Una nuova opportunità di grazia attende la Chiesa universale al termine dell’Anno Santo ordinario. Attraverso una recente comunicazione indirizzata ai vertici della famiglia francescana, il Santo Padre ha voluto donare ai fedeli un ulteriore tempo giubilare dedicato interamente alla figura del Poverello d’Assisi. La decisione, formalizzata poi dal decreto della Penitenzieria Apostolica, segna un passaggio storico per la devozione al Santo Patrono d’Italia: la celebrazione dell’ottavo centenario del suo transito terreno non sarà solo una ricorrenza commemorativa, ma un vero e proprio cammino spirituale arricchito dal dono dell’Indulgenza plenaria. Questo “Anno di San Francesco” si pone come ideale compimento di un percorso triennale che ha visto i fedeli riscoprire le tappe fondamentali della vita del Santo, dal presepe di Greccio alle stimmate de La Verna, invitando ora ogni pellegrino a riflettere sul mistero della sua morte e sulla sua eredità di pace.
Un anno di grazia per il Transito del Santo
In una lettera inviata lo scorso 10 gennaio ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana, papa Leone XIV ha reso nota l’indizione di un anno giubilare in occasione degli 800 anni dal transito di san Francesco d’Assisi. Come si legge nel decreto della Penitenzieria Apostolica, pubblicato sei giorni dopo, il Papa stabilisce che dal 10 gennaio 2026 (chiusura del Giubileo Ordinario) fino al 10 gennaio 2027 è indetto uno speciale “Anno di San Francesco”, in occasione del quale concede l’Indulgenza plenaria alle consuete condizioni a tutti i fedeli che visiteranno in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana, o luogo di culto in ogni parte del mondo intitolato a San Francesco o ad esso collegato.
Il compimento del percorso giubilare
Dopo l’ottavo centenario della creazione del presepe a Greccio (2023), della impressione delle Sacre Stimmate sul monte de La Verna (2024), della composizione del Cantico delle Creature (2025), il 2026 “segnerà il culmine e il compimento di tutti i precedenti festeggiamenti: …saremo chiamati a farci santi nella contemporaneità sull’esempio del Serafico Patriarca”.
L’attualità del messaggio di pace
Urichiamo e insieme una responsabilità a essere uomini e donne di pace. Nella lettera, Papa Leone XIV fa risuonare, infatti, più di tutte questa parola: pace. Desiderata più di ogni altra cosa, invocata quale sommo bene, in un periodo, come il presente, dilaniato da guerre e divisioni, la pace appare irraggiungibile. Lo sguardo cambia, però, se si rivolge al santo di Assisi, prova di come la concordia tra uomini, tra uomini e natura, tra miseri e potenti, tra fedeli e non credenti è possibile. Evidente, allora, il trait d’union tra l’anno giubilare da poco concluso e quello appena iniziato: Francesco è testimonianza viva di quella “speranza certa”, invocata nella preghiera davanti al crocifisso di san Damiano che - sebbene di dubbia attribuzione - fa assaporare a tanti fedeli che la pronunciano, quella pace interiore che san Francesco ha diffuso e continua a diffondere ancora oggi, rendendo Cristo presente e desiderabile la comunione fraterna. Come in quel “Tu sei la nostra speranza” che il santo eleva nelle “Lodi all’’Altissimo” – testo di cui conserviamo (come reliquia) l’originale –: “nostra” perché la speranza si realizza affidandosi a Dio e fidandosi dei fratelli.
Un santo per credenti e laici
Ci apprestiamo a vivere un anno di grazia, facendoci compagni dal santo degli abissi, uomo consapevole della sua infinita piccolezza e, allo stesso tempo, dell’infinità grandezza di Dio. Un uomo che ha attirato l’attenzione di cattolici e protestanti, atei, scettici e agnostici; che ha ispirato poesie, drammi, romanzi, opere musicali, pittoriche e scultoree. Basti pensare che negli ultimi dieci anni sono state pubblicate circa 300 biografie e il conto degli studi e delle pagine dedicate al Santo si perde andando a ritroso. In questo anno giubilare, ci immergeremo nel flusso d’interesse per il Santo, accostandoci ai suoi scritti e a quelli a lui ispirati. Ma cercheremo, anche, di raccontare le iniziative che accompagneranno i vari eventi commemorativi. Proveremo a stargli accanto, convinti che la compagnia che ci offre è dell’uomo che più altri nella storia dell’umanità ha saputo mettere la sua vita in gioco, consegnarla completamente nelle mani di Dio perché la plasmasse e ne facesse il capolavoro che tutti conosciamo.












