Domenica della Divina Misericordia, la solennità istituita da Giovanni Paolo II

Il direttore dell’Ufficio liturgico diocesano della Chiesa di Reggio Calabria – Bova, don Nicola Casuscelli, ci introduce sul tema
divina misericordia

Oggi è la Domenica della Divina Misericordia: il direttore dell’Ufficio liturgico diocesano di Reggio Calabria – Bova illustra il significato della solennità. Partendo dalla sua istituzione fortemente voluta da san Giovanni Paolo II.

Giovanni Paolo II e la domenica della Divina Misericordia

La Festa della Misericordia è una celebrazione dell’anno liturgico propria del tempo pasquale, fissata alla seconda domenica di Pasqua con la denominazione di “II domenica di Pasqua o della Divina misericordia”.


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La sua origine come promulgazione risale universalmente al 2000, ma il suo messaggio è già liturgicamente presente nei formulari pasquali del Sacramentario gregoriano, del messale tridentino ed anche del messale del Vaticano II.

Dichiarate autentiche le rivelazioni private di Gesù a suor Faustina Kowalska (avvenute nel corso del XIX secolo), l’allora Autorità ecclesiastica locale ha autorizzato la festa nella diocesi; diffondendosi la devozione in Polonia, molte altre diocesi polacche la hanno adottata, per poi, estesasi quasi universalmente, il Santo Padre Giovanni Paolo II ne ha stabilito il culto all’alba del secondo millennio inserendola nel calendario romano.

I tesori della Divina Misericordia

La Parola di Dio della Santa Messa della seconda domenica di Pasqua, insieme con la sua eucologia ed anche con la predicazione da parte dei sacerdoti sulla misericordia di Gesù, con la comunione eucaristica ricevuta dai fedeli in perfetta grazia di Dio sono elementi essenziali per ricevere in questo giorno i tesori della misericordia.

Ben quattordici volte nel diario di Santa Faustina è riportato che Gesù voglia questa Festa con il fine della remissione totale delle colpe e delle pene dei peccatori. Il dono promesso è molto più eminente dell’indulgenza plenaria della Chiesa, infatti è paragonabile solamente agli effetti del Battesimo.

Il legame con la Santa Pasqua

È significativo che il Redentore chieda questa celebrazione alla secondo domenica di Pasqua, facendoci comprendere che la sua Pasqua di morte e resurrezione instaura, inaugura e perpetua la sua Ora che è concesso pienamente ricevere e condividere immersi nella sua misericordia. La passione del Verbo Incarnato, infatti, è oblazione dell’amore misericordioso del Padre.

La discesa agli inferi del Cristo è offerta della sua Immagine misericordiosa alle anime defunte. La glorificazione del Salvatore con la risurrezione è la sua sperimentazione della misericordia del Padre, che non lo ha lasciato in potere della morte. Nell’Ascensione Gesù introduce come parte della Trinità la carne umana misericordiata; lo Spirito Santo Consolatore realizza nell’oggi l’Opera della misericordia di Cristo.

In questo progetto divino i sacerdoti hanno un compito considerevole: farsi annunciatori per tutto il mondo della grande misericordia del Signore per le anime dei peccatori al fine di incoraggiarli alla fiducia in lui. Proprio la fiducia illimitata nella misericordia è la condizione essenziale per ricevere il massimo Attributo di Dio.


PER APPROFONDIRE: Seguire Maria per comprendere il significato della Divina Misericordia


Alla celebrazione della Festa nella II domenica di Pasqua è legata la benedizione dell’immagine di Gesù raffigurato in piedi, con una tunica bianca, con una mano alzata per benedire e l’altra toccantesi sul petto la veste, che scosta un poco, da cui lascia uscire due raggi luminosi, uno rosso e l’altro pallido, con alla base la scritta: «Gesù confido in te».

Cosa vuol dire l’icona?

I due raggi rappresentano il Sangue del Signore Gesù che è la vita delle anime e l’Acqua che è il lavacro battesimale che giustifica le anime. Cristo soffre per la sfiducia degli uomini in lui, anche di molte anime elette. Per questo vuole conquistarle a Sé proprio con la dolcezza della sua sconfinata misericordia.

In un mondo ed un’epoca in cui la sfiducia nell’uomo e nelle istituzioni, la paura delle malattie e delle guerre, le ferite inferte al creato, l’imperare del male soffocano i poveri ed i giusti, la Chiesa ed i sacerdoti hanno ancora oggi questa missione, sempre accompagnata dalla luminosa testimonianza di vita: credere nel Crocifisso che annuncia un Padre per tutti, la cui natura è amore e tutto il suo essere è tutto ricco di misericordia.


* Direttore dell’Ufficio liturgico diocesano di Reggio Calabria – Bova

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