Giubileo della Scuola a Reggio Calabria, il Duomo gremito di giovani, Morrone: «Impariamo a stupirci»

Al Giubileo della Scuola Reggio Calabria l’arcivescovo Fortunato Morrone richiama il mondo dell’educazione a riscoprire la meraviglia, ricordando ai ragazzi che sono «la gloria di Dio»
Morrone Giubileo della Scuola Reggio Calabria

Nel cuore di Reggio Calabria, il Giubileo della Scuola Reggio Calabria ha riunito studenti, insegnanti e personale scolastico in un momento di intensa preghiera e riflessione. La Cattedrale si è trasformata in un grande abbraccio alla comunità educante, chiamata a riscoprire lo stupore per l’umano e la bellezza della propria vocazione formativa.

Giubileo della Scuola Reggio Calabria nella Cattedrale: una comunità in cammino

Un Duomo gremito di volti giovani, di sguardi attenti e della speranza che solo il mondo della scuola sa generare. Si è celebrato così, a Reggio Calabria, il Giubileo della Scuola, un momento intenso di riflessione, preghiera e festa che ha riunito studenti, docenti, dirigenti e personale scolastico del territorio dell’Arcidiocesi. L’evento, culmine di una due giorni di impegno educativo, è stato presieduto dall’arcivescovo Fortunato Morrone, che ha offerto una riflessione profonda sulla vocazione educativa. Il percorso giubilare è iniziato simbolicamente sulla soglia della Cattedrale. Accogliendo i partecipanti, l’Arcivescovo ha subito indicato la meta: «Gesù dice: ‘Chi passa attraverso di me avrà la luce della vita’», un invito a non lasciarsi appannare dall’esistenza, ma a «essere sempre luce». Entrando nel tempio, l’arcivescovo ha ricordato il ruolo di Dio come «il grande educatore», sottolineando come la responsabilità formativa sia condivisa da tutti, «dai genitori, ai docenti, gli insegnanti, a chi sta accanto ai ragazzi, gli animatori». Il fulcro del messaggio è arrivato durante l’omelia, con un appello accorato a ritrovare la capacità di meravigliarsi: l’Arcivescovo ha messo in guardia da una società che appiattisce. «Io ho la sensazione che ci siamo “appesi”», ha detto, constatando come oggi «non ci si meraviglia di nulla». Da qui, la provocazione e il mandato consegnato al mondo della scuola: «insegnate… a stupirsi».

La meraviglia dell’umano e la «gloria» di Dio

Secondo Morrone, solo recuperando lo stupore per «l’umano» è possibile cogliere «la “gloria” di Dio». Il presule ha ribaltato la prospettiva comune: non siamo solo noi a meravigliarci di Dio, ma è Dio che si meraviglia di noi. «I cieli siete voi, ragazzi! Siamo noi la sua gloria!». Citando i Padri della Chiesa, ha ricordato che «”La gloria di Dio è l’uomo vivente”. Siamo noi il suo cielo!».

La sfida educativa del Giubileo della Scuola Reggio Calabria

La celebrazione diocesana del giubileo della Scuola ha confermato ancora una volta che la vera sfida educativa, oggi, non è solo trasmettere nozioni, ma prima di tutto sgranare gli occhi davanti alla vita, riconoscendo il valore profondo di ogni persona. Un impegno sintetizzato nell’augurio finale dell’Arcivescovo: «Ricordati: tu sei la meraviglia di Dio».

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