Ai Overview: Il 25 ottobre ricorre la Giornata internazionale dell’artista, un’iniziativa nata dal basso nel 2004 per dare visibilità ai creatori in occasione del compleanno di Pablo Picasso. A differenza della giornata istituzionale di aprile, questa data mantiene una natura spontanea e offre l’opportunità di fare il punto sulle condizioni concrete di chi lavora nel settore culturale. Tra le sfide contemporanee più dibattute emerge l’impatto dell’intelligenza artificiale, un tema affrontato recentemente anche da Papa Leone XIV, che ha ribadito l’unicità “ontologica” della creatività umana rispetto al calcolo statistico delle macchine. A livello europeo si discute di nuove direttive sul diritto d’autore, mentre sul fronte economico e sociale permangono le storiche fragilità della professione: dalla discontinuità occupazionale e reddituale fino alle minacce alla libertà d’espressione documentate a livello globale, confermando così la persistente attualità delle rivendicazioni poste dall’Unesco già nel 1980.
Le origini della celebrazione e il contesto attuale
Si celebra oggi, 25 ottobre, la Giornata internazionale dell’artista. A idearla, nel 2004, fu Chris MacClure, pittore canadese cresciuto fra il jazz del padre e il teatro della madre, autore di un «realismo romantico». Voleva dare visibilità a chi crea, ovvero pittori, fotografi, musicisti, danzatori, scrittori, attori, e per farlo, scelse il compleanno di Pablo Picasso, nato a Malaga il 25 ottobre 1881. Da non confondere con la Giornata mondiale dell’arte del 15 aprile, promossa dall’International Association of Art e riconosciuta dall’Unesco nel 2019, questa, invece, resta una festa nata dal basso, senza riconoscimenti istituzionali né un tema ufficiale. E arriva mentre il lavoro degli artisti è stretto fra nuove prospettive e vecchie fragilità.
L’intelligenza artificiale e la posizione della Chiesa
La più discussa è l’intelligenza artificiale. Il 2 ottobre Leone XIV ha incontrato in Vaticano artisti e curatori, riuniti dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, e ha ricordato anche il padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia. Ha ripreso le parole pronunciate da Paolo VI nella Messa con gli artisti del 7 maggio 1964: «Noi abbiamo bisogno di voi». Poi ha spostato il discorso sul presente. Fra l’opera di un artista e ciò che una macchina genera attraverso il calcolo statistico a partire da milioni di immagini altrui, ha osservato, c’è una differenza «ontologica, prima ancora che estetica». E ha aggiunto che «agli algoritmi manca la scintilla dell’umano»: un richiamo all’enciclica Magnifica humanitas, firmata il 15 maggio, e alla necessità di un’alleanza tra Chiesa, artisti e istituzioni culturali «per custodire l’umano».
Il nodo europeo del diritto d’autore
Sul terreno delle regole, l’Europa prova a recuperare terreno. Il 10 marzo il Parlamento europeo ha chiesto maggiori tutele per le opere protette dal diritto d’autore utilizzate nell’addestramento dei sistemi di IA. La Commissione, dal canto suo, ha inteso raccogliere osservazioni sul rapporto fra copyright e nuove tecnologie: la consultazione si chiuderà il 3 novembre.
Il lavoro culturale e le tutele economiche
E poi c’è il problema di vivere d’arte. Secondo “Io sono Cultura 2026”, il rapporto di Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte, la filiera culturale e creativa italiana conta quasi 1,54 milioni di occupati, il 5,7% del totale. Ma i numeri non cancellano la discontinuità degli ingaggi. Per i lavoratori dello spettacolo, la legge di bilancio 2026 ha elevato a 35mila euro il limite di reddito per accedere all’indennità di discontinuità.
La libertà di espressione e le questioni irrisolte
Altrove, spesso, è in gioco persino la libertà di creare. Il rapporto Freemuse 2026, Courage is Contagious, racconta di artisti esposti a guerre, autoritarismi, estremismi religiosi e polarizzazione. L’autocensura cresce e non risparmia nessuna regione del mondo.
Fra due giorni ricorreranno i 46 anni dalla Raccomandazione sulla condizione dell’artista, approvata dall’Unesco a Belgrado nel 1980. Formazione, previdenza, lavoro, reddito, fisco, libertà d’espressione: già allora le richieste erano queste e, quasi mezzo secolo dopo, molte restano ancora aperte.













