Ai Overview: L’accesso alle cure e alla diagnosi precoce rappresenta una sfida sempre più complessa per le fasce più deboli della popolazione. A Reggio Calabria, il vicario episcopale per la Carità, don Francesco Megale, ha sollevato il tema della povertà sanitaria durante la presentazione della campagna “La Prevenzione è il nostro capolavoro”. L’iniziativa, promossa da Komen Italia in collaborazione con le istituzioni pubbliche, fa tappa al Museo Archeologico Nazionale per offrire visite e sensibilizzare sull’importanza dei controlli senologici, coniugando la tutela della salute con la valorizzazione del patrimonio artistico e contrastando concretamente l’isolamento sociale delle donne in difficoltà.
L’allarme sulla povertà sanitaria e la salute femminile
A Reggio Calabria molte donne mettono la propria salute in fondo alla lista, le difficoltà economiche e la solitudine pesano sulle loro giornate anche perché spesso i controlli vengono rimandati. Da questa lettura dello stato dell’arte del territorio è partito don Francesco Megale, vicario episcopale per la Carità e l’Azione sociale della Diocesi di Reggio Calabria – Bova, nel suo intervento alla conferenza stampa che martedì 3 novembre, al Museo Archeologico Nazionale, ha presentato la tappa calabrese di «La Prevenzione è il nostro capolavoro».
Istituzioni e associazioni in campo al Museo Archeologico
La campagna nazionale di sensibilizzazione sui tumori del seno, giunta alla settima edizione, è promossa da Komen Italia insieme al Ministero della Cultura e al Ministero della Salute e lega la tutela della salute femminile alla valorizzazione del patrimonio artistico. Il programma dell’incontro prevedeva gli interventi del presidente della Regione Roberto Occhiuto, del sindaco Francesco Cannizzaro, dell’assessore regionale Eulalia Micheli, del direttore del Museo Fabrizio Sudano, della presidente di Komen Italia Alba Di Leone e del fondatore Riccardo Masetti.
L’impegno della Caritas contro la marginalità
Don Megale ha portato i saluti e la benedizione dell’arcivescovo Fortunato Morrone, che rappresentava, e ha ricordato il cammino condiviso con Komen Italia e con il Ministero della Salute, al quale partecipa anche Caritas Italiana. Nelle sale che custodiscono meraviglie millenarie, il sacerdote si è soffermato sulla parola che dà il nome alla campagna: «la bellezza più grande, il capolavoro più prezioso che Dio ci ha affidato e che abbiamo il dovere di tutelare, è la vita umana». Il Vicariato per la Carità, ha spiegato, è un «osservatorio permanente sulle fragilità umane della nostra terra» e da questa posizione registra una piaga sempre più evidente, la povertà sanitaria. Molte donne rinunciano alla prevenzione perché le priorità della sopravvivenza quotidiana vengono prima. Su questo punto il vicario ha osservato che «la salute non può e non deve essere un lusso per pochi. È un diritto fondamentale e un dovere di custodia». La collaborazione tra i partner, nelle sue parole, permette di abbattere le barriere dell’esclusione sociale e di portare la prevenzione gratuita direttamente alle donne, in particolare a quelle che vivono in contesti di maggiore marginalità. La Caritas diocesana, guidata da Mariangela Ambrogio, ha accolto l’iniziativa, e la dottoressa Tita La Rocca, referente per il progetto, ne ha coordinato ogni dettaglio.
Sconfiggere la solitudine attraverso la cura
Per don Megale il senso dell’impegno sta in un gesto: «Offrire a una donna la possibilità di prendersi cura di sé significa ricordarle che la sua vita ha valore», l’auspicio con cui ha chiuso riguarda i giorni della campagna sul territorio, affinché «la paura lasci il posto alla prevenzione e la solitudine della malattia sia vinta dall’abbraccio di una comunità unita».













