione rappresenti “un esempio in un mondo segnato da un crescente autoritarismo”. La presidente ha poi ribadito l’impegno dell’Europarlamento a chiedere il rilascio di tutti i prigionieri politici: “Dove si tenta di mettere a tacere la verità, dobbiamo fare ancora più luce”.
Nel suo intervento dal cuore dell’emiciclo, Poczobut ha ringraziato l’Assemblea sottolineando che il sostegno internazionale “raggiunge le celle” e può influire sulle condizioni dei detenuti. Ha poi denunciato la repressione sistematica in Bielorussia, parlando di oltre 800 prigionieri politici e di una libertà di stampa “di fatto inesistente”. Il suo caso, ha spiegato, si inserisce in una più ampia pressione contro la minoranza polacca, privata di diritti culturali e linguistici. Il giornalista ha quindi lanciato un appello alla comunità internazionale per un’azione più incisiva a difesa dei diritti umani, avvertendo che “lo spazio della libertà nel mondo si sta restringendo”. Un richiamo anche alla situazione in Georgia, con la richiesta di liberare la collega Amaglobeli. “L’Europa è di nuovo divisa tra valori democratici e autoritarismo”, ha concluso, auspicando che la Bielorussia possa un giorno appartenere pienamente alla famiglia europea.
Card. Camillo Ruini: cordoglio dell’Ucei, “ha accompagnato una stagione significativa di dialogo tra ebrei e cristiani”
L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane esprime “cordoglio” per la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini e in una nota “si unisce al dolore della Chiesa cattolica”, porgendo “le più sentite condoglianze alla S. Sede, alla Conferenza Episcopale Italiana e a quanti ne hanno condiviso il cammino umano e spirituale”. “Figura autorevole della Chiesa e della vita pubblica italiana – si legge nella nota dell’Ucei -, il Cardinale Ruini ha accompagnato una stagione significativa di dialogo tra ebrei e cristiani, contribuendo a consolidare rapporti di reciproco rispetto”.
Card. Camillo Ruini: Unitalsi, “ha saputo leggere con lucidità e profondità le sfide della Chiesa contemporanea”
“Con il cardinale Ruini scompare una figura che ha saputo leggere con lucidità e profondità le sfide della Chiesa contemporanea, mantenendo sempre uno sguardo rivolto all’essenziale della fede cristiana. Conserviamo con gratitudine il ricordo della sua vicinanza alla nostra Associazione e dell’attenzione che ha sempre riservato al mondo della sofferenza, dei pellegrinaggi e del servizio ai più deboli”. Così l’Unitalsi commenta la morte del card. Camillo Ruini, avvenuta ieri. Esprimendo “profondo cordoglio per la scomparsa”, l’associazione ricorda il porporato come una “tra le personalità più autorevoli della Chiesa italiana degli ultimi decenni, protagonista della vita ecclesiale del Paese e punto di riferimento per generazioni di sacerdoti e fedeli”. “Nel corso del suo lungo ministero – aggiungono dall’Unitalsi – il cardinale Ruini ha accompagnato da vicino il cammino dell’associazione, partecipando a incontri, momenti formativi, convegni e pellegrinaggi, condividendo con i volontari, gli ammalati e gli assistenti ecclesiastici l’esperienza di una fede vissuta accanto ai più fragili”. Tra i ricordi più significativi per l’Unitalsi vi è la sua partecipazione al Convegno nazionale degli assistenti ecclesiastici. Nel gennaio 2010, alla Casa Bonus Pastor di Roma in occasione del Convegno degli assistenti ecclesiastici dell’Unitalsi, Ruini tenne una relazione dedicata a “Gesù Cristo, sorgente e centro della vita sacerdotale”. Un intervento – concludono dall’associazione – che lasciò un segno profondo non solo nei sacerdoti presenti, richiamando il valore della preghiera, della missione e del legame con la Chiesa come fondamenti del ministero sacerdotale.
Innovazione: Mattarella, “Ue deve compiere un salto”. “Stati abbandonino timidezze e riserve, non siano di freno per l’azione comune”
“I nostri Paesi devono rafforzare l’ecosistema dell’innovazione e si comprende quindi il valore del memorandum firmato poc’anzi dai presidenti dei tre Cotec. L’Unione europea deve compiere un salto. Passare dalla enunciazione di principi alle decisioni concrete”. Lo ha affermato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Venezia al XIX Simposio Cotec su “Ripensare il lavoro nell’era dell’Intelligenza artificiale: trasformazione, opportunità e governance”.
“Le strategie sono state ampiamente discusse. Vanno messe in atto, adesso, le politiche opportune, con il passaggio dalla necessaria produzione di regole alla operatività”, ha ammonito il Capo dello Stato, per il quale “è indispensabile che i governi membri dell’Unione abbandonino timidezze e riserve e che non siano di freno per l’azione comune”. “La sfida che abbiamo dinanzi è plurale e complessa”, ha proseguito Mattarella, per il quale “è una delle grandi prove del nostro tempo e nessun Paese può immaginare di affrontarla in solitaria”. “Che forma prenderà il mondo nei prossimi anni, è uno degli interrogativi che si pone, opportunamente, questa sessione Cotec di Venezia”, ha aggiunto il presidente convinto che le Fondazioni Cotec di Spagna, Portogallo, Italia “oggi sono chiamate a misurarsi con una responsabilità conseguente: contribuire a una risposta europea alla trasformazione del lavoro nel tempo dell’Intelligenza artificiale”. “Non lasciamoci sfuggire l’opportunità di rinnovare – adeguandole al futuro – le basi del connubio tra innovazione, lavoro e democrazia, che ha caratterizzato il XX secolo”, l’esortazione di Mattarella: “Lo dobbiamo alle giovani generazioni”.
Intelligenza artificiale: Mattarella, “il 99% della popolazione mondiale è un mero utilizzatore passivo, invertire tendenza”. E cita la Magnifica Humanitas
“Pochi giorni addietro, nella sua prima enciclica ‘Magnifica humanitas’ – come è stato poc’anzi ricordato – il Pontefice Leone XIV – che, nei giorni scorsi, ha svolto un importante viaggio apostolico in Spagna – ha richiamato questa esigenza: l’Intelligenza artificiale deve rispettare le capacità di ogni persona, non ridurla a elemento marginale di processi automatizzati. Perché – ha scritto – ‘il lavoro resta una dimensione fondamentale dell’esperienza umana: non soltanto un mezzo di sostentamento, ma luogo di espressione, di relazioni, di contributo alla comunità’”. Lo ha affermato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Venezia al XIX Simposio Cotec su “Ripensare il lavoro nell’era dell’Intelligenza artificiale: trasformazione, opportunità e governance”.
“L’alternativa – ha spiegato il Capo dello Stato – riguarda i giovani, e milioni di persone, di ogni età e condizione, per l’accesso ai servizi più elementari – nuova frontiera della cittadinanza – e milioni di lavoratori che dovranno acquisire nuove capacità per operare in ambienti produttivi integrati con sistemi di IA”. “Oggi il 99% della popolazione mondiale è un mero utilizzatore passivo delle nuove tecnologie: la capacità di comprenderne i meccanismi, di intervenire nella loro programmazione, è di pochi”, ha osservato Mattarella, ammonendo: “Una tendenza che va invertita. Con urgenza”.
Intelligenza artificiale: Mattarella, “realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola”
“L’Intelligenza artificiale rappresenta, in ampia misura, un acceleratore per chi sia dotato di capitali e di risorse energetiche, di infrastrutture tecnologiche, di dati e di competenze avanzate. Il divario tra chi ne dispone e chi ne rimane escluso potrà ampliarsi”. Lo ha sottolineato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Venezia al XIX Simposio Cotec su “Ripensare il lavoro nell’era dell’Intelligenza artificiale: trasformazione, opportunità e governance”.
“La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati – che stanno invadendo domini sino a ieri riservati a responsabilità degli Stati e delle organizzazioni deputate a tali scopi dai trattati internazionali, a partire dallo spazio – ne ha fatto realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola”, ha osservato il Capo dello Stato, parlando di “nuovi pretesi attori di imponderabile legittimità, per un nuovo disordine internazionale”. “Eppure, qualsiasi attività umana sollecita norme di comportamento e di relazione, un codice, una grammatica”, ha ammonito Mattarella, per il quale “si presenta, quindi, un palese tema di sovranità, su questioni che coinvolgono sicurezza della società e diritti dei cittadini”. Ricordando come “la dicotomia tra benefici e minacce di un salto tecnologico si presenta ciclicamente nella storia” e “ogni grande innovazione ha sollecitato speranze e timori, generando progressi quando compresa nei suoi fini intrinseci e orientata al progresso dell’umanità”, il presidente ha affermato che “questa dicotomia va sciolta. Non nella direzione di una demonizzazione del cambiamento. Al contrario: per esaltarne gli immensi effetti positivi. Sapendolo sapientemente governare, con il fine ultimo di tutelare la dignità delle persone, moltiplicare la consapevolezza – dunque la libertà – dei cittadini e sapendo che il lavoro di ciascuno vi è strettamente connesso”.
Intelligenza artificiale: Mattarella, “pone il tema del possibile aumento delle disuguaglianze, a partire da monopolio e accesso a competenze sempre più qualificate”
“Con il suo impatto e il suo potenziale trasformativo l’Intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il modo in cui apprendiamo, lavoriamo, produciamo, organizziamo la società. L’Intelligenza artificiale sta incidendo – con una velocità senza precedenti – su processi industriali e servizi, sulla pubblica amministrazione, su ricerca scientifica, sulla scuola, sulla sanità, sull’accesso ai beni della cultura e dell’informazione”. Lo ha affermato oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Venezia al XIX Simposio Cotec su “Ripensare il lavoro nell’era dell’Intelligenza artificiale: trasformazione, opportunità e governance”.
“Questo affascinante strumento offre nuove opportunità per istituzioni, imprese, singole persone. Può accrescere la produttività, migliorare i servizi ai cittadini, rendere più efficienti i diversi passaggi, liberando quindi tempo e risorse”, ha proseguito il Capo dello Stato, ammonendo: “Al tempo stesso appare pervasiva e suscettibile di incidere sui comportamenti umani e sugli ordinamenti sociali decisamente più di innovazioni, anche di grande portata, intervenute nel passato”. “Come tutti ben sappiamo, a differenza di precedenti rivoluzioni tecnologiche – che hanno riguardato soprattutto attività manuali e ripetitive – si tratta di sviluppi di capacità generative che intervengono direttamente su funzioni di alto contenuto cognitivo: elaborazione di informazioni, scrittura, analisi, progettazione, consulenza, supporto decisionale”, ha proseguito Mattarella, domandando: “I calcolatori elettronici che danno vita alla intelligenza artificiale da quali valori sono guidati? Per quali obiettivi sono stati programmati?”. “In una società libera, il criterio che regola la vita di tutti è quello della responsabilità, del rendere conto”, ha ammonito il presidente, osservando che “assistiamo, certamente, a un processo di ridefinizione di compiti, di competenze richieste, di trasformazione del contributo fornito dall’elemento umano e del suo significato nella catena del valore dei prodotti. Il processo indotto non comporta soltanto trasformazioni nel mercato del lavoro e delle professioni, con la potenziale perdita di posti di lavoro in attività esistenti, ma pone il tema del possibile aumento delle disuguaglianze, a livello nazionale e fra gli Stati, a partire dal monopolio e dall’accesso a competenze sempre più qualificate”.
Diocesi: Cesena-Sarsina, il domani incontro su “Giustizia e pace si baceranno” con mons. Ricchiuti
“Giustizia e pace si baceranno” è il titolo dell’incontro in programma giovedì 18 giugno 2026, alle ore 21, nella basilica concattedrale di Sarsina. L’iniziativa vedrà la partecipazione di mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia, chiamato a riflettere sui temi della giustizia e della pace nel contesto attuale. All’evento sarà presente anche mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo-vescovo di Cesena-Sarsina. A moderare l’incontro sarà Francesco Zanotti, direttore del settimanale diocesano Corriere Cesenate. La serata, promossa con il coinvolgimento di realtà associative e dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, sarà anche occasione per sostenere la campagna “Ponti e non muri” di Pax Christi Italia, attraverso una raccolta di offerte.
EU: mgr. Crociata (Comece) on Return Regulation. “Migration concerns human beings. Dignity must remain at the centre of every policy decision”
(Strasbourg) In connection with the European Parliament voting on the new Return Regulation today, to be added to the Pact on Migration and Asylum, mgr. Mariano Crociata made a statement on behalf of the Commission of the Bishops’ Conferences of the European Union (Comece). In his statement, mgr. Crociata recognises “the legitimate responsibility of public authorities to manage migration, ensure the integrity of borders and combat human trafficking”. At the same time, mgr. Crociata, president of Comece, remains “deeply concerned” about aspects of the new framework that risk weakening the effective protection of fundamental rights and the dignity of vulnerable persons. “Migration is not merely a matter of procedures, statistics or border management. It concerns human beings: women, men and children, each possessing an inviolable dignity that must remain at the centre of every policy decision”, the statement says. In particular, the Bishop is most concerned about the expansion of detention, the limitations on effective remedies and appeals, and the increasing externalisation of responsibilities to third countries, noticing that they may raise “serious ethical and humanitarian questions”.
Ue: mons. Crociata (Comece) sul Regolamento rimpatri. “Migrazione riguarda esseri umani. La dignità resti al centro delle decisioni politiche”
(Strasburgo) In relazione al voto odierno del Parlamento europeo sul nuovo Regolamento sui rimpatri, che integra il Patto sulla migrazione e l’asilo, si registra una dichiarazione di mons. Mariano Crociata a nome della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece). Nella sua dichiarazione, il vescovo Crociata riconosce la “legittima responsabilità delle autorità pubbliche di gestire la migrazione, garantire l’integrità delle frontiere e combattere la tratta di esseri umani”. Allo stesso tempo, mons. Crociata, presidente della Comece, esprime “seria preoccupazione” per alcuni elementi del nuovo quadro normativo che potrebbero compromettere l’effettiva tutela dei diritti fondamentali e della dignità delle persone vulnerabili. “La migrazione non è solo una questione di procedure, statistiche o gestione delle frontiere. Riguarda esseri umani: donne, uomini e bambini, ognuno dei quali possiede una dignità inviolabile che deve rimanere al centro di ogni decisione politica”, si legge nella dichiarazione. Il vescovo sottolinea in particolare le preoccupazioni relative all’espansione della detenzione, alle limitazioni dei ricorsi e delle vie di ricorso effettivi e alla crescente esternalizzazione delle responsabilità verso Paesi terzi, osservando che tali sviluppi sollevano “gravi questioni etiche e umanitarie”.
Ue: mons. Crociata (Comece) sul Regolamento rimpatri. Richiamo ai diritti fondamentali. “Quale Europa vogliamo costruire?”
(Strasburgo) La dichiarazione di mons. Maria Crociata, a nome della Comece, relativa al Regolamento rimpatri votato oggi dall’Europarlamento, ribadisce l’appello della stessa Comece a favore di politiche migratorie e di asilo che “rispettino pienamente la dignità umana, i diritti fondamentali, il diritto di chiedere asilo, la tutela dell’unità familiare e la particolare attenzione riservata ai più vulnerabili”. Sottolinea inoltre che “sicurezza e solidarietà non sono principi contrapposti; devono procedere di pari passo”. Facendo eco all’appello di Papa Leone XIV alla comunità internazionale, Crociata sottolinea ulteriormente la responsabilità condivisa dei Paesi di origine, transito e destinazione nell’affrontare le cause profonde delle migrazioni forzate e nel proteggere le persone in movimento. Ricorda che “ogni persona ha non solo il diritto di chiedere protezione quando la propria vita è minacciata, ma anche il diritto di non essere costretta ad abbandonare la propria patria a causa di guerra, persecuzione, povertà, corruzione o degrado ambientale”. Concludendo la sua riflessione, il presidente della Comece osserva che il dibattito va oltre la sola politica migratoria. “Il voto odierno riguarda più della politica migratoria. Solleva una questione più ampia sul tipo di Europa che vogliamo costruire”, afferma, invitando l’Europa “a non rinnegare i suoi valori fondanti, ma a riaffermarli con coraggio, saggezza e umanità”.
Ue: mons. Crociata (Comece) sul Regolamento rimpatri. “I migranti potrebbero far parte della nostra famiglia”. Mare non sia un cimitero
(Strasburgo) La dichiarazione diffusa oggi dalla Comece, a firma di mons. Mariano Crociata, presidente, sulle nuove norme riguardanti i rimpatri di cittadini stranieri, colloca la posizione della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea nel più ampio quadro dell’insegnamento della Chiesa cattolica e in continuità con gli appelli lanciati di recente da Papa Leone XIV durante la sua visita alle Isole Canarie. Ricordando l’invito del Santo Padre a non rimanere indifferenti a coloro che periscono in mare, sono vittime della tratta di esseri umani o sono costretti a fuggire da guerre, violenze, persecuzioni, fame e degrado ambientale, monsignor Crociata sottolinea che i migranti non sono “una categoria o una statistica”, ma persone che “potrebbero far parte della nostra famiglia”. Rifacendosi al messaggio di Papa Leone XIV, il presidente della Comece sottolinea che la risposta dell’Europa alla migrazione deve rimanere saldamente ancorata ai suoi valori fondanti. “L’Ue è stata fondata sulla convinzione che la dignità umana sia inviolabile e che la solidarietà tra i popoli non sia un ideale facoltativo, ma una responsabilità fondamentale”, afferma, avvertendo che l’Europa non può continuare ad accettare che il Mediterraneo e l’Atlantico diventino “cimiteri silenziosi” per le persone in cerca di sicurezza e di un futuro per le proprie famiglie.
Maturità: Censis, per il 58% degli studenti “tappa significativa”. Ma uno su due ne mette in dubbio l’utilità
La maturità continua a rappresentare per molti giovani una tappa significativa della crescita, pur vedendo indebolirsi la percezione della sua utilità concreta. È quanto emerge dall’indagine Censis “La scuola vista dai giovani”, realizzata nell’ambito del progetto Iride su oltre 8.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Il 58,3% degli studenti considera l’esame un momento importante del proprio percorso e, tra i diplomati tra i 18 e i 24 anni, il 62,5% lo identifica come un passaggio all’età adulta e il 58% come un trampolino verso il futuro. Nell’anno scolastico 2024-2025 è stato ammesso agli esami il 96,5% degli studenti scrutinati e si è diplomato il 99,7% dei candidati, rendendo bocciature e non ammissioni eventi ormai residuali. Accanto al valore simbolico dell’esame, emerge però una valutazione più critica della sua funzione. Il 72% dei diplomati ricorda soprattutto la gestione dello studio e dell’ansia da prestazione come la difficoltà principale. Inoltre, il 51,9% ritiene che la maturità non lasci oggi un ricordo particolarmente significativo e il 49,8% pensa che potrebbe essere abolita senza conseguenze rilevanti sul percorso scolastico. Secondo il Censis, le nuove generazioni vivono così una tensione tra il valore simbolico dell’esame e una legittimazione sempre più debole sul piano pratico. Quanto alla protesta dei maturandi che nel 2025 rinunciarono volontariamente all’orale, il 73,8% degli studenti intervistati si dichiara favorevole, pur con riserve sulle modalità adottate.
Diocesi: Napoli, consegnato a Kaouther Ben Hania il Premio Pellegrini di Pace
Una serata intensa, attraversata dall’emozione, dalla memoria e dall’impegno per la pace. Nella serata di ieri, 16 giugno, la chiesa di San Giovanni Maggiore ha accolto la consegna del Premio internazionale Pellegrini di Pace alla regista tunisina Kaouther Ben Hania, espressione del cinema civile contemporaneo. L’iniziativa, promossa dall’arcidiocesi di Napoli Ets nell’ambito del percorso del Premio fortemente voluto dal card. Mimmo Battaglia, si è aperta con la proiezione del film “La voce di Hind Rajab”, opera che racconta la tragica vicenda della bambina palestinese uccisa a Gaza e che si configura come un potente atto di denuncia contro il genocidio e l’indifferenza.
(Foto arcidiocesi di Napoli ramo Ets)
Particolarmente toccante il momento della consegna del riconoscimento. A premiare Kaouther Ben Hania è stata Salma, una bambina palestinese che frequentava la stessa scuola di Hind Rajab e che, grazie a un corridoio umanitario, è arrivata nei mesi scorsi a Napoli insieme alla sua famiglia, trovando accoglienza e sostegno nella comunità palestinese napoletana. Un gesto simbolico che ha commosso profondamente il pubblico presente.
Dopo la proiezione si è svolto un dialogo aperto sui temi della pace, della memoria e del ruolo dell’arte nei processi di giustizia e riconciliazione. A confrontarsi con la regista sono stati Nino Daniele, direttore del Comitato scientifico del Premio Pellegrini di Pace, e Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans. Un confronto che ha ripercorso il valore del cinema come strumento di testimonianza civile e di resistenza umana di fronte alle violazioni dei diritti fondamentali. Momenti di particolare commozione si sono registrati durante la proiezione del film e nel successivo confronto con la regista, più volte interrotto dagli applausi dei presenti. Ben Hania ha ribadito la responsabilità del cinema nel dare voce a chi rischia di essere dimenticato, raccontando le ferite dei conflitti attraverso le storie delle persone. Il Premio Pellegrini di Pace consegnato alla regista è una scultura originale realizzata dall’artista napoletano Lello Esposito, simbolo del cammino di dialogo, giustizia e fraternità che il riconoscimento intende promuovere. Nel corso della serata è stato ricordato il percorso artistico e civile di Kaouther Ben Hania, autrice di opere che affrontano temi come i diritti umani, le migrazioni, la condizione femminile, la radicalizzazione e le conseguenze dei conflitti sulle persone più vulnerabili. Con i film “L’uomo che vendette la sua pelle” e “Four Daughters”, la regista ha ottenuto due candidature agli Oscar.
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a mons. Gennaro Matino, provicario dell’arcidiocesi di Napoli, che ha richiamato il significato profondo del Premio Pellegrini di Pace come strumento di costruzione di ponti tra popoli, culture e religioni, sottolineando la necessità di continuare a dare voce alle vittime innocenti dei conflitti e di educare le nuove generazioni alla cultura dell’incontro e della pace.
EU Parliament: crackdown on migrants. Return policy approved. Detention may last up to 24 months
(Strasbourg) Today with a wide majority the European Parliament approved the new return policy for third-country citizens staying illegally in the EU. Approved with 418 votes for, 218 votes against and 30 abstentions, the policy aims at speeding up return procedures “with full respect for fundamental rights and international law, including the principle of non-refoulement and the prohibition of collective expulsions, while preventing abuses and unauthorised movements within the EU”, it states. A definition that, according to many experts, jurists, NGOs and religious organisations, does not match reality. Under the legislation, a return decision issued to a non-EU national staying illegally in a member state by the competent national authorities will come with an obligation to leave the relevant EU country immediately or within a given time. The harshest and most widely disputed rules include the fact that foreign citizens who receive a return decision may be detained based on an individual assessment, for example if they are not cooperating, present a risk of absconding or pose a security risk. Detention will have to be ordered by an administrative or judicial authority, and may last up to 24 months. National authorities may carry out specific investigative actions to prepare or ensure an effective return, including searches of third-country nationals, residences or other relevant premises, subject to judicial or administrative authorisation, as well as the search and seizure of personal belongings and electronic devices.
Card. Camillo Ruini: Dziwisz, “ha cercato sempre il bene della Chiesa”
“Un instancabile servitore della Chiesa e del Vangelo”. Così il card. Stanislaw Dziwisz, in un lettera-testimonianza, definisce il card. Camillo Ruini. “Desidero rendere grazie al Signore per il lungo e generoso ministero del cardinale Camillo Ruini, segnato da una dedizione totale alla Chiesa, da un amore sincero per il successore di Pietro e da un costante impegno per il bene e l’unità del popolo di Dio”, scrive l’ex segretario particolare di Giovanni Paolo II. “Nella sua responsabilità di vescovo di Roma e nella missione della presidenza della Conferenza episcopale italiana – si legge ancora nella lettera – egli ha cercato sempre il bene della Chiesa, con chiarezza di fede, fedeltà al magistero e profondo senso del dovere e responsabilità pastorale”. “Ricordo con gratitudine – sottolinea il porporato – la sua collaborazione fedele con Papa Giovanni Paolo II, a cui fu vicino in momenti decisivi per la vita della Chiesa e della società, sempre animato dal desiderio di testimoniare il Vangelo nel cuore degli uomini e del mondo”.
Card. Camillo Ruini: vescovi lucani, “grati al Signore per il dono di questo Pastore schietto e tenace”
“L’Arcivescovo Metropolita e Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata si unisce al cordoglio di Papa Leone e di tutta la Chiesa per la morte del cardinale Camillo Ruini, già presidente della Cei e Vicario di Roma. Lo affida insieme ai Vescovi di Basilicata e al popolo di Dio al Signore della Misericordia, che lo ha chiamato a godere la luce del suo volto. Una vita spesa nella coerenza credibile al servizio del Vangelo”. Così i vescovi lucani in un messaggio per la morte del card. Camillo Ruini. “Guidò la Chiesa italiana con profondo senso della storia e coraggiosa lungimiranza. Attento alle domande profonde che gravitano nel cuore umano, difese con consapevolezza quella “verità che ci fa liberi” e che riempie il cuore di gioia. Custodì con affetto e senso dell’obbedienza il legame con il Papa, aiutandolo a servire quella carità che è forma dell’unità. L’Arcivescovo ha ricordato personalmente il compianto Cardinale Ruini che nel 1995 lo accolse e lo presentò a san Giovanni Paolo II come il Parroco più giovane di Roma. Grati al Signore per il dono di questo Pastore schietto e tenace, lo affidiamo nelle mani del Risorto perché consegni a lui il premio per le sue fatiche”.
Migranti: da inizio anno sbarcate 12.945 persone sulle nostre coste. Oltre 1.300 a giugno
Sono finora 12.945 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 28.329 mentre nel 2024 furono 23.978. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a giugno è pari a 1.315. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.089, mentre nel 2024 furono 4.902.
Dei quasi 13mila migranti sbarcati in Italia nel 2026, 3.937 sono di nazionalità bangladese (30,4%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.447, 11,2%), Pakistan (1.156, 8,9%), Sudan (1.145, 8,8%), Egitto (873, 6,7%), Algeria (872, 6,7%), Tunisia (537, 4,1%), Eritrea (369, 2,9%), Mali (297, 2,3%), Nigeria (266, 2,1%), Costa d’Avorio (214, 1,7%), Iran (183, 1,4%), Guinea (174, 1,3%), Marocco (147, 1,1%), Sud Sudan (143, 1,1%) a cui si aggiungono 1.185 persone (9,2%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Dal 1° gennaio al 15 giugno 2026 i migranti rimpatriati sono 3.984, dei quali 3.448 con rimpatri forzati e 536 con rimpatri volontari assistiti. Negli anni scorsi sono stati complessivamente 6.772 in tutto il 2025 (il 10,2% rispetto al numero di persone sbarcate) e 5.704 nel 2024 (8,6%).
Leone XIV: telegramma di cordoglio per la morte del card. Ruini
“Gratitudine” per un “esperto e saggio fratello, corroborato da fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante, che ha servito con discrezione e abnegazione il Vangelo e la Chiesa”. Ad esprimerla è il Papa, nel telegramma di cordoglio per la morte del card. Camillo Ruini, inviato al card. Baldassarre Reina, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma. “La notizia della morte del cardinale Camillo Ruini, vicario generale emerito per la diocesi di Roma, suscita nel mio animo sentimenti di viva partecipazione assieme alla gratitudine al Signore per il dono di questo stimato uomo di Chiesa, che visse con generosità il suo ministero dapprima nella diocesi di Reggio Emilia-Guastalla in vari campi dell’apostolato, poi come vescovo ausiliare e per il resto della sua lunga esistenza a beneficio di questa diocesi e della Chiesa italiana”, si legge nel telegramma, in cui il Papa esprime la sua “vicinanza” al card. Reina, al Consiglio pastorale, ai familiari, al presbiterio romano e ai fedeli. “Nel ricordare questo esperto e saggio fratello, corroborato da fede profonda, acuta intelligenza e sguardo lungimirante, che ha servito con discrezione e abnegazione il Vangelo e la Chiesa – prosegue il Pontefice – penso al suo proficuo lavoro per la Conferenza episcopale italiana e per un fecondo dialogo con il mondo della cultura. Chiedo al Signore, per intercessione della Vergine Maria, di accoglierlo nella Gerusalemme celeste e di cuore imparto la benedizione apostolica a quanti ne piangono la dipartita, con un pensiero riconoscente a coloro che lo hanno accudito”.
Card. Camillo Ruini: Fisc, “comunicare la fede è una responsabilità che tocca il cuore della missione”
“Ci ha ricordato che comunicare la fede è una responsabilità che tocca il cuore della missione. Ci ha insegnato che la qualità del pensiero e la serietà dell’informazione sono forme alte di servizio alla comunità”. Con queste parole il Comitato esecutivo della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) ricorda il card. Camillo Ruini, sottolineando il debito di riconoscenza che lega i settimanali diocesani alla sua figura. Al centro del suo magistero, rileva la Fisc, c’era la preoccupazione per l’irrilevanza: “la possibilità che il cristianesimo si ritirasse nel recinto del privato, diventando ininfluente nelle grandi scelte della società”. Per contrastare questa deriva, Ruini aveva costruito il Progetto culturale orientato in senso cristiano, avviato nel 1997, con cui chiedeva alla Chiesa di “tornare a frequentare le grandi domande del pensiero contemporaneo, misurandosi con la filosofia, la scienza, l’arte”. La Fisc ricorda in particolare un messaggio che Ruini aveva rivolto ai settimanali cattolici vent’anni fa, invitandoli a essere “non spettatori inermi e impauriti, ma protagonisti convinti e incisivi”, capaci di “un’informazione libera al servizio del bene comune”. Un invito che, sottolinea il Comitato esecutivo, “suona più urgente che mai” nell’epoca dei flussi digitali. “Dietro l’immagine dell’uomo potente si nascondeva una persona di disarmante semplicità. La sua grandezza – conclude la nota – non aveva bisogno di mostrarsi. Era l’umiltà di chi ha messo i propri talenti a servizio di qualcosa di più grande di sé”.
EU Parliament: crackdown on migrants. Expected transfer to detention hubs in third countries
(Strasbourg) According to the new return policy that has been approved by the European Parliament today, migrants who receive a return decision, except unaccompanied children, can be transferred to one of the so-called “return hubs” in a third country that accepts to take them in, under an agreement with a EU member state. “These agreements – a release points out – may only be concluded with third countries that uphold human rights, international law and the principle of non-refoulement”, at least on paper. Rapporteur Malik Azmani (Dutch MEP) said: “Today Europe delivered. People rightly expect that those with no right to stay return to their countries of origin. That’s why I have one clear priority: effective, realistic return measures. And after almost 20 years of standstill, Europe finally has them. Return is the final piece in Europe’s migration system, and I’m hugely proud it’s now in place”. Following Parliament’s approval, the text needs to be formally adopted by Council and published in the Official Journal before it can enter into force. Some provisions, including on return hubs, the age assessment of minors and the external dimension of returns, will apply immediately. Other provisions that require preparatory steps will enter into application 12 months after the legislation’s entry into force.
Parlamento Ue: migranti, giro di vite. Previsto il trasferimento in centri di detenzione in Paesi terzi
(Strasburgo) Secondo il nuovo regolamento rimpatri, approvato oggi dall’Europarlamento, sarà possibile trasferire i migranti destinatari di una decisione di rimpatrio, esclusi i minori non accompagnati, verso i cosiddetti “centri di rimpatrio” situati nel territorio di un Paese terzo che accetti di accoglierli, sulla base di un accordo concluso da uno Stato membro dell’Ue. “Tali accordi – precisa un comunicato – potranno essere conclusi solo con Paesi terzi che rispettino i diritti umani, il diritto internazionale e il principio di non respingimento”, almeno sulla carta. Il relatore Malik Azmani (deputato olandese) ha dichiarato: “Oggi l’Europa ha dato una risposta concreta. I cittadini si aspettano, giustamente, che chi non ha il diritto di rimanere faccia ritorno nel proprio Paese d’origine. Per questo ho una priorità chiara: misure di rimpatrio efficaci e realistiche. E, dopo quasi vent’anni di stallo, l’Europa ne dispone finalmente. I rimpatri rappresentano l’ultimo tassello del sistema europeo di gestione della migrazione”. Dopo l’approvazione del Parlamento, il testo dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale prima di entrare in vigore. Alcune disposizioni, tra cui quelle sui centri di rimpatrio, sulla valutazione dell’età dei minori e sulla dimensione esterna dei rimpatri, si applicheranno immediatamente. Le altre entreranno in applicazione 12 mesi dopo l’entrata in vigore della normativa.
Parlamento Ue: migranti, giro di vite. Approvato regolamento sui rimpatri. Prevista detenzione fino a 24 mesi
(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha approvato oggi, ad ampia maggioranza, il nuovo regolamento sui rimpatri dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Ue. Il regolamento, approvato con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni, mira a accelerare le procedure di rimpatrio “nel rispetto – vi si sostiene – dei diritti fondamentali e del diritto internazionale, incluso il principio di non respingimento e il divieto di espulsioni collettive, e a prevenire al contempo abusi e movimenti non autorizzati all’interno dell’Ue”. Una definizione che, secondo molti esperti, giuristi, Ong, organizzazioni religiose, non corrisponde alla realtà. In base alle modifiche, una decisione di rimpatrio emessa dalle autorità nazionali competenti nei confronti di un cittadino di un Paese terzo in soggiorno irregolare comporta l’obbligo di lasciare immediatamente, o entro un termine stabilito, il territorio dello Stato membro interessato. Tra le norme più dure, e contestate, i cittadini stranieri soggetti a una decisione di rimpatrio potranno essere trattenuti sulla base di una valutazione individuale, ad esempio in caso di mancata cooperazione, rischio di fuga o rischio per la sicurezza. Il trattenimento dovrà essere disposto da un’autorità amministrativa o giudiziaria e potrà durare fino a 24 mesi. Le autorità nazionali potranno svolgere specifiche misure investigative per preparare il rimpatrio, tra cui perquisizioni delle persone, delle abitazioni o di altri locali pertinenti, soggette ad autorizzazione giudiziaria o amministrativa, nonché il sequestro di effetti personali e dispositivi elettronici.
Card. Camillo Ruini: Presidenza Cei, “ha servito la Chiesa in Italia con intelligenza vivace, vigore pastorale e profonda dedizione”
“In queste ore di commozione e di preghiera, interpretando i sentimenti dell’episcopato italiano e dell’intera comunità ecclesiale del nostro Paese, rendiamo grazie al Signore per il cardinale Camillo Ruini, affidandolo alla sua misericordia”. Con queste parole la Presidenza della Cei, riunita oggi a Roma, esprime il cordoglio per la morte del card. Camillo Ruini e si è poi recata alla camera ardente allestita nella Cappella della Madonna della Perseveranza del Pontificio Seminario Romano Minore. Nel messaggio approvato a conclusione della riunione, la Presidenza ricorda il porporato come “testimone fedele del Vangelo, attento alla comunione e al rapporto tra fede, cultura e vita, nella Chiesa e nel Paese”, richiamando tra gli aspetti più significativi del suo magistero “il primato dell’evangelizzazione e della testimonianza” e l’invito a “non separare la fede dalla vita, l’annuncio dalla cultura, la verità dalla libertà”. La Presidenza cita anche i Convegni ecclesiali nazionali di Palermo (1995) e Verona (2006) come espressione piena dell’orizzonte che univa in Ruini “fede, comunione e servizio alla società”. “Il suo pensiero offre idee preziose per il nostro cammino – si legge nel testo -, in un contesto sociale in rapido cambiamento”. La Presidenza affida il cardinale “all’intercessione di Maria Santissima, Madre della Chiesa, di san Giuseppe e dei santi patroni d’Italia”.
Parlamento Ue: dibattito in vista del Consiglio europeo su Ucraina, Medio Oriente, Cina. Raouna, “unità europea rimane un asset strategico”
(Strasburgo) Il Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo affronta i temi che saranno sul tavolo del Consiglio europeo giovedì 18 e venerdì 19 giugno: accanto ai dossier su Ucraina, Medio Oriente e il nuovo quadro finanziario pluriennale, il futuro delle relazioni economiche tra Unione europea e Cina occupa un ruolo di prim’ordine in un contesto di forti tensioni geopolitiche e di rallentamento economico globale. L’obiettivo del dibattito che si è svolto in aula è quello di definire “una linea comune che coniughi apertura commerciale e tutela degli interessi strategici europei”, rafforzando al tempo stesso “la competitività del mercato interno”, così come recita una nota dell’Eurocamera. Presentando a nome del Consiglio i lavori che si terranno a Bruxelles nei prossimi giorni, la viceministra per gli affari esteri di Cipro, Marilena Raouna, ha ricordato che “l’unità europea resta il principale asset strategico” nella gestione delle sfide economiche globali, inclusi gli squilibri macroeconomici e l’evoluzione del rapporto con Pechino. I leader discuteranno la dimensione esterna della competitività, nella scia della tabella di marcia “One Europe, One Market”, che punta a un approccio più assertivo verso pratiche considerate distorsive, pur mantenendo aperti i canali di dialogo con i partner internazionali.
Per la Commissione ha invece preso la parola il vicepresidente Maroš Šefčovič, che nel suo intervento ha ribadito la linea già indicata dall’esecutivo europeo: il mantra rilanciato dal commissario prevede una strategia di “de-risking, not decoupling”, che esclude un disaccoppiamento totale dalla Cina ma mira a ridurre le dipendenze in settori critici e a rafforzare la capacità di risposta a eventuali coercizioni economiche. L’intenzione dell’Ue è quella di coordinare meglio gli strumenti di difesa commerciale e industriale, assicurando che l’Europa rimanga aperta ma “non ingenua” in un momento contrassegnato da grandi turbolenze geopolitiche.
Commissione Ue: Ebola in Congo e Uganda, il sostegno europeo con fondi, vaccini e assistenza sanitaria
(Strasburgo) L’Ue “sostiene la risposta all’Ebola con 493 milioni di euro in aiuti di emergenza, vaccini, trattamenti e sicurezza sanitaria”. I leader del G7 hanno chiesto ieri una risposta forte e coordinata per combattere l’epidemia di Ebola “Bundibugyo” nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Il sostegno della Commissione europea di 493 milioni di euro comprende il supporto medico in prima linea per la risposta immediata all’epidemia, l’assistenza umanitaria nella regione dei Grandi Laghi e in Uganda, la ricerca su vaccini e trattamenti per i filovirus e interventi a lungo termine per migliorare la preparazione e i sistemi sanitari. La presidente Ursula von der Leyen dichiara: “Questo ci ricorda che la sicurezza sanitaria è una sicurezza condivisa. I Paesi possono proteggere meglio i propri cittadini agendo insieme. L’Europa sta scegliendo una preparazione rafforzata e un’azione collettiva basata su dati concreti. La solidarietà globale è l’unica opzione quando il mondo si trova ad affrontare una minaccia comune”.
La commissaria per la Gestione delle crisi Hadja Lahbib aggiunge: “L’Ebola è una prova della nostra solidarietà globale. Mentre alcuni si chiudono in se stessi, l’Ue rimane presente, impegnata e un partner affidabile. A Bunia ho incontrato medici, infermieri e operatori in prima linea che lavorano sotto una pressione straordinaria per salvare vite umane, così come comunità che vivono nella paura e nell’incertezza. Ma non stanno affrontando questa crisi da soli. L’Unione europea è al fianco di tutti coloro che sono stati colpiti da questo virus mortale. L’unico modo per contenere questa epidemia e salvare vite umane è attraverso la fiducia, la solidarietà, l’impegno politico e un’azione coordinata”.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie “valuta attualmente il rischio per le persone in Europa come molto basso”. La Commissione “continua a monitorare attentamente l’epidemia in collaborazione con i suoi partner”. Il Comitato per la sicurezza sanitaria riunisce settimanalmente i rappresentanti degli Stati membri “per coordinare la risposta e discutere le migliori modalità per proteggere i cittadini europei”.
Parlamento Ue: sicurezza dei minori in rete. Micallef (Commissione), “agire subito contro i rischi dei social media”
(Strasburgo) “La vita di molti giovani si svolge sempre più online e l’uso eccessivo dei social media è tra le principali cause della crisi della salute mentale in Europa”. Con queste parole ha iniziato il suo intervento in emiciclo Glenn Micallef, commissario europeo per le Politiche giovanili, intervenendo al Parlamento Ue sul tema della sicurezza dei minori in rete. Il rappresentante dell’Esecutivo ha dichiarato che l’Europa dispone già di “uno dei quadri normativi più ambiziosi al mondo” fondato sul Digital Services Act, e assicura un’applicazione “rigorosa e rapida” delle regole. Nel mirino le piattaforme che progettano interfacce in grado di creare dipendenza o che non impediscono l’accesso a contenuti inappropriati, motivo per il quale l’Ue ha già avviato verifiche preliminari su TikTok, Meta e quattro grandi piattaforme pornografiche. Tra le priorità espresse da Micallef: sistemi di verifica dell’età “affidabili e rispettosi dei dati”, con un modello europeo già definito e da rendere operativo entro fine 2026. Parallelamente, Bruxelles punta su iniziative come la strategia “Better Internet for Kids”, che ha raggiunto oltre 46 milioni di persone, e il piano d’azione contro il cyberbullismo. Il tema sarà ulteriormente rafforzato con la revisione della direttiva sui servizi audiovisivi e il futuro Digital Fairness Act, ha assicurato il commissario. Un panel di esperti, convocato dalla presidente Von der Leyen, presenterà a luglio raccomandazioni su possibili nuove misure perché, ha concluso Micallef, “la protezione dei minori online è una priorità assoluta e dobbiamo fare sempre di più”.
Eurostat: il livello di deprivazione materiale e sociale grave tra i giovani invariato al 5,8%
“Nel 2025, il tasso di deprivazione materiale e sociale grave tra i giovani (di età compresa tra 15 e 29 anni) nell’Ue è rimasto invariato al 5,8%, la stessa percentuale del 2024. Il tasso è risultato leggermente inferiore rispetto alla popolazione totale (6,3%)”. È un elemento-chiave dell’indagine diffusa oggi da Eurostat. Le percentuali più elevate di giovani che hanno affrontato una grave deprivazione materiale e sociale sono state registrate in Romania (15,1%), Grecia (14,7%) e Bulgaria (14,0%). Al contrario, il tasso è risultato inferiore al 3,0% in 10 paesi dell’Ue: Croazia, Slovenia, Polonia, Repubblica Ceca, Estonia, Cipro, Austria, Paesi Bassi, Lussemburgo e Portogallo. “Nel 2025, il tasso complessivo di rischio di povertà o esclusione sociale (Arope) per i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni era del 24,2%, ovvero 3,3 punti percentuali in più rispetto al tasso della popolazione totale (20,9%)”.
Card. Camillo Ruini: Ercoli (Medicina solidale), “grazie a lui esiste la nostra associazione, aiutate migliaia di persone”
“Fu proprio il card. Ruini a firmare il protocollo d’intesa per l’avvio della sperimentazione della medicina solidale nel 2004 e subito dopo venne stanziato il fondo per la costruzione dell’ambulatorio pediatrico a Tor Bella Monaca che adesso è in uso alla parrocchia S. Maria del Redentore”. Lo ricorda Lucia Ercoli, coordinatrice dell’associazione Medicina solidale, in merito alla scomparsa del card. Camillo Ruini. “Una visione profetica, la sua, accanto ai più fragili. Migliaia di persone in questi 22 anni della periferia sud della Capitale hanno avuto un sostegno e una speranza grazie a lui. La nostra associazione – aggiunge Ercoli – insieme a Fonte d’Ismaele si uniscono alla Chiesa di Roma nel ricordo riconoscente del card. Ruini”.
Pace: il 12 luglio il card. Pizzaballa a Firenze al Re‑Imagine Peace Festival
“Oltre il conflitto con il coraggio del perdono” è il titolo dell’incontro pubblico che vedrà protagonista il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, domenica 12 luglio alle ore 17.45 presso la chiesa di San Salvatore al Monte alle Croci, a Firenze. L’iniziativa è promossa dal Commissariato di Terra Santa della Toscana in collaborazione con il Re‑Imagine Peace Festival, in programma nel capoluogo toscano dal 10 al 12 luglio. Nel corso dell’incontro, il cardinale dialogherà con l’autrice e conduttrice Rai Eva Crosetta, offrendo una riflessione a partire dalla sua recente Lettera pastorale alla diocesi di Gerusalemme e dalla drammatica situazione in Medio Oriente. Al centro dell’appuntamento vi saranno la condizione delle comunità cristiane in Terra Santa, le difficoltà della convivenza tra i popoli e il significato del perdono come possibile strada per costruire percorsi di pace. L’iniziativa si propone come un’occasione di ascolto e approfondimento in un tempo segnato da conflitti e divisioni, invitando a interrogarsi sul ruolo dei credenti e delle comunità cristiane nel promuovere riconciliazione e speranza. L’evento si inserisce nel cartellone del festival curato da Noa, Gil Dor e Mira Awad, da anni impegnati nel favorire il dialogo e l’incontro tra culture attraverso la musica.
Educazione: Pompei, domani un convegno su “fede e bene comune nel pensiero e nelle opere di Bartolo Longo, Giuseppe Moscati e Giuseppe Toniolo”
Promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo di studi superiori e dal santuario di Pompei, domani, giovedì 18 giugno, si terrà il convegno “Curare, educare e costruire. Fede e bene comune nel pensiero e nelle opere di Bartolo Longo, Giuseppe Moscati e Giuseppe Toniolo”.
Nato con l’obiettivo di approfondire il contributo che tre figure emblematiche del cattolicesimo italiano hanno offerto alla società attraverso l’impegno educativo, sanitario e civile, l’incontro si terrà nella Sala Marianna De Fusco del santuario mariano, a Pompei, alle 17.
Ad aprire i lavori saranno l’arcivescovo di Pompei, mons. Tommaso Caputo, e il vicepresidente dell’Istituto Toniolo, Giuseppe Fioroni. Interverranno il giornalista direttore de “Il Rosario e la Nuova Pompei” Angelo Scelzo, il vicepresidente nazionale dell’Amci e coordinatore nazionale del movimento “Cristiani in cammino per un nuovo umanesimo”, Antonio Falcone, e mons. Nicola Longobardo, presidente dell’Accademia Studi Giuseppe Toniolo Aps. A moderare l’incontro sarà Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000.
Il convegno si propone come occasione di riflessione sul valore della cura, dell’educazione e della costruzione del bene comune, temi che conservano una forte attualità nel contesto sociale e culturale contemporaneo. Pur operando in ambiti diversi, infatti, Bartolo Longo, Giuseppe Moscati e Giuseppe Toniolo condivisero una stessa visione cristiana della società.
Le conclusioni saranno affidate a monsi. Domenico Sorrentino, vescovo emerito di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno e postulatore della causa di beatificazione di Giuseppe Toniolo.
Card. Camillo Ruini: Comunità Sant’Egidio, aveva “una grande passione per la Chiesa”
La Comunità di Sant’Egidio si stringe attorno alla famiglia e agli amici più stretti del card. Camillo Ruini – vicario emerito della diocesi di Roma e già presidente della Conferenza Episcopale – ricordandolo come “un pastore che aveva una grande passione per la Chiesa e un senso alto del suo ruolo nella società”. Il card. Ruini – si legge in una nota della Comunità di Sant’Egidio – avviò “un’importante missione cittadina richiamando tutte le componenti ecclesiali ad una sua nuova evangelizzazione e partecipando, a fianco di Giovanni Paolo II, all’organizzazione del grande Giubileo del Duemila”. La Comunità di Sant’Egidio “conserva una memoria affezionata dei numerosi incontri avuti con lui nel corso degli anni, dal centro storico della capitale fino alle sue periferie. Con lui scompare un protagonista della vita ecclesiale di Roma e dell’Italia del Novecento, che ha seguito da vicino, con interesse, anche le sfide complesse della Chiesa nel nuovo millennio”.
Diocesi: Brescia, in serata si ricorda il beato Giovanni Battista Zola, martire a Nagasaki in Giappone
In occasione del 400° anniversario del martirio del beato Giovanni Battista Zola, l’Ufficio per le Missioni e il Servizio per le Cause dei santi della diocesi di Brescia, hanno promosso per la serata di oggi, mercoledì 17 giugno, una celebrazione eucaristica per fare memoria del missionario gesuita bresciano in Giappone. Alla liturgia, presieduta dalle 18 nella basilica delle Grazie dal vescovo Pierantonio Tremolada, parteciperà anche il postulatore generale della Compagnia di Gesù, padre Pascual Cebollada.
Sul sito web della diocesi viene riportato un profilo biografico del beato bresciano: Giovanni Battista Zola nasce nel 1575. Ne conosciamo invece il giorno del battesimo: il primo novembre dello stesso anno. I genitori sono Antonio Zola e Leonora Lodesani, profondamente religiosi. Il giovane si forma nel collegio gesuita di S. Antonio. Nel 1593 entra nella Compagnia di Gesù. Dopo il noviziato a Padova, torna a Brescia: nel 1595 emette i voti religiosi perpetui semplici. Vive un forte afflato missionario che ha modo di concretizzare nel 1601, dapprima in India, poi in Giappone, dove vive dal 1606. Opera con zelo pastorale nella regione del Tacacu per vent’anni, nonostante una salute minata da molti problemi. Studia il giapponese e scrive opere, purtroppo andate perdute, in tale lingua. Edita inoltre riviste cattoliche. Nel tempo, alla primitiva tolleranza riservata ai Gesuiti si sostituisce da parte delle autorità una feroce repressione. Giovanni Battista Zola è arso vivo a Nagasaki insieme ad alcuni compagni, il 20 giugno 1626. Le loro ceneri vengono disperse in mare. Padre Zola e i confratelli non sono i soli a pagare con la vita la fede in Cristo: anche coloro che li avevano ospitati poco prima dell’arresto, vengono uccisi.
Fino al 20 giugno, sempre nella basilica delle Grazie, saranno esposti alla venerazione le copie originali di alcuni suoi scritti e anche una reliquia dei gesuiti martiri in Giappone nel 1626.
Card. Camillo Ruini: Medici cattolici, “scomparsa una personalità di straordinario spessore culturale e spirituale”
“L’Associazione medici cattolici piange la scomparsa del card. Camillo Ruini”. Così il presidente nazionale dell’Amci, l’associazione Medici Cattolici, Stefano Ojetti. “Ha guidato la Cei con profonda umiltà e spirito di servizio sotto i pontificati di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, lasciando un segno indelebile nella storia recente del nostro Paese”. “Alla notizia della sua scomparsa – si legge nella nota diffusa dall’associazione -, l’Amci si stringe nel dolore e nel ricordo di una delle personalità ecclesiali più influenti degli ultimi decenni”.
Card. Camillo Ruini: messa in suffragio questa mattina a San Salvatore in Lauro celebrata dal card. Grech
“Siamo grati al Signore per la vita, la testimonianza e la guida del card. Camillo Ruini”: con queste parole il network “Ditelo sui tetti” ha reso noto che questa mattina nella basilica di San Salvatore in Lauro a Roma il card. Mario Grech ha celebrato la messa del III Festival dell’umano tutto intero in suffragio del porporato scomparso ieri, definito “grande pastore nella contemporaneità”. Alla celebrazione hanno partecipato numerosi amici e collaboratori di Ruini che intervengono alle sessioni del festival, tra cui Luisa Santolini, Paola Binetti, Maurizio Sacconi ed Eugenia Roccella.
Parlamento Ue: oggi il voto sui rimpatri e il percorso di adesione dei Balcani
(Strasburgo) Giorno importante per i Balcani nel loro percorso verso l’adesione all’Ue. A metà giornata gli eurodeputati voteranno su sette relazioni che valutano i progressi compiuti da Albania, Bosnia ed Erzegovina, Georgia, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Turchia nel processo di allargamento. Nella stessa sessione di voto, a Strasburgo, i deputati al Parlamento europeo voteranno sull’accordo politico provvisorio raggiunto con il Consiglio in materia di politica di rimpatrio dell’Ue. La riforma introduce, precisa una nota, “nuovi obblighi per i cittadini extracomunitari senza diritto di soggiorno, che dovranno cooperare con le autorità preposte al rimpatrio, consente la detenzione fino a 24 mesi – e potenzialmente anche più a lungo in determinate circostanze – rafforza il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio in tutta l’Unione e prevede la possibilità di utilizzare centri di rimpatrio in Paesi extracomunitari.
In un dibattito in emiciclo i deputati ascolteranno l’intervento del commissario Glen Micallef sulle modalità per migliorare la protezione dei minori e della loro salute mentale dai rischi associati all’uso dei social media. Tra le possibili risposte già proposte dal Parlamento figurano un’età minima per l’accesso ai social media e un’azione più incisiva da parte dell’Ue per aumentare la responsabilità delle piattaforme online.
L’ordine del giorno prevede anche l’intervento in aula di Andrzej Poczobut: il giornalista bielorusso ha ricevuto il Premio Sakharov nel 2025 insieme a Mzia Amaglobeli, georgiana, mentre entrambi erano detenuti nei rispettivi paesi. Poczobut è stato rilasciato nell’aprile 2026.
Libano: Corsi (Unicef), “Oltre 240 bambini uccisi dall’inizio di marzo. Numeri che interrogano coscienze e comunità internazionale”
“Dopo oltre 100 giorni di intensificazione delle ostilità – a partire dal 2 marzo – 247 bambini sono stati uccisi e 992 feriti, con una media di 12 bambini uccisi o mutilati ogni giorno. Dietro queste cifre sconcertanti si trovano vite stroncate o cambiate per sempre, e famiglie che affrontano perdite profonde, traumi e incertezza”: lo ha detto Marcoluigi Corsi, rappresentante dell’Unicef in Libano, richiamando l’attenzione sulla gravità della situazione che colpisce in modo particolare i più piccoli nel Paese dei Cedri. Numeri che descrivono una crisi umanitaria sempre più drammatica, in cui il costo umano del conflitto assume proporzioni allarmanti. I dati forniti dall’Unicef raccontano non solo l’aumento delle vittime, ma anche la fragilità crescente del contesto sociale, con migliaia di famiglie costrette a vivere in condizioni di insicurezza e privazione. “Questi dati – ha sottolineato Corsi – non sono semplici statistiche, ma storie di sofferenza che non possono lasciare indifferenti”. Il rappresentante dell’Unicef ha evidenziato come l’impatto del conflitto sui minori sia particolarmente devastante, non solo sul piano fisico ma anche psicologico. “I bambini – ha spiegato – stanno pagando il prezzo più alto di una guerra di cui non hanno alcuna responsabilità”, con conseguenze che rischiano di segnare l’intera loro vita. Di fronte a questo scenario, Corsi ha rinnovato l’appello alla comunità internazionale affinché si rafforzino gli sforzi per la protezione dei civili e, in particolare, dei minori. “È necessario agire subito – ha affermato – per fermare l’escalation e garantire condizioni minime di sicurezza e assistenza umanitaria”. Un richiamo che si accompagna alla richiesta di un impegno concreto per il rispetto del diritto internazionale e per la tutela delle popolazioni più vulnerabili.
Card. Camillo Ruini: il cordoglio della Comunità ebraica di Roma, “figura emblematica e protagonista della vita religiosa e civile del nostro Paese”
Il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, e il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, esprimono il cordoglio e sentite condoglianze alla Chiesa Cattolica Romana e italiana per la scomparsa del cardinale Camillo Ruini, “figura emblematica – si legge in un comunicato diffuso oggi – e protagonista della vita religiosa e civile del nostro Paese”. La Comunità Ebraica di Roma (Cer) ricorda “il suo impegno nel dialogo ecumenico e interreligioso, il rapporto di stima e di confronto costruttivo con la Cer e con il Rabbino Elio Toaff”. “Rimane inoltre viva la memoria della sua partecipazione, in rappresentanza di Papa Giovanni Paolo II, alle celebrazioni per il centenario del Tempio Maggiore di Roma, un momento significativo di vicinanza e di amicizia tra le nostre comunità”, scrive la Comunità di Roma. “In questo momento di lutto – conclude il comunicato -, la Comunità Ebraica di Roma si unisce al dolore della Chiesa Cattolica e di quanti hanno apprezzato l’opera e il servizio del cardinale Ruini”.
Papa a Pavia: stasera nella chiesa di Santa Maria del Carmine “Elevazione spirituale” per prepararsi ad accogliere Leone XIV
Proseguono a Pavia le iniziative in preparazione alla visita pastorale che Papa Leone XIV terrà sabato 20 giugno. Nella serata di oggi, mercoledì 17 giugno, alle 21, la chiesa di Santa Maria del Carmine ospiterà un momento di preghiera e meditazione dal titolo “Elevazione spirituale”, aperto a tutta la cittadinanza. L’iniziativa – spiegano dalla diocesi – sarà animata dal Coro della Cattedrale di Pavia e vedrà la partecipazione del vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, offrendo ai fedeli un’occasione per vivere nella preghiera e nel raccoglimento l’attesa dell’arrivo del Santo Padre. A fare da filo conduttore sarà il valore del canto come espressione della fede, richiamato anche da una celebre riflessione di sant’Agostino: “Cantare amantis est”, cioè “il canto è proprio di chi ama”. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Card. Camillo Ruini: funerale domani in San Pietro presieduto da Leone XIV. Venerdì esequie a Reggio Emilia
Il funerale del card. Camillo Ruini sarà celebrato domani alle 16.30 nella Basilica di San Pietro, presieduto da Papa Leone XIV. Il feretro si trasferirà poi nella diocesi natale del porporato per una seconda celebrazione esequiale, presieduta dall’arcivescovo Giacomo Morandi nella Cattedrale di Reggio Emilia venerdì 19 giugno alle 16. Oggi, intanto, la Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla si raccoglierà in Cattedrale alle 20.30 per la recita del Rosario in suffragio del cardinale, insieme a mons. Morandi.
Assegno unico: Inps, nel primo quadrimestre 2026 erogati 6,6 miliardi di euro, con riferimento a 9,6 milioni di figli e 6 milioni di nuclei familiari
Nel primo quadrimestre del 2026 sono stati erogati alle famiglie per l’assegno unico universale 6,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,8 miliardi del 2025. Ne dà notizia oggi l’Istituto nazionale previdenza sociale diffondendo i dati dell’Osservatorio statistico sull’assegno unico universale (Auu). Sono 6.038.598 i nuclei familiari che hanno ricevuto l’assegno nel 2026, per un totale di 9.522.852 figli: l’importo medio per figlio a marzo 2026, comprensivo delle maggiorazioni applicabili, si attesta su 173 euro, e va da circa 59 euro per chi non presenta Isee o supera la soglia massima (che per il 2026 è pari a 46.582,71 euro), a 227 euro per la classe di Isee minima (17.468,51 euro per il 2026).
Cinema: “Toy Story 5” con Katia Follesa e Sal Da Vinci. Docter (Pixar), “viviamo un tempo sfidante con l’IA”
“È straordinario come i personaggi di ‘Toy Story’ abbiano ancora molto da dire. Nel 1995 ci siamo ritenuti fortunati a portare a terminare il primo film”. Così Pete Docter, direttore creativo della Pixar e tre volte Premio Oscar (suoi “Up”, “Inside Out”), nel presentare alla stampa “Toy Story 5”, in sala con Disney dal 18 giugno. Con lui la produttrice Lindsey Collins e le voci italiane Katia Follesa, Sal Da Vinci, Gianluca Gazzoli, Federico Basso e Ilaria Stagni. “Viviamo un tempo sfidante con l’IA – ha indicato Docter – La tecnologia può essere un valido supporto per la visione degli artisti, ma dipende sempre dall’utilizzo. In Pixar siamo molto attenti all’argomento, alla cura della creatività”. Gli fa eco la Collins: “L’IA è un po’ come il fuoco: può aiutarti, illuminarti, ma se non si è prudenti può bruciare tutto”.
Follesa ha affermato: “La tecnologia non va demonizzata, va trovato però un giusto compromesso grazie alla presenza dei genitori. Resto una nostalgica, e ritengo che ci abbia sottratto autenticità, voglia di scoperta”. Dello stesso avviso Gazzoli: “Un film che ci interroga come genitori e adulti, soprattutto sull’uso dei dispositivi. Indaga la socialità, quello che stiamo mettendo a rischio”.
Il vincitore di Sanremo, Sal Da Vinci: “Sono legato al mondo Disney, l’ho trasferito ai miei figli e nipoti. Io purtroppo ho smesso di giocare troppo presto. Che onore oggi prestare la voce a un gioco a forma di pizza, ‘Pizza cu ’e llente’”. Infine, la doppiatrice Stagni: “Ritrovo il personaggio di Jessie, e penso ai professionisti che non ci sono più come Fabrizio Frizzi, la voce di Woody. Questo nuovo film è meraviglioso, emozionante”.
Diocesi: Salerno, stasera un incontro-dibattito su “La disabilità nelle Sacre Scritture”
Oggi, mercoledì 17 giugno, alle ore 18.30, a Salerno, presso Casa Nazareth, si terrà un incontro-dibattito inserito nell’ambito di un percorso di sensibilizzazione sul tema “La disabilità nelle Sacre Scritture” promosso dalla parrocchia di Gesù Redentore, a Salerno, in collaborazione con il Gruppo parrocchiale Emmaus e l’Ufficio catechistico diocesano di Salerno-Campagna-Acerno.
Il percorso è stato inaugurato con una mostra iconografica, aperta domenica 17 maggio presso la chiesa di Gesù Redentore, composta da sei tavole raffiguranti episodi di disabilità tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento. La mostra è stata presentata dalla referente diocesana del Servizio Catechesi e Disabilità, Maria Cirillo, e ha preso parte anche una rappresentanza dell’Ens – Ente Nazionale Sordi, a testimonianza dell’attenzione e dell’interesse suscitati dall’iniziativa nel territorio.
Interverranno stasera don Gianluca Cipoletta, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano di Salerno-Campagna-Acerno; Maria Cirillo, referente diocesana del Servizio Catechesi e Disabilità; fra Giulio Marcone, referente per le persone con disabilità della Provincia salernitano-lucana dei Frati minori; don Ciro Torre, parroco di Gesù Redentore; modererà Giuseppe Garofalo, responsabile del Gruppo della catechesi alla disabilità “Emmaus” della parrocchia di Gesù Redentore.
Leone XIV: saluta i giovani che stanno affrontando gli esami
“Siamo alle soglie del periodo estivo, tempo di turismo e di pellegrinaggi, di ferie e di riposo”. Lo ha detto il Papa, salutando, al termine dell’udienza di oggi, i fedeli di lingua italiana. Cari giovani, “Mentre penso ai vostri coetanei che stanno ancora affrontando gli esami, auguro a voi già in vacanza di profittare dell’estate per utili esperienze sociali e religiose”, il saluto ai giovani. “Trovare conforto e sollievo nella vicinanza dei vostri familiari”, le parole indirizzate da Leone XIV ai malati. Agli sposi novelli, infine, Leone XIV ha chiesto di “utilizzare questo periodo estivo per approfondire sempre più il valore della missione nella Chiesa e nella società”.
Leone XIV: udienza, “invito tutti a pregare perché finisca la guerra in Ucraina”
“Arrivano notizie dolorose sulla guerra in Ucraina, che continua ad allargarsi. Tante vittime innocenti: soccorritori uccisi, chiese e luoghi del patrimonio culturale devastati dalle fiamme”. Lo ha detto il Papa, salutando, al termine dell’udienza di oggi, i fedeli di lingua italiana. “Sono vicino a quanti piangono i propri cari, ai feriti e a coloro che in mezzo alla violenza continuano a servire la vita con coraggio”, ha proseguito: “Invito tutti a pregare perché questa guerra finisca. Chiediamo al Signore di aprire vie di dialogo, di spegnere l’odio e di rendere possibile una pace giusta e duratura”.
Leone XIV: udienza, “soddisfazione per accordo tra Iran e Usa”, “rafforzi fiducia reciproca, sicurezza e stabilità nel Medio Oriente”
“Esprimo la mia soddisfazione per il raggiungimento dell’accordo tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America, che sarà firmato nella giornata di venerdì quale incoraggiante risultato del paziente lavoro di dialogo e di negoziazione”. Lo ha detto il Papa, al termine dell’udienza di oggi, durante i saluti ai fedeli di lingua italiana. “Esprimo la mia gratitudine – ha proseguito – ai Paesi che si sono impegnati per favorire l’incontro tra le parti e rendere possibile tale intesa”, ha proseguito: “Auspico che questo accordo possa contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, la sicurezza e la stabilità nel Medio Oriente, promuovendo percorsi di dialogo e di collaborazione tra i popoli”.
Card. Camillo Ruini: dalle ore 12 camera ardente al Pontificio Seminario Romano Minore
La camera ardente del card. Camillo Ruini è allestita dalle ore 12 di oggi nella Cappella della Madonna della Perseveranza del Pontificio Seminario Romano Minore, con ingresso da via Aurelia 208. Lo rende noto il Vicariato di Roma, che invita la diocesi a raccogliersi in preghiera per rendere l’ultimo omaggio al vicario emerito.
Leone XIV: udienza, “l’Azione Cattolica è una scuola di fede”
L’Azione Cattolica è una “scuola di fede”. Lo ha detto il Papa, salutando al termine dell’udienza i fedeli polacchi. “Sono in corso le celebrazioni del 30° anniversario della riattivazione dell’Azione Cattolica in Polonia, avvenuta grazie all’ispirazione di San Giovanni Paolo II, che la definì una scuola di fede”, le parole di Leone XIV: “Ringrazio gli assistenti e i membri dell’associazione per il loro impegno nell’evangelizzazione. La vostra fede sia un segno di speranza per il prossimo”.
Intelligenza artificiale: WeCa, disponibile on line un tutorial su “L’enciclica Magnifica Humanitas e l’umanesimo tecnologico cristiano”
“L’enciclica Magnifica Humanitas e l’umanesimo tecnologico cristiano” è il titolo del tutorial WeCa disponibile a partire dalla mattina di oggi, mercoledì 17 giugno, sul sito www.webcattolici.it, su YouTube e su www.facebook.com/webcattolici.
Il tutorial, introdotto dal presidente WeCa Fabio Bolzetta e scritto e condotto dal consigliere WeCa Andrea Tomasi, è il primo di due episodi dedicati all’enciclica sociale di Leone XIV Magnifica Humanitas, pubblicata lo scorso 25 maggio e dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. La lettera enciclica, che estende il concetto di ecologia integrale al mondo digitale, si oppone alle visioni tecnocratiche e transumaniste attraverso tre priorità: governare l’IA per tutelare la persona umana, educare al discernimento critico e coltivare una spiritualità dell’incarnazione ispirata al pensiero di Romano Guardini. I tutorial WeCa torneranno ad occuparsi dell’enciclica Magnifica Humanitas la settimana successiva, con un episodio scritto e condotto dal consigliere WeCa don Paolo Padrini e con un’ulteriore serie di tutorial dedicati dopo l’estate.
I tutorial WeCa sono una proposta dell’Associazione WebCattolici italiani (WeCa) in sinergia con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei e il Centro di ricerca sull’educazione ai media all’informazione e alla tecnologia (Cremit) dell’Università Cattolica di Milano. Oltre alla diffusione tramite i social network e sul sito www.weca.it, i tutorial vengono trasmessi sulle televisioni del circuito CoralloSat, sono disponibili in formato podcast su Spotify e possono essere ascoltati anche, attraverso comando vocale, sui dispositivi compatibili con Amazon Alexa grazie alla skill WebCattolici.
Nell’ottava stagione dei tutorial WeCa prosegue la collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, con tutorial mensili dedicati alla comunicazione e alle tematiche sociali, economiche e ambientali.
Leone XIV: udienza, “alziamo lo sguardo, impariamo da Gesù a guardare il prossimo”
“Alziamo lo sguardo! Impariamo da Gesù a guardare il prossimo, la gente, il mondo con gli occhi di Dio, cioè con amore, rispetto e compassione”. È l’invito del Papa, sulla scorta del motto del viaggio apostolico in Spagna, di cui nella catechesi di oggi ha ripercorso le tappe. “Sono parole di Gesù, rivolte ai suoi primi discepoli, per insegnare loro a vedere nelle persone e nelle folle il desiderio di vita, di verità, di pienezza”, ha ricordato: “A me per primo il Signore ripete quelle parole, e con la sua grazia ne ho fatto esperienza anche durante il viaggio”. Poi il ringraziamento a “tutti coloro che hanno pregato per la buona riuscita di questo viaggio apostolico, in modo particolare le comunità di monache contemplative, che in Spagna, grazie a Dio, sono molto numerose. Continuate a pregare, perché, con l’intercessione della Vergine Maria, i semi che ho sparso portino frutti abbondanti”.
Leone XIV: udienza, “Canarie chiave di lettura del viaggio in Spagna”
“Alle Isole Canarie, ultima tappa del nostro itinerario, mi è stata offerta una chiave di lettura complessiva”. Lo ha detto il Papa, ripercorrendo, durante l’udienza di oggi, le tappe del suo recente viaggio apostolico in Spagna. “Me l’hanno offerta, da una parte, la stessa posizione geografica di quell’arcipelago”, ha spiegato: “e, dall’altra, la realtà di una Chiesa locale che accoglie un gran numero di migranti forzati, provenienti soprattutto dall’Africa”. “Sappiamo che il fenomeno migratorio è complesso e che richiede piani di azione organici e concertati”, ha ammesso Leone: “Ma questa chiave di lettura apre una prospettiva diversa e più ampia: ci fa capire come siamo chiamati a rileggere il Vangelo nel mondo di oggi, scambiandoci i doni delle nostre rispettive culture, e in particolare i frutti prodotti in esse dalla fecondità del messaggio di Cristo. E uno di questi frutti è proprio il dialogo tra le persone e tra i popoli, l’incontro in spirito di fraternità, che permette di scoprire e apprezzare reciprocamente i valori di cui l’altro è portatore. Questo cammino non è facile, richiede buona volontà e l’aiuto di Dio, ma è il cammino che conduce alla civiltà dell’amore”.
Leone XIV: udienza, “c’è bisogno di ascoltare nella voce del Papa il Vangelo della speranza per questa nostra umanità”
“Ho colto, attraverso i vari incontri, il bisogno di ascoltare nella voce del Papa il Vangelo della speranza per questa nostra umanità di oggi, duramente provata dalle conseguenze negative di un modello di sviluppo ingannevole”. Lo ha detto il Papa, ripercorrendo, durante l’udienza di oggi, le tappe del suo recente viaggio apostolico in Spagna. “Questo bisogno, che ha trovato espressione nelle tante testimonianze che ho potuto ascoltare – testimonianze a volte commoventi, a volte edificanti –, l’ho riconosciuto anche e soprattutto nei volti dei piccoli e dei poveri che ho incontrato”, ha osservato Leone XIV: “del bambino che nella parrocchia mi ha letto la sua lettera; di alcune vittime di abuso, che chiedono di essere ascoltate; dei detenuti che mi aspettavano nel carcere; dei giovani pieni di inquietudine e di progetti; dei migranti nei centri di prima accoglienza alle Canarie”.
Leone XIV: udienza, “custodire con cura il patrimonio dell’Europa, realtà attuale, non superata”
“A Madrid e a Barcellona ci siamo radunati nelle grandi Cattedrali come pure negli stadi modernissimi. Abbiamo pregato il santo Rosario nell’Abbazia di Montserrat. Abbiamo celebrato nella Sagrada Familia, maestoso simbolo, sinfonia di pietra e di luce che parla a tutti del mistero cristiano”. È la sintesi della prima tappa del suo quarto viaggio apostolico internazionale, stilata dal Papa nella catechesi dell’udienza di oggi. “Questo incontro di antico e moderno, di tradizione cattolica e cultura contemporanea mi ha fatto percepire dal vivo il carattere proprio dell’Europa, la sua ricchezza inestimabile, come realtà attuale, non superata”, l’omaggio di Leone XIV: “Si tratta di un patrimonio da custodire con cura, per poterlo investire nell’oggi globale con le sue sfide epocali: la pace, l’ecologia integrale, lo sviluppo equo e sostenibile, il rispetto della dignità umana. Sono sfide che il Concilio Vaticano II aveva già chiaramente riconosciuto e sulle quali è ritornato il Magistero successivo, fino alla mia recente Enciclica Magnifica humanitas, che mira a custodire la persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
Leone XIV: “c’è un bisogno diffuso di ritrovarsi uniti su un fondamento vero e profondo, non ideologico né di interesse parziale”
“Nel caso della Spagna, ho potuto notare con gioia quanto la gente, di ogni età e condizione, aspettasse la visita del Papa: dappertutto ho trovato moltitudini ad accogliermi con grande calore”. È il bilancio che Leone XIV ha fatto del suo quarto viaggio apostolico, nella catechesi dell’udienza di oggi. “Questo fatto non era scontato, e merita una riflessione”, ha osservato il Papa: “Naturalmente tale partecipazione esprime anzitutto la fede del popolo spagnolo; al tempo stesso, ritengo che manifesti il bisogno diffuso di ritrovarsi uniti su un fondamento vero e profondo, non ideologico né di interesse parziale. Quel fondamento che solo Cristo, in ultima analisi, può assicurare, e che il Vangelo, attraverso le necessarie inculturazioni, può trasmettere nella vita dei popoli. Può farlo perché il suo messaggio risponde pienamente a entrambe queste esigenze: la ricerca di verità e la sete di giustizia”.
Leone XIV: udienza, “in Spagna sono stato accolto dovunque con entusiasmo”
“Dopo il lungo viaggio in quattro Paesi africani, questa volta mi sono trovato immerso in un Paese europeo di antica e ricchissima tradizione cattolica”. Lo ha detto il Papa, ripercorrendo, nella catechesi dell’udienza di oggi, le tappe del suo recente viaggio apostolico in Spagna, che ha toccato Madrid, Barcellona, l’Abbazia di Montserrat e le Isole Canarie. “Ed è apparso evidente come nella Spagna di oggi, che ha conosciuto notevoli mutamenti sociali e culturali, il Papa sia stato accolto dovunque con entusiasmo e apertura all’ascolto”, il bilancio di Leone XIV: “Di questo rendo grazie a Dio e a tutto il popolo spagnolo, al Re e alle Autorità civili, ai Vescovi e alle Comunità ecclesiali. Il popolo di Dio mi ha molto confortato con la festosa manifestazione della sua fede e del suo affetto”. “A mia volta, ho confermato i fedeli e, come Vescovo di Roma, li ho incoraggiati a superare ogni forma di divisione e di contrapposizione, coltivando sempre la comunione, il dialogo, l’unità nella diversità”, ha spiegato il Pontefice: “Questo è il servizio proprio del Successore di Pietro, servizio che nei viaggi apostolici trova un’espressione specifica, ogni volta adatta alle situazioni ecclesiali e sociali dei Paesi visitati”.
Card. Camillo Ruini: Bova (Forum sociosanitario), “grande testimone del qualificato impegno del Magistero della Chiesa a servizio del bene comune”
Il Forum delle associazioni sociosanitarie ha appreso “con grande dolore” la dipartita del card. Camillo Ruini ed esprime, tramite il suo presidente Aldo Bova, a nome personale e di tutte le componenti del Forum delle associazioni sociosanitarie, “grande apprezzamento per la grande competenza, passione e lungimiranza con cui si è speso a servizio della Chiesa romana ed italiana tutta, promuovendo sempre l’impegno dei cattolici nel sociale e nel politico a servizio del bene comune. “Ricordiamo con gioia il suo sottolineare i valori non negoziabili per i cattolici impegnati nel sociale e nel politico – afferma Bova -. Chiediamo al Signore misericordioso di accogliere al suo fianco il card. Camillo Ruini, che resta un grande testimone di misericordia e testimone del qualificato impegno del Magistero della Chiesa a servizio del bene comune alla luce del Vangelo”.
Card. Camillo Ruini: card. Betori, “il fondamento della sua persona è stata senza alcun dubbio la fede”
“Per ricordare il card. Camillo Ruini ritengo doveroso partire dal fondamento, ovvero dal cuore, perché è da lì che si può comprendere il segreto di una persona. Il cuore, il fondamento della persona e dell’opera del card. Ruini, è stata senza alcun dubbio la fede. Non gli rende merito chi ne esalta o addirittura riduce tutto alla sua presenza nella scena politica del Paese”. Lo scrive il card. Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze, in un affidato al Sir. Per il porporato la fede di Ruini era “integrale e quindi ritenuta in grado di dare senso pieno a ogni dimensione dell’esistenza, personale e sociale”, ma anche “sempre una fede pensata”, quella di un teologo “che metteva il suo pensiero a servizio della Chiesa” nella “ricerca dell’impatto della verità con la storia”. L’insieme degli interventi di Ruini tendeva a dare corpo a un “progetto culturale”: “la convinzione che il Vangelo possedesse una forza illuminante per la cultura di un popolo e che quindi fosse dovere dei credenti mostrare come, a partire dal Vangelo, potesse scaturire un modello di vita buona per tutti”. Il card. Betori ricorda anche lo “spessore umano” del cardinale, fatto di “profonde amicizie e attenzione alle persone”, e cita un episodio personale: alla vigilia del Convegno ecclesiale di Verona, dovendo affrontare un intervento chirurgico, Ruini lo rassicurò con queste parole: “Non ti preoccupare don Giuseppe, ti sostituisco io”. “La più preziosa lezione di umanità – scrive Betori – è questa: rassicurandomi, si faceva lui personalmente carico di tutto”.
Leone XIV: “abuso provoca ferite traumatiche”, “comunità ecclesiali siano luoghi sicuri per tutti”
“Lavorare affinché le comunità ecclesiali siano luoghi sicuri per tutti, specialmente per bambini, adolescenti e persone più vulnerabili”. E’ l’invito del Papa, nel discorso, in spagnolo, rivolto ai rappresentanti del “Centro de Investigación y Formación de Protección al Menor” (Ceprome), ricevuti in udienza nell’Auletta dell’Aula Paolo VI. “Perché ci sia una vera esperienza d’amore con il Signore, è necessario che abbiamo spazi sicuri”, ha spiegato Leone XIV, secondo il quale “l’incontro con Cristo ci segna in modo positivo e ci proietta verso una vita piena di amore e libertà, mentre accade tutto il contrario con le situazioni di abuso, provocando ferite traumatiche che condizionano e riducono lo sviluppo spirituale e umano della persona”. “Non essere un motivo di scandalo per i più piccoli”, l’invito del Vangelo da raccogliere: “Questo compito, pur essendo responsabilità principale di chi è chiamato a essere pastore, è un mandato per tutti nella Chiesa, e alcuni, come voi, lo hanno assunto anche a livello professionale”. “Nel mio recente viaggio apostolico in Spagna – ha ricordato il Papa – parlavo ai vescovi del dolore di chi è stato ferito da chi avrebbe dovuto prendersi cura di loro, situazioni di fronte alle quali «la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con l’ascolto, la verità, la giustizia, la riparazione e un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella cultura della cura”. Rafforzare ”le reti di collaborazione tra le Chiese locali e le istituzioni civili, promuovendo la cultura della prevenzione e della cura dei più vulnerabili”, l’invito finale, affinché “tutti gli spazi nella Chiesa, siano essi fisici o virtuali, siano davvero luoghi per l’incontro fecondo con Gesù Cristo, liberi da paure, sospetti o sfiducia”.
Leone XIV: udienza, bagno di folla in piazza San Pietro nonostante il caldo
Bagno di folla anche oggi, in piazza San Pietro, per l’udienza generale. Nonostante il caldo e le temperature in salita nella Capitale, migliaia di fedeli provenienti da tutte le parti del mondo non hanno rinunciato a seguire il tradizionale appuntamento del mercoledì, muniti di cappellini per ripararsi dalla calura e naturalmente degli immancabili telefonini per immortalare il momento. Tra i bimbi, che come di consueto sono stati i protagonisti principali del giro della jeep bianca scoperta, con a bordo Leone XIV, tra i vari settori delimitati dal colonnato del Bernini, anche una bambina vestita da angelo, tutta in bianco con tanto di ali. Tra i cartelli esibiti al passaggio del Papa, anche uno a caratteri cubitali con su scritto, in nero su campo bianco: “Can I have a Hug?” (posso avere un abbraccio?).
Card. Camillo Ruini: Prosperi (Cl), “un grande dono per la Chiesa italiana, grati per giovani e movimenti”
“Il card. Camillo Ruini è stato ‘un grande dono per la Chiesa italiana’”. Così Davide Prosperi, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, commenta la notizia della morte del porporato, esprimendo “gratitudine” anche “per come ha favorito la crescita dei movimenti ecclesiali e per la sua particolare cura nei confronti dei giovani”, riservando a Cl “attenzione e affetto”. “È una notizia che ci addolora molto. Il movimento di Comunione e Liberazione si unisce alle preghiere per lui ed è vicino ai suoi famigliari e alle persone che gli erano più care”, dichiara Prosperi. Ricordando il lungo servizio alla guida della Cei, il presidente della Fraternità di Cl sottolinea che Ruini “ha dato un contributo decisivo sostenendo la presenza attiva e propositiva della Chiesa nella società, e soprattutto negli ambienti della cultura e della politica”. “Gli siamo ulteriormente grati – aggiunge – per come ha saputo favorire la presenza dei movimenti ecclesiali all’interno delle diocesi italiane e per l’attenzione e l’affetto che ci ha sempre dimostrato”. Una “paternità” esercitata “con particolare cura nei confronti dei giovani”. Ricorda Prosperi: “durante l’apertura del primo Consiglio permanente Cei nel 1993, indicò alla Chiesa italiana il compito di ‘diventare, più di quanto ora non sia, casa abitabile dai giovani’. ‘Desideriamo far nostro anche oggi quell’invito – conclude – esprimendo così la nostra gratitudine per il suo accompagnamento di tanti anni. A Maria, Madre della Chiesa, affidiamo questo Suo devoto servitore”.
Diocesi: mons. Peri (Caltagirone), “il lavoro è dignità, il declino industriale impoverisce l’intera comunità”
“Quando il lavoro viene meno in territori già segnati da fragilità, il danno non rimane circoscritto. Si estende. Diventa un fatto collettivo. Una perdita che riguarda l’intera comunità. Una riduzione delle opportunità per le nuove generazioni. Un impoverimento progressivo che, una volta consolidato, richiede tempi lunghi per essere invertito, e talvolta non viene più recuperato”. Lo ha scritto il vescovo di Caltagirone, mons. Calogero Peri, in una lettera aperta alla città e ai responsabili delle Istituzioni con la quale ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze sociali ed economiche della progressiva perdita di capacità produttiva del territorio.
Il presule ha evidenziato come la crisi della zona industriale non riguardi esclusivamente imprese e lavoratori direttamente coinvolti, ma investa l’intera comunità. E ha richiamato il valore del lavoro: “La Dottrina sociale della Chiesa ci ricorda che il lavoro non è una merce. Non può essere ricondotto unicamente a categorie economiche o patrimoniali. Il lavoro è una dimensione essenziale della persona. È espressione di dignità. È partecipazione alla vita sociale. È costruzione quotidiana del bene comune”. “Per questo – ha ammonito – ogni decisione che incide sul lavoro porta con sé, inevitabilmente, una responsabilità che è anche morale”. “È possibile considerare accettabile un progressivo indebolimento della capacità produttiva di un territorio già fragile? È possibile assistere alla chiusura o alla progressiva riduzione delle attività economiche limitandosi a constatare che ogni procedimento ha seguito il proprio corso?”, gli interrogativi posti da mons. Peri, che invita a pensare a “quale volto avrà Caltagirone nei prossimi anni se questa tendenza dovesse continuare senza un’inversione di prospettiva”.
“Come vescovo – conclude – sento il dovere di affidare queste riflessioni alla coscienza di tutti. Con rispetto per le Istituzioni. Con fiducia nella giustizia. E con la preoccupazione, non nascosta, di chi vede il rischio concreto che una parte rilevante del patrimonio produttivo e umano di questa città possa disperdersi definitivamente”.
Diocesi: mons. Lagnese (Caserta e Capua), “viva soddisfazione per il traguardo della promozione raggiunto dalla Juvecaserta”
Il vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, mons. Pietro Lagnese, esprime “viva soddisfazione per il traguardo della promozione raggiunto dalla Juvecaserta, un successo che premia il percorso di questa stagione”.
Nel formulare i propri auguri alla squadra di pallacanestro promossa in serie A2, il presule desidera richiamare quanto condiviso durante il recente incontro in Curia, presso la Sala “Papa Francesco ’24”. In quell’occasione, mons. Lagnese ha ribadito come la pratica sportiva, se vissuta con consapevolezza, rappresenti una delle forme più alte di educazione alla vita. Lo sport, per il presule, non si esaurisce nell’agonismo, ma costituisce un laboratorio di cittadinanza attiva e un prezioso antidoto alle solitudini moderne; in questo contesto, il “senso di squadra” insegna che non esiste vittoria che valga quanto la capacità di rialzarsi insieme dopo una sconfitta.
Questa visione trova un profondo sostegno nel magistero di Leone XIV. Nel video con le intenzioni di preghiera per il mese di giugno, il Pontefice definisce lo sport un “linguaggio universale” capace di avvicinare le culture, unire i popoli e seminare rispetto, solidarietà e crescita personale. Il Papa esorta affinché lo sport sia sempre vissuto come “una scuola di fraternità e non di sterile rivalità, uno spazio d’incontro e non d’esclusione, una via di pace e non di violenza”. Richiamando la necessità di costruire comunione e fraternità, il Pontefice sottolinea come, nella vita come nel gioco, “nessuno si salva da solo”, ricordando che il bisogno degli altri è fondamentale per crescere, superare i propri limiti e celebrare le vittorie insieme. Inoltre, riflettendo sulla “logica dell’incontro”, Leone XIV ha incoraggiato atleti e istituzioni a promuovere la filosofia del “vincere senza umiliare”, mettendosi al contempo in guardia dal rischio della “dittatura della performance” e della possibile strumentalizzazione politica dell’attività sportiva.
Mons. Lagnese auspica che la Juvecaserta possa continuare a testimoniare tali valori, rappresentando per la comunità cittadina un modello di impegno, umiltà e autentica coesione sociale, capace di trasformare i valori del campo in uno stile di vita quotidiano per l’intera città.
Card. Camillo Ruini: Fontana, “con intelligenza, lungimiranza e grande sapienza ha accompagnato passaggi importanti della storia del nostro Paese”
“La scomparsa del cardinale Camillo Ruini mi addolora profondamente. Con intelligenza, lungimiranza e grande sapienza ha accompagnato passaggi importanti della storia del nostro Paese, richiamando costantemente il valore della presenza dei cattolici nella società e la responsabilità di custodire e testimoniare il messaggio cristiano”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, ha commentato nella notte la morte del card. Camillo Ruini, già vicario del Papa per la diocesi di Roma e presidente della Conferenza episcopale italiana dal 1991 fino al 2007, avvenuta ieri. “Rivolgo la mia vicinanza ai suoi familiari, alla sua comunità e a quanti gli hanno voluto bene. La sua eredità culturale e spirituale continuerà a ispirarci e ad accompagnarci”, ha concluso la terza carica dello Stato.
Card. Camillo Ruini: La Russa, “appassionato difensore della testimonianza cristiana come punto di leva per l’intera società civile e le istituzioni democratiche”
“Nell’apprendere con sincera e profonda commozione la notizia della scomparsa del cardinale Camillo Ruini, esprimo gratitudine e riconoscimento per il suo ruolo di guida spirituale e pastorale, sempre vicino alla gente e al popolo italiano. Attento alle donne e agli uomini che vivevano nelle difficoltà della vita vera, il cardinale Ruini è stato un appassionato difensore della testimonianza cristiana come punto di leva per l’intera società civile e le istituzioni democratiche”. Così il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, ha commentato la morte del card. Camillo Ruini, già vicario del Papa per la diocesi di Roma e presidente della Conferenza episcopale italiana dal 1991 fino al 2007, avvenuta ieri. “Alla Chiesa italiana e ai familiari il cordoglio mio personale e del Senato della Repubblica”, ha concluso la seconda carica dello Stato.
Card. Camillo Ruini: Meloni, “ha difeso con vigore l’identità, la missione e il ruolo dei cattolici nella società italiana”
“La notizia della scomparsa del cardinal Camillo Ruini mi colpisce e mi addolora particolarmente. Un grande uomo di Chiesa, dalla straordinaria intelligenza e dalla profonda umanità, che ha difeso con vigore l’identità, la missione e il ruolo dei cattolici nella società italiana”. Così il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, ha commentato nella notte la morte del card. Camillo Ruini, già vicario del Papa per la diocesi di Roma e presidente della Conferenza episcopale italiana dal 1991 fino al 2007, avvenuta ieri. “Sono onorata di averlo conosciuto, di aver stretto con lui un affettuoso legame di amicizia e di aver potuto raccogliere i suoi preziosi insegnamenti”, ha proseguito la premier, aggiungendo che quella di Ruini “è stata una delle menti più lucide della società italiana e mi auguro che la sua eredità spirituale, culturale e umana possa essere raccolta come merita, per generare nuovi e generosi frutti”.













