Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, mercoledì 19 agosto 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Leone XIV: “è meraviglioso il ‘sì’ della madre del Signore, ma può esserlo anche il nostro”
“È meraviglioso il ‘sì’ della Madre del Signore, ma può esserlo anche il nostro”. Così ha risposto Papa Leone XIV, per il tramite dell’assessore della Segreteria di Stato, mons. Anthony Ekpo, ad Angelo Antonio Pozzoli, che, nel giorno dell’Immacolata, gli aveva spedito delle sue riflessioni sul ruolo della Madonna. Lo rivela nel numero in edicola Maria con te, il settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, di cui l’uomo, commosso e sorpreso dalla replica di Prevost, è lettore affezionato, e che ne ha raccolto la testimonianza. “L’eccomi di Maria”, sostiene nelle sue parole riportate nella missiva dello scorso febbraio il Santo Padre anticipando il senso dell’enciclica Magnifica Humanitas, “va rinnovato ogni giorno con gratitudine, umiltà perseveranza, nella preghiera e nelle opere concrete dell’amore, dai gesti più straordinari, agli impegni ai servizi più feriali e quotidiani, così che ovunque Gesù possa essere e conosciuto, accolto e amato”.
Slovacchia/Polonia: una rete transfrontaliera di pellegrinaggi sulle orme di San Giovanni Paolo II
La Slovacchia e la Polonia progettano di collegare i percorsi di pellegrinaggio e turistici esistenti legati a San Giovanni Paolo II in un unico itinerario internazionale. La Conferenza episcopale slovacca ha reso noto un incontro tenutosi a Bratislava, tra il Segretario di Stato slovacco per il turismo, Jana Stilichova, e il suo omologo polacco, Ireneusz Ras: obiettivo il collegamento dei percorsi polacchi con quelli slovacchi esistenti, in particolare nei Monti Tatra e nella regione di Spiš. Il percorso internazionale è in via di definizione. Il cosiddetto “Cammino Papale della Piccola Polonia”, inaugurato nel 2003, sarà base del progetto. Il suo percorso principale si estende per circa 231 chilometri da Kalwaria Zebrzydowska a Stary Scz, e con dieci varianti la rete raggiunge circa 620 chilometri. Il corridoio di pellegrinaggio previsto mira a collegare l’eredità spirituale del santo papa polacco, promuovendo il turismo religioso e l’economia regionale, nonché rafforzando la cooperazione tra le due nazioni confinanti. Il pellegrinaggio si svilupperebbe attraversando i luoghi di grande importanza per Karol Wojtyla, come Wadowice, città natale, e Kalwaria Zebrzydowska, luogo di pellegrinaggio per lui fin dalla giovinezza; altre località di rilievo, allo studio per la futura rete di percorsi, includono il santuario mariano di Ludzmierz, i Monti Tatra e Stary Sacz con il santuario di Santa Kinga e Zakopane, con il suo santuario di Krzeptowki. Da Ludzmierz, attraverso Morskie Oko,sui Monti Tatra, si proseguirà sul versante slovacco, con i sentieri di pellegrinaggio esistenti negli Alti Tatra e nella regione di Spiš. Giovanni Paolo II aveva un legame profondo con la montagna, e praticò regolarmente escursionismo e sci alpinismo sui versanti polacco e slovacco dei Tatra. Durante il suo pontificato, si recò in Slovacchia 3 volte: 1990, 1995 e 2003.
Sudan: 200 mila nuovi sfollati tra combattimenti e alluvioni, a rischio gli aiuti umanitari
“I segnali d’allarme sono impossibili da ignorare. In tutto il Sudan, le famiglie fuggono dalla violenza, perdono l’accesso all’acqua, all’elettricità e all’assistenza sanitaria e ora devono affrontare anche il peso delle devastanti inondazioni. Senza un’azione urgente per proteggere i civili e ripristinare i servizi essenziali, la sofferenza aumenterà”. È l’allarme di Amy Pope, direttrice generale dell’Oim-Organizzazione internazionale per le migrazioni, mentre il Sudan affronta una nuova emergenza umanitaria aggravata dai combattimenti e dalle inondazioni. Il Paese conta 8,6 milioni di sfollati interni. Nel Kordofan, combattimenti e attacchi con droni contro il principale trasformatore elettrico di El Obeid hanno provocato interruzioni di corrente, compromettendo acqua, strutture sanitarie e telecomunicazioni. Dalla fine del 2025 sono oltre 200 mila le persone sfollate nella regione. Nel Nilo Blu, gli scontri hanno costretto 7.800 persone a lasciare le proprie case, alcune verso l’Etiopia. Nel Darfur occidentale, quasi 18 mila persone sono state sfollate nella prima metà di agosto. Alle conseguenze del conflitto si aggiungono le inondazioni: nel Darfur settentrionale le piogge hanno distrutto o danneggiato quasi 1.350 abitazioni, costringendo oltre mille famiglie a sfollare. L’Oim ha consegnato nelle ultime 72 ore 1.750 tonnellate di aiuti, tra cui 17.750 kit per l’igiene e 850 tende, raggiungendo 110.750 persone. Nei prossimi giorni gli aiuti dovrebbero arrivare a oltre 400 mila persone. “Il Sudan è una delle più grandi crisi di sfollamento al mondo”, ha aggiunto Pope, chiedendo sostegno urgente mentre diminuiscono i finanziamenti per gli interventi abitativi. A complicare la risposta sono anche i ritardi nelle catene di approvvigionamento attraverso Mar Rosso e Stretto di Hormuz.
Ebola in Congo: oltre 2.300 morti. L’Oms rafforza la risposta e coinvolge i motociclisti
È il più grave focolaio di Ebola mai registrato nella Repubblica democratica del Congo. L’epidemia di virus Ebola Bundibugyo ha provocato finora 2.325 morti, superando i 2.299 decessi dell’epidemia 2018-2020. I casi confermati hanno oltrepassato quota 5mila e il virus è stato individuato anche nella provincia di Bas-Uele. Il tasso di letalità è del 46%. L’Oms sta rafforzando la risposta puntando sul coinvolgimento delle comunità locali. Tra le novità, il reclutamento dei motociclisti che trasportano malati e salme come operatori della sorveglianza epidemiologica. Dovranno segnalare agli operatori sanitari gli spostamenti di persone malate, favorendo l’identificazione e il test dei casi sospetti. La strategia prevede inoltre l’invio di 100 epidemiologi nelle zone più colpite, affiancati da oltre 500 operatori sanitari di comunità per il tracciamento dei contatti. Nelle ultime 2 settimane sono stati aggiunti circa 400 posti letto. Resta critica la sicurezza degli operatori: lunedì un’ambulanza è stata attaccata. Secondo l’Oms, dall’inizio dell’anno si sono verificati 18 episodi di violenza contro l’assistenza sanitaria, 6 dei quali mortali. Ci sono tuttavia segnali di stabilizzazione in alcune aree. A Lita e Nizi vengono oggi registrati pochi casi e decessi. “Abbiamo visto una sorta di stabilizzazione della situazione”, ha spiegato Thierno Baldé dell’Oms. L’epidemia, dichiarata il 15 maggio, riguarda un virus per il quale non esistono ancora vaccini né terapie approvate. Intanto, due vaccini specifici sono entrati per la prima volta nella sperimentazione sull’uomo. Per il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, servono maggiore sorveglianza, finanziamenti, sicurezza e coordinamento transfrontaliero.
Terremoto in Colombia: l’Onu rafforza gli aiuti, oltre 100 mila persone nel piano di assistenza
Si intensifica la risposta umanitaria dell’Onu nell’ovest della Colombia dopo il devastante terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito il Paese la scorsa settimana. Secondo l’ultimo aggiornamento delle Nazioni Unite, oltre 186 mila persone sono state coinvolte dall’emergenza e le agenzie umanitarie stanno predisponendo interventi per assistere più di 100mila persone nei prossimi mesi. Il bilancio aggiornato al 17 agosto parla di 304 morti, 4.400 feriti e 426 dispersi, mentre oltre 26.500 abitazioni sono state distrutte. Il sisma ha interessato 15 dipartimenti e 472 comuni. Particolarmente grave anche la situazione dell’istruzione: oltre 75 mila studenti non hanno più un accesso sicuro alle scuole e 1.631 istituti sono stati danneggiati; 263 sono parzialmente o completamente crollati oppure considerati a rischio imminente. Il Wfp-Programma alimentare mondiale ha lanciato un appello da 23 milioni di dollari per garantire assistenza alimentare a 100 mila persone nei prossimi 3 mesi. Domenica oltre 2 mila persone hanno ricevuto aiuti alimentari a Pereira e Quibdó. Nelle aree più remote, dove i mercati non funzionano e gli accessi sono difficili, verrà privilegiata la distribuzione diretta di cibo; nelle zone urbane in cui i servizi stanno riprendendo, sarà invece possibile ricorrere anche ad aiuti in denaro. Restano però forti difficoltà logistiche. Frane e danni ad almeno 16 strade e 10 ponti ostacolano il movimento delle squadre e dei rifornimenti, soprattutto nel dipartimento del Chocó. In alcune aree rurali l’accesso è inoltre limitato dalla presenza di gruppi armati non statali. L’emergenza si innesta su una situazione umanitaria già fragile. Prima del terremoto, quasi 7 milioni di colombiani vivevano in condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave. In Chocó e Valle del Cauca, tra le aree maggiormente colpite, quasi una persona su 3 era già in condizioni di insicurezza alimentare. La risposta coinvolge diverse agenzie dell’Onu. Unicef sta distribuendo kit per l’igiene e sostenendo gli interventi nei rifugi temporanei; Ocha coordina gli aiuti umanitari, mentre l’Undp-Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo utilizza immagini satellitari per valutare i danni e sostenere la fase di ricostruzione. L’Oim-Organizzazione internazionale per le migrazioni segnala infine un ulteriore rischio legato agli sfollamenti: la tratta di esseri umani. Separazione delle famiglie e perdita dei mezzi di sostentamento possono infatti rendere le persone più vulnerabili alle reti criminali, che potrebbero proporre falsi posti di lavoro, trasporti, alloggi o assistenza. Le agenzie Onu invitano quindi le comunità colpite a rivolgersi esclusivamente ai canali ufficiali e a non consegnare documenti o dati personali a sconosciuti.
Femminicidio in Calabria: mons. Savino (Cassano allo Ionio), “esaminare con onestà le proprie parole e i propri gesti”
“Esaminare con onestà le proprie parole e i propri gesti”. E’ l’invito ad ogni uomo da parte di mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio, dopo l’ccisione delle 46enne Ornella Forastefano, lasciata agonizzante la mattina del 16 agosto davanti all’ospedale di Trebisacce e poi morta a causa delle ferite. E ogni padre il presule invita ad “insegnare ai figli maschi che la forza fisica esiste per custodire e non per far male agli altri, alle donne. Dico infine, con altrettanta chiarezza, che il dolore di questi giorni appartiene a tutti noi e merita rispetto, sicché chiunque tentasse di usarlo per alimentare sospetti verso gli stranieri tradirebbe la memoria di Ornella, perché la violenza contro le donne attraversa tutte le lingue, tutte le classi sociali e tutte le nazioni, e in Italia parla nella grande maggioranza dei casi la nostra stessa lingua”. E alle donne l’invito a “chiedere aiuto oggi, poiché il numero antiviolenza 1522 risponde gratuitamente giorno e notte, i centri antiviolenza del territorio accompagnano con competenza e riservatezza, e le nostre parrocchie insieme alla Caritas diocesana restano case aperte per chiunque cerchi ascolto e una via d’uscita. Chiedere aiuto – sottolinea il presule – è un atto di coraggio verso se stesse e verso i propri figli, e a chi sa, a chi sospetta, a chi ha visto un livido e ha scelto di tacere ricordo che una parola detta in tempo salva una vita, perché il silenzio dei vicini rimane il migliore alleato di chi picchia”. Mons. Savino assicura la preghiera e la vicinanza “concreta” della Chiesa diocesana, oggi come nei mesi in cui “i riflettori si saranno spenti e resterà soltanto la fatica quotidiana di ricominciare”. La riflessine di mons. Savino si chiude con la scena evangelica di Gesù che entra nella stanza dove giace una ragazza morta, prende la sua mano dentro la propria e le dice in aramaico talità kum, “fanciulla, io ti dico: àlzati”. “Dio – scrive il vescovo – si china sempre dalla parte di chi è stato gettato a terra, e le sue mani cercano le mani delle donne uccise per rialzarle dentro una vita che resta ormai al riparo da ogni violenza. Prego perché Maria, la donna assunta in cielo con il suo corpo di carne, accolga Ornella proprio nel giorno della sua festa e le restituisca intera la bellezza che le hanno strappato, e prego perché questa morte diventi per la nostra terra il principio di un risveglio: Ornella, àlzati, la tua comunità ti ha ascoltata troppo tardi, e da oggi si impegna ad ascoltare in tempo tutte le altre.
Femminicidio in Calabria: mons. Savino (Cassano allo Ionio), “andare oltre lo sgomento delle prime ore, per nominare con verità ciò che è avvenuto”
“Esistono notizie che arrivano nel pieno di una festa e la spengono in un istante, lasciando le luminarie accese sopra un silenzio che resta impossibile da riempire, ed è precisamente quanto è accaduto alla nostra Chiesa nelle ore in cui il Ferragosto calabrese si consumava tra le processioni, le tavole imbandite e i fuochi accesi sul mare”. Lo afferma in una nota pubblicata su sito della diocesi il vescovo di Cassano allo Ionio, mons. Francesco Savino, dopo la morte di Ornella Forastefano, 46 anni, lasciata agonizzante la mattina del 16 agosto davanti all’ospedale di Trebisacce e poi morta a causa delle ferite. Il vescovo prende la parola consapevole che davanti a una donna uccisa “il silenzio di un vescovo assomiglierebbe a una complicità”, e persuaso che la comunità affidata “alla mia cura abbia diritto a una riflessione capace di andare oltre lo sgomento delle prime ore, per nominare con verità ciò che è avvenuto in mezzo a noi e per indicare la strada che ci attende”. Mons. Savino ricorda che la Chiesa il 15 agosto canta l’Assunzione di Maria al Cielo e proclama “una verità” che riguarda tutti poiché afferma che “il corpo di una donna è stato accolto in cielo, glorificato, custodito per sempre dalla corruzione e collocato accanto a Dio come primizia di ciò che attende l’umanità intera”. Nella stessa notte il corpo di una donna “veniva percosso fino alla morte e abbandonato davanti all’ingresso di un ospedale”. Tra queste due immagini “corre l’intera distanza che separa il Vangelo dal peccato del mondo”. “Aggiungo – scrive – con la libertà che quest’ora richiede, che anche noi uomini di Chiesa siamo chiamati a un serio esame di coscienza, poiché per secoli una certa predicazione ha raccomandato alle donne la sopportazione, ha chiamato pazienza ciò che era soggezione e ha consigliato di salvare il matrimonio perfino a prezzo dell’incolumità personale. Quella pagina resta chiusa per sempre, e al suo posto la Chiesa afferma oggi che ogni donna la quale subisca violenza possiede il diritto pieno di andarsene, e che il dovere della comunità cristiana consiste nell’aiutarla concretamente a farlo, accogliendola, sostenendola, accompagnandola, nella ricerca di un lavoro e nella cura dei figli, poiché la vita di una donna vale infinitamente più della conservazione di una convivenza violenta”. La violenza contro le donne – sottolinea mons. Savino – nasce da “una cultura maschile del possesso che sopravvive travestita da amore, e i suoi segnali compaiono molto prima del sangue, nel controllo del telefono, nella gelosia che isola dalle amiche, nella voce alzata dentro casa, nella battuta che umilia davanti agli altri, nel denaro amministrato come strumento di dipendenza. Amare – sottolinea – significa desiderare e custodire la libertà dell’altra persona, sicché chi pretende di possedere ha già smesso di amare da tempo”.
Diocesi: Matera-Irsina, cordoglio per la tragica scomparsa di Angela Buccico e Carlo Arnulfo
“La notizia del tragico epilogo delle ricerche dell’ultraleggero disperso nei giorni scorsi in Calabria, con il ritrovamento dei corpi senza vita dell’avvocata materana Angela Buccico e dell’avvocato Carlo Arnulfo, suscita profondo dolore e commozione anche nella Chiesa di Matera-Irsina”. Lo si legge in una nota diffusa dalla diocesi.
“L’arcivescovo mons. Benoni Ambarus, insieme con l’intera comunità diocesana, si stringe con affetto alle famiglie Buccico e Arnulfo, partecipando al loro immenso dolore per una perdita così improvvisa e tragica”, prosegue la nota.
In queste ore, nelle quali le parole faticano a dare voce allo sgomento, “la Chiesa di Matera-Irsina affida Angela e Carlo alla misericordia del Padre e accompagna con la preghiera i loro familiari e quanti li hanno conosciuti e amati, perché possano trovare consolazione e forza nella fede e nella vicinanza della comunità”.
Infine, “un pensiero riconoscente va anche a quanti, nei giorni delle ricerche, hanno operato senza sosta e con generosità, mantenendo viva fino all’ultimo la speranza di un esito diverso”.
Terremoto in Indonesia: diocesi di Cremona, la testimonianza di una suora delle Angeliche di San Paolo in questi giorni a Maumere. “Pregate per noi”
“Le suore e le loro famiglie stanno tutte bene”. È il messaggio che suor Marsiana, religiosa delle Angeliche di San Paolo di via Aporti a Cremona, ha fatto arrivare nelle ultime ore dall’Indonesia alle consorelle della comunità cremonese. Lo riporta il sito della diocesi di Cremona che riprende TeleRadio Cremona Cittanova.
La situazione sull’isola di Flores rimane difficile. Suor Marsiana, originaria dell’isola indonesiana colpita nel giorno di Ferragosto da una violenta scossa di terremoto, si trova in questi giorni a Maumere per far visita alla propria famiglia e partecipare alla professione perpetua di una consorella, celebrata proprio nei giorni scorsi.
Dopo la scossa di sabato 15 agosto, le strutture della comunità religiosa sono state evacuate per ragioni di sicurezza. Al momento – riferisce la religiosa – le suore e i loro familiari continuano a dormire all’aperto: le scosse di assestamento si susseguono ancora ogni due o tre ore e la paura di rientrare negli edifici rimane forte.
“Purtroppo ci sono stati tanti morti, anche tra i vicini di casa”, ha riferito suor Masiana nell’ultima comunicazione con madre Agnese e alle consorelle di via Aporti. A Maumere, dove si trova la comunità, la situazione appare ora un po’ più tranquilla. I collegamenti stanno progressivamente riprendendo a funzionare: sono tornati operativi sia gli aerei sia gli autobus. Più difficile resta invece la situazione in altre zone dell’isola di Flores, dove i danni e le difficoltà nei collegamenti continuano a pesare sui soccorsi e sulla popolazione.
Il terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito Flores nella mattina del 15 agosto ha provocato una delle più gravi emergenze sismiche recenti dell’Indonesia. Le informazioni diffuse oggi dalla stampa internazionale parlano di almeno 68 vittime, 213 feriti e quasi 13mila persone costrette a lasciare le proprie abitazioni, mentre le operazioni di soccorso sono state rese più difficili dalle frane, dai danni alle strade e dalle interruzioni delle comunicazioni. La sequenza sismica non si è arrestata dopo la scossa principale. Le autorità indonesiane hanno registrato oltre 2.100 repliche.
Attraverso Caritas Indonesia e la rete delle realtà ecclesiali locali, sono state attivate iniziative di soccorso e di sostegno alle persone che hanno perso la casa o che sono costrette a vivere lontano dalle proprie abitazioni. L’impegno della Chiesa locale guarda in particolare alle necessità più urgenti: accoglienza, distribuzione di aiuti, assistenza alle famiglie e accompagnamento delle comunità più duramente colpite.
Il nuovo messaggio di suor Marsiana è stato accolto con sollievo dalla comunità delle Angeliche di San Paolo di Cremona, l’istituto fondato nel 500 da sant’Antonio Maria Zaccaria, fondatore dei Barnabiti.
La Chiesa cremonese si stringe a suor Marsiana, alle sue consorelle, alle loro famiglie e a tutta la popolazione dell’isola, raccogliendo l’appello accorato che suor Marsiana aveva rivolto alle consorelle di Cremona subito dopo la prima scossa e che diventa ora un invito rivolto a tutta la comunità diocesana: “Pregate per noi. Pregate per noi”.
Santa Teresa di Calcutta: Roma, alla parrocchia di San Paolo della Croce novena, mostra e venerazione della reliquia
La parrocchia di San Paolo della Croce, in via Poggio Verde 319, a Roma, propone dal 28 agosto tutti i giorni fino al 4 settembre di pregare insieme la novena a Santa Teresa di Calcutta: alle 18,30 la recita del rosario e la preghiera della novena e alle 19 la santa messa in onore a Santa Teresa di Calcutta.
In occasione del decimo anniversario della canonizzazione di Santa Teresa di Calcutta, si terrà la mostra dedicata alla sua vita, spiritualità e messaggio, nella stessa parrocchia. La mostra sarà aperta venerdì 4 settembre dalle 10,30 alle 18,30, sabato 5 settembre dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 17 alle 18; domenica dalle 10,30 alle 18.
Sarà inoltre possibile venerare la reliquia della beatificazione di primo grado, ex sanguine di madre Teresa, sabato 5 e domenica 6 settembre, negli stessi orari della mostra.
Infine, si invita a visitare la stanza di madre Teresa, domenica 30 agosto alle ore 16 in piazza San Gregorio al Celio 2, a Roma.
Papa a Rimini: alla Messa del 22 agosto sarà venerata la Madonna della Misericordia
In occasione della visita pastorale di Papa Leone XIV a Rimini, sabato 22 agosto, il quadro originale della Madonna della Misericordia, patrona della città, sarà esposto e venerato durante la celebrazione eucaristica presieduta dal Pontefice alle 18.30 nell’area del porto di Rimini. Un momento particolarmente significativo per la comunità riminese e per il Santuario della Madonna della Misericordia in Santa Chiara, dove l’immagine è custodita dai Missionari del Preziosissimo Sangue. “È una grande grazia per il nostro Santuario e per tutta la città di Rimini poter portare l’immagine della Madonna della Misericordia alla celebrazione eucaristica presieduta da Papa Leone XIV – sottolinea don Giuseppe Pandolfo, missionario del Preziosissimo Sangue e rettore del Santuario –. In questo giorno così importante desideriamo affidare a Maria non soltanto tutti i riminesi, che da generazioni la riconoscono e la invocano come loro patrona, ma la Chiesa intera”.
Famiglia: Anfn, al Meeting di Rimini nello stand “Tracce di Magnifica Humanitas – Associazioni per la vita” con testimonianze e incontri
Per il secondo anno, l’Associazione nazionale famiglie numerose-Anfn sarà presente al Meeting di Rimini, con il desiderio di creare occasioni di incontro, confronto e collaborazione.
Quest’anno Anfn sarà ospite dello stand allestito da Ditelo sui tetti, insieme al Movimento per la vita (Mpv) e all’ Associazione scientifica italiana per la conoscenza della fertilità (Sicfert).
Nel tema del Meeting, “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, e nel titolo dello stand condiviso, “Tracce di Magnifica Humanitas – Associazioni per la vita”, “ritroviamo il cuore della nostra presenza: testimoniare un amore che genera vita, sostiene la famiglia e costruisce comunità”, spiegano da Anfn.
Sarà “un’occasione per incontrare persone e famiglie, raccontare l’esperienza di Anfn e confrontarci su idee, esperienze e progetti per il futuro della famiglia”.
I presidenti nazionali di Anfn, Alfredo e Claudia Caltabiano, sottolineano: “La famiglia numerosa non chiede semplicemente attenzione: porta con sé un’esperienza concreta di generatività, solidarietà, condivisione e apertura al futuro. Incontrarsi con altre realtà che lavorano per la famiglia significa rafforzare un’alleanza e cercare insieme risposte alle tante sfide che oggi le famiglie si trovano ad affrontare”.
L’Associazione aspetta i visitatori al padiglione A2, presso lo stand “Tracce di Magnifica Humanitas – Associazioni per la vita”, venerdì 21 agosto, alle ore 17.30, con “La ‘famiglia degli storti’: testardamente aperti all’accoglienza”, con la testimonianza della famiglia Muraglie-Proietti, consiglieri nazionali di Anfn; lunedì 24 agosto, alle ore 15, con un incontro su “Conciliazione vita-lavoro: la certificazione per imprese family friendly”, con Matteo Orlandini, consulente del Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Silvia Cipelli, coordinatrice di Anfn Piacenza, ed Emmanuele Massagli, presidente della Fondazione Ezio Tarantelli; sempre lunedì 24 agosto, alle ore 18, con l’incontro “La famiglia come investimento: dall’Europa ai Comuni amici della famiglia”, con Vincenzo Bassi, presidente della Fafce, e Regina Florio Maroncelli, vicepresidente dell’Elfac; martedì 25 agosto, alle ore 16.30, con l’evento “Figli, fisco e futuro: riscrivere le regole dell’equità familiare”, con Paolo Moroni, componente dell’Osservatorio nazionale per l’Assegno unico e universale per i figli a carico, Alfredo Caltabiano, presidente di Anfn, e Sabrina Sagace, presidente dell’Associazione “Una buona idea-FaVOr”.
Previsto anche un intrattenimento per tutti – da venerdì 21 agosto a martedì 25 agosto – grazie a “Una famiglia di Clown: Gags, palloncini, bolle di sapone e tante risate!”, con Giuseppe Rossini & Carmen Caputi, coordinatori provinciali di Anfn.
Diocesi: Novara, torna dopo 70 anni il torneo calcistico tra parrocchie
24 ore consecutive di sport e coinvolgerà 12 squadre e oltre 100 giovani atleti. È la Heaven’s Cup, torneo tra parrocchie della diocesi di Novara organizzato attraverso Asd Parrocchia San Maiolo Aps e dedicato alla memoria di don Aldo Mercoli. L’evento si terrà sabato 5 e domenica 6 settembre all’oratorio di Veveri e raccoglie l’eredità dello storico Torneo ragazzi di Novara, il primo campionato calcistico tra gli oratori della città, nato nel 1946 e disputato fino al 1956. Proprio a settant’anni dall’ultima edizione, dodici oratori appartenenti ai circuiti Csi e Anspi della diocesi di Novara torneranno a incontrarsi per recuperare e rilanciare quello spirito, trasformando il torneo anche in un momento di aggregazione per i giovani e le comunità parrocchiali. Accanto alle partite sono previsti momenti di spettacolo e intrattenimento e una messa presieduta dal vescovo di Novara, mons. Franco Giulio Brambilla. Ad aiutare nell’organizzazione dell’evento saranno circa 150 volontari impegnati durante le 24 ore di sport. Il torneo ha ottenuto il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Novara, Provincia del Verbano Cusio Ossola, Comune di Novara, Diocesi di Novara e Centro diocesano di Pastorale giovanile, con la collaborazione di Anspi, Csi e Cst.
Spiritualità: santuario del Selvaggio, per i 100 anni di consacrazione celebrazioni, visite guidate e processioni
Il 21 agosto 2026 ricorrono i 100 anni dalla consacrazione del santuario di Nostra Signora di Lourdes in frazione Selvaggio a Giaveno, la cui costruzione fu resa possibile grazie al concorso dei borghigiani che vi contribuirono economicamente e materialmente. Per celebrare l’anniversario, i padri dell’Ordine dei Monaci di San Paolo Primo Eremita, che reggono il santuario dal 1998 e ne curano la vita liturgica, hanno promosso un calendario di celebrazioni e iniziative.
Domenica 16 agosto è stato inaugurato il nuovo quadro di Gesù Misericordioso come ringraziamento per il dono di questi 100 anni.
Venerdì 21 agosto, nel giorno del centenario, alle 20.30, si terrà una serata per ricordare insieme la costruzione del santuario.
Sabato 22 agosto, alle 11, visita guidata al santuario ad ingresso libero da parte di Marco Marinello; alle 16.30 sarà recitato il Rosario dai volontari del santuario a cui seguirà, alle 17.30, la messa presieduta da mons. Pier Giorgio Micchiardi, vescovo emerito di Acqui, e concelebrata dai parroci dei territori limitrofi; animerà la funzione il Coro Ensemble d’Harmonies diretto dal maestro Nives Michetti.
Domenica 23 agosto, festa della dedicazione, la messa delle 16.30 sarà presieduta da mons. Piero Delbosco, vescovo di Cuneo-Fossano, concelebrata dal padre generale dell’Ordine dei Paolini; ad animare la funzione, la corale “Monsignor Ugo Saroglia”. Al termine della messa ci sarà processione con la statua della Madonna di Lourdes accompagnata dalla banda musicale di Coazze; alle 20.30, chiusura con la fiaccolata in onore della Madonna della Croce Bianca. Durante i festeggiamenti, all’interno della cappellina invernale, sarà allestita una mostra sulla costruzione del santuario.
Infine, domenica 6 settembre, alle 16.30, la messa sarà presieduta dal vescovo ausiliare di Torino, mons. Alessandro Giraudo.
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Diocesi: Ales-Terralba, si conclude il campo estivo “Made in Assisi”
Nello scenario della colonia Cenacolo, alla Marina di Arborea, si è svolto il Campo scuola del Centro educativo diffuso della Caritas diocesana di Ales-Terralba. 40 bambini e ragazzi di Sardara hanno potuto vivere per sei giorni consecutivi non solo una vacanza estiva, ma un autentico cammino sulle orme di San Francesco per riscoprire la bellezza delle relazioni. Tema del campo di quest’anno è stato “Made in Assisi”, con momenti di divertimento e condivisione basati ogni giorno su un tessuto diverso: cotone, lino, juta, lana, jeans sono stati protagonisti di giochi e preziosi momenti di riflessione. E poi serate a tema, musica improvvisata, la semplicità di un gelato. La sesta e ultima giornata ha riunito le famiglie per la Santa Messa celebrata da don Marco Statzu, direttore della Caritas diocesana, seguita dal pranzo comunitario. L’iniziativa, che rappresenta anche un prezioso punto di riferimento e un concreto supporto per tante famiglie del territorio, si inserisce nel più ampio progetto “Pepe Meridiano”, promosso da Caritas Italiana con il sostegno della Cei, della Fondazione Con i Bambini e di UniCredit.
Diocesi: Mazara del Vallo, gemellaggio con Tunisi e delegazione d’oltre sponda in città
Dal 27 agosto e sino al 1° settembre, una delegazione della Chiesa tunisina, guidata dall’arcivescovo mons. Nicolas Lhernould, sarà in visita nel territorio della diocesi di Mazara del Vallo. La visita si inserisce nell’ambito del gemellaggio tra le due diocesi di Mazara del Vallo e Tunisi, coordinato dall’Ufficio gemellaggio guidato da don Francesco Fiorino.
Nei mesi scorsi diverse delegazioni della diocesi siciliana sono state a Tunisi e ora la delegazione d’oltre sponda sarà a Mazara del Vallo. “Il gemellaggio tra le due diocesi nasce infatti dal desiderio di conoscerci, di accoglierci e di condividere le ricchezze delle nostre rispettive esperienze ecclesiali. In un tempo nel quale il Mediterraneo rischia talvolta di essere percepito come luogo di divisioni, conflitti e distanze, siamo chiamati a riscoprirlo come mare che unisce, luogo di incontro tra popoli, culture e tradizioni diverse”, spiega il vescovo Giurdanella. Tra le due diocesi gemellate da decenni si condividono esperienze, iniziative e percorsi di evangelizzazione e di solidarietà. “Il gemellaggio ha bisogno di due atteggiamenti: responsabilità e cooperazione”, aggiunge Giurdanella. Tra i momenti più significativi della visita della delegazione tunisina c’è l’incontro con gli operatori della Caritas diocesana e Fondazione San Vito Ets (giovedì 27), l’incontro comunitario con preti, diaconi, consiglio pastorale diocesano, religiose/i, direttori degli uffici diocesani (venerdì 28, ore 10,30, in Cattedrale), visita al centro storico di Salemi e cena al turismo rurale “Al Ciliegio”, la visita al Parco archeologico di Selinunte e Gibellina (sabato 29), la visita al museo Lilibeo, alla chiesa-rettoria San Giovanni Battista e al centro “Giusti di Sicilia” (domenica 30), per poi concludere la giornata con la comunità di Torretta Granitola.
Argentina: vescovi preoccupati per iniziative che mirano a legalizzare l’eutanasia. “Rafforzare, invece, le cure palliative”
A seguito dell’Incontro nazionale sulla Pastorale della Salute, la Commissione episcopale per la Pastorale della Salute della Conferenza episcopale argentina manifestato “profonda preoccupazione” per le iniziative che mirano a legalizzare l’eutanasia nel Paese. Pur riconoscendo che “non è stata ancora approvata alcuna norma che autorizzi pratiche eutanasiche”, hanno messo in guardia dal “rischio che comporta considerare l’eliminazione della vita umana come una soluzione al dolore o alla sofferenza”. “La vera risposta alla sofferenza non è provocare la morte, ma offrire cura, presenza e sollievo integrale”, si afferma dalla Commissione, mentre si esorta a “rafforzare l’effettiva applicazione della Legge nazionale sulle cure palliative” (27.678), approvata nel 2022, come “percorso umano verso la fine della vita. La società e lo Stato devono dare priorità all’accesso equo alla medicina palliativa, al controllo del dolore e all’accompagnamento interdisciplinare per i malati in fase terminale”. Prosegue la Commissione episcopale: “Non sarà mai moralmente lecito cercare di eliminare la sofferenza eliminando chi soffre. La persona che attraversa “un dolore esistenziale estremo o una malattia terminale si trova in una situazione di grande vulnerabilità”, in cui “la sua libertà è spesso condizionata dalla sofferenza”.
Terremoto in Colombia: Jaramillo (leader sociale) al Sir, “preoccupati per militarizzazione e linguaggio bellicista del nuovo presidente, noi vogliamo la pace”
Prima il terremoto, poi la mareggiata e la pioggia. A poco più di una settimana dal sisma che ha colpito la Colombia occidentale, particolarmente difficile la situazione che si vive a Buenaventura, il maggior porto colombiano, dove gran parte della popolazione più povera e afrodiscendente vive in abitazioni precarie, costruite su palafitte, molte delle quali sono crollate in questi giorni. L’allarme giunge al Sir da Luisa Fernanda Jaramillo, leader sociale afrodiscendente, referente della Fondazione Ubuntpaz, già attiva al Senato colombiano con la Commissione Afro e nell’Ufficio dell’Alto commissario per la pace in Colombia. “A Buenaventura la grande maggioranza delle case sono costruzioni su palafitte per cultura e tradizione; molte sono case conquistate al mare, perché si tratta di persone che da generazioni vivono di pesca e hanno sempre tratto beneficio dal mare. Ci sono comunità che hanno perso tutto – afferma -. Molti non hanno più i loro beni, alcuni piangono i propri cari. Dopo il terremoto, il mare ha generato un’onda molto alta, quindi la pioggia torrenziale ha fatto sì che altre case crollassero. La situazione è grave, anche perché Buenaventura è stata colpita per decenni dalla violenza e dall’abbandono da parte dello Stato. Oggi siamo stati colpiti dalla natura, ma siamo sempre stati colpiti dalla violenza, una dopo l’altra”.
Le preoccupazioni per il terremoto e per la ricostruzione, si intersecano, quindi, con quelle per una violenza strutturale che colpisce la città e il porto, attraverso il quale transitano numerosi traffici illegali. In questo contesto, la popolazione afro della città non vede di buon grado le prime scelte del presidente di ultradestra, Abelardo de La Espriella, che pure è stato presente in città dopo il sisma: “E’ venuto qui, ma non è stato vicino alle comunità, non ha percorso le aree più colpite, anzi ha avuto parole sprezzanti per afro e indigeni. Ha portato con sé palloni da calcio con gli slogan della sua campagna politica. La gente del porto ha reagito male alla sua presenza”. Jaramillo manifesta la sua contrarietà e preoccupazione anche per la scelta del nuovo Governo di “militalizzare” alcune delle zone colpite dal terremoto, anche con la presenza di forze speciali straniere: “La decisione di far arrivare forze militari da Israele è una risposta volta a proseguire la guerra e a rafforzare, ad aumentare ulteriormente le azioni belliche. Il presidente afferma che non vuole più dialoghi di pace. Temiamo che i giovani possano tornare a intensificare e ad alimentare la guerra in territori come Buenaventura e la regione del Pacifico colombiano. Ma vogliamo che anche all’estero si sappia che il nostro popolo non vuole risposte belliciste, ma di pace e riconciliazione”.
La leader sociale esprime, invece, gratitudine, per i molti aiuti ricevuti in questi giorni, anche dall’estero, e per l’infaticabile azione della Chiesa: “Grazie ai sacerdoti che si sono messi la mano sul cuore e sono scesi in campo per lottare affinché potessimo avere da mangiare”.
Diocesi: Novara, aperte le iscrizioni per la Gmg a Seul. Scadenza il 15 settembre
Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per tutti i giovani tra i 18 e i 35 anni della Diocesi di Novara che desiderino partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù in programma a Seoul dal 3 all’8 agosto 2027. Un viaggio organizzato dalla diocesi in collaborazione con le altre del Piemonte e della Valle d’Aosta e che richiede una pianificazione e programmazione con largo anticipo. Per questo chi si è già preiscritto o chiunque voglia partecipare alla Gmg potrà confermare la propria iscrizione entro il 15 settembre. Il viaggio la partenza tra il 26 e il 30 luglio, con alcuni giorni di gemellaggio nelle diocesi coreane, e rientro tra il 10 e il 12 agosto. La quota indicativa del pellegrinaggio è attualmente stimata tra 2.200 e 2.500 euro. La diocesi ricorda che per entrare in Corea del Sud è necessario il passaporto elettronico: chi ne è già in possesso, dovrà verificare che abbia una validità residua di almeno 3 mesi rispetto alla data di arrivo a Seul. Attenzione poi all’età: in Corea del Sud si diventa maggiorenni a 19 anni. Per questo motivo, tutti i partecipanti che avranno 18 anni al momento della partenza dovranno avere una figura adulta di riferimento che li accompagni per tutta la durata del viaggio, previa delega firmata dai genitori.
Ordinariato militare: mons. Saba agli atleti della Difesa, “i vostri successi frutto di lavoro, sacrificio e impegno”
L’Ordinario militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba, ha espresso le proprie congratulazioni agli atleti e alle atlete dei gruppi sportivi della Difesa che si sono distinti ai recenti Campionati europei di nuoto di Parigi e di atletica di Birmingham, conquistando numerosi risultati di rilievo. Richiamando il documento del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita “Dare il meglio di sé”, mons. Saba ha sottolineato come “dare il meglio di sé stessi è un aspetto fondamentale nello sport, per qualsiasi atleta che, individualmente o in squadra, gareggi con tutte le forze per ottenere il proprio risultato sportivo”. “Quando si dà il meglio di sé stessi, si sperimenta la soddisfazione e la gioia della realizzazione personale. Accade nella vita così come accade nel vivere la fede cristiana”, ha aggiunto. L’Ordinario militare ha quindi manifestato la propria ammirazione per i risultati raggiunti dagli sportivi della Difesa, definiti il frutto di “serio lavoro, sacrificio e impegno”. Rivolgendo poi lo sguardo ai Giochi del Mediterraneo di Taranto, al via nei prossimi giorni, mons. Saba ha augurato agli atleti militari impegnati nella competizione nuovi successi sportivi, evidenziando il valore dell’evento come “passo importante verso la pace tra i Paesi del bacino mediterraneo”, riprendendo le parole pronunciate da Papa Leone all’Angelus di domenica scorsa a Castel Gandolfo.
Migranti nel Mediterraneo: Scalettari (ResQ – People Saving People), “chi è in pericolo va soccorso e salvato senza distinzioni”
“Questa surreale diatriba fra Italia e Germania su ‘chi deve restituire migranti a chi’ impone di porre alcuni punti fermi. Innanzitutto, le persone soccorse dalle navi umanitarie sono naufraghe migranti, non clandestini né irregolari. Quando sono stati messi in salvo in Italia è perché avevano bisogno immediato di essere soccorsi e posti in salvo in un luogo sicuro. Annoverarli genericamente nel numero dei migranti che giungono in Europa è strumentalizzazione politica, ed è raccontare il falso”. Lo ha dichiarato Luciano Scalettari, presidente della ong ResQ – People Saving People.
“Chi viola le normative (la legge del mare e gli accordi internazionali) sono i Governi europei che si affacciano sul Mediterraneo, non le ong né la Germania. Questi Paesi – Italia, Spagna, Francia ecc. – hanno sottoscritto accordi e impegni finalizzati ad assicurare a chiunque il soccorso in caso di pericolo durante la navigazione. Le navi della Flotta civile intervengono per supplire alla negligenza e all’inazione degli Stati”, ha denunciato Scalettari.
“Noi, come organizzazioni europee ma senza la bandiera della Germania sulla nave, esprimiamo la più totale solidarietà alle ong e alle associazioni tedesche sorelle, che da anni si stanno impegnando a ridurre il numero di vittime nel Mediterraneo e condanniamo le speculazioni di cui sono oggetto. Non solo consideriamo intollerabile che si accusino le organizzazioni umanitarie che operano in mare, ma ribaltiamo l’accusa su chi dovrebbe garantire i soccorsi e non lo fa. In secondo luogo, in quanto organizzazioni di soccorso e assistenza ai naufraghi migranti, siamo nati e operiamo a difesa della vita e dei diritti fondamentali di tutti gli esseri umani, perché per noi vale il principio indiscutibile che chi è pericolo va soccorso e salvato, senza distinzione alcuna. Nel Mediterraneo hanno perso la vita dal 2014 oltre 33.000 persone, e in questa parte del 2026 più di 850 vittime accertate. La quasi totalità di queste vite umane avrebbe potuto essere salvata se l’Europa avesse fatto il proprio dovere. L’unica ‘compensazione’ che va messa in atto e quella di correre ai ripari per fare in modo che questo stillicidio di vite umane finisca immediatamente”, ha concluso il presidente.
Germania: mons. Meier (Augusta), “la violenza contro persone di fedi diverse è in aumento in tutto il mondo”
L’ottava Giornata internazionale in memoria delle vittime di atti di violenza basati sulla religione o sul credo sarà celebrata il 22 agosto 2026. È stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2019 per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla persecuzione a sfondo religioso. Secondo mons. Bertram Meier, vescovo di Augusta, presidente della Commissione per la Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca, “l’esclusione e, in ultima analisi, la persecuzione delle persone di altre fedi sono una triste realtà in molti luoghi. La violenza è in aumento in tutto il mondo, anziché diminuire. Tra le vittime ci sono ebrei, cristiani e musulmani, ma anche membri di molte altre comunità religiose, nonché persone che non appartengono ad alcuna religione”. Meier spiega che i contesti della violenza sono diversi: in Paesi come Nicaragua, Cina e Corea del Nord, la discriminazione e l’oppressione, persino la violenza vera e propria, sono perpetrate dallo Stato. Altrove, gruppi estremisti religiosi compiono attacchi contro persone di altre fedi. Gli atti di violenza perpetrati dal cosiddetto “Stato Islamico” e da movimenti simili negli ultimi due decenni hanno causato l’esodo di massa dei cristiani dall’Iraq e dalla Siria, portando il cristianesimo in quei paesi sull’orlo dell’estinzione. Oggi, il terrorismo islamista è attivo principalmente nella regione del Sahel. “E poi c’è il fatale intreccio tra fondamentalismo religioso e ideologie nazionaliste. Il nazionalismo indù in India sta limitando sempre più la libertà delle altre religioni; in Terra Santa, Hamas sta portando avanti un progetto nazional-religioso con metodi brutali, e il movimento dei coloni, sempre più violento, in Cisgiordania attacca apertamente gli edifici religiosi e quindi anche l’identità religiosa di musulmani e cristiani. In tutti questi contesti, le persone diventano vittime di odio e violenza”, afferma Meier, per il quale “siamo tutti chiamati a superare l’odio e a costruire ponti. Le vittime ce lo ricordano”.
Diocesi: Genova, da domani la novena per la Festa della memoria dell’apparizione della Madonna della Guardia nell’omonimo santuario
Il santuario di Nostra Signora della Guardia, nella diocesi di Genova, si prepara a vivere uno dei momenti più significativi dell’anno: sabato 29 agosto si celebra la Festa della memoria dell’apparizione della Madonna della Guardia, ricorrenza che richiama ogni anno migliaia di pellegrini da Genova, dalla Liguria e da numerose altre località.
Sabato 29 agosto un intenso programma liturgico accompagnerà i fedeli fin dalle prime ore del mattino e offrirà a tutti la possibilità di partecipare alle celebrazioni.
Alle 7, 8 e 9 saranno celebrate le messe mattutine in basilica. Alle 10, alla cappella dell’apparizione, commemorazione dell’apparizione e supplica. Seguirà la tradizionale processione delle Confraternite, che accompagnerà i fedeli verso la basilica, dove alle 10.45 sarà celebrata la messa Pontificale presieduta da mons. Marco Tasca, arcivescovo di Genova.
Nel pomeriggio, alle 16, la santa messa solenne sarà presieduta dal card. Angelo Bagnasco, nel 60° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Seguiranno la celebrazione delle 17.15 in basilica e, alle 18.30, la santa messa all’aperto alla cappella dell’apparizione.
La giornata di festa si concluderà alle 21 con un momento di contemplazione spirituale e culturale, animato da musiche d’organo e violino, canti e brani mariani della tradizione classica, coordinato dal maestro Damiano Profumo.
Le celebrazioni saranno precedute, venerdì 28 agosto, dal tradizionale pellegrinaggio della vigilia, guidato da mons. Marco Tasca.
La partenza è fissata alle 20 dalle “Batterie”. I pellegrini raggiungeranno a piedi il santuario, dove seguiranno la messa vigiliare e l’adorazione eucaristica notturna. Un appuntamento particolarmente suggestivo che, nella vigilia della festa, invita a vivere il cammino verso il santuario come esperienza di preghiera, affidamento e comunione.
Giovedì 20 agosto inizia la novena in preparazione alla festa. Ogni giorno alle 17 la messa è celebrata dai rettori di alcuni santuari mariani in Italia. Alle 21 la preghiera del rosario alla cappella dell’apparizione, animata dalle parrocchie della Valpolcevera e delle Vallate vicine.
Nell’ambito della novena, domenica 23 agosto alle 16.40 viene presentato il volume del card. Angelo Comastri “La Madonna della Guardia quale messaggio ci consegna?”. Con don Andrea Robotti, rettore del santuario, interviene sr. Rosangela Sala, coordinatrice dell’Ufficio Vita consacrata dell’arcidiocesi di Genova.
Terremoto Centro Italia: Arquata e Pescara del Tronto, il 23 e il 24 agosto “Rinascere – A 10 anni dal sisma, tra memoria, impegno e speranza”
A dieci anni dal terremoto del Centro Italia del 24 agosto 2016, Arquata del Tronto e Pescara del Tronto si preparano ad accogliere “Rinascere – A 10 anni dal sisma, tra memoria, impegno e speranza”, un articolato programma di iniziative promosso dalla diocesi di Ascoli Piceno, dal Comune di Arquata del Tronto e dalla parrocchia di Pescara del Tronto, con la partecipazione di RisorgiMarche e Incanto, e con il patrocinio del commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016.
“Rinascere” nasce dalla convinzione che la ricostruzione non sia soltanto quella degli edifici, ma anche quella delle relazioni, della fiducia, della memoria e dell’identità delle comunità. È da questa visione che prende forma un programma articolato, nel quale arte, ricostruzione, solidarietà e spiritualità diventano i quattro pilastri di un’unica narrazione: quella di un territorio che continua a guardare avanti senza dimenticare il proprio passato.
Il programma prenderà il via domenica 23 agosto, alle ore 16.30, ad Arquata del Tronto, con “L’identità ritrovata”, incontro dedicato alle opere d’arte del territorio arquatano e alla memoria di don Angelo Ciancotti, curato da Marco Lattanzi, direttore del Museo diocesano di Ascoli Piceno, e da don Elio Nevigari, incaricato diocesano per i beni culturali ecclesiastici. Attraverso il patrimonio artistico e religioso sarà raccontata la storia di una comunità che conserva nella propria identità culturale una delle risorse più preziose per la propria rinascita.
Alle ore 18, nell’Area Sae di Pescara del Tronto, si terrà il convegno “Comunità che (R)esistono – Memoria, cura e futuro delle aree interne”, momento di confronto dedicato alle prospettive delle comunità dell’Appennino e al loro futuro. Dopo i saluti istituzionali del vescovo Gianpiero Palmieri e del sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi, interverranno Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la Ricostruzione Sisma 2016, Giovanni Xilo, esperto di governance e sviluppo delle aree interne, Marco Giovagnoli, docente dell’Università di Camerino, e don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana. Le conclusioni saranno affidate a mons. Felice Accrocca, con una riflessione sul ruolo delle comunità, della cultura e della cura dei territori come chiavi della rinascita delle aree interne.
Alle ore 210 l’Area Sae ospiterà la “Serata della Memoria”, organizzata insieme a RisorgiMarche, uno dei momenti più significativi dell’intera manifestazione. L’evento nasce con un obiettivo preciso: dire grazie alla straordinaria rete di solidarietà che, fin dalle prime ore successive al terremoto, ha raggiunto Arquata del Tronto e le comunità colpite da tutta Italia e anche dall’estero. La serata alternerà musica, immagini, filmati, testimonianze e interviste, in un racconto corale capace di ripercorrere il dolore, ma soprattutto la forza della solidarietà.
La notte tra il 23 e il 24 agosto rappresenterà il cuore spirituale dell’iniziativa. Alle ore 2 prenderà il via la tradizionale Fiaccolata silenziosa dal cimitero di Pescara del Tronto, preceduta dalla benedizione del fuoco. Seguirà la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Palmieri e, alle ore 3.36, l’ora esatta della scossa che cambiò per sempre la storia di queste comunità, il rintocco delle campane accompagnerà il ricordo delle vittime del sisma in un momento di raccoglimento condiviso.
Le iniziative si concluderanno lunedì 24 agosto, alle ore 11, con la celebrazione eucaristica nel tendone dell’Area Sae di Pescara del Tronto, presieduta dal card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei.
Leone XIV: udienza generale, “la pace è un bene prezioso, occorre un forte e costante impegno per realizzarla”
“La pace è un bene prezioso e grande” e per realizzarla “occorre un forte e costante impegno”. È l’appello di Leone XIV al termine dell’udienza generale di oggi nella Basilica Vaticana. Rivolgendosi in particolare ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, il Papa ha invitato ciascuno “a sviluppare sempre in se stessi un’autentica coscienza di pace”. “Abbiate la sincera consapevolezza che la pace è un bene prezioso e grande – le parole del Pontefice – e che occorre un forte e costante impegno per realizzarla, seguendo con onestà e verità le vie che la costruiscono e la confermano nella società”.
Leone XIV: udienza generale, “la civiltà dell’amore si costruisce perdonando e vincendo il male con il bene”
“La civiltà dell’amore si costruisce perdonando e vincendo il male con il bene”. Lo ha affermato Leone XIV durante l’udienza generale di oggi, salutando i fedeli di lingua polacca e ricordando che il 23 agosto si celebra la Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo.
Il Papa ha richiamato in particolare la figura di Władysław Findysz, “sacerdote e primo polacco beatificato come Martire delle persecuzioni comuniste”, ricordato nella liturgia proprio il 23 agosto. Durante il Concilio Vaticano II, ha spiegato il Pontefice, Findysz “ne sosteneva spiritualmente i lavori, coinvolgendo i fedeli nell’‘Opera conciliare di bontà’ con atti di carità e di rinnovamento morale”. “La sua testimonianza – l’auspicio di Leone XIV – ci ricordi che la civiltà dell’amore si costruisce perdonando e vincendo il male con il bene”.
Bulgaria: il patriarca ortodosso Daniil al monastero di Rila, “anche oggi testimonianze dei miracoli di san Giovanni”
Al monastero di Rila, patrimonio dell’Unesco e principale meta religiosa visitata anche da San Giovanni Paolo II nel 2002, il patriarca ortodosso bulgaro Daniil ha celebrato ieri la liturgia divina patriarcale in occasione della solennità di San Giovanni di Rila, patrono del monastero. “Vissuto nei primi decenni dopo il battesimo dei bulgari, san Giovanni di Rila ha fondato il monachesimo in Bulgaria e rimane un esempio di fede, umiltà e servizio a Dio”- ha detto il capo della Chiesa ortodossa bulgara. Ed ha aggiunto: “Il santo è potente guida e forte intercessore per i bulgari mentre le testimonianze per i suoi miracoli continuano anche oggi”. Il patriarca ha esortato i numerosi presenti a implorare nelle loro preghiere San Giovanni di Rila e di trasmettere il culto per la sua persona ai loro familiari e vicini. “Il grande santo è più vicino a noi di quanto potessimo immaginare” – ha indicato il patriarca, esprimendo la speranza che la sua presenza tangibile “possa allontanare la sensazione di solitudine, mancanza di speranza e disperazione”.Vissuto nell’XI secolo, San Giovanni di Rila è patrono della Bulgaria e fondatore del monastero di Rila, la sua figura nella Chiesa ortodossa bulgara e simile a quella di San Francesco nella Chiesa cattolica. Ogni anno il monastero di Rila, famoso per i suoi affreschi che dipingono l’inferno e il paradiso, è visitato da milioni di turisti.
Leone XIV: udienza generale, “la musica è parte dell’azione liturgica e non mera decorazione della celebrazione”
“La musica è parte dell’azione liturgica e non mera decorazione della celebrazione”. Lo ha affermato Leone XIV nella catechesi dell’udienza generale di oggi, dedicata alla musica sacra nell’ambito del ciclo sulla Costituzione Sacrosanctum Concilium. “Nella liturgia, cantare e suonare significa pregare, sintonizzando il proprio cuore con quello delle sorelle e dei fratelli e con Dio, nella partecipazione attiva al mistero celebrato”, ha spiegato il Papa. La musica, inoltre, “esprime la dimensione affettiva della preghiera” e il canto “favorisce la comunione”, contribuendo “all’unione degli animi, superando le differenze tra le persone e riunendo tutti nella lode a Dio”.
Da qui, per Leone XIV, alcune precise esigenze per il canto sacro: “al di là delle mode o delle particolari sensibilità degli autori”, deve essere appropriato al momento celebrativo, mentre la forma deve essere “nobile e semplice, di alta qualità musicale e facilmente eseguibile”, soprattutto quando coinvolge l’intera assemblea. Anche i testi devono essere “adeguati, profondi e nel contempo agevolmente comprensibili”, ispirandosi principalmente alla Sacra Scrittura, ai libri liturgici e alla tradizione spirituale della Chiesa.
Il Pontefice ha ricordato anche il valore attribuito dal Concilio al canto gregoriano e all’organo, senza escludere altri generi musicali e strumenti, purché adatti all’uso sacro e capaci di favorire “veramente l’edificazione dei fedeli”. Particolare attenzione, infine, all’inculturazione e alla formazione: il Papa ha richiamato la necessità di promuovere la musica sacra nei seminari, nei noviziati e nelle scuole cattoliche e di assicurare a musicisti e cantori “una solida formazione liturgica”.
Diocesi: Caritas Montepulciano, mercatino di solidarietà con i “corredi delle nonne” per sostenere le famiglie bisognose
Si chiama “Aiutaci ad aiutare” il mercatino di solidarietà promosso dalla Caritas diocesana di Montepulciano-Chiusi-Pienza che si terrà il 28 e il 29 agosto, dalle ore 10 alle ore 19 (orario continuato), presso il Loggiato di Piazza delle Erbe a Montepulciano. Lo slogan anche quest’anno è “Diamo continuità agli antichi corredi delle nonne”. “Le antiche tovaglie, lenzuola, telerie- spiega don Vittorio Giglio, direttore della Caritas diocesana di Montepulciano-Chiusi-Pienza – che verranno donate con amore riprenderanno vita idealmente per offrire una nuova speranza a chi è in difficoltà”. “Il ricavato – aggiunge don Giglio – sarà interamente destinato all’acquisto di prodotti di prima necessità in favore delle famiglie bisognose del territorio della nostra diocesi”.
Detenuto morto in carcere a Pordenone: diocesi, “profondamente addolorati e colpiti. Vicinanza e preghiera”
La comunità diocesana di Concordia-Pordenone esprime “cordoglio per la drammatica scomparsa del giovane egiziano di 19 anni”, avvenuta nella notte tra lunedì e martedì “a seguito dell’incendio che ha provocato all’interno della casa circondariale di piazza della Motta”.
“Siamo profondamente addolorati e colpiti, avendo avuto modo di conoscere nell’ultimo periodo il giovane nella sua umanità fatta di fragilità e piccole conquiste per cercare di ricostruirsi una strada scontata la sua pena. In questo momento siamo vicini alla famiglia nel suo immenso dolore”, si legge in una nota della diocesi.
“Questo drammatico epilogo tocca da vicino la nostra Chiesa locale, che attraverso i cappellani, i volontari e gli operatori della Pastorale penitenziaria e della Caritas condivide quotidianamente la vita, le speranze e le sofferenze delle persone recluse”, prosegue la nota.
“Di fronte a un’esistenza spezzata a soli diciannove anni, la comunità diocesana si stringe nel raccoglimento e nella preghiera, rinnovando l’attenzione e la cura verso le fatiche, spesso invisibili, di chi vive la realtà carceraria, e assicurando il proprio costante impegno di ascolto, vicinanza e sostegno a tutti i detenuti, al personale di Polizia penitenziaria e agli operatori della struttura”, conclude la nota.
Aiuto umanitario: Ue, “attacchi contro operatori e ospedali sono violazioni del diritto internazionale”
Ricorre oggi la Giornata mondiale dell’aiuto umanitario. E l’Unione europea denuncia la drammatica escalation di attacchi contro il personale di soccorso e le ripetute violazioni del diritto internazionale nei teatri di guerra. A firmare la dichiarazione sono l’Alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, e la Commissaria europea per la gestione delle crisi, Hadja Lahbib. “Onoriamo lo straordinario coraggio degli operatori umanitari che ogni giorno si mettono in pericolo per fornire cibo, acqua, riparo e cure mediche alle persone in disperato bisogno”, scrivono. “La loro dedizione, spesso in luoghi in cui il mondo ha distolto lo sguardo, è una delle più potenti espressioni di solidarietà dell’umanità”. I numeri ufficiali sono però drammatici: nei primi 8 mesi del 2026, 82 operatori umanitari sono stati uccisi, 39 rapiti e 97 feriti: “Ogni operatore umanitario ucciso non è solo una tragedia personale; è anche un fallimento da parte della comunità internazionale”. Chiara l’accusa delle due responsabili politiche: “Gli attacchi contro il personale umanitario, gli ospedali e gli oggetti civili non sono incidenti, sono violazioni del diritto internazionale umanitario”. Nella dichiarazione, Kallas e Lahbib richiamano alcune delle zone dove vi sono gravi crisi, luoghi in cui c’è bisogno di “continuare la nostra diplomazia umanitaria per sostenere un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli, in modo che gli operatori umanitari possano raggiungere coloro che ne hanno bisogno”. “L’aiuto umanitario è un’espressione della nostra comune umanità”, concludono Kallas e Lahbib, e “l’Ue rimane un donatore impegnato finché persistono le esigenze”.
Diocesi: Cuglieri, dal 23 al 27 agosto “Icone Bibliche per orientare alla vita”
Dal 23 al 27 agosto il Centro di spiritualità di Cuglieri ospiterà la quindicesima edizione delle “Icone Bibliche per orientare alla vita”, l’appuntamento estivo che da quindici anni propone un itinerario di ascolto della Parola di Dio e di confronto con le domande più profonde dell’esperienza umana. Il tema scelto quest’anno è “La lotta di Giacobbe. Un abbraccio che è una lotta, una lotta che è un abbraccio”, ispirato al racconto biblico che narra la lotta di Giacobbe con Dio e il successivo incontro di riconciliazione con il fratello Esaù. Come nelle precedenti edizioni, il programma alternerà due prospettive complementari. Al mattino mons. Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero-Bosa e biblista, guiderà la Lectio divina, offrendo una lettura approfondita del testo biblico. Nel pomeriggio Ignazio Punzi, psicoterapeuta e formatore, accompagnerà i partecipanti in un percorso di attualizzazione, aiutando a rileggere la vicenda di Giacobbe alla luce delle dinamiche relazionali e dell’esperienza quotidiana. Il corso intende mostrare come anche i conflitti più profondi possano diventare occasione di crescita, non attraverso la loro rimozione, ma grazie al coraggio di attraversarli.













