Ci sono due fenomeni indicativi della povertà educativa che fotografano l’attuale situazione che vive la Calabria e che mettono a rischio anche lo sviluppo futuro della regione. Sono l’alto tasso di abbandono scolastico e la fortissima incidenza di Neet presenti in Calabria. Per entrambi i fenomeni la regione risulta al secondo posto subito dopo la Sicilia per l’alta percentuale che si registra tra i giovani residenti.
Stando ai dati Eurostat, rilanciati dalla piattaforma Openpolis, oltre tre giovani su dieci tra i 18 e i 24 anni in Calabria non lavora, non è alla ricerca attiva di un’occupazione né studia né sta intraprendendo alcun percorso formativo. Si tratta del fenomeno cosiddetto Not in education, employment or training (Neet) che interessa appunto il 36,7 per cento dei giovani calabresi.
Una circostanza che così crea un mix devastante per le giovani generazioni e spiega anche l’alta incidenza della disoccupazione giovanile che si registra in Calabria. Fenomeni interconnessi, secondo gli esperti, e caratteristici di ragazzi che vivono in contesti di disagio sociale e che così non consentono loro di recuperare il gap con i coetanei compromettendo anche qualsiasi possibilità di riscatto futuro.
Fenomeni che come si rileva dai dati Eurostat interessano soprattutto le regioni del Sud con la Calabria al secondo gradino. Un aspetto che così finisce anche per incrementare la forbice con le aree più ricche del Paese.













