Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, lunedì 17 agosto 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Caritas: Cesenatico, la mensa per i più poveri ha accolto a Ferragosto 60 persone
Sono state 60 le persone che si sono recate alla mensa Caritas di Cesenatico nel giorno di Ferragosto. Nel giorno in cui gli italiani si riuniscono sotto gli ombrelloni nel cuore dell’estate i volontari non hanno smesso di fornire i loro servizi per i più bisognosi. Lo racconta il Corriere Cesenate. Nonostante il caldo e nonostante le ferie. Pasta fredda con verdure, insalata di riso, pasta calda con pesce. A seguire: vitello tonnato, frittata, hamburger. E ancora patate, fagiolini, fricò, frutta fresca e macedonia. Un vero e proprio pranzo di Ferragosto in compagnia. Ma fare i volontari non significa solo fornire un pasto a chi non ce l’ha. “Vuol dire donare attenzione, ascolto, non giudicare. Significa esserci, stare in mezzo alla gente, e soprattutto dare un sorriso a chi ha fame di dignità”, perchè la condivisione non conosce vacanze, né in città né al mare.
Commissione europea: apre alla flessibilità fiscale per la sicurezza energetica
La Commissione europea ha adottato le linee guida che consentono di estendere la Clausola di salvaguardia nazionale (Nec) – già prevista per la difesa – anche alle misure sulla sicurezza energetica. L’obiettivo, spiega una nota da Bruxelles oggi, è sostenere interventi che “rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico europeo e accelerino la transizione al di fuori dei combustibili fossili”. Potranno accedere al beneficio solo le misure a carico dei bilanci nazionali decise dopo il 28 febbraio 2026, con impatto diretto e mirate a “massimizzare il risultato minimizzando i costi fiscali”. L’Esecutivo Ue valuterà le richieste caso per caso. Il tetto massimo di deviazione consentito rimane dell’1,5% del pil, con limiti specifici per l’energia fissati allo 0,3% del pil all’anno e allo 0,6% del pil cumulativo. La misura sarà attiva per il triennio 2026-2028. Gli Stati membri potranno quindi presentare le proprie richieste di estensione dell’ambito di applicazione della Nec, fornendo un elenco delle misure di sicurezza energetica pianificate che vorrebbero beneficiare della flessibilità, con la relativa stima dei costi di bilancio. Dopo la verifica preliminare della Commissione, l’approvazione spetterà al Consiglio. Il testo completo delle linee guida sarà pubblicato a breve sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.
Commissione europea: 2,3 milioni di euro in Africa occidentale per arginare l’epidemia di colera
Nigeria, Camerun, Repubblica Centrafricana e Ciad stanno affrontando un’epidemia di colera che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nei primi cinque mesi del 2026 ha registrato oltre 61.000 casi. Per questo la Commissione europea ha annunciato oggi lo stanziamento di 2,3 milioni di euro in fondi umanitari per la regione. Nella nota da Bruxelles si specifica che alla Nigeria arriveranno 1,5 milioni per aumentare il numero di squadre di intervento, fornire materiali essenziali come i kit per il colera e a sostenere interventi in materia di acqua, servizi igienico-sanitari e igiene, compreso il trattamento delle fonti idriche pubbliche e dell’acqua potabile. Al Camerun, andranno 100.000 euro per il contenimento dell’epidemia e la gestione dei casi, anche attraverso l’assunzione di personale aggiuntivo, farmaci, unità di trattamento. Per la Repubblica Centrafricana, sono destinati 500.000 euro per la gestione dei casi e le vaccinazioni, servizi igienico-sanitari e igiene. Al Ciad, 200.000 euro per migliorare l’accesso all’acqua e i servizi igienico-sanitari. “Il colera è prevenibile e curabile”, ha ricordato la commissaria per la gestione delle crisi, Hadja Lahbib. “L’Europa non resta a guardare e con questi finanziamenti di emergenza aiuterà i partner ad agire rapidamente, a contenere i focolai e a proteggere le comunità più a rischio”.
Incendi in Europa: gli interventi del meccanismo di protezione civile non si fermano. Aiuti alla Spagna e al Belgio
Continua la mobilitazione del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione per cercare di domare gli incendi. Oggi la Commissione dà conto dell’invio in Belgio, di due aerei della flotta antincendio dell’Ue, rescEU, provenienti dalla Svezia, di due elicotteri dai Paesi Bassi, due dalla Norvegia e due dalla Germania, a supporto dei vigili del fuoco locali impegnati a domare le fiamme nell’area protetta delle Hautes Fagnes, dove il fuoco ha già distrutto oltre 3.000 ettari di bosco e verde. In Spagna, invece sono arrivati 104 vigili del fuoco a terra con 36 veicoli provenienti dalla Francia nella regione dell’Aragona, dove gli ettari bruciati sono già quasi 16.000. Non si ferma nemmeno il supporto di Copernicus che offre la mappatura satellitare per gli incendi boschivi in Belgio, Spagna, Grecia, Germania, Montenegro, Albania, Francia, Serbia e Italia. Segnala oggi la nota della Commissione che la stagione degli incendi boschivi del 2026 si sta rivelando eccezionalmente grave e che già alla fine di luglio, la superficie bruciata era già due volte e mezzo superiore alla media europea.
Mozambico: Acs, nuovo episodio di violenza contro la Chiesa cattolica
Nuovo episodio di violenza contro la Chiesa cattolica in Mozambico. “La criminalità sta aumentando in modo esponenziale a Nampula e, più in generale, in tutto il Paese”. A denunciarlo è mons. Inácio Saure, arcivescovo di Nampula e presidente della Conferenza episcopale del Mozambico, dopo l’assalto avvenuto l’8 agosto alla casa di una comunità religiosa a Mecuburi. Durante l’irruzione, alcuni criminali hanno aggredito due religiose keniane e una guardia di sicurezza, rimasta gravemente ferita e ricoverata in ospedale. Le suore, che hanno ricevuto cure mediche, sono state trasferite in una comunità religiosa a Nampula. Mons. Saure, in una dichiarazione ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), ha ricordato che l’episodio segue un analogo attacco compiuto nel giugno 2025 contro le Suore Mercedarie del Santissimo Sacramento nella diocesi di Pemba. Nel nord del Paese, intanto, prosegue la violenza jihadista a Cabo Delgado, un conflitto che ha causato almeno 6.300 morti e 1,2 milioni di sfollati interni, con numerosi attacchi contro chiese e strutture ecclesiali.
Diocesi: Cefalù, il 20 agosto visita notturna alla cattedrale
La cattedrale di Cefalù apre le sue porte ai visitatori sotto il cielo stellato di agosto. La cooperativa sociale “Il Segno” rinnova l’appuntamento con le aperture serali offrendo ai turisti e ai cefaludesi l’opportunità di scoprire il monumento simbolo della cittadina normanna in una luce suggestiva e inedita che rafforza il fascino della sua storia millenaria.
Un appuntamento imperdibile per vivere un viaggio nella bellezza e nella storia del duomo di Cefalù.
Il 20 agosto dalle ore 21 alle ore 23 si avrà la possibilità di accedere in cattedrale e ai percorsi di visita in una luce tutta speciale per scoprire così prospettive inedite.
La visita notturna ai percorsi culturali della cattedrale di Cefalù rappresenta un’opportunità unica per scoprire la storia, l’arte e l’architettura di un monumento patrimonio dell’umanità Unesco.
La partecipazione prevede l’acquisto un ticket dedicato, in loco o sul sito ufficiale.
Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare il numero 0921 926366 oppure visitare il sito .
Diocesi: Pesaro e Urbino, da oggi al 24 agosto in pellegrinaggio in Grecia sulle orme di San Paolo
Un viaggio alle radici della fede cristiana e della cultura europea. Le arcidiocesi di Pesaro e di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado sono in viaggio per il pellegrinaggio diocesano in Grecia, da oggi al 24 agosto.
Il viaggio, dal titolo evocativo “Vieni in Macedonia e aiutaci” (At 16,9), si propone come un’esperienza spirituale e culturale profonda, ripercorrendo i luoghi visitati dall’Apostolo delle Genti durante i suoi viaggi missionari.
Il pellegrinaggio, iniziato stamattina dall’aeroporto di Roma Fiumicino, toccherà i centri nevralgici della cristianità delle origini e della classicità greca. Tra le tappe principali: Salonicco, Filippi e Verghina, i luoghi del primo annuncio del Vangelo in Europa; le Meteore, i suggestivi monasteri “sospesi nel cielo”, simboli della spiritualità ortodossa; Delfi e l’Ossios Loukas, l’incontro tra la sapienza antica e il monachesimo bizantino; Atene e l’Argolide, dalla predicazione di Paolo all’Areopago alle bellezze intramontabili del Peloponneso.
Ad accompagnare i fedeli in questo percorso di riflessione sono mons. Sandro Salvucci, arcivescovo metropolita di Pesaro e arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, e don Marco Di Giorgio, biblista e professore di Sacra Scrittura, che curerà gli approfondimenti esegetici e storici lungo il percorso.
Diocesi: Fano, da oggi al 22 agosto 6 giovani vivranno un’esperienza di volontariato e servizio presso la Caritas di Foggia
Da oggi al 22 agosto sei giovani che vivono nella diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola vivranno un’esperienza di volontariato e servizio presso la Caritas di Foggia. Un viaggio di sei giorni che nasce da un percorso iniziato molti mesi fa e che mette insieme volontariato, incontro, migrazione, dialogo interculturale e conoscenza di realtà spesso lontane dalla quotidianità dei ragazzi. A prima vista potrebbe sembrare semplicemente la partenza di un piccolo gruppo di giovani ma, in realtà, dietro quei sei posti sul pulmino c’è una storia iniziata molto prima della partenza. La scelta di Foggia non è infatti casuale ma nasce da un’amicizia.
Don Alessandro Messina, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, ha conosciuto Khady Sene, prima direttrice straniera di una Caritas in Italia, in occasione di un incontro tenutosi a Fano dove era stata invitata a portare la propria testimonianza. Da quell’incontro è nata un’amicizia e una conoscenza che, nel tempo, si è trasformata in una possibilità concreta di collaborazione.
Khady Sene infatti è stata invitata alla Festa dei popoli di quest’anno per portare la sua testimonianza. Da qui è nata l’idea di offrire ai giovani della diocesi la possibilità di vivere un’esperienza di servizio e di incontro a Foggia dove si svolgono diverse attività nell’ambito sociale e nell’accoglienza dei migranti. Ricordiamo che proprio a Foggia nei quartieri di Borgo Mezzanone e di Torretta Antonacci ci sono le baraccopoli più grandi d’Europa.
Don Sandro quest’anno ha incontrato diverse classi delle scuole superiori di Fano e Pergola e, in questo contesto, è stata proposta anche la possibilità concreta di conoscere, incontrare e mettersi a servizio dei migranti e in attività a servizio degli ultimi. Protagonisti di questa esperienza sei giovani, tre ragazze e tre ragazzi, tra i 15 e i 21 anni, accompagnati da tre adulti dell’Ufficio Migrantes, tra cui don Sandro.
Ci sono due studentesse dei licei di Fano, due studenti delle scuole superiori di Fano e Fossombrone, una giovane irachena arrivata attraverso i corridoi umanitari e accolta dalla Caritas e un minore straniero non accompagnato. A Foggia i giovani saranno coinvolti presso la mensa della Caritas e al centro estivo con i bambini rom.
Il programma prevedevisite al ghetto di Borgo Mezzanone e al ghetto di Torretta Antonacci, realtà che permetteranno ai ragazzi di confrontarsi con le condizioni di vita di molti lavoratori migranti. Visiteranno inoltre il campo rom di Arpinova, incontreranno la comunità islamica di Foggia e avranno l’occasione di recarsi a Monte Sant’Angelo per un momento di preghiera interreligioso.
Diocesi: Viterbo, riapre il santuario di Santa Rosa dopo lavori di ristrutturazione. Il 22 agosto messa con mons. Piazza
Al termine dei lavori di ristrutturazione, il santuario di Santa Rosa, a Viterbo, riaprirà con la solenne celebrazione eucaristica che il vescovo Orazio Francesco Piazza presiederà il 22 agosto, con inizio alle 18.30. Ad annunciarlo è stata la Comunità delle Sorelle, custodi del santuario: “Un luogo di fede e devozione caro a tutta la città di Viterbo è stato rinnovato e torna ad accogliere i fedeli e i pellegrini”. Quello di sabato 22 sarà un “momento di gioia e di comunione ecclesiale, per riscoprire insieme la bellezza e la spiritualità del Santuario dedicato alla nostra amata patrona”, si legge sul sito della diocesi.
Sinodo valdese: a Torre Pellice dal 22 al 26 agosto, il “Parlamento” delle Chiese protestanti italiane eleggerà il nuovo moderatore
Il Sinodo valdese è in programma dal 22 al 26 agosto 2026 a Torre Pellice, in provincia di Torino. L’assemblea riunirà circa 180 deputati e deputate delle chiese metodiste e valdesi provenienti da tutta Italia. Il “Parlamento” di queste chiese è chiamato a discutere e decidere l’agenda e le prospettive per il futuro. L’edizione 2026 ha una particolare rilevanza: il Sinodo sarà infatti chiamato a eleggere il nuovo moderatore o la nuova moderatora della Tavola valdese, al termine del mandato della diacona metodista Alessandra Trotta. I lavori prenderanno ufficialmente il via sabato 22 agosto, con il tradizionale corteo alle 15 e il culto inaugurale alle 15.30. Predicatore del culto di apertura sarà il pastore Eugenio Bernardini, con il pastore Francesco Sciotto come supplente. Responsabile per i culti e le liturgie del Sinodo 2026 è la pastora Letizia Tomassone. Il Sinodo sarà presieduto dal pastore Daniele Bouchard, presidente del Sinodo 2026, con l’avvocata Ilaria Valenzi, vicepresidente.
Intelligenza artificiale e democrazia al centro degli appuntamenti pubblici
A precedere l’apertura dei lavori sarà, venerdì 21 agosto, la tradizionale Giornata Miegge, che quest’anno sarà dedicata all’intelligenza artificiale e alle sue implicazioni etiche, culturali e sociali. Sabato 22 agosto alle 21, presso il Tempio di Torre Pellice, si terrà la tradizionale serata pubblica, dedicata quest’anno ai rischi e alle tensioni cui è sottoposta la democrazia. Nel corso dei lavori sinodali saranno affrontate numerose questioni centrali per la vita delle chiese e della società: pace, giustizia sociale, ecumenismo, diritti umani, tutela delle persone più fragili, sostenibilità e le sfide poste alla testimonianza cristiana nel contesto contemporaneo.
Tra gli ospiti internazionali, al Sinodo parteciperà anche Dariia Zhukovska, della Chiesa metodista unita in Ucraina.
Diocesi: Salerno, dal 19 al 22 agosto pellegrinaggio a Fatima guidato dall’arcivescovo Bellandi
Dal 19 al 22 agosto, l’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno vivrà il pellegrinaggio diocesano a Fatima, presieduto dall’arcivescovo Andrea Bellandi.
“Da sempre il pellegrinaggio religioso ha rappresentato una significativa modalità con la quale esprimere il proprio desiderio di conversione, legato ad alcuni luoghi significativi della pietà cristiana, vivendolo spesso come un itinerario vissuto insieme ad altre persone. Forme, modalità e luoghi di pellegrinaggio sono – nel corso dei secoli – talvolta mutati, ma rimane uguale il fascino di visitare luoghi segnati particolarmente dall’irruzione della grazia divina: santuari mariani, luoghi legati alla vita dei santi, Roma quale sede della cattedra petrina, la Terrasanta. Se vissuti non semplicemente come viaggio turistico, ma in atteggiamento di preghiera e disponibilità ad un rinnovato incontro con il Signore, i pellegrinaggi rappresentano così una significativa forma di proposta pastorale, da proporre e incrementare a tutti i livelli: parrocchie, comunità e gruppi, Chiesa diocesana”, sottolinea il presule.
Per questo motivo l’arcidiocesi, da diversi anni, ha costituito un “Ufficio Pellegrinaggi”, che si propone sia di offrire un supporto ai parroci e a tutti coloro che desiderano organizzare un pellegrinaggio, sia di proporre, durante l’anno, alcune iniziative a livello diocesano che possano risultare anche un’occasione di conoscenza e di fraternità tra persone provenienti da diverse parrocchie e comunità.
Oratori: Regione Lazio, stanziati quasi 3 milioni di euro in due anni per parrocchie e diocesi
Quasi 3 milioni di euro in 2 anni da assegnare alle parrocchie e alle diocesi del Lazio per il sostegno degli oratori. È quanto deciso dalla Giunta regionale del Lazio con l’approvazione del Programma annuale degli interventi 2026-2027. La copertura finanziaria ammonta complessivamente a 2.9 milioni di euro, distribuiti in 900mila per il 2026 e 2 milioni di euro per il 2027. I contributi copriranno fino al 100% dell’investimento ammissibile per ciascun progetto presentato, con un importo compreso tra un minimo di 10mila euro e un massimo di 50mila. I fondi potranno essere utilizzati per: garantire e regolare il funzionamento delle attività degli oratori con eventuali aperture di nuovi spazi; favorire iniziative ed esperienze di socialità e comunità in sicurezza; l’attivazione di reti tra i giovani anche attraverso l’integrazione digitale; l’attuazione di percorsi di integrazione e di recupero a favore di soggetti fragili a rischio emarginazione sociale e povertà educativa. Possono accedere alle risorse disponibili le parrocchie, le diocesi e gli enti di culto firmatari di intese statali con sede nella Regione Lazio. L’assegnazione finale dei fondi avverrà mediante successivo avviso pubblico da gestire tramite la piattaforma informatica regionale dedicata.
Nomine vertice Anac: Libera, “no a giochi a porte chiuse e pesi politici. Si scelga per competenza e indipendenza”
Nei prossimi giorni il Governo e il Parlamento decideranno chi guiderà l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per i prossimi sei anni. “Una scelta cruciale che non può essere trattata come una semplice casella politica da riempire”. A lanciarne il monito è l’associazione Libera, che chiede massima trasparenza e pubblicità in quei processi decisionali. “Non è una nomina come le altre – sottolinea Libera – ma la selezione di chi dovrà vigilare sugli appalti pubblici, i conflitti di interesse e il whistleblowing, prevenendo sprechi e malaffare. È il perimetro esatto in cui la corruzione in Italia sta correndo, non arretrando. Le autorità indipendenti esistono per proteggere l’interesse generale: se l’Anac diventa terreno di lottizzazione partitica, saranno i cittadini a pagarne il prezzo in termini di diritti negati, servizi scadenti, appalti truccati, perdita di fiducia nelle istituzioni”. A dimostrazione che la corruzione in Italia rappresenta un problema sistemico e non un’emergenza passeggera, Libera richiama i dati del proprio dossier “Italia sotto mazzetta”: 105 inchieste negli ultimi 18 mesi; 1.507 persone indagate; 71 amministratori pubblici coinvolti tra sindaci, assessori e consiglieri. Un sistema capace di adattarsi a molteplici settori – dalla sanità ai rifiuti, dalle grandi opere all’urbanistica, fino ai concorsi pubblici – e che prospera proprio quando trova un’autorità di controllo debole o depotenziata.
Il rischio concreto, evidenzia l’associazione, è che “la partita per la nuova guida dell’Anac si giochi ancora una volta a porte chiuse, rispondendo a logiche di fedeltà e appartenenza partitica anziché a criteri di reale competenza e indipendenza. Un’Autorità nata per vigilare sulla trasparenza non può nascere da un processo improntato all’opacità”. Per questo motivo, Libera rivolge un appello alle istituzioni e alle forze politiche, chiedendo “una rigorosa e trasparente procedura di selezione del presidente e dei commissari dell’Anac, aperta a manifestazioni di interesse provenienti da figure realmente qualificate, la cui selezione sia giustificata dal valore del curriculum; e un impegno pubblico e verificabile da parte delle forze politiche di maggioranza e opposizione a motivare le proprie scelte davanti ai cittadini, e non all’interno delle segreterie di partito”.
“Non chiediamo un favore – conclude Libera – ma esprimiamo la ragionevole richiesta che le regole della trasparenza e del merito valgano prima di tutto per chi, chiamato a guidare quell’Autorità, dovrà poi farle rispettare”.
Terremoto Campi Flegrei: mons. Villano (Pozzuoli), “chiamati a rialzarci, in fretta”
“Chiamati a rialzarci, in fretta”. Questo il richiamo espresso dal vescovo di Pozzuoli e di Ischia, mons. Carlo Villano, che, sabato 15 agosto, ha voluto celebrare nel PalaTrincone a Monterusciello, per trascorrere la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria con gli sfollati che sono ospitati nel palazzetto dello sport, dopo la scossa del 31 luglio scorso.
“Non possiamo rimanere ‘fermi’ – ha sottolineato il vescovo –, in attesa di un futuro migliore. Certo speriamo in tempi migliori, ma come Maria siamo chiamati ad alzarci e andare in fretta, a dare un senso profondo a tutto quello che stiamo vivendo. Mettersi ‘in piedi’ per noi significa interrogarsi, essere cittadini attivi nei nostri territori, per le istituzioni essere al servizio dei cittadini. E tutti lo dobbiamo fare ‘in fretta’. Dobbiamo procedere con sollecitudine, avere attenzione gli uni verso gli altri, non lasciare indietro nessuno”.
Un ringraziamento particolare è stato espresso per l’impegno delle forze dell’ordine, della protezione civile, dei rappresentanti delle istituzioni, di tutti quelli che sono impegnati in questa emergenza. Vicinanza è stata rivolta soprattutto a chi ha perso la casa, a coloro che sono stati accolti nel Palatrincone: “Se siamo qui è perché abbiamo le nostre case lesionate, tutte le chiese del centro di Pozzuoli sono chiuse. Ma avremo modo di ripararle. Quello che non dobbiamo mai chiudere sono le porte della nostra vita. Le porte della nostra comunità, ecclesiale e civile, devono rimanere sempre aperte, per poterci permettere di non lasciare nessuno da solo, per dare ed essere motivo di speranza verso chi è nella solitudine e nel dolore. Che il Signore possa ascoltare le nostre preghiere”.
Sport: dai Giochi di Londra 2012 a Taranto, il lungo viaggio della “Croce degli sportivi”
La “Croce degli sportivi” – la Croce olimpica e paralimpica realizzata nel 2012 dall’artista inglese Jon Cornwall per i Giochi di Londra – accompagna dal 2025 le iniziative di Athletica Vaticana e da questi giorni anche i Giochi del Mediterraneo di Taranto. Composta da quindici pezzi di legni diversi, provenienti tra l’altro da Terra Santa, Cina, Russia, Africa del Nord, Sudafrica, India, Australia, Brasile e Giamaica, fu affidata dopo i Giochi di Londra all’arcidiocesi di Rio de Janeiro per le Olimpiadi 2016 e benedetta da Papa Francesco durante la Gmg del 2013. La pandemia impedì iniziative per Tokyo 2020-2021; la Croce passò poi per Lisbona nella Gmg 2023 e trovò collocazione nella “Cappella degli sportivi” allestita nella chiesa della Maddalena per Parigi 2024. Il 4 giugno 2025, per il Giubileo dello sport, è stata affidata ad Athletica Vaticana: a portarla attraverso la Porta Santa di San Pietro fu personalmente Thomas Bach, presidente del Comitato olimpico internazionale. Per Milano-Cortina è passata all’arcidiocesi di Milano, con una messa in San Babila presieduta da mons. Mario Delpini, prima di essere riconsegnata al Papa l’8 aprile dai giovani degli oratori milanesi. “Dai Giochi di Londra 2012 a quelli di Milano-Cortina raccoglie preghiere, attese e speranze, paure e sofferenze delle donne e degli uomini che, a ogni età, condividono le loro esperienze sportive”, ha detto Papa Leone XIV il 9 aprile scorso, ricevendo in udienza gli atleti olimpici e paralimpici.
Giochi del Mediterraneo: a Taranto 4 atleti di Athletica Vaticana, messa il 19 agosto
Athletica Vaticana, la squadra ufficiale della Santa Sede, parteciperà per la seconda volta ai Giochi del Mediterraneo, che si apriranno venerdì 21 agosto a Taranto: quattro gli atleti in gara, in tre discipline. Nel padel scenderà in campo, da sabato 22, il doppio maschile di Fabrizio Peloni e Tiziano Lucarelli; nella scherma, domenica 23, gareggerà nella spada Daniele Fontana; nel ciclismo, lunedì 24, sarà al via Emiliano Morbidelli. La presenza in gara della delegazione vaticana è stata votata all’unanimità dai comitati olimpici dei 26 Paesi partecipanti alla ventesima edizione della manifestazione, in programma fino al 3 settembre. Mercoledì 19 agosto, alle 19, nella cattedrale di Taranto sarà celebrata la messa, presieduta dall’arcivescovo metropolita, mons. Ciro Miniero, per l’accoglienza della “Croce degli sportivi”, che resterà in cattedrale per tutta la manifestazione. “Auguro che tale evento sportivo sia una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli di questa regione e del mondo intero”, ha detto Papa Leone XIV all’Angelus di domenica 16 agosto. “Athletica Vaticana partecipa ai Giochi del Mediterraneo con un gesto di fraternità sportiva di alto significato”, dichiara il card. José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione. Per Giampaolo Mattei, presidente di Athletica Vaticana, l’appuntamento rilancia le parole di Leone XIV sul valore dello sport come “strumento di integrazione e di dignità”. “Un unico confine: l’umanità”, sintetizza mons. Miniero.
Sudan: Save the Children, in sei mesi arrivati a El Obeid quasi 39 mila bambini sfollati
In Sudan, nei primi sei mesi dell’anno quasi 39 mila bambini sono arrivati nella città di El Obeid, nel Kordofan settentrionale, per sfuggire alle violenze e agli attacchi contro i civili e le infrastrutture. I nuovi arrivati fanno ora parte delle oltre 605 mila persone che vivono nella città di El Obeid e nella località di Sheikan e ora si trovano ad affrontare altre difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari, idrici, educativi e di protezione all’interno della città. È l’allarme lanciato da Save the Children, secondo la quale a Sheikan sono in significativo aumento i casi di malnutrizione infantile, con un notevole incremento di nuovi pazienti ricoverati nei centri specializzati. Ad aprile 2026, le strutture sanitarie sostenute dalla ong a Sheikan hanno curato 426 bambini per malnutrizione con un aumento del 118% rispetto al mese precedente e del 75% rispetto ad aprile 2025. Anche la carenza d’acqua in città sta aggravando la crisi: alcune famiglie trascorrono quasi metà della giornata alla ricerca di acqua. La situazione è stata particolarmente grave nei mesi di giugno e luglio, quando alcuni attacchi con droni hanno colpito le infrastrutture idriche, aggravando ulteriormente la carenza. Il consumo individuale è ora sceso a circa 7 litri a persona al giorno, meno della metà dello standard minimo generale di 15 litri raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità durante le crisi.
Terremoto in Colombia: Sos Villaggi dei Bambini, “cresce il rischio dei minori restati soli, prevenire la separazione familiare è la priorità delle prossime ore”
A una settimana dal terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia occidentale, il bilancio continua ad aggravarsi. Secondo i dati ufficiali dell’Unità nazionale per la gestione del rischio di disastri, aggiornati alla mattina del 16° agosto, le vittime accertate sono 289, i feriti quasi 4.187, i dispersi 143, mentre 354 persone sono state tratte in salvo dalle macerie. Con centinaia di persone ancora disperse e migliaia di famiglie senza casa, sfollate in rifugi temporanei o sistemazioni di fortuna, il rischio che minorenni si ritrovino da un giorno all’altro senza adulti di riferimento, separati dai familiari o esposti al rischio di separazione, è concreto e immediato. A lanciare l’allarme sono gli operatori e i volontari locali della rete Sos Villaggi dei Bambini, presente in Colombia dal 1987 con 10 programmi in 18 comuni di 11 dipartimenti. Tra questi, alcuni si trovano proprio nelle aree più colpite dal sisma: a Quibdó, capoluogo del Chocó, il dipartimento dove è stato localizzato l’epicentro, a Cali, nel Valle del Cauca, e a Riosucio, nel dipartimento di Caldas. Sos Villaggi dei Bambini è intervenuta immediatamente per rispondere alle necessità più urgenti: individuare i bambini rimasti soli, proteggerli da abbandono, violenza e sfruttamento, sostenere le famiglie perché possano restare unite, garantire luoghi sicuri, supporto psicologico, continuità educativa, acqua, igiene e beni essenziali.
I team locali sono già operativi sul campo nei territori colpiti: sostegno alle famiglie colpite con beni di prima necessità, protezione dei minorenni e prevenzione della separazione familiare, a partire dall’identificazione e registrazione dei bambini rimasti soli o senza protezione, supporto psicologico per bambini e famiglie che hanno vissuto il trauma del sisma, continuità educativa e spazi sicuri dove i più piccoli possano ritrovare normalità.
“A poche settimane dal terremoto che ha devastato il Venezuela, ci troviamo ad affrontare un’altra grave emergenza nella stessa regione. Due sismi così ravvicinati, in Paesi dove operiamo da decenni, ci ricordano che per i bambini ogni catastrofe è doppia: perdono la casa e, troppo spesso, rischiano di perdere anche gli adulti che si prendono cura di loro. Con centinaia di dispersi, è in questi giorni che si decide se una separazione temporanea diventa definitiva. I nostri colleghi in Colombia operano proprio nei territori colpiti: conoscono le comunità, le famiglie, le istituzioni locali. Come in Venezuela, siamo impegnati a mobilitare tutte le risorse necessarie per raggiungere quanti più bambini possibile e restituire loro protezione e sicurezza”, dichiara Roberta Capella, direttore di Sos Villaggi dei Bambini.
Gli spazi a misura di bambino sono una priorità. “Non possiamo lasciare i bambini e le bambine senza protezione in una situazione in cui la tragedia rischia anche di separarli dalle loro famiglie. Come società, dobbiamo proteggerli e fare in modo che bambini e famiglie possano restare insieme in questo momento difficile”, afferma Esteban Reyes, direttore nazionale di Aldeas Infantiles Sos Colombia.
Gioco d’azzardo: Agita, And e Gruppo Logos, al via una raccolta di firme nazionale per sua abolizione in tutte le forme “per tutelare salute pubblica, famiglie e bene comune”
Le associazioni Agita – Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie, And – Azzardo e nuove dipendenze Aps e Gruppo Logos – Associazione Famiglie in gioco annunciano l’avvio di una raccolta firme nazionale per chiedere l’abolizione del gioco d’azzardo in Italia. L’iniziativa nasce dall’esperienza diretta di ex giocatori e familiari che hanno vissuto le conseguenze dell’azzardo: indebitamento, perdita del lavoro, conflitti familiari, isolamento sociale, sofferenza psicologica e gravi ripercussioni sulla qualità della vita. “Negli ultimi anni l’offerta di gioco d’azzardo è cresciuta in modo costante, diventando sempre più presente nella quotidianità degli italiani”, sottolineano le tre associazioni. Secondo le proiezioni riportate nell’appello promosso dalle associazioni, nel 2026 la raccolta complessiva del gioco d’azzardo in Italia supererà i 180 miliardi di euro. “Una cifra stratosferica, che dovrebbe far riflettere chiunque e porre fine a qualunque discussione sulla dimensione raggiunta dal fenomeno”, sostengono Agita, And e Gruppo Logos, per le quali “questa espansione non è stata casuale, ma il risultato di una lunga successione di scelte legislative e politiche. Dal 1994, in Italia si è assistito a un progressivo ampliamento dell’offerta di gioco d’azzardo, attraverso l’introduzione, da parte dello Stato, di una moltitudine di giochi che hanno reso l’azzardo una presenza sempre più capillare, accessibile e pervasiva nella vita quotidiana dei cittadini, sia attraverso una rete fisica sempre più diffusa, sia attraverso le piattaforme online. Siamo arrivati a un punto in cui non è più possibile né temporeggiare né cercare compromessi. Non è più il momento delle mediazioni”.
Infatti, di fronte a questi numeri e alle conseguenze umane che essi rappresentano, i promotori ritengono non più sufficiente limitarsi a discutere di regolamentazione o contenimento del fenomeno. “Noi famiglie, testimoni diretti del dramma dell’azzardo, chiediamo una scelta chiara: avviare un percorso che conduca all’abolizione di tutte le forme di gioco d’azzardo nel nostro Paese, per tutelare la salute pubblica, le famiglie e il bene comune”. La petizione è disponibile al seguente link: . Le associazioni promotrici invitano cittadini, professionisti della salute, operatori sociali, amministratori pubblici e organizzazioni della società civile a sostenere e diffondere l’iniziativa.
Meeting Rimini: 500 volontari al lavoro nel Pre-Meeting, al via l’allestimento della Fiera per l’edizione 2026
Sono circa 500 i volontari impegnati dal 12 al 19 agosto nel Pre-Meeting, la fase di preparazione della 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in programma alla Fiera di Rimini dal 21 al 26 agosto. Otto giorni dedicati all’allestimento degli spazi, con gruppi di ragazze e ragazzi impegnati nei diversi padiglioni sotto la guida di coordinatori adulti. Giovani, studenti universitari, professionisti, artigiani e pensionati stanno lavorando all’allestimento dei 140mila metri quadrati che ospiteranno incontri, mostre ed eventi della manifestazione, che quest’anno vedrà la visita di Papa Leone XIV prevista il 22 agosto. Si dipinge e si trasportano pannelli di legno, si disegnano planimetrie e si montano strutture, si spingono carrelli, si puliscono pavimenti, si arredano locali e si lavora agli impianti elettrici. Un grande cantiere organizzato. Molti volontari provengono da Milano, Bologna e Ferrara; numerosi gli studenti di architettura, ingegneria, design e Belle Arti, che partecipano sostenendo personalmente le spese di viaggio e alloggio. “Molti di loro qui hanno imparato l’importanza di un lavoro ben fatto a prescindere dalle gratificazioni”, spiega Enrico Albani, responsabile dei volontari del Pre-Meeting, sottolineando che accanto al lavoro, il programma prevede momenti di preghiera, condivisione e formazione.
Social media e minori: Caffo (Telefono Azzurro), “non basta vietare, la sfida è costruire una tecnologia degna dei bambini”
Il crescente numero di Paesi che introducono o discutono limiti di età per l’accesso dei minori ai social network segna un cambiamento importante: dopo anni di autoregolamentazione, la protezione dei bambini nell’ambiente digitale sta diventando una responsabilità pubblica e un obbligo per le piattaforme. Nel dibattito aperto anche in Italia sull’ipotesi di limitare l’accesso ai social network per gli under 15, Fondazione Sos Il Telefono Azzurro Ets invita però a non ridurre una questione complessa alla sola scelta dell’età minima.
“Una soglia anagrafica può rappresentare uno strumento importante di protezione, soprattutto per i più piccoli, ma non può costituire da sola una politica per l’infanzia”, afferma Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro. “La domanda non è soltanto a quale età consentire l’accesso ai social, ma quali caratteristiche debba avere un ambiente digitale per essere sicuro e appropriato allo sviluppo di bambini e adolescenti”.
Per Telefono Azzurro, la responsabilità deve ricadere innanzitutto sulle piattaforme: profili privati e impostazioni protettive per default, limiti alla geolocalizzazione e ai contatti indesiderati, maggiore tutela rispetto agli algoritmi di raccomandazione, alla profilazione e alle tecniche progettate per massimizzare l’engagement.
La Fondazione sostiene inoltre sistemi di age assurance efficaci ma rispettosi della privacy, capaci di verificare la fascia di età senza determinare una raccolta generalizzata di documenti e dati personali.
Particolare attenzione deve essere dedicata all’intelligenza artificiale. “Regolamentare soltanto i social network rischia di significare intervenire sul problema di ieri”, sottolinea Caffo. “Chatbot e AI companions possono costruire con un adolescente relazioni continuative e apparentemente empatiche. Servono garanzie specifiche contro manipolazione emotiva, sessualizzazione, dipendenza relazionale e rischi legati ad autolesionismo e suicidio”.
Telefono Azzurro chiede inoltre che qualsiasi futura normativa garantisca sempre ai minori l’accesso ai servizi di emergenza, ascolto, salute mentale e tutela dell’infanzia, compresi 114 Emergenza Infanzia, 116000 Minori scomparsi e 19696.
La Fondazione propone infine un Child Digital Safety Framework italiano ed europeo, che integri social media, AI, age assurance, privacy, salute mentale, educazione digitale, responsabilità delle piattaforme e servizi di aiuto.
“Dobbiamo superare l’alternativa tra lasciare i ragazzi soli nel mercato digitale e tenerli semplicemente fuori dalla tecnologia”, conclude Caffo. “La sfida non è costruire un mondo senza tecnologia per i bambini. È costruire una tecnologia degna dei bambini”.
Diocesi: mons. Ferretti (Foggia), “non consegnamo i migranti nelle mani dei caporali e della mafia”
“Non lasciamoli soli, mai disprezziamoli, non consegniamoli nelle mani dei caporali e della mafia”. È l’appello dell’arcivescovo di Foggia-Bovino, mons. Giorgio Ferretti, nel messaggio alla città per la solennità della Beata Vergine Maria Iconavetere. Al centro del testo, la cura del creato, l’emergenza caldo, l’attenzione ai più fragili e l’accoglienza dei migranti. “Come non pensare ai ghetti, vergogna di questa provincia”, scrive l’arcivescovo, chiedendo alla città e in particolare alla Chiesa di Foggia-Bovino di “accogliere di più, con umanità” e “con carità cristiana”. Mons. Ferretti ricorda che molti degli stranieri presenti nel territorio sono “lavoratori necessari nei nostri campi” e contribuiscono con la loro fatica “in modo importante al benessere di questa terra”. Da qui l’invito: “Tutti dobbiamo accogliere e non disprezzare: basta con parole che fomentano odio e costruiscono muri e divisione!”.
Nel messaggio l’arcivescovo richiama anche la responsabilità personale nella tutela dell’ambiente: “Viviamo tutti la creazione con uno spirito predatorio”, osserva, denunciando la spazzatura abbandonata nei campi e lungo le strade e ricordando che “la terra è la grande risorsa di questa provincia”. Di fronte alle alte temperature, Ferretti invita inoltre a prendersi cura degli anziani e dei fragili e ringrazia sacerdoti e operatori sanitari. Caritas e parrocchie, riferisce, hanno aperto centri di refrigerio per gli anziani e offrono acqua, integratori e pasti ai migranti che rientrano sfiniti dal lavoro nei campi.
Infine, uno sguardo ai giovani. Raccontando la visita a una scuola di Foggia frequentata da bambini provenienti da diversi continenti, l’arcivescovo sottolinea: “Studiano assieme, si sentono tutti foggiani, anche se tra loro alcuni non possono avere la cittadinanza”. E affida loro una speranza: “Cari giovani, in voi speriamo perché aggiustiate quello che noi abbiamo rotto”.
Diocesi: Acireale e Catania, una serata di fede per il IX centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata. Card. Parolin, “la sua forza viene dalla relazione con Cristo”
Una sera di fede, memoria e profonda partecipazione ha riunito, domenica 16 agosto, le diocesi di Acireale e di Catania per le celebrazioni del IX centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata.
All’appuntamento hanno preso parte numerosi pellegrini che hanno raggiunto il cuore del borgo marinaro di Aci Castello.
Secondo la memoria tramandata nei secoli, Piazza Castello per prima avrebbe accolto le reliquie sbarcate in Sicilia al loro ritorno da Costantinopoli. Qui, 900 anni dopo, nella piazza si è svolta una solenne veglia di preghiera, presieduta dal card. Pietro Parolin, legato pontificio, dopo che nel tardo pomeriggio le venerate reliquie della vergine e martire sono giunte ad Aci Castello.
Alla veglia hanno preso parte il presidente della Cesi e vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, e l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna. Presenti anche mons. Giuseppe Baturi, figlio della Chiesa catanese, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, e il vescovo emerito, mons. Salvatore Gristina.
Mons. Raspanti proprio nella basilica cattedrale di Catania, celebrando la messa nella stessa giornata, ha richiamato il valore della fede, della preghiera e della testimonianza dei martiri, indicando in Sant’Agata un esempio di fede capace ancora oggi di parlare all’uomo contemporaneo.
In un passaggio della sua omelia mons. Raspanti si è soffermato sui cristiani perseguitati nel mondo: “Anche oggi i martiri vengono perseguitati e uccisi. Sant’Agata e tutti i martiri ci aiutino a rafforzare la nostra fede. Possa l’Europa vedere ancora una volta nella fede cristiana le proprie radici”.
Guardando alla testimonianza di Sant’Agata, il card. Parolin ha invece sottolineato: “La forza di Agata è nata da una radice profonda, quella della sua relazione con Cristo”.
La testimonianza della patrona di Catania, ha proseguito il card. Parolin, continua così a parlare agli uomini e alla Chiesa: “Celebriamo la vita di una donna che, con speranza, ha portato frutto”. Una testimonianza che mostra come “la fede non elimina le prove della vita, ma dona una presenza nuova per attraversarle”.
In conclusione, l’invito a custodire radici profonde, capaci di resistere alle mode e ai cambiamenti del mondo: “Mettiamo le nostre radici nel Signore, per portare frutti di vita e di vera felicita”.
Hanno preso parte al momento di preghiera anche gli alunni del Seminario vescovile di Acireale, oltre che numerosi sacerdoti delle due diocesi.
La venerazione delle reliquie è poi proseguita per tutta la sera in Piazza Castello. Successivamente, in processione, le reliquie hanno raggiunto la chiesa madre di Aci Castello.
Nel cortile dell’Oratorio parrocchiale, Poste Italiane ha celebrato il particolare anniversario con l’apposizione del bollo speciale dell’annullo filatelico commemorativo, dedicato ai novecento anni dal rientro delle reliquie.
Leone XIV: su terremoto in Indonesia, “profondamente addolorato” per la devastazione
Leone XIV è “profondamente addolorato” per la devastazione provocata dal terremoto nella regione indonesiana di Nusa Tenggara Orientale. È quanto si legge nel telegramma di cordoglio inviato a mons. Paulus Budi Kleden, arcivescovo metropolita di Ende, a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin. Il Papa assicura “la propria solidarietà spirituale e vicinanza a quanti soffrono per le conseguenze persistenti di questo disastro, in particolare ai numerosi sfollati e feriti”. Nel testo, in lingua inglese, il Pontefice incoraggia le autorità ecclesiali e civili impegnate a garantire assistenza umanitaria e prega per il personale di emergenza che opera nei soccorsi. Affidando i defunti “alla misericordia amorevole di Dio onnipotente”, Leone XIV invoca infine “le divine benedizioni di consolazione e di forza”.
Pace: Saba (Ordinario militare), “quella giusta e duratura nasce dall’ascolto e dal servizio”
Nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, mons. Gian Franco Saba, Ordinario militare per l’Italia, ha rivolto un messaggio alla famiglia castrense richiamando il valore della pace, della fraternità e del servizio. Durante la celebrazione del 14 agosto, nella parrocchia di Santa Maria Maddalena a La Maddalena (Ot), alla presenza del capo di Stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, e di rappresentanti delle Forze armate, il presule ha indicato nell’ascolto della Parola di Dio la via per andare “oltre l’immediatezza” e maturare una disponibilità interiore capace di discernimento. Richiamando l’insegnamento di Papa Leone XIV, mons. Saba ha sottolineato che una “pace giusta e duratura” non nasce da automatismi o soluzioni magiche, ma richiede dedizione, lavoro quotidiano ed esercizio perseverante. L’Ordinario ha quindi ricordato la definizione dei militari offerta dal Concilio Vaticano II come “ministri della libertà e della giustizia tra i popoli”, invitando uomini e donne della Difesa a vivere il proprio compito come servizio al bene comune e alla tutela dei più fragili. Nel corso della celebrazione è stata elevata una preghiera per i militari impegnati nei teatri operativi e per le vittime dei conflitti, affidando a Maria “il grido dei bambini, dei fragili, delle donne e delle persone inermi”, con l’auspicio che la fraternità prevalga sulla sopraffazione.
Papa a San Marino: stasera a Domagnano incontro pubblico su Leone XIV con il responsabile della Lev, Lorenzo Fazzini
In occasione dell’imminente visita pastorale di Leone XIV nella Repubblica di San Marino, è in programma nella serata di oggi, lunedì 17 agosto, a Domagnano (RSM), un incontro per raccontare e conoscere meglio Papa Prevost. L’evento, ospitato dalle 21 presso la Sala Montelupo, è organizzato insieme alla Chiesa di San Marino-Montefeltro, in sinergia con Vatican News – Radio Vaticana e Libreria Editrice Vaticana, del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. Relatore sarà Lorenzo Fazzini, responsabile della Libreria Editrice Vaticana.
Nel corso della serata verrà approfondita la conoscenza della persona, del carattere e del pensiero di Leone XIV attraverso il suo libro “La forza del Vangelo. La fede cristiana in 10 parole” (Libreria Editrice Vaticana), antologia di testi di Papa Prevost che presenta dieci parole-chiave del cristianesimo per il nostro tempo. Il volume si apre con un testo inedito di Papa Leone XIV, scritto per l’occasione. Inoltre, saranno proiettati due ampi stralci dei documentari “León de Perú” e “Leo from Chicago”, prodotti dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, che raccontano la vicenda biografica e spirituale di Robert Francis Prevost nella natia Chicago e nel periodo missionario in Perù.
“La serata del 17 agosto sarà un momento importante per conoscere meglio Papa Leone che a poco più di un anno di Pontificato ci ha già consegnato parole e gesti importanti – spiega Lorenzo Fazzini –. Attraverso queste immagini della sua adolescenza e gioventù negli Stati Uniti, e soprattutto la stagione da missionario in Perù, come prete e come vescovo, possiamo scoprire meglio il vissuto, le esperienze e le persone che hanno segnato Papa Prevost. Inoltre, il libro La forza del Vangelo è un compendio dei primi mesi di pontificato, dall’affacciarsi su San Pietro al Giubileo dei giovani, passando per diversi incontri e discorsi, presentati secondo la formula di un alfabeto di dieci parole-chiave nel quale è stato condensato un magistero che sta già segnando la nostra epoca, in particolare nella chiamata alla pace e nell’impegno per la comunione nella Chiesa”.
Patriarcato Greco-ortodosso: Gerusalemme, appello per la pace in Terra Santa e preparativi per il 2030° anniversario del Battesimo di Gesù
Il Sinodo del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, riunito il 13 agosto sotto la presidenza del Patriarca Teofilo III, ha riaffermato il proprio impegno a favore della pace, della cura pastorale dei fedeli e della tutela dei Luoghi Santi, in un contesto segnato dalle difficoltà che continuano a interessare la Terra Santa e l’intero Medio Oriente. Nel corso della riunione, riferisce una nota, sono stati esaminati gli affari amministrativi ed ecclesiastici del Patriarcato, con particolare attenzione alle esigenze delle parrocchie, al sostegno del clero e alla salvaguardia della vita liturgica nei santuari cristiani. I membri del Sinodo hanno elevato preghiere per la pace, la riconciliazione e la stabilità nella regione, ricordando anche gli archimandriti Ilarione, Sergio e Timoteo della Fraternità del Santo Sepolcro, recentemente scomparsi. Il Patriarca Teofilo ha inoltre riferito delle sue recenti visite negli Stati Uniti, in Grecia, al Patriarcato Ecumenico e nella Striscia di Gaza. In particolare, ha sottolineato l’importanza dei colloqui avuti per rafforzare la cooperazione tra le Chiese ortodosse e sostenere la presenza cristiana in Terra Santa. A Gaza il Patriarca ha incontrato la locale comunità cristiana, esprimendo vicinanza e incoraggiamento a quanti continuano a vivere in condizioni difficili. Ampio spazio è stato dedicato ai preparativi per le celebrazioni del 2030° anniversario del Battesimo di Gesù nel fiume Giordano. Il Sinodo ha accolto con favore il sostegno del re Abdullah II di Giordania e ha ribadito l’importanza dell’Università Ortodossa Internazionale che sorgerà presso il sito del Battesimo, considerata uno strumento di dialogo, formazione e testimonianza della tradizione cristiana orientale. Tra le decisioni adottate figurano diverse nomine e trasferimenti di ecclesiastici, nuove ordinazioni sacerdotali e l’approvazione di provvedimenti normativi riguardanti il diritto di famiglia e l’attività legale presso i tribunali ecclesiastici del Patriarcato in Giordania.
Cisgiordania: card. Pizzaballa a Taybeh, “continueremo a preservare la presenza cristiana. Siate coraggiosi, il male non ha potere assoluto”
“Forse non ho risposte a livello umano e terreno, ma credo in Dio. E sono certo che, in Lui, possiamo continuare a generare vita, anche qui a Taybeh”. Per questo, “continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per preservare la presenza ecclesiale qui e in tutta la Terra Santa”. Con queste parole il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, ha voluto incoraggiare la comunità cristiana del villaggio palestinese di Taybeh, l’unico rimasto interamente cristiano della Cisgiordania, durante la messa dell’Assunzione celebrata nella chiesa latina di Cristo Redentore. In un momento particolarmente delicato per Taybeh, il Patriarca ha richiamato il significato della solennità mariana alla luce delle letture bibliche del giorno. Commentando il brano dell’Apocalisse sulla donna e il drago, ha sottolineato che “il drago, il male, è molto potente”, ma che non può prevalere sulla donna che genera la vita. “Questa è una dimostrazione della forza della fede”, ha affermato, spiegando che la donna rappresenta la Chiesa e la Vergine Maria. Pizzaballa ha ricordato che la fede cristiana consiste nel credere anche in ciò che, umanamente, appare impossibile. “L’Assunzione, la festa che celebriamo oggi, è il frutto della risurrezione”, ha detto, aggiungendo che Maria insegna a guardare la realtà “non secondo i criteri umani, ma secondo la sua fede in Dio”. Rivolgendosi direttamente ai fedeli, il Patriarca ha ribadito la vicinanza della Chiesa alla comunità locale e il suo impegno a sostenerne la presenza cristiana. “Continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per preservare la presenza ecclesiale qui e in tutta la Terra Santa”, ha ribadito. Al tempo stesso ha invitato i cristiani a custodire il cuore dalla paura e dalla rassegnazione: “Dobbiamo imparare dalla Vergine Maria come custodire i nostri cuori, perché questa situazione può contaminarli. E se i nostri cuori vengono contaminati, il drago ha vinto”. Da qui l’esortazione finale: “Vogliamo rimanere una comunità che genera vita, senza rinunciare né abbandonare i nostri diritti, il nostro diritto alla vita. Quindi siate coraggiosi. Non abbiate paura”. La visita del Patriarca giunge mentre cresce l’attenzione sulla situazione della cittadina, interessata da un ordine militare israeliano che ha dichiarato “zona militare chiusa” l’area di Taybeh e Rimon. Pizzaballa ha assicurato di seguire costantemente gli sviluppi attraverso i contatti con il parroco, padre Bashar Fawadleh, sottolineando che “il vostro esempio è importante, affinché continuiamo a essere una voce cristiana nel mezzo di questa situazione molto complessa”.
Leone XIV: dopo l’Angelus, “cessino le violenze contro i civili palestinesi in Cisgiordania”
“Rinnovo il mio appello affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania”. Così Papa Leone XIV al termine dell’Angelus di ieri, recitato in piazza della Libertà a Castel Gandolfo. Il Pontefice ha chiesto “con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati, per una pace giusta e duratura”. Il Papa ha poi ricordato i Giochi del Mediterraneo, al via questa settimana a Taranto, che coinvolgeranno “diversi Paesi di Africa, Asia ed Europa che appartengono all’area mediterranea”: l’auspicio di Leone XIV è che l’evento sportivo sia “una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli di questa regione e del mondo intero”.
Leone XIV: Angelus, “la tavola di Dio è per tutti, a nessuno sono riservate le briciole”
“La tavola di Dio è preparata per tutti e a nessuno sono riservate le briciole, perché ciascuno, presso il Padre, ha il proprio posto”. Lo ha detto Papa Leone XIV all’Angelus di ieri, in piazza della Libertà a Castel Gandolfo, commentando il Vangelo della donna cananea. Alla luce della fede di questa donna, ha affermato il Papa, “diventano insopportabili le diseguaglianze, le discriminazioni, le barriere che calpestano la dignità di troppi figli e figlie di Dio”. Pur non appartenendo al popolo di Israele, ha ricordato il Pontefice, la cananea cerca “con insistenza” di parlare con Gesù e non chiede qualcosa per sé, ma “la pace per la figlia tormentata”. Il Vangelo, ha osservato Leone XIV, “non nasconde gli ostacoli che questa donna si trova ad affrontare”. I discepoli la vedono “come una persona molesta” e lo stesso Gesù “resiste alle sue richieste”, fino a dirle: “Donna, grande è la tua fede!”. Anche oggi la Chiesa, ha proseguito il Papa, “può lasciarsi sorprendere dall’opera di Dio e comunicare la pace di Cristo oltre i confini già tracciati”, perché in ogni incontro, “persino in quelli che disturbano i nostri piani, occorre tendere l’orecchio, aprire gli occhi e aprire il cuore a ciò che Dio vuole dirci”. Dalla cananea, ha concluso Leone XIV, si impara “l’umiltà e la determinazione”.













