Ai Overview: Il 29 ottobre ricorre la Giornata Internazionale dell’Assistenza e del Sostegno, istituita dalle Nazioni Unite per porre l’attenzione su un settore fondamentale dell’organizzazione sociale. L’iniziativa mira a riconoscere l’impegno di professionisti, volontari e familiari, evidenziando le disparità di genere che caratterizzano gran parte del lavoro di cura non retribuito. A fronte di una popolazione globale in progressivo invecchiamento, le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano un aumento significativo della necessità di assistenza nei prossimi decenni. L’obiettivo delle istituzioni internazionali è promuovere sistemi di welfare che assicurino tutele ai lavoratori e servizi adeguati per le persone fragili, arginando le disuguaglianze sociali.
L’istituzione della Giornata e gli obiettivi dell’Onu
Il 29 ottobre si celebra ogni anno la Giornata Internazionale dell’Assistenza e del Sostegno, come stabilito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione A/RES/77/317 del luglio 2023. La giornata dà valore al lavoro, retribuito e non retribuito, di operatori sanitari, badanti, assistenti e familiari che si dedicano agli altri. L’Onu punta a ridurre le disuguaglianze di genere, dato che gran parte del lavoro di assistenza non retribuito grava sulle donne. Sostiene la creazione di sistemi di welfare solidali, inclusivi e rispettosi dei diritti umani.
I dati demografici dell’Oms e l’aumento della longevità
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre un miliardo di persone nel mondo ha più di 60 anni, e si stima che entro il 2050 questo numero supererà i due miliardi. Questo dato non è soltanto un segnale dell’aumento della longevità — frutto di migliori cure, diete equilibrate e stili di vita più sani — ma anche un campanello d’allarme rispetto alla crescente domanda di cure, sostegno e assistenza in tutte le fasi della vita.
Le due dimensioni dell’economia dell’assistenza
Con l’espressione “economia dell’assistenza” si fa riferimento a due dimensioni che si intrecciano: assistenza diretta, personale e relazionale (ad esempio nutrire un bambino o assistere un partner malato); assistenza indiretta, come cucinare o pulire. Queste attività possono essere retribuite, quando svolte da professionisti (operatori sanitari, infermieri, educatori, lavoratori domestici), oppure non retribuite, quando restano a carico di familiari o volontari. Entrambi i settori sono in crescita, trainati dall’aumento sia della popolazione anziana sia della natalità globale. Tuttavia, il lavoro di assistenza continua a essere caratterizzato da bassi salari, carenza di tutele e benefici, e alti rischi fisici e psicologici.
L’impegno richiesto a governi e istituzioni
Oggi, di fronte ai cambiamenti demografici, alle trasformazioni delle strutture familiari e alle lacune delle politiche sociali, è necessario un impegno condiviso da parte di governi, istituzioni e cittadini per garantire servizi di assistenza dignitosi, accessibili e di qualità. Ignorare questo bisogno significherebbe aggravare le disuguaglianze sociali e di genere e mettere a rischio la sostenibilità dei sistemi di welfare.













