Avvenire di Calabria

Diocesi: Fiesole, morto il vescovo emerito Luciano Giovannetti. Mons. Manetti, “l’amore ha animato il suo ministero”. Domani i funerali

di Redazione Web

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Mons. Luciano Giovannetti, vescovo di Fiesole dal 6 settembre 1981 al 18 aprile 2010, “è tornato alla casa di Dio Padre sabato 29 giugno, al vespro dello stesso giorno in cui, nel 1944, bambino di 10 anni, dopo aver servito la messa al suo parroco, don Alcide Lazzeri, vide la sua uccisione ad opera dei nazisti nel massacro di Civitella in Val di Chiana, dove era nato il 26 luglio 1934”. Questo l’annuncio dato dall’attuale vescovo di Fiesole, mons. Stefano Manetti. Il rito delle esequie verrà celebrato nella cattedrale di Fiesole domani, martedì 2 luglio, alle 15.30.
“Ordinato prete nella sua Arezzo il 15 giugno 1957 dal vescovo Emanuele Mignone, nel 1963 a soli 29 anni, venne nominato rettore del seminario di Arezzo dove rimase fino al 1978 quando Papa Paolo VI lo nominò vescovo di Zaba e ausiliare del vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro”, ha proseguito mons. Manetti: “Consacrato vescovo l’8 aprile 1978, da mons. Telesforo Giovanni Cioli, dopo aver svolto il suo ministero a Cortona, il papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Fiesole il 27 maggio 1981. È stato segretario della Conferenza Episcopale Toscana ed ha aiutato i cristiani di Terra santa e del Medio Oriente dando vita alla Fondazione Giovanni Paolo II. Nei quasi trent’anni del suo ministero episcopale nella diocesi di Fiesole si è dedicato alla formazione del clero e dei laici secondo lo spirito del Concilio Vaticano II, promuovendo la ministerialità e la corresponsabilità nel Popolo di Dio, riconoscendo e accogliendo i carismi che lo Spirito suscitava, con particolare attenzione alla evangelizzazione e alla carità”. “Instancabile pastore – ha proseguito mons. Manetti – ha servito la Chiesa a lui affidata con dedizione assoluta. La memoria e l’affetto ancor vivi nei sacerdoti e nei fedeli testimoniano l’amore che ha animato il suo ministero. La diocesi di Fiesole gli è riconoscente e lo affida al Signore con profonda gratitudine”.

Fonte: Agensir

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