L’Università della Calabria ha reso omaggio alla carriera e all’impegno civile della professoressa Angela Misiano, conferendole il dottorato di ricerca honoris causa. La cerimonia ha celebrato una figura che ha segnato profondamente la didattica delle scienze a Reggio Calabria, promuovendo la nascita del Planetario e guidando numerosi studenti verso traguardi internazionali nelle competizioni di astronomia. Attraverso un approccio educativo fondato sul rigore scientifico e sulla passione per la conoscenza, la docente ha saputo trasformare lo studio degli astri in un’occasione di crescita umana e culturale per l’intero territorio metropolitano, confermando il valore sociale della divulgazione accademica.
Il riconoscimento accademico e l’onorificenza presidenziale
Conferito nella giornata di ieri presso l’Aula Magna del Centro Congressi “B. Andreatta” il dottorato di ricerca honoris causa in Scienze e Tecnologie Fisiche, Chimiche e dei Materiali alla professoressa Angela Misiano. Docente del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria è grazie a lei se oggi la città calabrese dello Stretto ha un Planetario ma soprattutto intere generazioni innamorate delle stelle, veri campioni di astronomia, e della scienza. Proprio quattro anni fa per il suo impegno è stata insignita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
La lectio doctoralis e la funzione pedagogica della scienza
Particolarmente toccante ed emozionante è stata la lectio doctoralis, dal titolo “Ispirare il futuro: una vita dedicata ai giovani e alla cultura scientifica”, in cui la professoressa Misiano ha offerto una riflessione intensa sul valore della didattica e della divulgazione della scienza: «Insegnare non vuol dire trasferire conoscenze, ma trovare la frequenza di ogni studente affinché inizi a esprimere pienamente il proprio potenziale. Ho capito nel tempo che non basta spiegare bene: la scienza è un metodo per imparare a porsi domande, per coltivare il dubbio e la ricerca della verità. La fisica e l’astronomia sono state per me anche una bussola morale: insegnano l’onestà, perché la natura non mente. Se un esperimento non funziona, dobbiamo avere l’umiltà di rimetterci in discussione. È questo il valore più profondo che possiamo trasmettere ai giovani».
L’invito ai giovani: la cultura come patrimonio condiviso
Rivolgendosi agli studenti, Misiano ha aggiunto: «Non abbiate fretta, la competenza si costruisce con la pazienza dello studio e la fatica del dubbio. Non abbiate paura dei “non so”, perché è da lì che nasce la conoscenza. Siate capaci di creare legami, perché la cultura scientifica ha senso solo se diventa patrimonio condiviso e strumento di crescita per tutti». (fonte Unical)













