Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 14 Agosto 2026

Breaking News

Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, venerdì 14 agosto 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Editoria: da Agostino a Ratzinger, Pandolfi pubblica in tre tomi “Forme del pensare cristiano”

È uscito per IF Press “Forme del pensare cristiano, 2”, opera in tre tomi di Carmelo Pandolfi, ordinario di filosofia al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum di Roma, che nel 2016 aveva pubblicato con lo stesso editore il primo volume dell’opera. Il pensiero cristiano, spiega l’autore, propone di risalire “quoad nos” al Padre da cui “quoad se” tutto discende. Il (337 pagine), con la prefazione del card. Fortunato Frezza, ripercorre da Agostino a Dante, passando per Ildegarda, Bonaventura e Tommaso, una sinfonia metafisica che dal Verbo Incarnato riconduce all’Atto stesso dell’essere, il Padre da cui procedono la Generazione del Figlio e la Processione dello Spirito. Il (247 pagine), attraversa i Padri cappadoci, Dionigi, Massimo il Confessore, Giovanni Damasceno, l’italogrecità, Florenskij ed Evdokimov, per mostrare come lo Spirito, nel creato, illustri il volto teandrico di Cristo. Il (419 pagine), mette le due tradizioni in dialogo con teologi come Hans Urs von Balthasar e Joseph Ratzinger, affrontando nodi speculativi odierni, dall’antropologia alla liturgia. I tre volumi, editi nella collana Essay Research Series, sono in vendita al prezzo di 25 euro ciascuno.

Rivista San Francesco: a ottobre volume da collezione per gli ottocento anni della morte del Poverello

192 pagine, circa quaranta contributi originali dettagliati, firmati da esperti di francescanesimo redatti con stile divulgativo e linguaggio accessibile a tutti. È il secondo numero da collezione che la rivista di San Francesco, il mensile dei frati del Sacro convento di Assisi, dedica ai cinque anniversari del grande centenario francescano. Il volume, dal titolo “San Francesco vive” sarà il numero di ottobre 2026 e uscirà in concomitanza con la festa del Santo e con l’ottocentesimo anniversario della sua morte. L’opera propone una sintesi del cammino celebrativo del quadriennio 2023–2026, articolata, per ciascuno dei grandi eventi francescani (anniversario della Regola bollata e del Natale di Greccio; dell’impressione delle stimmate; della composizione del Cantico delle creature; e della morte del Santo), in quattro tappe: la descrizione dell’evento nel suo contesto, la presentazione dei luoghi in cui si è svolto, un focus sui “co-protagonisti” accanto a Francesco e l’attualità che esso riveste ancora per noi oggi. Il volume contiene infine un breve scritto autobiografico di Chiara Valerio in cui racconta il proprio san Francesco.
A dare il titolo al volume è anche il messaggio che il numero intende trasmettere e che è il cuore della comunicazione che i frati della basilica hanno voluto condividere in questo centenario. La pubblicazione si distingue inoltre per una cura grafica e iconografica di pregio, concepita per farne un’opera da conservare e tramandare.

Economy of Francesco: Summer School in Germania su “L’economia della fraternità: dalla realtà vissuta all’impatto misurato”

La Summer School internazionale “Economy of Francesco” si terrà quest’anno a Osnabrück e Mettingen, in Germania, dal 29 agosto al 3 settembre. Per la prima volta fuori dall’Italia, la Summer School riunirà 35 partecipanti provenienti da 26 nazionalità diverse “per esplorare come la fraternità possa diventare un principio concreto in grado di plasmare la vita economica”, spiega un comunicato. Con il tema “L’economia della fraternità: dalla realtà vissuta all’impatto misurato”, il programma collegherà ricerca accademica, imprenditorialità, innovazione e vita comunitaria, introducendo al contempo i partecipanti all’EoF Fraternity Index, un nuovo strumento di ricerca sviluppato dalla Fondazione “Economy of Francesco”.
Nata dall’invito di Papa Francesco a giovani economisti, ricercatori, imprenditori e agenti del cambiamento di tutto il mondo a ripensare l’economia, “l’iniziativa – si legge – è cresciuta fino a diventare una comunità e un movimento globale impegnati a costruire un’economia più giusta, inclusiva e sostenibile, ponendo al centro la dignità umana, le relazioni, la cura e il bene comune”.
Selezionati dunque tra 98 candidature, i 35 partecipanti di 26 nazionalità diverse prenderanno parte “a un’esperienza di apprendimento immersiva e partecipativa”. “Più che un tradizionale programma accademico, la Summer School combina lezioni, presentazioni dei partecipanti, workshop collaborativi, incontri con istituzioni locali e riflessioni spirituali”.
Il programma prevede la partecipazione di studiosi e professionisti, tra cui Luigino Bruni, Helen Alford, Paolo Santori, Felix Osterheider, Maren Wilmes e Henning Müller, insieme a rappresentanti di istituti di ricerca, imprese, organizzazioni della società civile e istituzioni pubbliche locali.  il programma.

Rai Tre: Sulla Via di Damasco, puntata dedicata a don Divo Barsotti e alla sua eredità spirituale

Ci sono uomini che attraversano la storia senza cercare visibilità, ma lasciando un segno profondo e duraturo. Tra questi, spicca la figura di don Divo Barsotti, il “cercatore di Dio” che ha fatto della preghiera e della santità il cuore della propria esistenza. Nella nuova puntata di Sulla Via di Damasco, in onda su Rai Tre, domenica 16 agosto, ore 8.30, il programma si immerge nella vita e nell’eredità spirituale di un uomo che continua a interrogare il presente e che attrae giovani, famiglie e sacerdoti. Con la conduttrice Eva Crosetta, padre Agostino Ziino e padre Serafino Tognetti, accompagneranno il pubblico dentro il cuore dell’esperienza barsottiana: il “monachesimo interiore”, la fraternità come sostegno quotidiano e una santità vissuta nella concretezza della vita. Attraverso testimonianze, incontri e riflessioni, la puntata racconta la forza di un carisma che ha generato una comunità viva e diffusa nel mondo, capace di unire laici, consacrati e famiglie in un’unica ricerca di Dio. All’interno del programma di Vito Sidoti, Eva Crosetta, Emiliano Fiore, anche intense testimonianze di chi, incontrando l’insegnamento di Barsotti, ha ritrovato direzione, senso e pienezza nel proprio cammino umano e spirituale. Un’eredità che ha oltrepassato confini e generazioni, giungendo fino al Benin.

Assunta: Fiumefreddo Bruzio, settimana mariana nel 50° della morte della venerabile Elisa Miceli

“Tempo di grazia, preghiera e profonda riflessione. Quest’anno il nostro cammino spirituale si arricchisce della memoria devota e affettuosa della nostra Fondatrice, Venerabile Elisa Miceli nel cinquantenario della sua nascita al Cielo”. Con queste parole le suore Catechiste Rurali del Sacro Cuore, che operano nella diocesi di Cosenza – Bisignano, stanno vivendo a Fiumefreddo Bruzio (Cs) la settimana mariana di Missione in preparazione alla solennità dell’Assunzione di Maria al Cielo. Le celebrazioni di quest’anno, aperte con la santa Messa presieduta dal vescovo, mons. Giovanni Checchinato, si tengono nel ricordo della fondatrice, la venerabile suor Elisa Miceli, instancabile educatrice dei piccoli. “Seguiamo la sua testimonianza che ha saputo fondere l’amore tenerissimo per la Vergine Maria con il servizio instancabile verso i più bisognosi”, l’invito delle Catechiste rurali, che per la settimana mariana di quest’anno, la 48esima, stanno proponendo ai bambini e ai ragazzi attività laboratoriali sulla fondatrice, oltre a momenti culturali e di memoria della fondatrice.
La santa Messa vespertina dell’Assunta sarà celebrata dal postulatore della causa di canonizzazione don Enzo Gabrieli. “La venerabile Elisa Miceli, attraverso il suo impegno a favore dei piccoli, insieme al fratello, il sacerdote don Francesco Miceli, di venerata memoria, hanno profumato di cielo tra la gente, ponendosi, sul territorio della costa tirrenica, e a Cosenza, come un ponte tra il Dio e gli uomini”, dice. Don Gabrieli evidenzia che “la memoria vivida e grata di chi ha conosciuto suor Elisa e don Francesco testimonia la fecondità del loro servizio pastorale, educativo e culturale”.

Diocesi: Rossano-Cariati, mons. Aloise indice la visita pastorale. “Sia un tempo per incontrare le comunità, ascoltare le persone, conoscere fatiche e speranze”

“La visita pastorale non sarà soltanto una serie di incontri o di celebrazioni: desidero che sia un tempo nel quale il vescovo possa incontrare realmente le comunità, ascoltare le persone, conoscere le fatiche e le speranze, condividere le gioie e le domande, riconoscere il bene che già esiste e incoraggiare ciò che il Signore ci chiede di costruire”. Con queste parole mons. Maurizio Aloise, arcivescovo di Rossano-Cariati, ha annunciato in occasione della festa della Vergine Achiropita l’indizione della visita pastorale alla diocesi.
“Questa assemblea liturgica – ha affermato il presule nel corso della celebrazione – è una ‘magnifica Humanitas’. Qui, questa sera, è rappresentata la bellezza dell’umano abitato dalla fede: persone, storie, vocazioni, ministeri, carismi, sensibilità diverse, tutte raccolte attorno all’unico Signore e sotto lo sguardo materno dell’Achiropita”. “È questa Humanitas – ha proseguito – che ci ricorda che la Chiesa non è anzitutto una struttura, ma è un popolo, è una comunità di volti, di relazioni, di storie, di uomini e donne che il Signore chiama a camminare insieme”.
La preparazione prenderà avvio con l’anno pastorale 2026-2027, attraverso un percorso che coinvolgerà Uffici pastorali, parrocchie, realtà ecclesiali e l’intero popolo di Dio. La visita pastorale avrà ufficialmente inizio il 12 agosto 2027, festa dell’Achiropita, e sarà vissuta a partire dall’anno pastorale 2027-2028 come un tempo particolare di grazia, incontro e comunione. “Non vogliamo arrivare alla visita semplicemente organizzandola. Vogliamo prepararci a viverla. E prepararci significa lasciarci interrogare dal Vangelo, ritrovare ciò che è essenziale, riconoscere ciò che il Signore sta già facendo in mezzo a noi e avere il coraggio di aprirci a ciò che ancora ci chiede”, ha spiegato mons. Aloise, che poi ha indicato anche quattro priorità che accompagneranno il cammino del prossimo anno pastorale: “riportare al centro il dono della fede”, “puntare sulla vita comunitaria”, “dare impulso alla corresponsabilità differenziata” e procedere alla “verifica dell’adeguatezza delle strutture”.

Austria: il servizio di consulenza telefonica di Vienna non va in ferie

Solitudine, stress da calore, malattie fisiche e mentali e problemi relazionali sono attualmente tra gli argomenti più frequenti trattati dal servizio di consulenza telefonica di Vienna. Il caldo aggrava i problemi preesistenti, sia fisici che mentali, e anche la solitudine è più difficile da sopportare con le alte temperature, ha spiegato Antonia Keßelring, responsabile cattolica del servizio di consulenza telefonica di Vienna, in un’intervista a Ö1. È sempre meglio parlare con qualcuno dei propri problemi piuttosto che soffrire in silenzio, ha aggiunto la consulente. Il servizio di consulenza telefonica è gratuito in tutta l’Austria ed è raggiungibile 24 ore su 24 chiamando il numero 142. La consulenza è offerta anche via e-mail, chat e WhatsApp. “Molte persone a Vienna vivono in appartamenti molto caldi che non vengono più raffreddati. E questo significa anche che dormono molto male”, ha riferito Keßelring. Molte persone lamentano stanchezza e mancanza di motivazione. La priorità del servizio di consulenza telefonica è fornire supporto ascoltando e lavorando insieme per trovare piccoli passi verso la cura di sé. “C’è una bevanda fresca che potrebbe aiutare? Dove potrei trovare un posto un po’ più fresco?” Insieme a chi chiama, lo staff del servizio di consulenza telefonica elabora strategie di gestione e, se necessario, li indirizza a servizi di supporto professionali. Inoltre, molti servizi terapeutici e medici sono sospesi durante i mesi estivi. La solitudine raggiunge quindi il suo apice e aumenta il bisogno di un dialogo aperto, ha dichiarato il servizio di consulenza telefonica di Vienna in un comunicato stampa. “Molte persone si sentono intrappolate perché si sentono abbandonate e sole”, ha spiegato Keßelring, che, insieme a Carola Hochhauser della Chiesa evangelica di Vienna, gestisce il servizio ecumenico.

Diocesi: Fermo, Assunta e San Sabino, il 15 e 22 agosto celebrazioni presiedute dall’arcivescovo Pennacchio

Due importanti appuntamenti nella Cattedrale di Fermo per celebrare la patrona dell’arcidiocesi, Santa Maria Assunta in Cielo, e il patrono della città, San Sabino Martire.
Sabato 15 agosto, solennità dell’Assunta, alle 11.30 l’arcivescovo Rocco Pennacchio presiederà in Cattedrale il solenne pontificale. Alla celebrazione, durante la quale Fermo rinnoverà la propria devozione alla Vergine Assunta, è invitato tutto il popolo fermano e, in particolare, i contradaioli delle dieci contrade della Cavalcata, con il fazzolettone della propria contrada al collo.
Sabato 22 agosto sarà invece celebrato San Sabino Martire. Alle 18.30 mons. Pennacchio presiederà la celebrazione in memoria del patrono, al termine della quale sarà scoperto il busto reliquiario con i resti del santo. Prima della benedizione finale verrà fatta scendere la tela dipinta da Filippo Ricci nel 1790, raffigurante l’Immacolata Concezione e i santi Sabino e Fermo martire, consentendo ai fedeli di vedere le reliquie.
Il busto di San Sabino resterà esposto alla venerazione dei fedeli fino a domenica 30 agosto. Al termine della Messa delle 12, la tela di Filippo Ricci sarà ricollocata al suo posto.

Cisgiordania: mons. Shomali (vicario Patriarcato latino), “a Qusra un caso tra tanti, serve rafforzare il diritto internazionale”

“Riceviamo ogni giorno notizie di violenze commesse da coloni contro villaggi palestinesi. Quest’ultimo caso è un esempio fra gli altri”. Così mons. William Shomali, vicario generale del Patriarcato latino di Gerusalemme, commenta al Sir quanto sta accadendo nel villaggio palestinese di Qusra, a sud di Nablus, dove da giorni gruppi di coloni israeliani hanno circondato alcune abitazioni palestinesi, ostacolando la libertà di movimento dei residenti e l’accesso a beni essenziali. Secondo il presule, “l’attenzione verso questo caso è stata causata dalla reazione relativamente dura da parte dell’ambasciatore statunitense, e perché il proprietario è un palestinese americano”. Il riferimento è alla presa di posizione dell’ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, che ha definito quanto avvenuto a Qusra un “orribile atto di terrorismo”, parlando di azioni volte a intimidire e molestare una famiglia palestinese-americana. Mons. Shomali sottolinea che, nonostante il parziale arretramento dei coloni, la situazione resta instabile: “Anche se i coloni si sono ritirati dalle vicinanze della casa, rimangono sulla collina vicina e possono ritornare in qualsiasi momento”. Secondo fonti internazionali, tra le abitazioni interessate dall’assedio vi è quella di Loui Ridi, cittadino palestinese-statunitense, i cui familiari hanno denunciato il taglio di acqua ed elettricità e l’impossibilità di lasciare l’abitazione per timore che venga occupata. Per il vicario del Patriarcato latino, la soluzione passa attraverso un rinnovato impegno della comunità internazionale: “Per pensare a una via d’uscita che garantisca ai palestinesi il rispetto dei loro diritti, occorre rafforzare il diritto internazionale, dando più forza alle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza”. Una richiesta che giunge mentre cresce l’allarme per l’aumento degli episodi di violenza dei coloni in Cisgiordania, documentati anche da dati degli apparati di sicurezza israeliani.

Diocesi: Lamezia Terme, nel fine settimana a Vena di Maida festa in onore di Maria SS. di Bellacava

Anche quest’anno, nella parrocchia di S. Andrea Apostolo in Vena di Maida, si rinnovano i tradizionali festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Bellacava (“E Nderma e Belakavёs”, in arbëreshë). “Il particolare titolo attribuito alla Madonna – spiegano Sandra Boca e Mariateresa Torchia in un contributo diffuso dalla diocesi di Lamezia Terme – è legato alla storia della sua apparizione nei pressi di una cava, probabilmente una grotta dove risiedevano e pregavano i monaci basiliani (da qui il nome ‘Bellacava’, intendendo la ‘Bella Signora’ della cava)”.
“La festa di Bellacava, celebrata la prima domenica dopo Ferragosto (in origine, si festeggiava la prima domenica di settembre), si compone di più momenti: il novenario è cominciato quest’anno venerdì 7 agosto e le predicazioni sono affidate a diversi sacerdoti e diaconi”, proseguono Boca e Torchia.
Domani, nella vigilia della festa, alle 18.30 la statua lignea della Madonna di Bellacava, verrà portata processionalmente al santuario;  qui, alle 19.30, verrà celebrata la messa nel piazzale antistante al santuario seguita dalla tradizionale e suggestiva fiaccolata verso la chiesa parrocchiale. Domenica 16 agosto, la giornata di festa si aprirà alle 10.30 con la celebrazione eucaristica solenne in parrocchia con l’atto di affidamento da parte dell’Amministrazione comunale; in serata, dalle 18, la processione per le vie del paese.

Afghanistan: Unicef, a più di 2,6 milioni di ragazze negata l’istruzione secondaria dal 2021

Secondo l’Unicef, a oltre 2,6 milioni di ragazze in Afghanistan è stata negata l’istruzione secondaria nei cinque anni trascorsi da quando le autorità de facto hanno assunto il potere. L’Afghanistan – si legge in un comunicato diffuso dall’organizzazione delle Nazioni Unite – rimane l’unico Paese al mondo in cui l’istruzione secondaria e superiore è di fatto preclusa alle ragazze e alle donne. Da settembre 2021 alle ragazze è stato impedito di accedere all’istruzione formale oltre la sesta classe, mentre da dicembre 2022 alle donne è stato vietato l’accesso alle università. “Cinque anni possono sembrare pochi nella storia di un Paese, ma rappresentano un periodo determinante nella vita di una ragazza”, sottolinea Catherine Russell, Direttrice generale dell’Unicef. Inoltre, Le ragazze che non frequentano la scuola sono esposte a maggiori rischi in termini di protezione, tra cui il lavoro minorile, gli abusi, i matrimoni precoci e la violenza di genere. Tali rischi aumentano con la povertà delle famiglie e gli sfollamenti, fenomeni entrambi molto diffusi in Afghanistan. Dal 2023, oltre 2,7 milioni di persone sono tornate dall’Iran e dal Pakistan; il 60% di loro sono bambini e giovani.
Le ripercussioni vanno oltre le ragazze direttamente colpite. Un’analisi dell’Unicef pubblicata nell’aprile 2026, dal titolo “Il costo dell’inazione sull’istruzione delle ragazze e sulla partecipazione delle donne alla forza lavoro in Afghanistan”, ha rilevato che il Paese rischia di perdere fino a 20.000 insegnanti donne e 5.400 operatrici sanitarie entro il 2030. Il numero di insegnanti donne nell’istruzione di base è già diminuito di oltre il 9%, passando da quasi 73.000 nel 2022 a circa 66.000 nel 2024. La rappresentanza femminile nella pubblica amministrazione è scesa dal 21 % al 17,7 % tra il 2023 e il 2025. Le conseguenze si ripercuotono anche sulla generazione successiva. Con l’aumentare della percentuale di madri prive di istruzione, aumentano anche i rischi di basso peso alla nascita, vaccinazioni insufficienti e ritardi nella crescita tra i loro figli, aggiungendo ulteriore pressione a un sistema sanitario già sotto pressione.
Nonostante le restrizioni, l’Unicef continua a sostenere l’istruzione in Afghanistan. Nel 2025, oltre 3,7 milioni di bambini delle scuole pubbliche hanno ricevuto sostegno educativo di emergenza, 442.000 bambini hanno partecipato a programmi di apprendimento basati sulla comunità – il 66% dei quali erano bambine – e sono state costruite o ristrutturate 232 scuole.
Unicef lancia un appello che chiede alle autorità di fatto di “revocare le restrizioni all’istruzione” e “consentire a tutte le ragazze e le donne di tornare immediatamente a scuola e all’università”. “Un Paese non può prosperare quando metà dei suoi giovani viene ostacolata. Il futuro dell’Afghanistan è fuori dalle aule, in attesa di poter rientrare”.

Padre Pio: Pietrelcina, oggi celebrazione nel ricordo della prima Messa

Nel pomeriggio di oggi, alle 18, Pietrelcina si raccoglierà per ricordare uno dei momenti più significativi della vita del giovane Francesco Forgione: la prima Messa solenne celebrata il 14 agosto 1910 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, oggi santuario diocesano dedicato al santo, quattro giorni dopo l’ordinazione sacerdotale avvenuta nel Duomo di Benevento. A presiedere la celebrazione il parroco, fra Daniele Moffa insieme ai Frati Cappuccini della comunità monastica di Pietrelcina. Il paese rivivrà, quindi, l’atmosfera di quel giorno, quando il Rione Castello fu addobbato a festa e un corteo partì da vico Storto Valle per accompagnare il novello sacerdote alla sua parrocchia. Accanto a lui c’erano Padre Agostino da San Marco in Lamis, suo padre spirituale, e Fra Camillo, il frate che lo aveva avvicinato alla vita cappuccina oltre al parroco don Salvatore Pannullo che lo aveva seguito sin dalla fanciullezza.  Durante la Messa, il discorso fu affidato a Padre Agostino, che rivolse al giovane confratello parole destinate a diventare profetiche: “Tu hai poca salute, perciò non potrai fare il predicatore. Ti auguro però di essere un grande e assiduo confessore”. Un auspicio che si sarebbe compiuto pienamente negli anni successivi. Su alcune immaginette distribuite per l’occasione, il Provinciale dei Cappuccini scrisse: “All’amato alunno dei Cappuccini di Sant’Angelo dolcissimo padre Pio da Pietrelcina nel giorno fausto della Messa novella augurando che Dio lo possieda in Cielo come egli lo possiede fra le sue mani in terra pregando che sia memore di chi ha diritto ai suoi affetti”. Al termine della celebrazione, la comunità rese omaggio con il tradizionale bacio delle mani e con la distribuzione dei Raffiuoli, il dolce tipico dei matrimoni, preparato dalla famiglia. Il rinfresco si svolse nella casa della nonna paterna. Un ruto, quello della distribuzione dei Raffioli che si ripeterà anche oggi. Da quel giorno, Padre Pio non si è più allontanato dall’altare: la sua vita, i suoi gesti e la sua spiritualità sono rimasti intimamente legati al mistero eucaristico.

Serbia: Krastev (analista), “la volontà di cambiare in Serbia è molto grande”

“Questa prontezza del 90% dei giovani a votare a distanza di due anni dal tragico incidente a Novi Sad che ha scatenato le massicce proteste degli studenti, proteste che di nuovo hanno riunito 8000 ragazzi ieri sera sempre a Novi Sad, dimostra che la volontà di cambiare in Serbia è molto grande”. Lo afferma al Sir Nikolay Krastev, analista politico dei Balcani all’indomani del rapporto di Alternative sulla posizione e le esigenze dei giovani in Serbia, presentato ieri. “Fa impressione anche il “crescente sostegno dei giovani all’adesione di Belgrado all’Ue”, “i giovani serbi non sono mai stati cosi filoeropei come dimostra questo sondaggio”. Krastev rileva che “per la prima volta il presidente Alexander Vucic ammette che il suo partito potrebbe non vincere, cosa impensabile nei scorsi 12 anni quando proprio Vucic si è affermato come l’uomo forte di Belgrado”. Ci sono incognite anche sulla data del voto – “sempre dalle parole di Vucic o persone del suo stretto cerchio si deduce verso l’inizio di novembre ma finchè non esce il decreto, niente è sicuro”. “Nel 2027 scade anche il mandato del presidente della Repubblica – aggiunge Krastev – e dunque si devono svolgere anche le elezioni presidenziali e non è detto che se il movimento degli studenti vince, riuscirà anche a governare”. A suo avviso, “ci sono molte incognite ancora ma una cosa è certa, gli studenti stanno per riuscire a ottenere il voto anticipato”.

Incendi in Croazia: la solidarietà del card. Nemet (Belgrado) alle popolazioni colpite, “questa calamità non ci divida, ma ci spinga a essere più vicini gli uni agli altri”

“Ho appreso con grande preoccupazione la notizia degli incendi a Omis e nei dintorni”: inizia così la lettera di solidarietà e vicinanza del card. Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado, che si stringe attorno ai colpiti delle fiamme scoppiate ieri sera a 25 km da Spalato in Croazia. Il porporato esprime la propria vicinanza, solidarietà e preghiera per “tutte le persone colpite, in particolare a coloro che hanno perso la propria casa, la sicurezza o i propri beni, così come ai vigili del fuoco e a tutti i servizi impegnati con abnegazione nella protezione delle vite umane e della comunità”. Nemet ricorda che “in questi momenti difficili abbiamo bisogno di solidarietà, responsabilità e aiuto reciproco”. E aggiunge: “Preghiamo per la protezione di tutte le persone e perché sia data forza a quanti stanno affrontando le conseguenze degli incendi”. Il suo augurio, dunque, “che questa calamità non ci divida, ma ci spinga a essere più vicini gli uni agli altri e più pronti a prenderci cura della nostra casa comune”.

Croazia: grande incendio a sud di Spalato, alcuni feriti e mille sfollati. Chiusa l’autostrada adriatica

Ieri sera un grande incendio è scoppiato nei boschi attorno a Omis, in Croazia, località a 25 km da Spalato. Per il vento e le alte temperature presto le fiamme si sono diffuse per arrivare fino a 50 metri dal centro delle città. Il bilancio provvisorio è di dieci feriti, due dei quali in modo grave. Circa mille persone hanno dormito evacuati nel palazzetto dello sport di Ribnjak. È stata chiusa al traffico l’autostrada Adriatica mentre si sono sentiti le auto che scoppiavano dall’incendio. “Il fuoco si sta spargendo e il vento è contro di noi”- ha affermato il vicesindaco di Omis, Ivan Pivcevic, aggiungendo che “tante case sono state bruciate”. “Una cosa simile non abbiamo mai visto in Croazia”, ha dichiarato invece Ante Susnjar, ministro dell’Economia del Paese balcanico. In questo momento ci sono incendi in diverse parti del Montenegro ma anche in Serbia. Ciò che rende particolarmente grave l’incendio di Omiš è che, per la prima volta, le fiamme non sono rimaste circoscritte alle colline, ma hanno raggiunto i tetti delle abitazioni della città nel pieno della stagione turistica. Per i viaggiatori provenienti dalla Serbia, la conseguenza pratica è che l’autostrada Adriatica rimane chiusa nel tratto tra Stanići e Medići, fino alla rimozione dei veicoli bruciati e alla verifica delle condizioni di sicurezza della carreggiata. L’intervento degli elicotteri era previsto per la mattina di oggi, ma la possibilità che possano effettivamente decollare dipende dall’intensità del vento.

Congresso eucaristico nazionale: diocesi Orvieto-Todi, si cercano volontari per l’evento che si terrà nel settembre 2027

La diocesi di Orvieto-Todi, in vista del XXVIII Congresso eucaristico nazionale che ospiterà dal 23 al 26 settembre 2027, è alla ricerca di “volontari che possano contribuire a garantire la migliore accoglienza ed ospitalità in occasione di un evento tanto importante per tutta la comunità ecclesiastica italiana”. È quanto si legge in una nota diffusa dalla diocesi nella quale si comunica che è stato fissato per domenica 13 settembre, alle 16 presso la sede della Caritas diocesana di Orvieto (località Ponte del Sole), il primo incontro di presentazione. È possibile segnalare la propria disponibilità compilando l’.

Terremoto Centro Italia: dieci anni dopo, a Pescara del Tronto si vive ancora in una Sae. Messa con il card. Zuppi

A dieci anni dal sisma che nel 2016 devastò il Piceno, le diocesi del territorio si preparano a ricordare l’anniversario con incontri, dibattiti, una veglia di preghiera e, il 24 agosto, una messa presieduta dal card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Lo racconta il giornale diocesano , che apre una rubrica di testimonianze dagli abitanti di Arquata del Tronto. Tra le prime storie raccolte, quella di Vinicio Paradisi e Vincenza Pala, coniugi che da dieci anni vivono in una Sae (soluzione abitativa in emergenza) di 60 metri quadri a Pescara del Tronto, in attesa di una ricostruzione mai davvero partita: sei anni sono serviti solo per il piano urbanistico attuativo, ricordano, mentre i progetti sono ancora “in fase di avvio”. La coppia, che allora aveva 65 anni e oggi ne ha 75, racconta la solitudine del villaggio di casette, ormai abitato quasi solo da anziani, la vita sociale svanita e la paura di dover morire prima di rientrare in una casa vera. “Ci stanno umiliando”, dicono, chiedendo al commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, di poter accedere a soluzioni alternative, come il contributo per l’autonoma sistemazione. Una vicenda, sottolinea il giornale, condivisa da molte delle 26 famiglie ancora nelle casette di Pescara del Tronto.

Serbia: il 90% dei giovani intende votare alle prossime elezioni. Grande fiducia nell’Ue per la prima volta

Il 90% dei giovani che hanno diritto al voto in Serbia dichiara che andrebbe alle urne se le elezioni si svolgessero la settimana prossima. I dati emergono dal Rapporto alternativo 2026 sulla condizione e i bisogni dei giovani nel Paese balcanico realizzato per la decima volta dall’Organizzazione ombrello dei giovani della Serbia. Allo stesso tempo, l’84,8% ritiene che il sistema politico serbo non permette ai giovani di influenzare realmente i processi e le decisioni politiche. Il rapporto è stato pubblicato ieri mentre da due anni il Paese balcanico è scosso da numerose proteste antigovernative iniziate a novembre 2024 in seguito all’incidente con la tettoia caduta della stazione ferroviaria di Novi sad che ha provocato la morte di 16 persone. Infatti, quasi l’85% dei giovani sostiene le iniziative del movimento studentesco e circa sette giovani su dieci hanno partecipato ad almeno una protesta. Sul piano istituzionale, la fiducia rimane estremamente bassa: le principali istituzioni politiche ottengono valutazioni medie, mentre livelli elevati di fiducia vengono espressi soprattutto nei confronti degli studenti, degli scienziati e della scienza. Per la prima volta dal 2017, anno in cui è iniziato il rapporto, il 53,1% dei giovani è favorevole all’adesione della Serbia all’Ue, contro il 26,9% contrario e il 19,9% degli indecisi. Per la prima volta, inoltre, la maggior parte degli intervistati (circa il 40%) ritiene che la politica estera serba dovrebbe fare affidamento principalmente sull’Ue, mentre il 32% continua a preferire una politica di equilibrio tra Est e Ovest. Tra i problemi più urgenti – l’alto costo della vita, la corruzione e la mancanza di democrazia e giustizia.

Migranti: Migrantes Basilicata, “verificare le condizioni di vita nel Cpr di Palazzo San Gervasio”

“Una verifica piena e trasparente sulle condizioni di vita e di dignità all’interno del Cpr di Palazzo San Gervasio”. A chiederla è l’Ufficio Migrantes della Conferenza episcopale di Basilicata dopo la morte nel Centro di permanenza per i rimpatri del giovane tunisino Dhui. “Ne siamo immensamente addolorati”, si legge in un comunicato diffuso oggi. Sulle cause del decesso, Migrantes invita ad attendere l’esito delle indagini e afferma di riporre “fiducia nelle istituzioni competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto”.
La morte del giovane, avvenuta a due anni da quella di un altro ragazzo, Oussama, nello stesso centro, “impone una riflessione più ampia”. “Chiediamoci – afferma Migrantes – se il punto di criticità non stia proprio nel fatto che i Cpr ancora non garantiscono la massima tutela della dignità di chi finisce dentro”.
Richiamando il principio della dignità della persona, che “appartiene per natura” a ogni essere umano indipendentemente dal ruolo, dalle azioni, dal colore della pelle o dal Paese di provenienza, l’Ufficio regionale chiede di verificare in particolare “l’accesso alle cure sanitarie, l’esistenza di mezzi di comunicazione con l’esterno e di spazi di ascolto e di sostegno soprattutto per le persone più vulnerabili”.
Migrantes Basilicata avanza inoltre una proposta concreta: una “apertura secondo le modalità consentite” del Cpr alle associazioni di volontariato, cattoliche e non, per garantire una presenza capace di offrire “assistenza umana e psicologica, legale e spirituale”, occasioni di ascolto e insegnamento della lingua italiana. “La dignità – conclude l’Ufficio – non è un principio astratto”, ma “una misura molto concreta con cui giudicare e correggere i luoghi in cui viviamo insieme”.

Terremoto in Colombia: Morsolin (esperto), “preoccupazione per il ‘no’ del presidente ai soccorritori messicani”

Prosegue la corsa contro il tempo e si continua a scavare tra le macerie, in Colombia, nella speranza di trovare persone ancora in vita, in seguito al terremoto del 10 agosto, che ha provocato, secondo il provvisorio bilancio, 273 morti e oltre 3 mila 200 feriti. Non mancano, tuttavia, interrogativi, come denuncia al Sir Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani: “Qui a Bogotá tutte le tv stanno diffondendo le dichiarazioni della presidente messicana Claudia Sheinbaum, dopo che il presidente colombiano De la Espriella ha rifiutato l’invio di personale di soccorso messicano, riconosciuto a livello mondiale per salvare vite, in contesti di terremoti ed emergenze umanitarie. La comunità internazionale e molti organi di stampa esprimono preoccupazione per la scelta ideologica del nuovo presidente di accettare solo l’invio di personale di soccorso da Israele, Usa, El Salvador e Perù, tutti Paesi in questo momento vicini alla linea del presidente Usa Donald Trump”.
L’altro punto problematico continua a essere la precaria situazione di alcune zone tradizionalmente dimenticate dallo Stato, particolarmente colpite dal sisma. “Nel Chocó, vari quartieri, come il Medrano, a Quibdó, che, secondo la recente denuncia dell’istituto gesuita Cinep è sotto il controllo mafioso dell’Esercito gaitanista Egc, sono rasi al suolo – prosegue Morsolin -. C’è una forte emergenza umanitaria attorno al fiume Atrato, e nella città portuale di Buenaventura, tutte zone a maggioranza afrodiscendente, storicamente vittime dell’abbandono statale, che provoca razzismo e povertà strutturali. In particolare, la richiesta di soccorso proveniente da Buenaventura diventa sempre più urgente. A seguito del terremoto, il sistema ospedaliero del principale porto della costa pacifica colombiana rimane paralizzato e opera al 100% della propria capacità. Le comunità hanno urgente bisogno di alimenti non deperibili, medicinali, forniture mediche, acqua potabile e legname per ricostruire le tradizionali abitazioni su palafitte delle zone rurali, gravemente colpite dal sisma”.

Australia: vescovi su ex vescovo di Broome colpevole di abusi, “tradimento del Vangelo”

“Le colpe di violenza di cui l’ex vescovo di Broome, Christopher Saunders, è stato riconosciuto colpevole al termine di un processo con giuria nel Tribunale distrettuale dell’Australia Occidentale rappresentano un tradimento di tutto ciò che il Vangelo e la Chiesa cattolica rappresentano”. Lo scrive mons. Timothy Costelloe, arcivescovo di Perth e presidente della Conferenza episcopale australiana, in una nota diffusa oggi. Il presule definisce quei crimini “una violazione della dignità umana delle vittime e un totale tradimento della loro fiducia”, meritevoli della “più ferma condanna”. Richiamando la lettera pastorale del vescovo di Broome, mons. Tim Norton, Costelloe elogia il coraggio di chi ha denunciato gli abusi e ringrazia la polizia dell’Australia Occidentale per la perseveranza mostrata nel portare il caso a processo. I vescovi australiani si uniscono alle scuse di mons. Norton: “Siamo profondamente addolorati per il dolore che hanno vissuto e per il tempo che c’è voluto perché le loro voci fossero ascoltate”. Le pene saranno stabilite dal giudice in sede di condanna; il processo canonico, sospeso durante le indagini di polizia, potrà ora riprendere, e la decisione sulla posizione dell’ex vescovo nella Chiesa spetterà a Roma, mentre la diocesi di Broome definirà le forme di sostegno alle vittime. Costelloe ricorda i due protocolli seguiti: le denunce contro i vescovi sono gestite da organismi indipendenti, e le indagini ecclesiali restano sospese durante quelle di polizia. “Non dobbiamo mai pensare che la crisi degli abusi sessuali sia alle spalle”, conclude, “né abbassare la guardia sulla tutela dei minori”.

Leone XIV: “in mezzo a tanta oscurità, non manca la luce della solidarietà”

“In mezzo a tanta oscurità, non manca la luce della solidarietà: persone, famiglie, istituzioni civili e comunità ecclesiali scelgono di non voltarsi dall’altra parte davanti ai minori migranti”. Così Papa Leone XIV nel messaggio per la 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, dedicato al tema “Anche uno solo di questi bambini”. Il Papa pensa “alle famiglie che aprono le porte delle proprie case” a questi minori, agli educatori, ai volontari e agli operatori che ogni giorno si dedicano “alla cura delle ferite invisibili di questi piccoli”: “con il loro impegno – scrive – testimoniano che l’amore può vincere l’indifferenza”. Il Pontefice richiama anche le parole di Papa Francesco, che nel messaggio del 2017 sui migranti minorenni ricordava come essi ‘sono tre volte indifesi perché minori, perché stranieri e perché inermi’. Leone XIV affida infine i minori migranti e rifugiati “alla materna protezione di Maria Santissima che, insieme a San Giuseppe e a Gesù, ancora bambino, conobbe la ferocia della violenza di Erode e il dramma dell’esilio in Egitto”: “sia Lei – conclude il Papa – ad accompagnare i loro passi e ad aiutare le nostre comunità a diventare segni vivi e credibili del Vangelo”. Il messaggio è datato 11 agosto, memoria di santa Chiara d’Assisi.

Leone XIV: “spostare il dibattito dalla gestione dei flussi alla tutela dei diritti”

“È urgente un cambio di prospettiva: occorre spostare l’asse del dibattito dalla mera gestione dei flussi migratori alla tutela piena e immediata dei diritti umani dei minori”. È quanto si legge nel messaggio di Papa Leone XIV per la 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, dedicato al tema “Anche uno solo di questi bambini”, con un appello alle istituzioni civili perché adottino “efficaci strumenti legali di protezione, promuovendo i ricongiungimenti familiari e scongiurando i traumi della separazione”. Già nel discorso al Parlamento spagnolo, a Madrid, l’8 giugno, il Papa aveva chiesto “una risposta coordinata, solidale ed efficace” per l’integrazione di chi emigra. Leone XIV chiama in causa anche la comunità cristiana, invitandola a “trasformare l’accoglienza dei minori migranti da concetto astratto a pratica pastorale stabile”, senza “delegare questo compito a istituti o associazioni”: tutta la Chiesa, scrive, è chiamata “a sentirli suoi figli e a farsi prossima alla storia concreta di ciascuno”. Un appello che il Pontefice estende al dialogo tra le religioni, affinché i credenti “cooperino nel tessere reti di protezione” per i minori migranti, prevenendo “il rischio di radicalizzazione da parte di gruppi estremistici”.

Leone XIV: “ogni bambino, ogni essere umano possiede una dignità infinita”

“Ogni bambino, ogni essere umano possiede una dignità infinita”. Lo scrive Papa Leone XIV nel messaggio per la 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebrerà il 27 settembre, dedicato quest’anno al tema “Anche uno solo di questi bambini”. Davanti alla fuga forzata di milioni di minori nel mondo, il Papa ricorda che “le responsabilità economiche, politiche e militari” di questo dramma “sono immani”: ogni anno, scrive, “milioni di bambini e adolescenti sono costretti ad abbandonare la propria terra a causa di guerre, povertà, violenze, disastri ambientali e altre tragedie”, un numero che “continua ad aumentare”. Vi sono minori che hanno perso genitori e fratelli e sono “testimoni di violenze indicibili”, fino alla “tragica condizione di quanti vengono separati dai genitori a causa del rimpatrio”. A questo si sommano “le morti lungo le rotte migratorie, la tratta e lo sfruttamento, il reclutamento per l’impiego di minori nei conflitti armati, la violenza sessuale, i matrimoni forzati”: “in troppi modi la loro dignità viene calpestata”. Richiamando le parole di Gesù “chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me”, Leone XIV sottolinea che “non è una questione di cifre o di statistiche”.

Ponte Morandi: Meloni, “rinnovare l’impegno delle istituzioni affinché sicurezza, responsabilità e cura delle infrastrutture siano sempre una priorità”

“Otto anni fa, il crollo del Ponte Morandi spezzava 43 vite e lasciava una ferita profonda nella città di Genova e nell’intera Nazione. Oggi il nostro pensiero va alle vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che da quel giorno portano con sé il dolore di quella tragedia”. Così il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, in un post condiviso sui social in un post condiviso sui propri canali social in occasione dell’ottavo anniversario del crollo del Ponte Morandi. “Ricordare quelle 43 persone – ha aggiunto la premier – significa anche rinnovare l’impegno delle istituzioni affinché sicurezza, responsabilità e cura delle infrastrutture siano sempre una priorità. Genova ha saputo rialzarsi senza dimenticare. L’Italia non dimentica”.

Leone XIV: “esplorare percorsi concreti di formazione liturgica a ogni livello”

“Vorrei incoraggiarvi a esplorare percorsi concreti di formazione liturgica a ogni livello del Corpo di Cristo”. Lo scrive Papa Leone XIV in un messaggio al card. Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, inviato ai partecipanti all’incontro sulla formazione liturgica del popolo di Dio in programma dal 14 al 19 agosto presso l’abbazia benedettina di Mount Angel, in Oregon. Facendo riferimento alla lettera apostolica di Papa Francesco “Desiderio desideravi”, il Papa ricorda le parole del predecessore, secondo cui la formazione liturgica ‘non è una specializzazione per pochi esperti, ma una disposizione interiore di tutto il Popolo di Dio’. Leone XIV invita a “non escludere una priorità nella formazione di coloro che sono chiamati a essere mistagoghi, cioè a prendere per mano i fedeli e ad accompagnarli nella conoscenza dei santi misteri”. Richiamando le sue catechesi sulla “Sacrosanctum Concilium”, Leone XIV sottolinea la necessità della “fedeltà ai testi e alle disposizioni approvati” nella celebrazione dei riti promulgati da Paolo VI e Giovanni Paolo II. Il Papa affida infine i lavori a Maria, “Sede della Sapienza”, e invia la sua benedizione apostolica.

Ponte Morandi: Tajani, “ferita profonda, richiamo quotidiano a responsabilità dello Stato di garantire la sicurezza dei cittadini”

“Rimane fisso nella memoria collettiva quel terribile 14 agosto di 8 anni fa a Genova. È nostro dovere onorare la memoria delle 43 vittime del Ponte Morandi. È una ferita profonda, un richiamo quotidiano alla responsabilità dello Stato di garantire la sicurezza dei suoi cittadini. Un pensiero ai familiari e ai cari delle vittime”. Così Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, in un post condiviso sui social in occasione dell’ottavo anniversario del crollo del Ponte Morandi per il quale il 14 agosto 2018 persero la vita 43 persone.

Caldo: ministero della Salute, Ferragosto da “bollino rosso” solo in 2 città italiane

Come annunciato, per Ferragosto si attenua l’ondata di caldo in Italia. Nella giornata di domani, 15 agosto, saranno infatti solo 2 le città italiana da “bollino rosso”. Ne dà notizia il ministero della Salute, che sul sito web e l’app “Caldo e salute” (scaricabile gratuitamente su dispositivi mobili iOS e Android, da Apple store e Play store) rende disponibili informazioni e consigli.
Per domani è annunciato il “bollino rosso” a Bari e Bolzano, nessun “bollino arancione”. Quasi tutto il resto d’Italia sarà da “bollino giallo”: così sarà ad Ancona, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Verona e Viterbo. A Napoli, Pescara, Trieste e Venezia è previsto “bollino verde”. La situazione non cambierà molto nella giornata di domenica quando il “bollino rosso” è annunciato solo a Bari; Campobasso sarà da “bollino arancione”. Quasi tutto il resto d’Italia sarà da “bollino giallo” con Napoli e Trieste da “bollino verde”.

Migranti: da inizio anno sbarcate 17.353 persone sulle nostre coste. Quasi 800 ad agosto

Sono finora 17.353 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 38.801 mentre nel 2024 furono 37.756. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a luglio è pari a 786. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 6.146, mentre nel 2024 furono 8.526.
Degli oltre 17.300 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 4.718 sono di nazionalità bangladese (27,2%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (2.019, 11,6%), Algeria (1.777, 10,2%), Sudan (1.453, 8,4%), Pakistan (1.316, 7,6%), Egitto (1.117, 6,4%), Eritrea (962, 5,5%), Tunisia (820, 4,7%), Mali (348, 2%), Nigeria (315, 1,8%), Etiopia (251, 1,4%), Iran (245, 1,4%), Costa d’Avorio (244, 1,4%), Guinea (237, 1,4%), Sud Sudan (210, 1,2%) a cui si aggiungono 1.321 persone (7,6%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.

Diocesi: Fano, a Montesecco in festa per l’Assunta e il 60° di sacerdozio di don Giancarlo Carboni

La comunità diocesana di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola si appresta a vivere un appuntamento di grande significato spirituale e comunitario. Sabato 15 agosto, nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, la parrocchia di S. Maria Assunta a Montesecco sarà il cuore pulsante di una giornata dedicata alla preghiera e alla festa. Oltre alla tradizionale solennità mariana, spiegano dalla diocesi, la comunità si stringerà attorno a don Giancarlo Carboni in occasione del suo 60° anniversario di ordinazione sacerdotale. Un traguardo importante, che testimonia decenni di dedizione, servizio e amore per la Chiesa e per le anime affidate al suo ministero. Alle 18 il vescovo Andrea Andreozzi presiederà la solenne celebrazione eucaristica seguita dalla processione per le vie del paese. Poi è previsto un momento conviviale per festeggiare il 60° di don Carboni. “Sarà un’occasione preziosa per rendere grazie al Signore per il dono della Madonna e per il lungo e fecondo ministero di don Giancarlo”, concludono dalla diocesi.

Ponte Morandi: La Russa, “tragedia che ha segnato la coscienza dell’intera Nazione e la cui memoria impone alle Istituzioni l’impegno inflessibile per verità e giustizia”

“Il Senato della Repubblica rende omaggio alla memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi e si stringe con profondo rispetto al dolore dei loro familiari. Una tragedia che ha segnato la coscienza dell’intera Nazione e la cui memoria impone alle Istituzioni l’impegno inflessibile per la verità e la giustizia”. Così il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa,  in un post condiviso sui propri canali social in occasione dell’ottavo anniversario del crollo del Ponte Morandi. “La straordinaria reazione di Genova – ha aggiunto la seconda carica dello Stato – resta l’esempio della dignità di un popolo, ma il ricordo di quel drammatico 14 agosto 2018 deve rimanere un monito perenne: la tutela della vita umana e la sicurezza dei cittadini rappresentano un dovere primario e inderogabile dello Stato”.

Diocesi: Vittorio Veneto, sabato all’abbazia di Follina torna il festival “La musica nel sacro”

Domenica 16 agosto nuovo appuntamento per il Festival 2026 “La musica nel sacro”: alle 17, nell’antica abbazia cistercense di Santa Maria a Follina (Treviso), la Piccola orchestra veneta e i suoi solisti, diretti dai maestri Giancarlo Nadai e Federico Parravicini, daranno vita a un concerto con musiche di Beethoven e Vivaldi. “Follina si prepara dunque ad accogliere l’attesissima esibizione della Piccola orchestra veneta e i suoi solisti, ensemble nato 22 anni orsono all’interno dei percorsi di perfezionamento di violino dell’Associazione musicale Toti Dal Monte di Pieve di Soligo”, precisa un comunicato. “Si tratta di una formazione composta da giovani musicisti, in un sapiente equilibrio fra eccellenti studenti dei più prestigiosi istituti musicali dell’Italia settentrionale e professionisti già affermati. Fin dalla sua fondazione”, l’orchestra “persegue la doppia missione di diffondere la musica colta, da un lato, e di valorizzare il territorio veneto dall’altro”. Al concerto sarà un esperto d’arte dell’Istituto Beato Toniolo a illustrare le principali caratteristiche religiose e artistiche dell’edificio sacro, nella circostanza la storica dell’arte Cristina Chiesura. Da ricordare che all’abbazia di Follina è dedicato uno dei filmati brevi della collana video “Luoghi del sacro in terra Unesco” realizzata grazie all’impegno di Istituto Beato Toniolo, diocesi di Vittorio Veneto e testata giornalista Qdpnews.it, con il sostegno di Banca Prealpi San Biagio. Il vescovo di Vittorio Veneto, mons. Riccardo Battocchio, “che in più occasioni ha manifestato il suo vivo apprezzamento per l’iniziativa del Festival”, ha assicurato la sua presenza in abbazia il 16 agosto pomeriggio.

Giochi del Mediterraneo: Taranto, il 19 agosto arrivo della Croce degli sportivi

Una croce con legni provenienti da diverse parti del mondo, dalla Terra Santa alla Cina, dalla Russia all’Africa. Sarà consegnata nel corso della celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero, che si terrà mercoledì 19 agosto alle 19 nella basilica cattedrale di San Cataldo. In questo modo, la diocesi di Taranto accoglierà la Croce degli sportivi, simbolo di fraternità e pace che accompagnerà i XX Giochi del Mediterraneo. Alla cerimonia prenderanno parte la squadra di Athletica Vaticana e le delegazioni degli atleti impegnati nei Giochi. La Croce resterà nella cattedrale per tutta la durata della manifestazione, con aperture straordinarie per consentire a cittadini, fedeli e visitatori di poterla vedere. L’opera, realizzata dall’artista Jon Cornwall, è stata presente anche alle Olimpiadi di Rio 2016 e Parigi 2024, al Giubileo dello Sport di Roma nel 2025 e ai Giochi invernali di Milano dello scorso febbraio. “Desidero che la comunità diocesana, in particolare le realtà giovanili e sportive dei nostri oratori, prendano parte a questo momento altamente simbolico”, scrive mons. Miniero. L’arcivescovo richiama poi il valore della fraternità tra gli atleti e conclude: “A noi spetta essere costruttori di pace. Che i Giochi del Mediterraneo abbiano inizio e che il loro spirito di fratellanza ci spinga lontano”. 

Diocesi: Catania, le celebrazioni per il IX centenario della traslazione delle reliquie di sant’Agata in città

Catania si prepara a celebrare, dal 16 al 18 agosto, il IX centenario del ritorno delle reliquie di sant’Agata in città (1126-2026). Al centro delle celebrazioni la presenza del card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, nominato legato pontificio per l’evento. Nel messaggio indirizzato al porporato, il Papa ricorda che Catania “a buon diritto” venera Sant’Agata “quale patrona e madre spirituale”, una “presenza viva” che richiama il popolo “a una vita coerente con il Vangelo, alla speranza e alla carità”.
Le celebrazioni prenderanno il via domenica 16 agosto alle 7.30 con l’esposizione delle reliquie nella cattedrale. Alle 11 la messa presieduta da mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente della Conferenza episcopale siciliana; alle 18 la celebrazione presieduta da mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei. In serata le reliquie saranno trasferite ad Aci Castello, dove alle 20.30 si terrà una veglia di preghiera.
Momento centrale sarà lunedì 17 agosto, quando si svolgerà non una tradizionale processione ma un pellegrinaggio di 7,5 chilometri, guidato dalle reliquie e dall’arcivescovo verso piazza Duomo. La partenza è prevista alle 5 dalla rotatoria Sant’Agata al Rotolo e l’arrivo intorno alle 8, con il ricongiungimento delle reliquie nello Scrigno e nel Busto reliquiario e l’incoronazione di Sant’Agata da parte del legato pontificio.
In serata il card. Parolin presiederà il solenne pontificale giubilare in piazza Duomo, con la concessione dell’Indulgenza giubilare e la Benedizione papale. Le celebrazioni termineranno martedì 18 agosto con la messa di ringraziamento presieduta dall’arcivescovo Luigi Renna e, alle 21, il concerto conclusivo del Coro della Cattedrale nella chiesa di San Nicola l’Arena.

Ferragosto: Com. Sant’Egidio, a Milano anguriata al Corvetto. “Insieme si vive meglio”

“Per Sant’Egidio sarà un Ferragosto pieno di iniziative che rappresentano una risposta alla solitudine e al caldo insopportabile di questi giorni, ma anche un richiamo ad essere più attenti nei confronti dei poveri e dei più fragili che, nei mille dibattiti in corso, rischiano di essere dimenticati: un messaggio di pace e di solidarietà in un tempo segnato da guerre e conflittualità, ma anche da troppa indifferenza per chi ha invece bisogno di sostegno e di amicizia”. Lo si legge in un comunicato di sant’Egidio, che annuncia: “Il 15 agosto si moltiplicheranno quest’anno i momenti di incontro e le tradizionali anguriate nelle città italiane, per gli amici di sempre: anziani soli, famiglie dei doposcuola, persone senza dimora, migranti, richiedenti asilo e rifugiati, tra cui alcuni afghani a cinque anni esatti dalla grande fuga di Kabul che cominciò il 15 agosto del 2021”. A Milano l’appuntamento è, appunto, il 15 agosto, a partire dalle 18, al centro “Living Together” di via dei Cinquecento 7, sede di Sant’Egidio nel quartiere Corvetto. “Al momento di festa parteciperanno anziani del Corvetto, famiglie dei bambini e ragazzi della Scuola della pace, i Giovani per la pace che in queste settimane di caldo hanno aiutato gli anziani del quartiere, famiglie rom, migranti e rifugiati giunti a Milano di recente. Saranno, anzi, molti di loro ad aiutare gli anziani del quartiere: tra i volontari, diversi profughi che vivono nell’impegno per gli altri una via per l’integrazione”. Il messaggio dell’Anguriata di Ferragosto “è molto chiaro: insieme – anche se diversi per età, provenienze, religioni – si vive meglio; l’amicizia e i ponti sono l’antidoto alla solitudine, all’isolamento e ai muri. ‘Living Together’, come il nome della sede dove si festeggerà Ferragosto”.

Ponte Morandi: mons. Tasca (Genova), “chiamati insieme ad affrontare fatiche, le difficoltà, prove che la vita ci mette davanti”

“Forse l’incuria, la non attenzione, il non prendersi cura delle nostre strutture”. Questi i motivi ricordati questa mattina da mons. Marco Tasca, arcivescovo di Genova, che hanno causato la morte di 43 persone nel crollo del Ponte Morandi avvenuto il 14 agosto 2018. Presiedendo nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa la messa in suffragio delle vittime, il presule ha accostato la morte di san Massimiliano Kolbe, di cui oggi ricorre la memoria liturgica a quella cagionata dal crollo del Ponte Morandi. Quella del frate francescano, avvenuta ad Auschwitz, è stata “da martire”: “Una morte scelta con consapevolezza, una morte per dare la vita ad un’altra persona, a un papà che aveva una famiglia”, ha ammonito l’arcivescovo, sottolineando che “forse questo ha fatto scattare in padre Kolbe la decisione di dare la vita”. Ma oggi, si ricordano persone per le quali “la vita è tolta non per scelta”. “È faticoso, difficile” accettare questa situazione, ha proseguito, rilevando che “oggi la nostra presenza qua è per questo: far sentire ancora una volta la nostra vicinanza a tutti e a tutte coloro che ancora, e forse per sempre vivranno, il dolore di questa giornata”.
Commentando le letture offerte dalla liturgia, mons. Tasca ha dapprima evidenziato la necessità di avere “consapevolezza che siamo chiamati insieme ad affrontare le fatiche, le difficoltà, le prove che la vita inevitabilmente e inesorabilmente ci mette davanti”. Si tratta di “essere insieme, per dirci e per dire che vogliamo condividere”. “Vogliamo condividere questo ricordare, questa memoria”, ha aggiunto sottolineando che “in queste due parole quante volte ci è stato detto che c’è sempre il termine cuore”. “Siamo qui, appunto, ancora una volta dopo otto anni – ha continuato – a chiedere la grazia al Signore di far sentire la sua presenza, la sua paternità, la sua bontà, la sua vicinanza. E credo che il Signore lo chieda a ciascuno di noi a suo modo, a sua maniera, come il cuore gli dice, di far sentire davvero la sua presenza e la sua condivisione”. Richiamando poi il Vangelo, l’arcivescovo ha evidenziato il comandamento “che vi amiate gli uni gli altri”. “Pare che sia un comandamento che prima di Gesù tanti avevano detto”, ha commentato, rilevando che “Gesù ha aggiunto una cosa molto particolare: non basta amarsi gli uni gli altri. Non occorre essere credenti per fare questo, ovviamente. Gesù aggiunge alla seconda parte di questo comandamento che ‘vi amiate come io vi ho amati’”.

Svizzera: la messa presieduta domani da mons. de Reamy al santuario della Madonna d’Ongero a Carona trasmessa in Eurovisione

In occasione della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, domani, sabato 15 agosto, mons. Alain de Raemy, amministratore apostolico della diocesi di Lugano, presiederà alle 11 la celebrazione eucaristica presso il santuario della Madonna d’Ongero a Carona. La messa sarà trasmessa in Eurovisione e potrà essere seguita in diretta su Rsi La1 con il commento di don Emanuele Di Marco, delegato per le celebrazioni radio e teletrasmesse. Concelebreranno don Thomas Fabrice N’Semi Mboungou, parroco di Carona, e padre Marcelo José Da Silva Sampaio assistiti dal cerimoniere vescovile, don Davide Santini. La celebrazione sarà animata dal coro “Duc in Altum Cantores” e dall’organista Nicola Gandolfo.

Ponte Morandi: Fontana, “pagina dolorosa e indelebile nella storia del nostro Paese”

“Otto anni dal crollo del Ponte Morandi: una pagina dolorosa e indelebile nella storia del nostro Paese. Rivolgo il mio commosso pensiero alle vittime e mi unisco al dolore dei loro familiari. La mia vicinanza alla comunità genovese, che ha reagito con straordinaria forza, solidarietà e coesione”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in un post condiviso sui propri canali social in occasione dell’ottavo anniversario del crollo del Ponte Morandi per il quale il 14 agosto 2018 persero la vita 43 persone.

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