Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 28 Aprile 2026

I partecipanti alla sessione della Comece

Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, martedì 28 aprile 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Vescovi Ue: appello “urgente” da Cipro all’Unione Europea, “intensifichi impegno diplomatico per la pace”

“Esortiamo l’Ue e i suoi Stati membri a continuare ad agire in modo unito e con determinazione: intensificando il loro impegno diplomatico, politico e umanitario per proteggere la dignità umana, sostenere il diritto internazionale e appoggiare iniziative inclusive di costruzione della pace, garantendo che le voci di tutti, comprese le comunità religiose, siano ascoltate e i loro diritti rispettati”. E’ l’appello – diffuso oggi – dei vescovi dell’Unione Europea, riuniti a Cipro dal 22 al 24 aprile per l’Assemblea Plenaria di Primavera della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (Comece), svoltasi a Nicosia nel contesto della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione Europea. I vescovi delegati hanno adottato una Dichiarazione dal titolo “Un appello urgente a cercare la pace e a perseguirla”, in cui esprimono la loro preoccupazione per la sorte di “tutti coloro che soffrono a causa della violenza devastante, dell’instabilità e dell’ingiustizia in Terra Santa, in Libano, in Iran e nella più ampia regione del Medio Oriente”. “Portiamo nei nostri cuori e nelle nostre menti in modo speciale l’Ucraina, il Sudan, così come altre parti del mondo che subiscono il male della guerra e della violenza”. “Siamo profondamente rattristati da queste tragedie che causano la perdita di innumerevoli vite umane, distruzione diffusa e crisi umanitarie che colpiscono tante famiglie”.
I vescovi richiamano quindi l’Unione Europea ad un maggiore protagonismo nel campo della diplomazia e dei negoziati. “L’Unione europea – affermano i vescovi -, nata come progetto di pace, ha la responsabilità particolare di agire come forza credibile per la pace e promotrice attiva della stabilità e del dialogo in tutta la regione mediorientale, contribuendo al contempo alla sicurezza marittima ed energetica e agli sforzi di non proliferazione nucleare nell’ambito di un processo di pace globale”. “Allo stesso tempo – aggiungono -, l’Unione è chiamata a esercitare solidarietà con gli Stati membri colpiti dall’instabilità regionale e a rispondere adeguatamente alle ripercussioni di questi conflitti all’interno delle società europee, in particolare per quanto riguarda la promozione della coesione sociale e la gestione dell’aumento del costo della vita”.
Nella Dichiarazione i vescovi parlano anche dell’esperienza vissuta a Cipro, “terra caratterizzata da un ricco patrimonio culturale e religioso, ma anche da una storia che continua a portare le ferite della divisione, ci viene ricordata l’importanza di sforzi costanti verso la costruzione della fiducia e la riconciliazione”. “Siamo stati profondamente commossi – si legge nella Dichiarazione – dalla testimonianza delle comunità maronite nella parte settentrionale dell’isola, la cui presenza continua è importante per promuovere il dialogo e contribuire a una cultura dell’incontro”.
Nicosia, la Vice Ministro della Cultura cipriota Vasiliki Kassianidou in dialogo con i vescovi Ue (Foto Comece)
L’Assemblea della Comece si è svolta a Nicosia nel contesto della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea, iniziata nel gennaio 2026. In conformità con l’articolo 17 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), la Comece collabora con ciascuna Presidenza di turno dell’UE, a diversi livelli, offrendo la propria esperienza e contribuendo alle priorità e alle iniziative politiche della Presidenza. In questa prospettiva, i vescovi hanno avuto l’opportunità di dialogare la Vice Ministro della Cultura cipriota Vasiliki Kassianidou, con la quale hanno parlato delle principali sfide che Cipro si trova ad affrontare, in particolare la persistente divisione dell’isola, nonché l’accesso ai luoghi di culto cristiani, all’istruzione e alla cultura e la tutela e conservazione del patrimonio culturale.

Diocesi Sulmona-Valva, festa oggi del Patrono Panfilo in preparazione del congresso Eucaristico di ottobre

La comunità diocesana di Sulmona-Valva, in questa primavera del 2026, celebra il suo Patrono, Panfilo, il Vescovo della carità e del perdono e compie anche un atto di discernimento collettivo, orientando lo sguardo verso l’appuntamento che segnerà l’autunno del nostro territorio: il Congresso Eucaristico Diocesano (10-18 ottobre). E’ quanto fa sapere la diocesi in una nota. “La festa di quest’anno assume dunque i tratti di una preparazione del cuore”, si legge. “Se l’Eucaristia è, come ci ricorda il Concilio, “fonte e culmine” della vita cristiana, San Panfilo ne è stato il traduttore concreto nel quotidiano, trasformando il pane ricevuto sull’altare in gesti di prossimità verso gli ultimi”. Nel suo messaggio alla città e alla diocesi, mons. Michele Fusco ha tracciato una linea ideale tra la testimonianza del Santo e il cammino verso l’ottobre eucaristico: “Guardando al prossimo Congresso Eucaristico, l’augurio che rivolgo a ciascuno di voi è che questa festa non si esaurisca nel rito, ma diventi stile di vita: un invito a farsi carico delle fragilità altrui, proprio come Panfilo fece con il suo popolo. Prepariamoci a vivere i giorni di ottobre non come un evento accademico, ma come un rinnovato inizio per la nostra Chiesa”.
Il programma ha preso il via ieri, lunedì 27 aprile. Dopo la visita agli ammalati della mattina, alle 18 in Cattedrale, mons. Fusco ha presieduto i Primi Vespri Solenni davanti al venerato Busto del Santo, un momento di preghiera che apre ufficialmente la solennità. Oggi, martedì 28 aprile, la città si fermerà per rendere omaggio al suo protettore. La Santa Messa Solenne delle ore 17, presieduta da mons. Camillo Cibotti, presidente della CEAM, sarà il cuore pulsante della giornata. La successiva processione liturgica sarà il segno di una Chiesa che “esce” e cammina tra la gente, portando con sé l’odore delle speranze e delle fatiche di questa terra.

Diocesi: Lamezia Terme, il vescovo Parisi ha incontrato gli educatori dell’Azione Cattolica Ragazzi

Nei giorni scorsi l’Azione Cattolica diocesana si è ritrovata al Santuario San Giovanni Paolo II di Cardolo a Feroleto Antico per un momento di profonda riflessione e comunione: gli educatori dell’Acr (Azione Cattolica Ragazzi) hanno incontrato il vescovo, mons. Serafino Parisi, per rinnovare il senso della propria missione educativa sotto il motto: “Educare è un compito d’amore”. A fare gli onori di casa è stato don Francesco Benvenuto, guida del Santuario e assistente diocesano dell’Azione Cattolica, che ha accolto i presenti sottolineando l’importanza del luogo come centro di spiritualità. A seguire, i saluti di Tonia Rizzo, responsabile diocesana Acr, e del Presidente diocesano Peppino Costanzo, i quali hanno ribadito l’impegno costante dell’associazione nel tessuto locale e regionale, evidenziando come l’Azione cattolica sia una realtà viva e pulsante, capace di unire generazioni diverse. Il cuore del pomeriggio è stato il dialogo con il vescovo Parisi che ha definito l’Azione Cattolica come una vera e propria “scuola di vita”, il cui ambito d’azione è la Chiesa stessa: “L’Azione Cattolica si innesta nella vita cristiana perché è a servizio di essa”,  ha detto. “Da una parte c’è lo stile e la forza del Vangelo — lievito per la società — e dall’altra gli orientamenti della Chiesa. Essere laici non è un’etichetta, ma significa essere popolo, essere cristiani in virtù del Battesimo che ci ha resi sacerdoti, profeti e re”. Il Vescovo ha poi esortato gli educatori a favorire la propria capacità di essere “coerenti e veri nel tessuto umano e sociale della storia”. Ha citato le grandi figure nazionali dell’Acr, laici che hanno servito il mondo con un progetto concreto, arrivando a dare la vita per un servizio che non era un semplice ideale, ma una missione quotidiana, ed ha sottolineato la specificità dell’Acr nella vita parrocchiale: “un ponte che collega la singola realtà alla Chiesa diocesana “.
L’invito finale è stato un mandato missionario: entrare nelle parrocchie con coraggio per far conoscere l’Azione Cattolica e invitare i più piccoli ad abbracciare questa spiritualità di formazione e condivisione. Una sfida che gli educatori di Lamezia Terme hanno accolto con gioia pronti a continuare il loro percorso come “sentinelle” di speranza nel territorio.

Giovani: Azione Cattolica Gorizia, due incontri per riflettere su lavoro e partecipazione

Il Settore Giovani dell’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Gorizia, in collaborazione con l’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, promuove “Cantiere Giovani”, un’iniziativa pensata come luogo di confronto e dialogo tra giovani e mondo accademico sui principali cambiamenti che attraversano la società contemporanea. L’evento si articola in due appuntamenti: “Giovani e lavoro, il senso mai perduto”, lunedì 4 maggio, ore 18, presso il ricreatorio Coassini di Gradisca d’Isonzo e “Democrazia e partecipazione”, venerdì 12 giugno, ore 19.30, presso la sala Aurora del ricreatorio San Michele a Cervignano del Friuli.
Entrambi gli incontri vedranno la partecipazione di docenti universitari membri del Comitato scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, che hanno contribuito alla realizzazione del Rapporto Giovani 2025 – “La condizione giovanile in Italia”. I relatori dialogheranno con alcuni giovani sui temi al centro degli appuntamenti. L’iniziativa – spiegano i promotori – nasce dal desiderio di offrire uno spazio di riflessione su questioni che coinvolgono direttamente le nuove generazioni. Il lavoro, profondamente trasformato negli ultimi anni anche a seguito della pandemia, e la partecipazione democratica, oggi oggetto di nuove forme e significati, rappresentano ambiti cruciali per comprendere il presente e immaginare il futuro. Il percorso proposto intende quindi interrogarsi su come i giovani vivono e interpretano questi cambiamenti. Gli incontri sono a ingresso libero.

Spiritualità: Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso, al via un piano strategico di apertura al pellegrinaggio italiano e europeo

La Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso, uno dei più significativi santuari mariani del Mezzogiorno, conosciuta anche come la “Piccola Lourdes d’Italia”, avvia un piano strategico di apertura al pellegrinaggio italiano, europeo e nordamericano. Il Santuario- si legge in una nota della Basilica – sorge in seguito alle apparizioni mariane iniziate il 22 marzo 1888, quando la Vergine Addolorata si manifestò a Fabiana Cicchino e Serafina Valentino, due giovani donne del luogo. La costruzione della grande Basilica neogotica fu avviata con la posa della prima pietra il 28 settembre 1890 e portata a compimento attraverso tre generazioni di architetti della famiglia Gualandi di Bologna; l’edificio fu consacrato il 21 settembre 1975. L’Addolorata di Castelpetroso è patrona del Molise per proclamazione di Paolo VI (6 dicembre 1973), ricevette la visita di Giovanni Paolo II il 19 marzo 1995, di Papa Francesco il 5 luglio 2014 ed è stata elevata a Basilica Minore il 24 giugno 2013.
Con il Giubileo della Speranza 2025 e il rinnovato interesse per i pellegrinaggi mariani in Italia, il Santuario si propone come meta per i pellegrinaggi diocesani di Molise, Abruzzo, Lazio, Campania e Puglia; come tappa nei circuiti dei santuari del Centro-Sud (San Giovanni Rotondo, Lanciano, Monte Sant’Angelo); e come riferimento per i tour operator italiani e internazionali specializzati in viaggi religiosi. Tra gli eventi più significativi dell’anno, il 27 settembre, si celebrerà il 136° anniversario della posa della prima pietra con la presenza del card. Rolandas Makrickas. Per info sul Santuario, clicca .

India: dall’1 al 3 maggio a Bangalore la prima Assemblea sinodale nazionale dei cattolici

La Chiesa cattolica in India si riunisce dall’1 al 3 maggio a Bangalore per la prima Assemblea sinodale nazionale, sul tema “Pellegrini sinodali di speranza”. Circa 220 delegati sono attesi all’appuntamento: 2 cardinali, 25 vescovi, 66 sacerdoti, 20 religiose, 49 donne laiche, 43 uomini laici e 15 giovani rappresentanti delle diverse regioni del Paese. Su 220 delegati, 107 sono laici – a testimoniare l’impegno a rafforzare il ruolo del popolo di Dio nella vita della Chiesa. L’assemblea, che adotta il metodo della conversazione spirituale, approfondisce quattro temi: il dialogo interreligioso e la costruzione della pace; l’inclusione degli esclusi; la povertà e l’ecologia integrale ispirata alla Laudato si’; l’accompagnamento dei giovani nello spirito della Christus vivit. L’incontro è una tappa del processo sinodale avviato nel 2021 da papa Francesco e proseguito in India attraverso consultazioni a livello diocesano, regionale e nazionale, culminate nel Piano pastorale della Conferenza dei vescovi cattolici dell’India (Ccbi) del 2024, intitolato “Journeying Towards a Synodal Church: Mission 2033”. I risultati saranno presentati alla 38ª Assemblea plenaria della Ccbi, in programma dal 18 al 26 gennaio 2027 a Velankanni, nel Tamil Nadu.

Primo maggio: Prato, preghiera per i lavoratori e ostensione del Sacro Cingolo

È in programma per mercoledì 29 aprile alle ore 21, nella sede della Capp Plast in via Galcianese 107/G a Prato, una veglia di preghiera per il mondo del lavoro promossa dalla Pastorale sociale e del lavoro in vista del Primo Maggio. Il giorno successivo, giovedì 1 maggio, alle ore 9,30 in cattedrale sarà celebrata la messa per i lavoratori e nel pomeriggio, alle ore 17, la recita del rosario seguita alle ore 17,30 dall’ostensione del Sacro Cingolo e dalla messa presieduta dal vicario generale mons. Daniele Scaccini. L’iniziativa del 29 aprile, ospitata in un’azienda del territorio, intende sottolineare il valore del lavoro dignitoso e si inserisce nel cammino ecclesiale sul tema “Per un lavoro giusto, per un lavoro di pace”, con riflessioni tratte dalle encicliche e momenti di preghiera. Il Primo Maggio, Festa dei lavoratori e inizio del mese mariano, la comunità pratese rinnova così una tradizione che intreccia attenzione al mondo produttivo e devozione alla Madonna, affidando a Maria le fatiche e le speranze dei lavoratori.

Diocesi: Vicenza, domani veglia di preghiera per il lavoro all’ospedale San Bortolo. Presiede mons. Brugnotto

Mercoledì 29 aprile, alle 18, verrà proposta la veglia di preghiera per il lavoro che, quest’anno, sarà per la prima volta all’ospedale San Bortolo di Vicenza. La veglia, presieduta dal vescovo Giuliano Brugnotto e promossa dall’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro, pone al centro il lavoro come aspetto qualificante della dignità della persona che svolge una attività e un servizio nelle imprese private e pubbliche nei vari ambiti economici e sociali.
Quest’anno infatti l’attenzione è stata rivolta in modo particolare al mondo del lavoro della cura e della salute, per sottolineare che le lavoratrici e i lavoratori sanitari ai vari livelli (medici, tecnici, infermieri, operatori, personale amministrativo e di servizio) svolgono un lavoro prezioso con particolare attenzione ai pazienti e ai loro familiari. La sottolineatura sui temi della pace e della cura è stata sollecitata dal messaggio dei vescovi per la Festa dei lavoratori dal titolo “Il lavoro e l’edificazione della pace”: gli operatori della sanità sono davvero i primi operatori di pace. “Negli ultimi mesi il lavoro degli operatori della sanità – ha detto mons. Brugnotto – è in grande difficoltà sia per i ritmi sia per le aggressioni che, anche a Vicenza, abbiamo visto crescere di intensità e forza. Con la veglia vorremmo portare la nostra solidarietà in particolare a questi lavoratori, oltre che la stima e la vicinanza”. “Negli ultimi anni, anche nel territorio vicentino, gli episodi di violenza contro operatori sanitari sono aumentati in modo significativo – ha dichiarato Massimiliano Zaramella, presidente del Consiglio comunale di Vicenza, con delega a salute e benessere, e medico dell’Aulss 8 -. Parliamo di decine e decine di segnalazioni ogni anno, probabilmente sottostimate. Un fenomeno che non è solo grave, ma profondamente contraddittorio: chi lavora per aiutare gli altri non si aspetta di essere aggredito. Eppure, questa escalation rischia di incrinare qualcosa di fondamentale: il rapporto di fiducia tra chi cura e chi viene curato. Senza quella fiducia, senza quella empatia, che spesso porta oltre il “dovuto”, il sistema sanitario si indebolisce. Per questo l’incontro del 29 aprile non è solo un evento, ma un’occasione importante per fermarsi, riflettere e rilanciare un messaggio forte: la cura è una responsabilità di tutti”.

Cinema: dal 2 al 5 luglio la 7ª edizione Lecco Film Fest “Con tutte le sue creature” ispirato a San Francesco

Torna dal 2 al 5 luglio il Lecco Film Fest, promosso da Confindustria Lecco e Sondrio e organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. “Con tutte le sue creature” è il titolo della settima edizione, ispirato al Cantico delle Creature e all’ottavo centenario della morte di San Francesco, che propone una riflessione sullo sguardo del cinema come spazio di relazione e racconto del reale. “Il titolo del festival, ispirato alla figura di San Francesco, richiama una visione sistemica in cui ogni ‘creatura’ è parte di un equilibrio più grande”, afferma Marco Campanari, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, sottolineando il valore culturale e sociale dell’iniziativa. Il festival si conferma come luogo di incontro tra linguaggi e ambiti diversi, con un programma che alterna durante il giorno dibattiti, incontri, masterclass e percorsi formativi, e la sera proiezioni, spesso alla presenza di registi e cast. Tra i format, “Cinematografo Incontra”, retrospettive e appuntamenti dedicati ai grandi maestri del cinema. “Uno sguardo aperto sul mondo, in cui ogni racconto trova dignità e ogni esperienza può diventare occasione di bellezza condivisa”, dichiara mons. Davide Milani, a cui è affidata a la direzione artistica, evidenziando il valore del cinema come spazio di dialogo e scoperta. Il Lecco Film Fest ribadisce inoltre l’attenzione al talento femminile, con il Premio Lucia, e alle nuove generazioni, attraverso progetti dedicati a giovani autori e studenti. Con oltre 5 mila presenze nell’ultima edizione, la manifestazione si conferma appuntamento culturale capace di connettere cinema, territorio e comunità.

Leone XIV: alla Pontificia accademia Ecclesiastica, “tutelare tutta la famiglia umana, in un mondo segnato da tensioni e conflitti””

Il ministero del diplomatico pontificio “non si declina solo nella tutela del bene della comunità cattolica, ma di tutta la famiglia umana che abita una determinata azione o che partecipa delle istanze dei diversi organismi internazionali”. Lo ha detto il Papa, che nella sua prima visita come successore di Pietro alla Pontificia accademia ecclesiastica, in occasione del 325° anniversario di fondazione, ha esortato i presenti ad essere “promotori di tutte le forme di giustizia che aiutano a riconoscere, ricostruire e proteggere l’immagine di Dio impressa in ogni persona”. “Nella difesa dei diritti umani — tra cui spiccano quelli alla libertà religiosa e alla vita —, vi raccomando perciò di continuare a indicare la strada, non della contrapposizione e della rivendicazione, ma della tutela per la dignità della persona, dello sviluppo per i popoli e per le comunità e della promozione della cooperazione internazionale”, l’indicazione di rotta di Leone XIV, secondo il quale “sono questi i soli strumenti che consentono di avviare autentici cammini di pace”. “In un mondo segnato da tensioni, che sembra fare dei conflitti l’unico modo per affrontare bisogni e istanze, le nostre capacità di spenderci per il dialogo, l’ascolto e la riconciliazione possono sembrare insufficienti, a volte perfino inutili”, ha ammesso Leone: “Questo non ci deve scoraggiare! Continuiamo ad invocare con fiducia il dono della pace di Cristo, senza timore”, perché compito del diplomatico pontificio è essere, “in qualsiasi tempo e in qualsiasi luogo, sarà sempre strumento per promuovere e custodire la dignità di ogni uomo e donna, creati a immagine e somiglianza di Dio, e per incrementare il bene comune”.

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