Disturbi alimentari: Sip, attenzione a preoccupazione per il peso, eccesso di attività fisica, svenimenti, amenorrea. Social fattore di rischio

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Tra i campanelli d’allarme sull’insorgenza dell’anoressia nervosa la costante preoccupazione per il proprio peso e aspetto fisico. Un altro segnale da non sottovalutare è l’eccessiva attività fisica. “Non si tratta solo di un aumento dell’esercizio sportivo, ma di una costante necessità di movimento, come salire e scendere le scale ripetutamente, camminare sul posto o rimanere in piedi il più possibile, anche quando si avverte una forte stanchezza”, spiega Elena Bozzola, consigliere del Gruppo di studio adolescenza della Società italiana di pediatria (Sip), in occasione della Giornata nazionale del fiocchetto lilla che ricorre il 15 marzo. Secondo una ricerca, il 90% dei pazienti con anoressia nervosa continua a praticare attività fisica nonostante la stanchezza e l’affaticamento dovuti alla perdita di peso. Ma ci sono anche sintomi fisici che possono suggerire la presenza di un disturbo alimentare. Tra questi, la sensazione costante di freddo, episodi di vertigini o svenimenti, affaticamento e, nelle ragazze, alterazioni del ciclo mestruale fino all’amenorrea. Uno screening tempestivo e un’attenzione a questi segnali possono fare la differenza. La ricerca scientifica negli anni ha dimostrato inoltre che esiste una predisposizione genetica a sviluppare disturbi del comportamento alimentare. Per l’anoressia nervosa, gli studi sui gemelli indicano una componente genetica variabile dal 16% al 74%, con differenze tra maschi e femmine e a seconda dell’età di esordio. Anche l’ambiente familiare influisce: i figli di persone con Dca hanno un rischio da 3 a 5 volte maggiore di sviluppare problemi simili. Esperienze stressanti come bullismo, conflitti familiari o lutti possono contribuire all’insorgenza del disturbo. Anche il mondo digitale è un fattore di rischio: i social media e i siti pro-ana possono influenzare negativamente l’immagine corporea degli adolescenti. Dalla Sip l’indicazione di rivolgersi al pediatra ai primi degnali: “un intervento tempestivo può fare la differenza nel garantire ai ragazzi un percorso di cura più efficace e una migliore qualità della vita”.

Fonte: Agensir
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