Ai Overview: In occasione del settantunesimo compleanno di Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, il pontificato traccia un bilancio del suo primo anno di attività. Dodici mesi caratterizzati dalla pubblicazione dell’enciclica “Magnifica Humanitas”, incentrata sulle implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale, ma anche da complesse questioni diplomatiche e dottrinali. Tra queste spiccano le recenti tensioni con la Fraternità San Pio X, culminate con le scomuniche di luglio, e il raffreddamento dei rapporti con l’amministrazione statunitense. Sul fronte internazionale, il pontefice mantiene fermo l’impegno per la risoluzione pacifica dei conflitti in corso, sostenendo attivamente i negoziati tra Stati Uniti, Russia e Ucraina, mentre si prepara a una nuova serie di viaggi apostolici che lo porteranno in Europa e, a novembre, in Sudamerica, nei territori in cui ha esercitato il suo ministero episcopale.
Le coincidenze del 14 settembre
Il mondo cattolico si stringe oggi attorno a Leone XIV che oggi compie 71 anni e per il quale, oltretutto, la data del 14 settembre rappresenta un giorno importate anche per altri due motivi, ovvero la sua elezione esattamente 25 anni a priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino e la festa dell’Esaltazione della Croce: era stato lo stesso Papa, un anno fa, a sottolineare quella coincidenza durante il brindisi con i cardinali a San Paolo fuori le Mura.
L’enciclica sull’intelligenza artificiale
Nei 12 mesi che sono trascorsi il pontificato di Prevost ha iniziato ad assumere forma e contenuti con una chiarezza sempre crescente sino alla pubblicazione della prima enciclica, Magnifica Humanitas, dedicata alla dignità umana nell’era dell’intelligenza artificiale e pubblicata nel 135° anniversario della Rerum novarum: «La tecnologia non è neutrale – ha scritto il Papa – perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa».
Le scomuniche a Écône e le tensioni con gli USA
Non sono mancati, però, problemi e momenti difficili, tra i quali ha avuto un’eco importante la crisi con la Fraternità San Pio X, al cui superiore don Davide Pagliarani, il 29 giugno Leone XIV ha rivolto l’invito, disatteso, di tornare sui propri passi: il 1° luglio, a Écône, quattro vescovi sono stati consacrati senza mandato pontificio con la conseguenza che il giorno successivo il Dicastero per la dottrina della fede ha formalizzato le scomuniche. Per non tacere, poi, del peggioramento dei rapporti con la Casa Bianca e il Presidente USA Donald Trump al punto che, mentre a luglio gli Stati Uniti celebravano i loro 250 anni, Leone XIV, primo papa statunitense della storia, ha scelto di recarsi a Lampedusa.
L’uomo dietro il Pontefice e l’impegno per la pace
E poi c’è l’uomo Robert Francis Prevost, laureato nel 1977 in matematica a Villanova, che il 5 settembre, durante la festa delle famiglie vaticane, si è lasciato coinvolgere dai bambini nel tormentone “six-seven” e ne ha scherzosamente suggerito il risultato, 13, tra le risate generali.
E i conflitti, soprattutto quelli meno conosciuti che trovano poco spazio nella cronaca giornalistica? La promozione della pace e la riflessione sul concetto di “guerra giusta”, soprattutto alla luce del nuovo volgersi degli eventi internazionali e dello sdoganamento nel dibattito pubblico del potenziale uso delle armi nucleari, sono diventati elementi centrali delle parole e delle azioni del pontefice che all’Angelus del 6 settembre ha sostenuto i negoziati appena ripresi tra gli Stati Uniti, la Russia e l’Ucraina.
I prossimi viaggi apostolici
Nel mentre, è arrivato anche il tempo dei viaggi, a iniziare con Turchia, Monaco, quattro Paesi africani, la Spagna a San Marino: il 25 settembre, invece, sarà in Francia, con una tappa nella sede dell’Unesco. A novembre lo attende forse quello più personale in Uruguay, in Argentina e in Perù, con apposite tappe a Chiclayo, la diocesi che ha guidato dal 2015 al 2023, e a Pucallpa, proprio nella terra dove lo chiamano ancora «el Papa peruano» e ha imparato cosa vuol dire essere vescovo.













